Psicologia dello sviluppo (teorie)
Introduzione
Teoria = insieme di affermazioni interconnesse (alcune dedotte da altre)
Caratteristiche
- Costruite procedendo dai dati alla teoria e viceversa
- Si devono attenere ai criteri di chiarezza
- Devono mostrare coerenza interna (p.d.v. logico), verificabilità e parsimonia
- Non devono essere contraddette da osservazioni
- Deve coprire un’area scientifica estesa scientifiche (punto di vista empirico)
- Deve integrare ricerche precedenti
Quanto più un’affermazione è distante dai comportamenti osservabili, tanto meno è probabile che essa possa essere sostenuta o confutata da dati empirici.
Assunti e costrutti
- Assunti: accettati senza dimostrazione
- Costrutti: concetti che pongono in relaz eventi, ogg, proprietà o variabili
- Ipotesi: affermazioni provvisorie, corroborata dalla ricerca
- Fatto: ipotesi suff più fatti si accumulano
- Legge: in un’affermazione generale ben fondata
Una teoria formale e verificabile è dotata di uno status mentre una informale si chiama modello.
Teoria evolutiva
Si focalizza sui cambiamenti nel tempo ma si distingue perché ne evidenzia i cambiamenti nel tempo.
La teoria dello sviluppo
Una teoria dello sviluppo spiega il processo che conduce alla comparsa di un fenomeno e si pone 3 obiettivi:
- Descrivere i cambiamenti entro una o più aree del comportamento
- Descrivere i cambiamenti nella relazione fra diverse aree del comportamento
- Spiegare lo sviluppo descritto
Una teoria dello sviluppo serve, perché organizza e attribuisce un significato ai fatti, apre la strada a nuove ricerche.
Le questioni principali
Visione meccanicistica
Il mondo è visto come una macchina composta da parti che operano nel tempo e nello spazio. Capacità predittiva completa in quanto una conoscenza della macchina e delle forze che agiscono permettono di fare inferenze. L’uomo è inerte e passivo, motivato da forze ambientali e corporee.
Visione organismica
Il mondo è composto da totalità organizzate, spontaneamente attive che si autoregolano. Questa prospettiva dà importanza alla totalità piuttosto che alle parti. Il bambino costruisce attivamente la sua conoscenza.
Contestualismo
Un comportamento ha significato solo in riferimento al suo contesto storico e sociale. Un problema di matematica può evocare sentimenti di competenza per un bambino che va a scuola e di sopravvivenza per un bambino che fa il venditore in strada.
Ideologie economiche e politiche
Sistema capitalistico
Anglo-americano, concepiva l’uomo come un essere competitivo che lotta per il successo. È in linea con le ideologie di Hobbes (uomo egoista) e Darwin (sopravvivenza del più forte). In ambito economico si poneva l’accento sul libero scambio. Lo standard del successo era l’uomo bianco della media borghesia. I bambini, le donne e i vecchi sono inferiori.
Sistema mercantilistico
Europeo, concepiva l’uomo come un essere collaborativo. In ambito economico si poneva l’accento sulla proprietà terriera e sui commerci controllati dallo stato. Rousseau vedeva il bambino come un nobile selvaggio buoni, rovinato dal mondo adulto.
Lo sviluppo è qualitativo o quantitativo?
(Posizione interazionista)
Cambiamento qualitativo
Modifiche di genere o tipo che coinvolgono la struttura e l’organizzazione.
Esempio: bambino di 4 non categorizza, bambino di 7 si.
Cambiamento quantitativo
Modifiche di frequenza, numero o grado.
Esempio: bambino di 4 tiene in memoria 3 elementi, bambino di 7 ne tiene 7.
Stabilire se lo sviluppo sia quantitativo o qualitativo è difficile poiché in molti casi la frequenza delle osservazioni influenza la nostra percezione.
Esempio: se osserviamo tutti i giorni si noterà il miglioramento motorio del bambino nel fare i primi passi. Se osservato di rado, sembrerà un cambiamento improvviso.
In che modo natura e cultura contribuiscono allo sviluppo?
Il problema consiste nel comprendere come la conoscenza e il comportamento derivino dal patrimonio genetico e dalla maturazione fisica dell’individuo e dalla sua esperienza nel mondo. La questione natura-cultura è al centro di due aree della ricerca particolarmente attive: la neuroscienza cognitiva e lo studio dell’interazione geni-ambiente. Bambino esuberante seleziona ambiente e oggetti diversi da uno timido.
Che cosa si sviluppa?
La prospettiva di ogni teorico dipende da:
- Livello di analisi (dalle cellule alla società)
- Focalizzazione sulla struttura o processo
- Contenuto privilegiato
- L’accento sul comportamento manifesto, pensiero o personalità
- Metodologia usata per studiare lo sviluppo
La teoria degli stadi cognitivi di Piaget e neopiagetiani
Orientamento generale della teoria
Epistemologia genetica = branca della filosofia che studia la conoscenza come il problema della relazione fra un soggetto agente/pensante e gli oggetti della sua esperienza. Genetico = riferito alla genesi (no qualcosa innato)
Studiando i cambiamenti evolutivi nel processo di conoscenza e nella sua organizzazione sentiva di poter rispondere alle domande tradizionali dell’epistemologia, affrontando le principali categorie di pensiero: spazio, tempo, causalità e quantità. Piaget concepisce la conoscenza come un processo piuttosto che uno stato, una relazione fra conoscente e conosciuto. L’essere cognitivo, seleziona attivamente le informazioni del suo ambiente filtrandole secondo le proprie modalità di comprensione e non si limita ad assorbirle passivamente.
Approccio biologico
I molluschi non solo si adattano all’ambiente ma lo assimilano secondo le modalità permesse dalla loro struttura biologica. Per Piaget, l’intelligenza è adattamento, il pensiero si adatta sul piano psicologico, una modalità universale. Evidenzia anche le similitudini tra la crescita cognitiva e lo sviluppo embriologico: una struttura organizzata diventa via via più differenziata con il tempo.
Strutturalismo
Secondo Piaget i contenuti apparentemente variabili del pensiero sono il risultato di una struttura costituita da un numero ridotto di operazioni mentali.
Schema
Pattern organizzato di comportamento ed è la componente ripetibile e generalizzabile di un atto.
Esempio: schema della suzione. I bambini costruiscono attivamente queste strutture e la loro acquisizione è associata ad un sentimento di necessità.
Approccio stadiale
Stadio = periodo di tempo in cui il pensiero/comportamento, in una varietà di situazioni, riflettono un tipo particolare di struttura mentale.
- È una totalità struttura in stato di equilibrio
- Deriva dallo stadio precedente, lo incorpora, trasforma e prepara lo stadio successivo
- Seguono una sequenza invariante
- Sono universali
- Include una preparazione e uno stato finale
Metodologia
Metodo clinico = interazione verbale a catena tra sperimentatore e intervistato.
Descrizione degli stadi
Periodo sensomotorio (0-2 anni)
Il lattante comprende il mondo con azioni fisiche e manifeste. I riflessi si trasformano in un insieme di schemi organizzati (comportamenti sensomotori).
- Stadio 1: modificazione dei riflessi (0-1 mese)
- Stadio 2: reazioni circolari primarie (1-4 mesi) ripetizione, abitudine
- Stadio 3: reazioni circolari secondarie (4-8 mesi) centrate sul mondo esterno
- Stadio 4: coordinazione degli schemi secondari (8-12 mesi) combinare schemi in modi complessi
- Stadio 5: reazioni circolari terziarie (12-18 mesi) esperimenti
- Stadio 6: invenzione di mezzi nuovi mediante combinazioni mentali (18-24 mesi)
Concetto permanenza dell’oggetto: un oggetto continua ad esistere anche se non lo vediamo.
- Stadio 1-2: se l’oggetto scompare il bambino non lo cerca
- Stadio 3: il bambino cerca l’oggetto se lo stava utilizzando durante la scomparsa
- Stadio 4: bambino cerca l’oggetto nei posti in cui l’aveva trovato (errore A e non B)
- Stadio 5: il bambino cerca l’oggetto solo se i movimenti con cui è stato nascosto sono visibili
- Stadio 6: il bambino è in grado di cercare l’oggetto correttamente
Periodo preoperatorio (2-7 anni)
Il bambino ricorre ai simboli per rappresentare oggetti ed eventi, utilizzandoli in modo via via più organizzato e logico.
Rappresentazioni mentali
Uno dei precursori è l’imitazione.
- Simboli: mantengono una somiglianza con gli oggetti che sostituiscono
- Segni: hanno una relazione arbitraria
Il pensiero rappresentativo è più veloce e mobile, precede il linguaggio e lo include.
Caratteristiche
- Egocentrismo e mancanza di reversibilità
- Rigidità del pensiero
- Ragionamento semilogico
- Cognizione sociale limitata: bambino giudica la scorrettezza sulla base di variabili esterne
Periodo operazioni concrete (7-12 anni)
Il bambino acquisisce alcune strutture logiche che gli permettono di compiere varie operazioni mentali (azioni interiorizzate e reversibili che fanno parte di strutture organizzative).
Conservazione: presuppone lo sviluppo di operazioni mentali, reversibilità che è composta da negazione e compensazione.
Compito dell’acqua: se il bambino dice che dopo il travaso è la quantità d’acqua ad essersi modificata, non avrà chiaro il concetto di conservazione.
Periodo operazioni formali (11-15 anni)
Le operazioni mentali non sono più limitate a oggetti concreti ma possono essere applicate ad affermazioni puramente verbali o logiche.
Problema del pendolo: un adolescente osserva un oggetto che pende all'estremità della corda e cerca di capire che cosa ne determini l’oscillazione e immagina tutte le possibili determinanti della frequenza di oscillazione prima di sperimentare. Un bambino operatorio concreto prova le variabili e se arriva a una risposta corretta il suo approccio è comunque casuale.
Piaget elabora 16 operazioni binarie, quelle che ritiene necessarie per risolvere i problemi presentati agli adolescenti.
- La congiunzione: co-occorrenza di x e y (bastone che curva in acqua <lunghezza, < piegamento)
- La disgiunzione: 3 possibili risultati x e y, x e non y, y e non x (bastone che curva in acqua: <lunghezza, < piegamento;> lunghezza < piegamento < lunghezza)
Memoria: esperimento. Uno sperimentatore mostra una fila di 10 bastoncini di diversa lunghezza in ordine decrescente. Una settimana dopo ai bambini viene richiesto di disegnare i bastoncini. I bambini di 3/4 anni disegnano una fila di bastoncini della stessa lunghezza, i bambini di 5/6 anni disegnano alcuni bastoncini alti e bassi, i bambini di 7 disegnano correttamente.
La memoria riflette la struttura cognitiva nel suo insieme ed è dipendente da essa e attiva. Con il tempo migliora perché la traccia mnestica decade, non è sempre affidabile.
Meccanismi di sviluppo
L’evoluzione di tipo stadiale si deve a milioni di “micro sviluppi” che dipendono da invarianti funzionali (funzioni intellettive che operano attraverso lo sviluppo).
- Organizzazione cognitiva: tendenza del pensiero a strutturarsi in sistemi di parti integrare in modo da formare un tutto. L’accordo del pensiero con sé stesso.
- Adattamento cognitivo: relativo all’interazione fra organismo e ambiente. L’accordo del pensiero con le cose:
- Assimilazione: adeguamento della realtà all’organizzazione cognitiva (un foglio di carta affonda, la carta diventa pesante con l’acqua).
- Accomodamento: modifiche nell’organizzazione cognitiva in seguito alle esigenze della realtà (la nave da crociera galleggia) modifico i miei schemi mentali.
Equilibrazione: accomodamento e assimilazione sono bilanciati in tre lassi di tempo:
- Istantaneo, durante le attività quotidiane
- Alla fine di ciascun livello/stadio
- Durante tutto il corso della vita
Posizione rispetto alle questioni evolutive
- La natura umana: visione organismica
- Sviluppo qualitativo/quantitativo: ammette entrambi ma si concentra su quelli qualitativi
- Natura e cultura: interazionista
- Sviluppo: maturazione fisica + esperienza ambiente fisico e sociale + equilibrazione
Che cosa si sviluppa: l’essenza dello sviluppo cognitivo sta nel cambiamento strutturale. Questo attribuisce un significato e influenza i contenuti del pensiero. Secondo Piaget è il cambiamento a livello morale che determina l’evoluzione a livello molecolare. Il che cosa si sviluppa è connesso alla metodologia di Piaget, basata su osservazioni, interviste e valutazioni. In questo modo si limita l’interferenza dello sperimentatore sui processi di pensiero del bambino, evitando distorsioni.
Valutazione della teoria
- Punti di forza: riconoscimento del ruolo centrale svolto dalla cognizione, la scoperta di caratteristiche sorprendenti nel pensiero del bambino, ampia portata, validità ecologica.
- Punti deboli: nozione di stadio non confermata, spiegazione inadeguata dei meccanismi di sviluppo, mancanza di una teoria della performance, scarsa attenzione allo sviluppo sociale ed emotivo, sottostima delle abilità.
Le modificazioni di Piaget alla sua teoria
- Da meno importanza agli stadi, iniziando a vedere lo sviluppo meno simile ad una successione di passi e ipotizzando periodi di transizione da uno stadio all’altro più lunghi, cresce la sua attenzione per i meccanismi di cambiamento cognitivo.
- Ridefinisce la nozione di cambiamento evolutivo. La conoscenza sulle proprietà degli oggetti (modifica intra) conduce alla conoscenza sulle relazioni tra le proprietà degli oggetti/azioni (modifica inter) e quindi a una struttura che organizza le relazioni (modifica trans).
- Estende il ruolo delle possibilità e delle procedure (strategie) nel processo di sviluppo, in contrasto, con la precedente enfasi sulla necessità logica. Esempio: bambini vedono un solo lato di una scatola sotto un panno, a 5-6 anni dicono che la parte nascosta ha lo stesso colore di quella visibile, 7-10 anni riconoscono che può essere di diversi colori, 11-12 realizzano che il numero di possibilità è illimitato.
- Una caratteristica importante dell’equilibrazione è la contraddizione. Esempio: Fila di 7 dischi, ciascuno dei quali è impercettibilmente più grande del precedente. I primi 6 dischi sul tavolo; il 7 poteva essere mosso e confrontato con gli altri. La contraddizione che il bambino doveva affrontare stava nel fatto che due dischi adiacenti sembravano avere le stesse dimensioni, mentre il disco che chiudeva la serie era più grande di quello iniziale.
- I cambiamenti più radicali riguardano solo il modello logico-matematico del pensiero: aveva intenzione di ristrutturare l’intera architettura della teoria, cercò di incorporare:
- Logica dei significati: Piaget sottolinea come la logica provenga dai significati degli oggetti sviluppati tramite le azioni, i bambini apprendono che un’azione su un oggetto è in relazione con altre azioni.
- Teorie delle categorie: confronti tra stati stazionari hanno un'importanza cruciale, come quando un bambino pre-operatorio nota la somiglianza tra un oggetto percepito in questo momento e uno visto in precedenza.
I neopiagetiani
Robbie Case
Esamina i cambiamenti cognitivi nei vari livelli attribuendo i progressi all’aumento di capacità della memoria di lavoro (spazio di elaborazione esecutiva: il numero massimo di schemi indipendenti che un bambino può attivare in ogni singolo momento).
- Un’abilità (contare) diviene più veloce e automatica grazie alla pratica che rende il compito meno impegnativo. L’aumento del numero di informazioni processate contemporaneamente migliora la performance e il bambino può concentrarsi su più compiti (contare e ricordare).
- La maturazione del cervello aumenta la quantità di info che il bambino può maneggiare
Utilizza costrutti derivanti dall’elaborazione dell’informazione:
- La nozione di rete di concetti
- Le strutture di controllo esecutivo
Per colmare il divario tra strutture cognitive generali o compito specifiche, postula delle strutture concettuali generali.
Kurt Fischer
Vuole osservare la variabilità comportamentale osservata in bambini nello stadio di sviluppo. Introduce il concetto di strutturalismo dinamico postulando un pensiero organizzato ma in costante evoluzione, che si esprime in maniera variabile a seconda dei contesti attuali e passati. La nozione di contesto di supporto costituisce l’aspetto centrale della teoria. Il bambino costruisce gradualmente le sue abilità di pensiero e apprendimento, impiegandole in diversi contesti. Le abilità definite come la capacità di agire in maniera organizzata in un contesto specifico (raccontare storie, scrivere, contare).
È più probabile che un bambino sviluppi maggiormente le abilità sostenute dai genitori. Lo sviluppo di ciascun bambino spazia entro una specifica gamma evolutiva. Quando l’ambiente è favorevole il suo è un livello ottimale, se sfavorevole si parla di livello funzionale (livello di abilità massimo cui può funzionare autonomamente senza sostegni). La variabilità deriva anche dalla possibilità di seguire percorsi di sviluppo diversi per le varie abilità. La metafora usata da Fischer è di una rete evolutiva che, diversamente da gradini di una scala, le maglie non seguono un ordine predeterminato, ma sono il risultato della combinazione tra l’attività di chi costruisce la rete e il contesto di supporto (es il ragno). Si definisce zona concorrente quando ci sono cambiamenti simultanei sulla rete e dunque emergono molte nuove abilità nello stesso momento in più domini.
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