Università degli studi di Napoli "Federico II" psicologia clinica
Appunti di Lucia Di Maio
Capitolo 1: Prospettive epistemologiche in psicologia clinica
1.1 Ragioni e necessità di un punto di vista epistemologico
Cos'è importante che abbia in mente uno studente di psicologia? Degli strumenti che gli permettano l'acquisizione di contenuti utili e che consentano una strutturazione graduale ma profonda delle conoscenze teoriche. Conoscenze e competenze devono svilupparsi in modo integrato per i diversi ambiti disciplinari, perciò uno degli strumenti teorici essenziali è una mappa che permette di acquisire un quadro completo.
Modello di Antonio Imbasciati
In questo modello lo psicoanalista differenzia i diversi modelli epistemologici dalla conoscenza scientifica, che comprende:
- Osservazione;
- Descrizione;
- Interpretazione;
- Spiegazione.
Imbasciati ci dice inoltre che la mente dell'osservatore deve essere accuratamente formata attraverso l'apprendimento di concetti, teorie e modelli, oltre che una competenza personale. Perciò la cornice teorica è stata pensata nel rispetto di una doppia matrice: prospettiva epistemologica e visione costruttivista. Significativi sono due assunti dell'approccio costruttivista:
- Il sapere come qualcosa che non può essere ricevuto in modo passivo;
- Tenere conto della cornice temporale (passato, presente e futuro), per lavorare sulla connessione di eventi e sui significati nel passare del tempo.
L'approccio epistemologico, invece, viene ritenuto più completo e profondo, permette la formazione di una mappa di significati. Completo perché affronta le tappe storiche ed evolutive della psicologia come disciplina scientifica. Profondo perché permette di indagare aspetti spesso impliciti ma essenziali.
1.2 Cenni storici ed epistemologici
La psicologia clinica era considerata una non-scienza ed è da queste origini che derivano gli attributi di indefinitezza, caratteristica che ancora oggi lascia echi difficili da confutare.
- Dualismo cartesiano
- Gall: frenologia
- Wundt: laboratorio a Lipsia
- James e Dewey: funzionalismo
- Contributo matrice Wundtiana: introspezionismo
- Darwin: teoria evoluzione della specie
- Pavlov: condizionamento
- Freud: psicoanalisi
1.3 Il dibattito epistemologico moderno e contemporaneo: dal positivismo alla crisi dell'utopia scientista
All'inizio del 1900 si trova una parziale risposta all'esigenza di maggior oggettività scientifica negli esperimenti di Pavlov, in particolare ci riferiamo alla sua scoperta del condizionamento. Questo costituisce uno dei cardini dello studio sperimentale dell'apprendimento. Negli stessi anni, negli USA, si gettano le basi per il comportamentismo con Thorndike, approccio che nascerà poi con Watson e che avrà massima diffusione tra gli anni '30 e '60.
- L'unico oggetto dell'indagine psicologica deve essere il comportamento;
- Esso è osservabile e misurabile con metodi obiettivi;
- La metodologia di rilevazione deve permettere la ripetizione degli esperimenti;
- L'interpretazione dei dati deve essere fatta secondo lo schema fisso stimolo-risposta (S-R);
- Il pensiero (linguaggio subvocale) è considerato una forma di comportamento riducibile a movimenti impercettibili dell'apparato vocale.
L'area di studio perciò si riduce a tutto ciò che cade sotto il dominio dell'osservazione. La mente viene vista come una scatola nera (black box), e la psicologia è considerata una branca sperimentale delle scienze naturali. Per la Gestalt, al contrario, l'oggetto di studio è l'insieme dei processi interiori indagabili mediante i criteri di soggettività cosciente.
Nella prima metà del 1900 la discussione porta ad una divisione tra psicologi oggettivisti e soggettivisti, mentre la seconda metà del secolo vede la crisi dello scientismo (concezione che attribuisce alla scienza un valore assoluto). Nel corso del Novecento hanno sempre più spazio, nella filosofia della scienza, delle interpretazioni anti-realiste che ne rilevano il carattere fallibile fino a negarne oggettività e rigorosità relative alla conoscenza.
Epistemologia della falsificabilità, Karl Popper
Fu una delle principali teorie del periodo e sosteneva che "una teoria scientifica si contraddistingue per la possibilità di essere controllata, e quindi falsificata, empiricamente". Falsificabilità: per Popper le ipotesi scientifiche sono controllabili dall'esperienza, è cioè possibile elaborare test per controllarne la falsità. In questi anni si arriva alla conclusione che organismo biologico e psichico vanno studiati come totalità organizzata.
1.4 Dai criteri di protocollarità all'istituzione dell'oggettività
Partiamo da due interrogativi di base:
- Cos'è la scienza?
- Qual è l'oggetto della psicologia?
Attualmente la psicologia costituisce un insieme di scienze molteplici la cui scientificità è affidata a struttura e coerenza nella stessa misura. Tutto ciò sembra possibile grazie a tre esigenze fondamentali:
- La coerenza logico-programmatica, ossia la capacità di adeguare le osservazioni e le verifiche alla realtà;
- La capacità di spiegare e anticipare, ossia di formulare previsioni attendibili;
- La capacità di auto-riorganizzazione, ossia di adeguarsi continuamente alle crescenti necessità delle proprie ricerche.
La costituzione di questa struttura, cioè quella di una coerenza rigorosa della disciplina, si basa su due elementi essenziali: oggetto e metodo. Mentre per l'ideale positivistico solo il concreto può costituire un oggetto di scienza, nell'orientamento epistemologico contemporaneo l'oggetto scientifico è interpretato come un modello utile per la conoscenza. Come capire cosa differenzia una proposizione scientifica da tutte le altre? Tramite i criteri di protocollarità.
Protocollo: nella filosofia neopositivista costituisce la registrazione di un dato dell'esperienza immediata in un'enunciazione elementare, quest'ultima detta proposizione protocollare.
La particolarità degli enunciati protocollari è che non hanno bisogno di verifica, perché la veridicità risiede nel protocollo stesso. Alla luce di queste riflessioni, si può definire così la struttura dell'oggetto scientifico.
Oggetto scientifico: un'entità teorica direttamente sperimentabile attraverso una rete di nessi logici, esplicita e ispezionabile, che consente in qualunque momento e a chiunque di coglierne in modo oggettivo l'articolazione e la consequenzialità. Un altro concetto esaminato è quello di oggettività scientifica, che nasce dal presupposto che si formi una comunità i cui componenti si trovino a essere d'accordo nell'impiego di certi strumenti per verificarne la coerenza.
Quindi, in sintesi, la psicologia si costituisce come scienza in quanto ha oggetti specifici, linguaggio e criteri propri, che consentono agli interlocutori di decidere della verità o falsità delle affermazioni.
1.5 Evoluzione della disciplina e prospettive teoriche attuali
Con questi presupposti la poliedricità della psicologia non è più un ostacolo, ma ogni branca privilegia alcune categorie di variabili nella spiegazione psicologica, sottintendendo diverse concezioni della personalità e del funzionamento mentale dell'individuo. Il modello teorico che attualmente si adatta meglio è quello dei sistemi dinamici e complessi: secondo questo paradigma il comportamento di un tutto può essere compreso completamente solo studiando le proprietà delle sue parti.
L'approccio teorico dei sistemi complessi ha come principio una costante apertura alle informazioni provenienti dall'ambiente esterno e una successiva integrazione nei diversi livelli della struttura preesistente. Uno dei concetti più esplicativi in questo senso è quello di consilience: esso rappresenta il segnale di un'esigenza irrinunciabile della comunità scientifica contemporanea di mettere insieme in modo armonico, integrato e potenzialmente operativo i settori del sapere e le conoscenze che le varie discipline propongono relativamente ai medesimi ambiti di realtà.
Ciò che ne ricaviamo è la consapevolezza che la mente umana può essere studiata sia tramite l'approccio psicodinamico che neuroscientifico e questa interazione non può che portare ad un risultato proficuo. In un articolo Kandel espone i possibili ambiti di convergenza tra psicologia e biologia, così da capire quali sono i punti in cui si possono incontrare:
- La natura dei processi mentali;
- Le esperienze precoci;
- Le correlazioni tra preconscio e inconscio e corteccia prefrontale;
- L'orientamento sessuale;
- La psicoterapia e la plasticità.
Uno dei contributi più significativi delle neuroscienze attuali è la scoperta dei neuroni mirror (o neuroni specchio), il cui meccanismo costituirebbe una sorta di embodied simulation (simulazione incarnata) grazie alla quale l'uomo riesce a riconoscere e a rivedersi in qualcosa che vive in modo esperienziale.
Allan Schore si occupò invece della sintonizzazione affettiva tra madre e bambino, quindi si focalizzò sull'emisfero destro detto anche "emotivo". Esso raggiunge il massimo sviluppo entro i primi 18 mesi di vita e ha un ruolo dominante nei primi 3 anni di vita; allo stesso modo la madre in questa fase tende ad usare prevalentemente l'emisfero destro. In questo modo i due elementi della diade sono sintonizzati, determinando l'elaborazione delle informazioni emotive e comunicazione non verbale.
Holding: termine introdotto da Winnicot per definire la capacità della madre di fare da contenitore delle angosce del bambino. In linea con questo concetto, è curioso notare come la maggior parte delle madri tende a tenere in braccio i bambini sul lato sinistro del corpo, in modo tale che l'immagine sia collocata sull'emiretina visiva dell'emisfero destro. L'utilità di questo meccanismo è che il bambino usa l'output della madre come modello su cui basarsi per attivare i propri circuiti cerebrali secondo degli schemi che andranno a stratificarsi nella sua memoria implicita.
Secondo questo modello evolutivo, il sistema limbico permette un tipo di elaborazione soggettiva degli stimoli emotivi provenienti dall'esterno e ovviamente una regolazione affettiva funzionale garantisce il passaggio dell'informazione a livelli sempre più complessi. Fondamentale in queste prime fasi della vita è l'adeguato contenimento da parte del caregiver, importante per il passaggio da forme di rappresentazione basate solo sul corpo a quelle generalizzate, fondamentale per la formazione del Sé. Attorno ai 6 mesi questi contenuti andranno a formare la memoria di tipo:
- Esplicita;
- Autobiografica/episodica;
- Semantica.
Come si è visto nello studio di Spitz sui bambini ospedalizzati, una insufficiente stimolazione dell'emisfero destro e un basso e disorganizzato livello di sintonizzazione affettiva non permettono un funzionale processo di elaborazione dei contenuti emotivi impliciti e non consentono la formazione della capacità di autoregolazione. Anche la mentalizzazione risulta compromessa dalla relazione con una figura di accudimento non adeguatamente sintonizzata con gli stati emotivi del bambino, negligente o disorganizzante.
Capitolo 2: Modelli di anormalità
Quando leggiamo un caso clinico usiamo dei quadri teorici, ovvero una prospettiva che ci aiuta a comprendere le cose, i cosiddetti modelli o paradigmi. Ogni modello:
- Illustra le concezioni teoriche dello scienziato;
- Struttura l'ambito e l'oggetto di studio;
- Stabilisce le linee guida della ricerca influenzando ciò che lo scienziato osserva, le domande che si pone e le informazioni che ricerca.
Si sono sviluppati svariati modelli teorici tra cui:
- Il modello biologico, che considera i processi fisici come elementi determinanti del comportamento umano;
- Il modello psicodinamico, che approfondisce i processi e i conflitti interni inconsci;
- Il modello comportamentista, che pone l'accento sul comportamento e i modi in cui viene appreso;
- Il modello umanistico-esistenziale, che si concentra sul pensiero sottostante al comportamento che sottolinea il ruolo dei valori e delle scelte;
- Il modello socioculturale, che considera le forze sociali e culturali come gli elementi fondanti del funzionamento umano e comprende: il modello sociofamiliare e multiculturale.
Questi modelli entrano spesso in contrapposizione, ma occorre ricordare che nessuno è completamente esaustivo.
2.1 Il modello biologico
I biologi teorici, adattando una prospettiva di matrice medica, considerano il comportamento psicopatologico come una malattia causata da parti dell'organismo malfunzionanti. Di conseguenza attribuiscono all'anatomia e alla chimica cerebrale la causa di un certo comportamento. Quindi, ritengono che una comprensione globale dei pensieri, delle emozioni e del comportamento dovrebbe includere una comprensione delle loro basi biologiche.
Il cervello è costituito da circa 100 miliardi di cellule nervose, i neuroni, e da migliaia di miliardi di cellule di supporto, le glia. Nel cervello troviamo:
- La corteccia: lo strato più esterno;
- Il corpo calloso: connette i due emisferi cerebrali;
- I gangli basali: svolgono un ruolo essenziale nell'organizzazione e produzione del movimento;
- L'ippocampo: aiuta a controllare le emozioni e la memoria;
- L'amigdala: ha un ruolo fondamentale nella memoria emotiva;
Uno dei danni neurologici dei gangli basali, ad esempio, porta alla malattia di Huntington, caratterizzata da reazioni emotive violente, perdita di memoria, pensieri suicidi, movimenti involontari del corpo e idee assurde. I ricercatori hanno scoperto che i disturbi cerebrali possono essere connessi a problemi nella trasmissione tra neurone e neurone.
La trasmissione dell'informazione segue questi passaggi:
- L'informazione si propaga nel cervello da un neurone a un altro;
- Un impulso nervoso viene prima captato dai dendriti di un neurone e da qui viene trasmesso all'assone del neurone;
- L'impulso viene trasmesso attraverso la terminazione nervosa;
- Il messaggio attraversa la sinapsi;
- Quando un impulso elettrico raggiunge l'estremità di un neurone, questa viene stimolata a rilasciare una sostanza chimica chiamata neurotrasmettitore.
Neurone: unità cellulare che costituisce il tessuto nervoso, il quale concorre alla formazione del sistema nervoso. Grazie alle sue proprietà fisiologiche e chimiche è in grado di ricevere, integrare e trasmettere impulsi nervosi (informazioni), nonché produrre sostanze (neurosecreti).
Sinapsi: è lo spazio situato tra neurone presinaptico (che trasmette) e postsinaptico (che riceve), dove vengono rilasciati i neurotrasmettitori.
Neurotrasmettitore: la sostanza chimica rilasciata da un neurone nello spazio sinaptico e captato dai recettori sui dendriti del neurone successivo.
Le ricerche dimostrano che l'attività anormale di certi neurotrasmettitori può causare determinati disturbi mentali. Ad esempio, ad una scarsa secrezione di serotonina e norepinefrina è stata associata la depressione.
I fattori di anormalità sono 3:
- Genetica
Le anormalità nell'anatomia e nella chimica cerebrale sono talvolta dovute all'attività genetica. Ogni cellula del cervello e del corpo presenta 23 coppie di cromosomi, e ogni cromosoma contiene innumerevoli geni, segmenti che controllano le caratteristiche e i tratti che un individuo eredita. Il modo in cui i diversi geni possono contribuire ai disturbi mentali è diventato più evidente grazie alla mappatura dei geni, che permette di prevenire o modificare i geni, appunto, che contribuiscono a causare disturbi medici o psicologici.
- Evoluzione
Il gene responsabile potrebbe essere una forma mutata, forma anomala del gene originario creatasi per caso. Secondo alcuni teorici, molti geni che contribuiscono al funzionamento anormale sono invece il risultato dei fenomeni evolutivi normali. Nell'ambito clinico, la prospettiva evolutiva è controversa ed è stata respinta da molti teorici, poiché imprecisa e impossibile da verificare.
- Infezioni virali
Un'altra possibile causa di anomalie nella struttura celebrale o di una disfunzione biochimica sono le infezioni virali: la schizofrenia, ad esempio, potrebbe essere connessa all'esposizione a certi virus dell'infanzia oppure prima della nascita.
I medici di orientamento biologico tentano di comprendere il comportamento patologico cercando alcuni indizi specifici, ad esempio se nella famiglia del malato esistono dei precedenti di quel dato disturbo e se questo significa che ci sia una predisposizione genetica.
Abbiamo 3 principali tipi di trattamento biologico:
- La terapia farmacologica
I farmaci utilizzati nelle terapie vengono chiamati psicotropi e appartengono a quattro gruppi principali:
- Farmaci ansiolitici: aiutano a ridurre la tensione e l'ansia;
- Farmaci antidepressivi: aiutano a migliorare l'umore delle persone depresse;
- Farmaci contro il disturbo bipolare (stabilizzatori dell'umore): aiutano a rendere più stabile l'umore della persona;
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