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Progettazione pedagogica

Prof.ssa Natascia Bobbo 1

Sommario

  • 1. Lo sguardo pedagogico sulla progettazione ..................................... 3
  • 1.1 Le origini della pedagogia critica ................................................................ 4
  • 1.1.1 I punti focali del pensiero critico .................................................... 5
  • 1.1.2 I pedagogisti critici ................................................................................... 7
  • 2. Le competenze nel progettare ........................................................................ 17
  • 3. Il progetto come spazio di lavoro complesso ...................................... 26
  • 4. Le fasi della progettazione .............................................................................. 32
  • 4.1 Le fasi della progettazione ........................................................................ 33
  • 5. Progettazione didattica e formativa ........................................................ 53
  • 6. Il racconto immaginifico ...................................................................................... 59

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1. Lo sguardo pedagogico sulla progettazione

La progettazione pedagogica si basa sul valore della vita umana (Malavasi) considerando le fragilità. Tende alla giustizia attraverso la disponibilità di ciascuno alle relazioni interpersonali e con le istituzioni.

Ogni persona è invitata a decidere di sé e del proprio agire in relazione al bene e al male. La cultura della progettazione pedagogica rappresenta un capitale sociale che indica il grado di coesione civica.

Implica un percorso di accompagnamento che considera bisogni e risorse (strutturato, creativo, individuale, collettivo ma tutti hanno in comune il percorso di umanizzazione) per persone in condizione di fragilità cioè di trova in una condizione di vulnerabilità: bambini, adolescenza/giovinezza, genitorialità, malattia, disturbo-disagio, biografie professionali a rischio.

La vulnerabilità accomuna ogni progettazione in ambito pedagogico.

1. Bambini (nido, infanzia, primaria)

  • Sostegno presa di consapevolezza sé/altri.
  • Comprensione proprie capacità/risorse, acquisizione livello equilibrato autostima.
  • Sostegno acquisizione capacità di relazione, sollecitudine, pensiero simbolico e creatività.

2. Adolescenza/giovinezza (secondaria primo e secondo grado)

  • Accompagnare la presa di consapevolezza della moltitudine di conoscenze, idee, teorie, prodotti dell’arte che l’umanità ha raggiunto, creato fin dagli esordi della sua civiltà.
  • Accompagnare nella scelta di ciò che si scopre affine al proprio sentire.

3. Genitorialità: ostacolare negligenza materiale, psicologica e violenza fisica

  • Accompagnare comprensione trame nascoste genitorialità.
  • Sostenere comprensione bisogni figlio: accudimento empatico.
  • Sostegno trasformazione identità di coppia.

4. Malattia e disturbo-disagio

  • Percorsi di accompagnamento per bambini, adolescenti, adulti e anziani colpiti da una ferita nel fisico o nell’anima.
  • Mantenimento/valorizzazione risorse residue.
  • Inserimento/reinserimento sociale e lavorativo.

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  • Risposta bisogni di sicurezza.

5. Biografie professionali a rischio

  • Formazione di identità critiche capaci di scelta autonoma e responsabile.
  • Formazione uomo/donna prima che del professionista.

1.1 Le origini della pedagogia critica

Educazione, istruzione e formazione sono le risposte concrete, rispondono al bisogno di migliorarsi e di uscire da una condizione di fragilità alla vulnerabilità e la pedagogia è la riflessione per comprendere le azioni.

Pedagogia critica: trovare dentro di sé il potere, la forza e la volontà per cercare giustizia ed emancipazione. Farlo per sé stessi, ma anche per chi non lo può fare da solo. Non è sufficiente riconoscere il bisogno, ma occorre essere motivati a cambiare la situazione osservata. (Wink, 2005)

Nasce dalla teoria critica (Critical Theory) nella scuola di Francoforte nel primo dopoguerra in Germania da Max Horkheimer, Theodor Adorno, Herbert Marcuse e Walter Benjamin. In una situazione di grande disagio causato dalla disoccupazione e dalla povertà economica conseguente al primo conflitto mondiale. C’era la necessità di reinterpretare la realtà. Con l’avvento del nazismo molti di quei teorici e pensatori furono costretti, data la loro origine ebraica, a lasciare la Germania. Fuggirono in America, restando sconvolti dallo stile di vita americano. Furono particolarmente colpiti dalle contraddizioni tra la retorica progressista americana dell'egalitarismo e la realtà della discriminazione razziale e di classe. Mentre Horkheimer e Adorno fecero ritorno in Germania alla fine della Seconda guerra mondiale, Marcuse rimase negli Stati Uniti e venne identificato come il filosofo alla base del movimento studentesco di rivolta degli anni 60. La teoria critica, in particolare il lavoro emotivamente e sessualmente liberatorio di Marcuse, hanno fornito il pensiero filosofico della Nuova Sinistra.

La pedagogia critica nasce negli anni ’60 da un gruppo di pensatori disillusi dall’evoluzione comunista the New Left: movimento politico nato sotto l’influenza del processo di liberazione anticoloniale e dei movimenti che lo hanno caratterizzato in Africa, America Latina e Asia. Emancipazione delle persone.

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La teoria critica mette in discussione l'assunto che società come Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e le nazioni dell'Unione Europea siano stati privi di problemi, democratici e liberi.

Secondo questo approccio, nel XX secolo, soprattutto dopo i primi anni Sessanta, la maggior parte delle persone che abitavano questi paesi sono stati sottoposti ad un processo di acculturazione orientato a farli sentire a proprio agio all’interno di relazioni di dominio e subordinazione, facendo loro credere di trovarsi invece in contesti caratterizzati dall’uguaglianza e dall’indipendenza.

Dati i cambiamenti sociali e tecnologici avvenuti nell'ultima metà del secolo che hanno portato a nuove forme di fruizione, produzione e diffusione delle informazioni, i teorici critici hanno sostenuto che le domande di autodeterminazione e il bisogno di uguaglianza nei diritti dovevano e potessero essere riconsiderati.

1.1.1 I punti focali del pensiero critico

  • Sguardo critico e chiarificatore. Diversi gruppi di potere contrapposti in competizione nella società. Si identifica coloro che primeggiano (interesse a mantenere lo status quo) e coloro che sono subordinati. ➢ Pedagogia critica interesse nei confronti dei gruppi minoritari e comprendere dinamiche di potere differenziato per eliminarle.
  • Emancipazione critica. Coloro che cercano di emanciparsi cercano di ottenere il potere di controllare le loro vite all’interno di una società solidale e giusta, ci sono lacune forze che ne ostacolano il tentativo. Non è sempre possibile l’emancipazione completa assoggettamento a regole scritte e non che impongono di fare/non determinate azioni, bisogno tentare ugualmente.
  • Rifiuto di un determinismo solo economico. Influenza appartenenza etnica, genere, status quo, non solo aspetto economico.

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  • Critica a una razionalità strumentale e tecnica. Tendenza a fare tutto ciò che la scienza mi consente, al di là che porti del bene/male all’umanità logica strumentale “possiamo farlo, dobbiamo farlo”, porta ad una degenerazione in senso non umano.
  • Ruolo dell’inconscio. Di fronte al cambiamento (rivisitazione identità personale) la mente non accetta la diversità Resistenza. ➢ Pensiero critico e divergente libera da questi meccanismi.
  • Immanenza (opposto alla trascendenza: ciò che va oltre la realtà). Necessità di agire, la conoscenza non è sufficiente Uso saggezza per creare un mondo migliore, conoscenza passato e direzione futura.
  • Egemonia (Antonio Gramsci). Capacità di detenere il potere senza l’uso della forza (processi psicologici e sociali, strumenti culturali) attraverso processi di diffusione di info per ottenere il consenso. Più forte rispetto a quella ottenuto con l’uso della forza fisica.
  • Ideologia (non c’è egemonia senza ideologia). Significati e rituali che producono consenso. Diffusione attraverso propaganda sociale, politica, mediatica o educativa.
  • Linguaggio e pratiche discorsive. Linguaggio è una pratica sociale con cui si costruisce il significato della realtà in cui si vive. Secondo l’approccio critico non è un mezzo neutrale e oggettivo. Le pratiche discorsive sono regole tacite che normano ciò che può essere/non essere detto, chi può parlare e chi deve tacere.
  • Ermeneutica critica (ermeneutica nasce con interpretazione dei testi sacri). Interpretazione di ciò che vedo con consapevolezza del proprio sguardo (autoanalisi preventiva) su cui hanno influenza le esperienze.
  • Ruolo della cultura (pensatori critici) attenzione alla cultura popolare che non ha la legittimità della cultura elitaria. ➢ Prodotti culturali veicolano messaggi che aumentano le differenze. ➢ Cultura del web (meccanismi di controllo e produzione del consenso): perdita contatto con il tempo, comunità, sé.

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Concetto centrale della pedagogia critica (Paulo Freire): problem posing: sollevare problemi che nessuno vuole affrontare. Nessun testo e contesto è neutrale.

Disciplina che concepisce educazione, istruzione e formazione come strumenti etici e politici attraverso cui contrastare l’egemonia di un pensiero unico e costruire una forza pacifica Inserire problemi sociali e democrazia globale.

Sostegno liberi pensatori nell’agenza dei governi.

  • Negoziare diversi significati.
  • Sguardo al futuro.
  • Concentrazione relazioni umane.

1.1.2 I pedagogisti critici

  • William Edward Burghardt Du Bois.
  • Antonio Gramsci.
  • Paulo Freire.
  • Don Lorenzo Milani.
  • Aldo Capitini.
  • Henry Giroux.
  • Peter McLaren.

Du Bois sociologo, 1868-1963

  • Precursore illuminato dell’approccio critico.
  • Nasce in una famiglia libera in una comunità di neri liberi, un suo avo conquista la libertà combattendo nella compagnia del capitano John Spoor nel 1780.
  • Impegno emancipazione neri, base per successiva lotta dei neri per i diritti civili di Martin Luther King.

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  • Importanza conoscenza storia cultura afroamericana e integrazione popolazione nera nell’America bianca con il riconoscimento pari diritti.
  • Mort a prima della marcia su Washington (I have a dream, Martin Luther King).
  • Focalizzazione sulla scuola per neri: insegnanti hanno dovere etico di sviluppare potere latente, ciò di cui hanno bisogno in forza delle loro capacità. Consapevolezza direzione società e cosa significano per le persone di colore. ➢ Il fatto di essere “nero” non esclude la possibilità di fare qualcosa se hai le possibilità (secondo Du Bois).
  • Second sight: capacità comprensione meccanismi oppressione attraverso l’abilità di vedere sé stessi attraverso la percezione degli altri consente comprensione percezioni diverse che entrano in conflitto. Persone istruita criticamente va oltre, non si ferma alla conoscenza convalidata. ➢ Per persona nera è importante far conoscerle la storia del popolo nero ignorata nella scuola americana.

Antonio Gramsci 1891-1937

  • Famiglia numerosa, colpito da tubercolosi ossea (18 mesi) genitori diffidenza cure sanitaria ha portato a problemi di salute per tutta la vita.
  • Arresto del padre, a 10 anni inizia a lavorare, continua/finisce gli studi universitari senza laurearsi.
  • Impegno politico/giornalistico di sinistra giornale “L’Ordine Nuovo”.
  • 1926 arrestato dal regime fascista e condannato a 20 anni di reclusione. ➢ Continua a scrivere lettere e riflessioni raccolte Quaderni dal carcere Lettere dal carcere.
  • 1936 morte per emorragia cerebrale.
  • Conosce violenza partito fascista e forza propaganda.
  • Idea di egemonia: gruppo persone mantiene potere altri attraverso il consenso che non deriva dalla forza fisica Propaganda: processo di manipolazione opinione pubblica (esempio attuale: durante le campagne elettorali di Ronald Reagan e di George Bush, la religione venne usata come mezzo per guadagnare il consenso di individui i cui interessi economici non coincidevano con i.

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programmi imposti dai due leader politici che erano orientati a rafforzare le politiche di libero mercato e a smantellare le possibilità di accesso all’istruzione e alla sanità pubblica dei meno abbienti. La cristianità che loro proclamavano li avrebbe salvati dalle forze oscure che minavano la grandezza dell’America: femministe, omosessuali, intellettuali…).

Lorenzo Milani 1923-1967

  • Famiglia ricca/colta, madre (ebrea d’origine) e padre atei.
  • Dopo le superiori viaggia per l’Europa.
  • Passione arte sacra, comunicazione prendere i voti alla famiglia. Inizia dei corsi di recupero per adulti e operai sfruttati, corsi serali per insegnare a leggere/scrivere, leggere busta paga. ➢ Insorgenza dirigenti e vescovo che gli assegna la nuova parrocchia di Barbiana. Scuola di Barbiana accoglie figli di contadini poveri (3-12 anni). No metodo didattico, ma partenza da esperienza.
  • Si batte per la scuola egualitaria e l’obiezione di coscienza (contro addestramento militare giovani). ➢ Accusa di apologia di reato di diserzione e disobbedienza militare.
  • Significato pedagogico delle sue scelte di vita:
    • 1. Suicidio di classe. Abbandono prospettiva professionale elevata prendendo i voti e per comprendere ciò che provano gli altri.
    • 2. Educazione direttiva. Leggere e scrivere danno la possibilità di comprendere i proprio diritti Processo di coscientizzazione.

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  • Don Milani era autorevole a volte autoritario. Si imponeva nella convinzione che fosse la cosa migliore per i bambini.
  • Importanza apprendimento lingue: soggiorni all’esterno a carico di don Milani.
  • Scuola pubblica facesse parti uguali con diseguali (idea di Milani).
  • Precursore evento boom economico e debito pubblico (li aveva previsti).
  • Distrazione giovani che perdono tempo di crescita nel calcio e nei giochi nei bar.
  • 3. Pedagogia antibellica e l’obiezione di coscienza. Vissuto propaganda fascista che aveva permeato la scuola.
  • Cresciuto in una famiglia con il concetto di libertà che la trasmette e lotta per sostenerla:
    • Libertà di coscienza: pone il soggetto al di sopra dello Stato e della Chiesa.
    • Libertà critica: capacità di guardare il mondo demistificandone i destini già disegnati. Diviene confronto, ricerca, discussione, cooperazione, dialogo, rispetto della diversità che si fonda sulla dignità dell’uomo liberato dai pregiudizi ideologici e religiosi.
    • Libertà politica: per agire nella politica attraverso le forme costituite.
    • Libertà di ribellarsi di fronte a ogni ingiustizia.
  • Doppio inganno ai poveri Idea di consumatore: persona Negazione possibilità istruzione passiva, illusione libertà.

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  • Principi della scuola di Barbiana:
    • 1. I care. In opposizione al motto fascista (“io sono padrone della mia vita, non mi importa di te perché sei inferiore a me”) “mi importa della tua situazione” volontà uscita.
    • 2. Public sphere (precedente a Milani). Gruppo persone s’incontra per discutere/confrontarsi su problematiche condivise attraverso un sistema di negoziazione.
    • 3. Peer education. Nessuno è lasciato indietro.
    • 4. Valore dell’esperienza contro il metodo.
    • 5. Conferenze del venerdì. Giornalisti a Barbiana invitati da Milani. I ragazzi preparavano delle domande su argomento e poi poste a giornalisti/intellettuali.
    • 6. Lotta alla narration sickness. Non esiste un pensiero unico. Legittimazione esperienze persone, cultura popolare.
    • 7. Coscientizzazione, lettura critica del mondo.

Paulo Freire 1921-1997

  • Origini borghesi, in rovina con la grande depressione del 1929.
  • Laureato in legge, lascia professione per dedicarsi all’insegnamento.
  • Critico rispetto al regime e viene esiliato, 1980 ritorna e ruolo di Ministro dell’istruzione e compie la sua riforma scolastica.
  • Scelte di vita:
    • 1. Suicidio di classe: chi si occupa di educazione deve fare una scelta di difesa dei diritti dei più poveri.
    • 2. Impegno intellettuale.
    • 3. Riforma della scuola.

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  • Idea di educazione:
    • 1. Liberatory education vs banking education. In educazione occorre chiedersi cos’è l’uomo e l’uomo che voglio creare.
    • Essere complesso internamente e collegato alla Renderlo capace di realtà degli altri incontrare gli altri.
    • ➢ In educazione non si può istruire il singolo individuo, ma educatore ha una responsabilità collettiva nei confronti dell'umanità.
    • Banking education: concepisce educazione scuola pubblica come un versamento di contenuti nelle menti “vuote” degli alunni.
    • ➢ Contribuisce alle logiche di mercato. Conoscenza (capitale) serve a far funzionare macchina produttiva alunno passivo, impossibilità contributo creazione conoscenza, solo insegnante detiene conoscenza da trasmettere.
    • ➢ Evitare messa in discussione della conoscenza creazione pensiero critico ostacolato.
    • Liberatory education: conoscenza è un bene condiviso/condivisibile, miglioramento con condivisione alunno (collaborazione dialogica).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisaborsato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione pedagogica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Bobbo Natascia.
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