L
’ATOMO cap 1
L’atomo è formato da:
- Protoni
: di carica positiva.
- Neutroni
: neutri.
- Elettroni
: di carica negativa.
I protoni e i neutroni hanno massa simile, e si dispongono al centro dell’atomo (costituendo il
nucleo
).
Gli elettroni invece, hanno una massa molto più piccola rispetto a quella di protoni e
neutroni, per cui è trascurabile. Inoltre, gli elettroni si muovono attorno al nucleo.
C i sono diversi tipi di atomo a seconda del numero e della disposizione di protoni, neutroni
ed elettroni presenti.
Il numero dei protoni di un atomo si chiamanumeroatomico(“Z”).
Di norma, gli atomi sono tutti neutri, in quanto il numero di protoni e di elettroni è uguale. Per
questo motivo, il numero atomico indica anche il numero degli elettroni.
Inoltre, l’attività chimica di un certo atomo dipende dal numero e dalla disposizione dei suoi
elettroni esterni, dunque conoscendo il numero atomico si può prevedere anche la maggior
parte delle proprietà chimiche dell’atomo stesso.
I
vari atomi, che hanno ognuno un diverso numero atomico, sono dettielementi
. Ciascun
elemento ha un nome proprio, a cui corrisponde un simbolo di una o due lettere.
Gli elementi che si trovano in natura hanno un numero atomico compreso tra 1 e 92, e
contengono da 0 a 146 neutroni.
[es: l’idrogeno (H) è costituito da 1 protone e 1 elettrone, dunque il suo numero atomico è 1].
O
ltre che dal numero atomico, un atomo è caratterizzato dalnumero di massa(“A”), ovvero
il numero totale dei suoi protoni e neutroni.
[es: l’elio (He) è costituito da 2 protoni e 2 neutroni, dunque il numero atomico è 2, e il
numero di massa è 4].
A
tomi appartenenti allo stesso elemento ma aventi un diverso numero di neutroni (stesso
valore di Z; ma diverso valore di A) sono chiamatiisotopidi quell’elemento.
I vari isotopi di un elemento sono indicati ponendo il valore del numero di massa dell’isotopo
come esponente del simbolo dell’elemento stesso.
[es: l’idrogeno è una miscela naturale di tre diversi isotopi: Prozio con A=1; Deuterio con
A=2; Trizio con A=3].
A causa dell’esistenza di vari isotopi, il numero di massa è un parametro inadatto a
descrivere i rapporti tra diversi atomi. Per questo, si preferisce usare un altro parametro,
chiamatopeso atomico
, calcolabile con la media ponderaledelle masse dei diversi isotopi
dell’atomo, e l’unità di misura è ildalton(
Da
).
[es: il Cloro è presente in natura sottoforma di 2 isotopi:
35
- Cl: A=34,9689, con frequenza del 75,77%
37
- Cl: A=34,9659, con frequenza del 24,23%
Peso atomico: (75,77 * 34,9689 + 24,23 * 34,9659) / 100 = 34,97 Da].
L
e proprietà chimiche di un atomo derivano dal numero e dalla distribuzione dei suoi
elettroni nello spazio attorno al nucleo. 1
A seconda dell’energia di cui gli elettroni sono dotati, questi si distribuiscono su diversilivelli
energeticitra loro discontinui:
- Gli elettroni più vicini al nucleo sono quelli meno energetici.
- Gli elettroni più lontani dal nucleo sono più energetici.
I livelli energetici sono al massimo 7: il primo livello è indicato con la lettera K; il secondo
livello con la lettera L; e il terzo livello con la lettera M.
Un dato livello energetico può essere occupato da uno o più elettroni solo se i livelli
energetici inferiori sono già completamente pieni.
In ciascun livello energetico, gli elettroni si muovono intorno al nucleo. Non è possibile
sapere con certezza il punto preciso in cui si trova un elettrone in un preciso momento,
bensì è possibile sapere con molta probabilità laregionein cui si trova. Queste regioni,
chiamateorbitali
,sono di forma definita e possonoaccogliere fino a 2 elettroni, che hanno
unospin(=rotazione intorno al proprio asse) di direzioneopposta l’uno dall’altro.
Ogni livello energetico può assumere più orbitali a seconda della distanza dal nucleo
dell’atomo:
- Il primo livello energetico contiene 1 solo orbitale diforma sferica(come ogni primo
orbitale di ogni livello energetico).
- Il secondo livello ne può contenere fino a 4, di cui 1 di forma sferica e 3 diforma a
manubrio(disposti ortogonalmente l’uno rispetto all’altro).
- I livelli energetici più elevati, oltre questi due tipi di orbitali, possiedono anche altri
orbitali di forma più complessa.
L
e modalità di distribuzione degli elettroni in tutti i possibili orbitali dell’atomo, determinano la
capacità dell’atomo stesso a reagire chimicamente con altri atomi. Infatti, secondo la regola
dell’
ottetto-duetto
, quando un atomo possiede il livelloenergetico più esterno completo di 8
elettroni, ha una stabilità e tende perciò a non formare ulteriori legami. Questo è il caso dei
gas nobili
.
Nel caso in cui, invece, agli atomi manchi 1 solo elettrone per completare il proprio livello
energetico esterno (chiamatialogeni
), oppure abbiano1 solo elettrone nell’ultimo livello
energetico (chiamatialcalini
), questi atomi tenderannoa formare legami chimici tra di loro.
I
vari elementi presenti in natura sono tutti racchiusi nellatavola periodica di Mendeleev
.
Questa tavola può essere suddivisa in:
- righe: gli elementi sulla stessa riga hanno lo stesso numero di livelli energetici.
- colonne: gli elementi sulla stessa colonna hanno lo stesso numero di elettroni
nell’ultimo livello energetico.
Per quanto riguarda il comportamento chimico, gli elementi disposti nella stessa colonna
hanno caratteristiche simili e sono perciò raccolti ingruppi(es: gas nobili tutti nella colonna
VIII (18)).
I
LEGAMI CHIMICI E LE MOLECOLE
A qualsiasi livello energetico, la materia tende a raggiungere condizioni di massima stabilità
energetica. Nel caso degli atomi, la condizione di massima stabilità energetica si ottiene
quando tutti gli orbitali del livello elettronico più esterno sono completi. Per cui, tutti gli atomi
(tranne i gas nobili che sono già completi) tendono a crearelegami chimicicon altri atomi
per ottenere, cedere, o mettere in comune elettroni nel livello energetico più esterno. 2
M olecole:
Nel caso in cui gli atomi siano legati tra loro da legami molto resistenti (legami covalenti), le
interazioni stabili che seguono sono dettemolecole
.Queste molecole possiedono unpeso
molecolare
, che corrisponde alla somma dei pesi atomiciche la costituiscono.
[es: l’acqua (H O
) ha un P.M. di 18 Dalton (Da): 16Da per l’O; 2 Da per i due H].
2
L
amoledi una sostanza è la quantità di grammi checorrisponde al valore in Dalton del suo
peso molecolare.
[es: 1 mole di acqua corrisponde a 18 grammi, e anche il suo peso molecolare è 18 Dalton].
Una mole di una qualunque sostanza chimica comprende sempre lo stesso numero di
molecole (chiamatonumero di Avogadro
), indipendentementedal P.M. e dallo stato fisico
della sostanza stessa.
Lamolaritàdi una soluzione è la concentrazione diuna sostanza chimica in quella
soluzione.
L
egami chimici:
Gli atomi possono creare diversi tipi di legami chimici:
- Legami forti:
○ Legame covalente (tra molecole)
○ Legame ionico (tra sali)
- Legami deboli:
○ Legame idrogeno
○ Forze di Van Der Waals
1
.Legame covalente
:
Legame che avviene tra 2 atomi che mettono tra loro in comune uno o più elettroni dei loro
livelli energetici esterni, in modo da completare l’ultimo livello energetico.
Questo legame avviene, per esempio, tra due atomi di idrogeno (H), in quanto H è costituito
da 1 elettrone nel primo livello energetico. Per completarlo, arrivando a 2 elettroni, due atomi
di idrogeno tendono a fondere i loro due orbitali, formando un solo orbitale completo.
L’orbitale molecolare produce attrazione su entrambi gli atomi e li mantiene legati
fortemente, formando la molecola H . Allo stesso modo,un atomo di ossigeno (O) può
2
condividere orbitali elettronici con un altro atomo di O (formando la molecola O ) o con due
2
atomi di H (formando la molecola H O
).
2
Essendo un legame singolo, esso si indica con 1 trattino tra i simboli dei due atomi.
Q
uando due atomi mettono in comune 2 elettroni, essi sono legati da undoppio legame
covalente
; mentre quando mettono in comune 3 elettroni,si dicono legati da untriplo
legame covalente
.
Questi due legami covalenti si indicano rispettivamente con 2 o 3 trattini tra i simboli dei due
atomi.
La forza attrattiva di questi legami è maggiore rispetto a quella del legame singolo. Questa
forza attrattiva viene espressa come:
- Energia di dissociazione del legame(oenergia dilegame
). L’energia di legame
può essere espressa in Kcal/mole e corrisponde all’energia che deve essere
somministrata perché quel legame si rompa.
- Lunghezza di legame
, cioè la distanza tra i nucleidei due atomi legati, viene
espressa in Angstrom (Å). 3
Vi sono due tipi di legame covalente:
- Omeopolare
: quando è caratterizzato da una distribuzionedella nube elettronica
simmetrica. Avviene solo tra molecole costituite da atomi identici (H , O , Cl )
, che
2
2 2
sono infatti definiteapolari(in quanto hanno ungrado di elettronegatività tra loro
simile).
- Polarizzato
: quando è caratterizzato da una distribuzionedella nube elettronica
Asimmetrica. Questo perchè coinvolge molecole con atomi diversi. La nube può
essere più o meno asimmetrica a seconda della diversa capacità che i due atomi
hanno di attrarre elettroni*
. In particolare, lanube sarà più densa verso la molecola
con gli atomi più elettronegativi, causando unacaricaparziale negativa(e dunque
meno densa verso gli atomi più elettropositivi, causando unacarica parziale
positiva
). Le molecole coinvolte in questo legamecovalente, vengono perciò definite
polari
.
*
La capacità di un atomo di attrarre o donare elettroni(definitaelettronegatività
) dipende da
quanti elettroni sono necessari per completare il suo livello energetico esterno.
Gli atomi a cui mancano pochi elettroni tenderanno quindi ad attrarre elettroni per
completare il livello energetico esterno, e verranno definitielettronegativi
.
Gli atomi che invece hanno l’ultimo livello energetico occupato da pochi elettroni tenderanno
a cederli, e saranno definitielettropositivi
.
L
’instaurazione di legami omeopolari o polarizzati tra 2 atomi dipende dunque dalla
differenza di elettronegatività che tali atomi possiedono:
- Se 0< <
0,4 -> legame covalente omeopolare.
Δ
E
- Se 0,4< <
1,7 -> legame covalente polarizzato.
Δ
E
2
.Legame ionico
:
Ione
= atomo che, in particolari condizioni, può perdereo acquistare elettroni, perdendo di
conseguenza la sua condizione di neutralità e può assumere:
- Carica netta positiva (se il numero finale di elettroni è inferiore a quello dei protoni).
In questo caso viene chiamatocatione
.
- Carica netta negativa (se il numero finale di elettroni è superiore a quello dei protoni).
In questo caso viene chiamatoanione
.
È dunque un atomo con carica diversa da 0, o una molecola che presenta uno o più atomi
con cariche sbilanciate.
G
li ioni di segno opposto si attraggono l’uno con l’altro, formando unlegame ionico
.
A differenza del legame covalente, qui si tratta di una generica forza di attrazione
elettrostatica che uno ione esercita in modo aspecifico nei confronti di uno o più ioni di
segno opposto che vi si trovi vicino. Questa forza di attrazione diminuisce man mano che la
distanza tra gli ioni in questione aumenta.
L
’instaurazione del legame ionico avviene quando la differenza dell’elettronegatività dei due
ioni è >
1,7.
Δ
E
S
ali
= sostanze costituite da ioni di segno oppostolegati da legami ionici.
+ -
[es: cloruro di sodio (NaCl), costituito da Na eCl
]. 4
I
n fase solida, gli anioni e i cationi del sale tendono a disporsi in modo ordinato l’uno rispetto
all’altro nello spazio, costituendo uncristallo
.
L
egami deboli
:
Tipologia eterogenea di meccanismi di attrazione tra atomi che spesso appartengono a
molecole diverse.
Essendo deboli, ovvero caratterizzati da una bassa energia di legame, questi legami
possono formarsi e poi essere rotti con grande facilità e sono quindi molto usati nelle
reazioni biochimiche.
Questo tipo di legami sono fondamentali per la struttura e le funzioni delle macromolecole, e
possono coinvolgere anche i gas nobili.
3
.Forze di Van Der Waals
:
Si tratta di un’attrazione elettrostatica che si instaura tra atomi appartenenti a molecole
diverse. In particolare, si genera una forza attrattiva tra la nuvola elettronica di un atomo e il
nucleo di un altro.
Se gli atomi si avvicinano troppo però, si avrà una forza repulsiva sia tra le due nuvole
elettroniche che tra i due nuclei atomici. Per questo motivo, gli atomi tendono a mantenersi
reciprocamente a una distanza caratteristica.
Q
ueste forze di Van Der Waals hanno un raggio d’azione molto breve, e sono quindi attive
tra molecole molto vicine tra loro.
Q
ueste forze tengono unita la materia e, nel caso di sostanze non polari, sono responsabili
dello stato in cui essa si presenta:
- in unsolido
: queste forze tengono le molecole moltosaldate tra loro (è un legame
forte).
- In unliquido
: si scalda la sostanza, per cui l’aumentodell’energia cinetica delle
molecole indebolisce le forze di Van Der Waals. Nello stato liquido, i legami sono
dunque deboli.
- In ungas
: aumenta ancora di più l’energia cinetica,per cui le molecole tendono a
muoversi così velocemente da perdere ogni contatto reciproco. Qui i legami sono
perciò assenti.
L’intensità delle forze di Van Der Waals è dunque direttamente proporzionale alla grandezza
degli atomi delle molecole che legano.
Si dividono in 3 classi:
- Forza diKeesom
: forze attrattive che si hanno quandoi dipoli permanenti (ovvero
molecole polari) si allineano tra loro con il polo positivo di una molecola diretto verso
quello negativo di un’altra molecola vicina. 5
-
F
orza diDebye
: si ha quando le molecole apolari e le molecole polari si mettono in
corrispondenza, e dunque gli elettroni della molecola apolare vengono attratti dalla
parziale carica positiva della molecola polare. Per questo, gli elettroni della molecola
apolare tendono a concentrarsi tutti dal lato della molecola che è vicino alla molecola
positiva polare. La molecola apolare diventa perciò polare, assumendo carica
negativa dove si concentrano gli elettroni, e positiva dove non vi sono più. Si tratta di
un processo chiamatoinduzione di polarizzazione
.
-
F
orza diLondon
: per via del movimento caotico deglielettroni attorno al nucleo di
atomi di molecole Apolari, può avvenire che gli elettroni si sbilancino tutti da un lato
per cause totalmente NATURALI. Per cui si
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