Introduzione alla pedagogia e al lavoro educativo
Introduzione
L’obiettivo del manuale, scritto da vari professionisti accademici che trattano questa disciplina ed è loro oggetto di studio, è quello di dare le prime conoscenze per sviluppare la formazione corretta negli studi universitari, descrivendo le dimensioni teoriche e pratiche nel lavoro educativo. Nel primo capitolo si mettono avanti due concetti: l’educazione e la pedagogia. L’educazione è un’azione concreta studiata dalla disciplina pedagogica ed è applicata in varie discipline.
Pedagogia e educazione
Pedagogia = disciplina che ha per oggetto l’educazione.
Educazione
Il termine educazione assume significati differenti nel tempo fino ai nostri giorni, ha diversi sinonimi e si può adattare in diversi contesti. Inizialmente in Italia il lavoro primario era di tipo contadino o artigianale; quindi, l’educazione si riferiva a questi settori. Nel corso degli anni cambia di significato in base ai contesti storici in cui si utilizza, ad esempio nel periodo fascista il significato di educazione è riferito più a un insegnamento dittatoriale.
L’educazione non è né buona né cattiva ma dipende da come si utilizza e dai fini proposti. L’educazione non era, non è, e non sarà mai neutrale. Essa è sempre di parte, influenzata dall’epoca; infatti, è uno dei primi metodi per controllare o indirizzare la società, un mezzo usato da istituzioni politiche, religioni e figure influenti. L’educazione ci inserisce nella società, semplifica il nostro vivere e ci abitua a risolvere problematiche anche al di fuori della vita scolastica. È una necessità vitale e di sopravvivenza.
L’educazione deve viaggiare al passo dell’evoluzione sociale per non escludere nessuno. Ci aiuta a migliorare e sviluppare le nostre capacità, dà una consapevolezza e civiltà. Come dichiara Demetrio, “l’educazione è una pratica ancora prima di un concetto”, è un modo di vivere. Il termine educazione deriva da due verbi latini: il primo è (e-ducere) tirare fuori mediante ragionamento in riferimento alla filosofia socratico-platonica “far emergere le potenzialità”, l’altro verbo è (educare) che fa riferimento ad un altro aspetto specifico ovvero la funzione nutritiva (nutrire, accudire) sia materialmente che simbolicamente dell’anima, dello spirito e dell’intelletto.
Il concetto di educazione si coniuga al plurale, è una relazione educativa tra due o più persone (educatore e educando). Questo concetto accompagna la storia dell’essere umano dagli arbori; inizialmente era trasmissione di conoscenze per la sopravvivenza legata alle cose basilari, le conoscenze relative per vivere (pescare, cacciare ecc.). quindi va di pari passo con l’evoluzione dell’essere umano ed ha inglobato al suo interno sempre più contenuti, strumenti e metodi.
Il ruolo dell’educazione è svolto da persone comuni sia da professionisti, ad esempio genitori o la figura dell’educatore professionale socio pedagogico. Chiunque può educare senza diventare un professionista perché l’educazione fa parte della nostra vita quotidiana. La possibilità di scegliere che tipo di educazione ricevere è il principio della democrazia (Democrazia = pluralità), il contrario è dittatura. Nell’ambito interculturale la democrazia serve per migliorare le relazioni culturalmente diverse.
È anche l’insieme di azioni che introduciamo per migliorare il nostro tenore di vita; quindi, possiamo dire che l’educazione condiziona la nostra esistenza. Più opportunità educative offerte ci saranno, tanto maggiore sarà il livello di civiltà; se diminuisce l’offerta educativa il livello di civiltà diminuisce. Noi siamo il risultato delle singole azioni educative che sono state messe in campo e ogni ambito della nostra esistenza è attraversato dall’educazione (scuola, famiglia). Essa appartiene alla nostra cultura, ne è influenzata, quindi ha origine da influenze culturali, linguistiche, politiche e religiose, e continua ad essere influenzata dal progresso storico, sociale, tecnologico, scientifico, creando un concetto di educazione “normativa”. Si ispira a valori, moralità, etica, modelli mentali e pregiudizi, che a loro volta influenzano l’educazione futura.
L’educazione ha un’origine antica, influenzata dalla filosofia greca di Socrate che tramite il dialogo e il ragionamento faceva emergere la verità e la conoscenza “l’arte della maieutica”. Sin dal Medioevo fino all’età preromantica il concetto di educazione si differenziava in base al sesso (percorso educativo maschile diverso da quello femminile) e contemplava una serie di percorsi diversi e autonomia all’interno della famiglia. L’uomo era educato ad avere un distacco ed una autonomia, la donna aveva un addestramento su come comportarsi nella sua mansione.
Differenziazione educativa
Differenziazione educativa è un tema da sempre esistito, è un’educazione di un ambito specifico ed è diversa da altre educazioni, assume un significato di tipo prescrittivo, ovvero una serie di norme, principi, regole da trasmettere.
Differenza tra educazione spontanea e educazione intenzionale
L’educazione ha una finalità adattiva, può servire a migliorare l’adattamento alle condizioni di vita (evoluzione) e alle condizioni ambientali. In ogni momento della nostra esistenza è raro che non ci siano stimoli educativi, che durano dall’infanzia fino alla vecchiaia. Nell’antichità l’educazione spontanea poteva avvenire per imitazione, si impara il necessario per sopravvivere.
Ai nostri giorni non possiamo più limitarci a un’educazione spontanea se vogliamo vivere nella società attuale e dobbiamo basarci su processi intenzionali ben distinti. L’educazione intenzionale è un’educazione programmata e si definisce nell’educazione normativa. Essa appartiene alle culture, non esiste una società senza cultura; quindi se noi stabiliamo un nesso tra educazione e società inevitabilmente lo stabiliamo anche tra educazione e cultura. L’idea di educazione però cambia a seconda della cultura di riferimento (pedagogia interculturale) con rapporto causa/effetto si condizionano a vicenda.
È anche un mezzo di trasmissione che a volte può essere utilizzata come mezzo per rompere una tradizione, se trasmettessimo sempre le stesse cose nulla può mai cambiare. Può essere strumento di conservazione dello status, tanto può essere usata come mezzo di rottura. L’essere umano sente l’esigenza di cambiare le cose attorno a lui, anche in base alla società che si evolve.
Storia
Educazione e pedagogia sono collegate tra di loro ma distinte. La pedagogia cerca di elaborare le riflessioni intorno all’educazione, la teoria e le sue discipline. Abbiamo tre momenti storici particolarmente significativi nello sviluppo della pedagogia:
- Primo momento: epoca della Grecia antica
Nel 500 la pedagogia non è ancora una disciplina. Nessuno si era preoccupato di gestire le forme educative. L’educazione era definita paideia nell’antica Grecia, gestita dal pedagogo ovvero uno schiavo o uno schiavo liberato il quale prestava servizio presso una famiglia agiata e si occupava dell’istruzione dei figli di queste ultime. Paideia/pedagogo/pedagogia sono tutti e tre termini che si fondano sul termine pais = fanciullo. Pedagogia/pedagogo invece sono accumunati dalla parola ago verbo dal greco condurre, quindi guidare il fanciullo nel suo percorso di formazione. Con la filosofia si inizia una vera riflessione intorno al concetto di educazione in vista di un ideale di società, frutto della filosofia del tempo.
- Seconda fase: illuminismo
Tra la metà del 600 e la fine del 700 iniziarono a definire la pedagogia una scienza autonoma ed inizia un lento e progressivo distacco dal pensiero filosofico. Gli studiosi più rilevanti che permettono alla pedagogia di affermarsi come scienza autonoma sono Rousseau e Comenio. Un cambiamento avviene quando l’educazione inizia ad essere strutturata fino ai minimi dettagli (Didactita Magna).
Comenio nella sua opera disse che la scuola doveva essere divisa in gradi e avere materiali, programmi, orari adattati, elaborò le riflessioni che uomini e donne hanno pari diritto all’educazione, fu uno dei primi a dire che l’educazione doveva essere garantita a tutti senza nessuna distinzione. Rousseau, padre della pedagogia, nelle sue opere iniziò a porre in rilievo la figura del fanciullo, del quale nessuno si era mai preoccupato dei suoi bisogni, necessità e dei tempi di apprendimento.
Un'altra questione fino ad ora era rimasta nell’oblio ovvero che l’educazione sganciata dalla prassi educativa. Gli studiosi che si erano avvicinati al tema avevano solo teorizzato senza la pratica e di conseguenza non avevano verificato le ipotesi, così Comenio fondò delle scuole per verificare le sue teorie.
- Terza fase: positivismo
Tra 800 e 900 questo percorso di riflessione sull’educazione è anche il punto di svolta della pedagogia. Il grande contributo è stato dovuto dal movimento del positivismo (movimento di idee) nel quale si affermava che per poter analizzare la realtà era necessario un approccio di tipo scientifico (oggettivo). La vera conoscenza deriva dallo studio della realtà scientifica. In questa fase storica la disciplina madre, la filosofia, inizia ad essere messa in discussione e si afferma un approccio empirico. Tutte le discipline umanistiche si sviluppano secondo un approccio più scientifico dettato dal positivismo. La conoscenza della realtà si poteva avere solo con un metodo sperimentale empirico.
La pedagogia è divenuta quindi scienza e si inizia a definire scienza dell’educazione, la pratica deve essere una scienza e basarsi su criteri oggettivi. La pedagogia è quella scienza che si occupa dell’educazione, un nuovo percorso di sviluppo sulla base di nuovi approcci più scientifici, empirici. Nel XX secolo la pedagogia diventa una scienza interdisciplinare che assimila e si dirama in psicologia, filosofia, sociologia ecc. e interagiscono fra loro come una rete, nasce il modello delle scienze dell’educazione un modello basato sull’operazione tra tutte le discipline che si occupano di essa. In questo momento storico Dewey è stato tra i primi a promuoverlo.
È necessario che i pedagogisti si avvalgano di risultati ottenuti anche in altri ambiti disciplinari per avere una conoscenza dettagliata sui vari aspetti che riguardano l’educazione che rende la pedagogia una scienza interdisciplinare. Questo modello deve essere ancora implementato perché manca uno schema unitario tra tutte le discipline e un coordinamento tra di esse. Ci sono molti approcci distinti interni alla pedagogia, così si sono formate le discipline pedagogiche.
Concetto di educazione
L’educazione avviene con diversi processi di apprendimenti (alfabeti, adattamento, ragionamento, scoperta, curiosità) ed è una esperienza di cambiamento nel quotidiano. Oggi parliamo di educazione diffusa, non può essere più relegata all’interno di ambiti precisi come scuola o famiglia, ma riguarda tutti gli ambiti dell’esistenza dell’essere umano, sia quelli formali ed intenzionali, ma anche quelli informali.
In qualsiasi luogo dove avviene l’educazione diventa un’aula reale o metaforica dove avvengono dinamiche educative, di apprendimento e cambiamento. L’educazione è un processo di cambiamento, un’esperienza che trasforma le persone, le rinnova, è volta al cambiamento di un individuo sia interno che esterno. Questo percorso di vita non è un processo di accumulazione lineare di sapere, ma è una sequenza ininterrotta di continuità e discontinuità.
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