LEGGI PIÙ IMPORTANTI:
Legge n. 84,1993 (ordinamento della professione e albo)
-
Punti chiave della normativa:
Definizione professionale: Riconosce l'assistente sociale come un professionista che opera
• con autonomia tecnico-professionale per prevenire e superare situazioni di disagio o bisogno
di persone, famiglie e comunità.
Requisiti di accesso: Per esercitare la professione è obbligatorio superare l'esame di Stato,
• possedere il diploma universitario (o laurea) abilitante ed essere iscritti all'Albo.
Istituzione dell'Ordine: Ha portato alla creazione dell'Ordine degli Assistenti Sociali
• (CNOAS), diviso in Consigli Regionali e un Consiglio Nazionale, con funzioni di tutela
della professione e di vigilanza disciplinare.
DPR n. 14,1987 (valore abilitante diploma assistente sociale)
-
Il Decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1987, n. 14 rappresenta la prima storica
svolta per il servizio sociale in Italia, in quanto ha riconosciuto il valore abilitante del diploma di
assistente sociale.
Questo decreto ha formalmente integrato la formazione della categoria all'interno del sistema
universitario e ha gettato le basi per
la successiva Legge n. 84/1993.
Punti chiave della norma:
Unico titolo abilitante: Stabilisce che il diploma rilasciato dalle scuole dirette a fini speciali
• universitarie è l'unico titolo valido per esercitare la professione.
Accesso al pubblico impiego: Rende il diploma un requisito obbligatorio per accedere ai
• concorsi e alle posizioni lavorative di assistente sociale nella Pubblica Amministrazione.
Sanatoria per i titoli pregressi: Riconosce efficacia giuridica ai diplomi già rilasciati dalle
• scuole universitarie storiche (come Roma, Firenze, Pisa, Siena, Parma e Perugia) e tutela chi
già lavorava come assistente sociale nelle amministrazioni pubbliche. legge
-Legge Crispi e Legge Rattazzi (IPAB, Opere Pie ecc)
Legge Rattazzi (L. 735/1862): Regolamenta le "opere pie" (enti morali ecclesiastici
• finanziati da rendite private) e istituisce in ogni Comune le Congregazioni di carità per
amministrarle. Lo Stato ha solo una funzione di controllo.
Punti Chiavi delle norme:
➢ L’Oggetto: del regolamenta con le "opere pie", ovvero gli enti morali ecclesiastici
finanziati da rendite private.
➢ La Gestione: Istituisce in ogni Comune le Congregazioni di carità con il compito di
amministrare queste opere pie.
➢ Ruolo dello Stato: Limitato a una sola funzione di controllo.
Legge Crispi (L. 6972/1890): Trasforma le opere pie in IPAB (Istituzioni Pubbliche di
• Assistenza e Beneficenza), operando una parziale laicizzazione (assistenza senza distinzione
di culto o opinione politica). Introduce il controllo statale sui bilanci e l'obbligo del
domicilio di soccorso (l'assistenza è a carico del Comune in cui l'interessato ha dimorato
per almeno 5 anni o del comune di nascita).
Punti Chiavi delle norme:
➢ Trasformazione: Le opere pie vengono trasformate in IPAB (Istituzioni Pubbliche di
Assistenza e Beneficenza).
➢ Laicizzazione: Introduce una parziale laicizzazione, garantendo l'assistenza a tutti, senza
distinzione di culto o di opinione politica.
➢ Controllo statale: Viene introdotto il controllo dello Stato sui bilanci delle istituzioni.
➢ Domicilio di soccorso: Introduce l'obbligo di assistenza a carico del Comune, nello
specifico quello in cui l'interessato ha dimorato per almeno 5 anni o, in alternativa, quello di
nascita
Legge n. 281,1970 (decentramento amministrativo)
-
La Legge 16 maggio 1970, n. 281 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 22 maggio 1970)
contiene i «Provvedimenti finanziari per l'attuazione delle Regioni a statuto ordinario» ed è la
norma fondamentale che ha dato il via al decentramento amministrativo in Italia.
Insieme alla legge elettorale regionale (Legge n. 108/1968), ha permesso la concreta nascita e
operatività delle Regioni a statuto ordinario, previste dalla Costituzione ma rimaste inattuate per
oltre vent'anni.
Punti chiave della normativa:
Autonomia finanziaria: Ha istituito e disciplinato i primi tributi propri delle Regioni (come
• la tassa sulle concessioni regionali, la tassa di circolazione e l'imposta sulle concessioni
statali dei beni demaniali).
Trasferimento di funzioni: Ha contenuto la delega al Governo per il trasferimento
• materiale alle Regioni delle funzioni ufficiose e del personale statale nelle materie previste
dall'Articolo 117 della Costituzione.
Fondi di finanziamento: Ha creato il fondo comune per il finanziamento dei bilanci
• regionali, alimentato da quote di imposte erariali dello Stato per garantire l'equilibrio
finanziario degli enti.
DPR n. 616,1977 (attuazione della delega da stato a regioni/enti locali)
-
Il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 rappresenta la pietra miliare
del decentramento amministrativo in Italia, poiché ha attuato il definitivo trasferimento delle
funzioni dello Stato alle Regioni e agli Enti Locali in materia di servizi sociali, sanità, urbanistica e
sviluppo economico.
Questa norma ha superato la frammentazione dei decreti del 1972, applicando il principio
dell'organicità delle materie e introducendo il concetto moderno di "servizio sociale".
Punti chiave della norma:
Trasferimento per settori organici: Le funzioni sono state raggruppate in 4 grandi aree
• (Ordinamento e uffici, Servizi sociali, Assetto del territorio, Sviluppo economico) per
evitare sovrapposizioni tra Stato e autonomie locali.
Nascita del "Servizio Sociale" moderno: 'Articolo 22 ha accorpato in un'unica categoria le
• attività di assistenza, beneficenza pubblica e i servizi sanitari, superando la vecchia logica
del soccorso emergenziale e centralizzato.
Soppressione degli enti assistenziali inutili: Ha decretato la fine dei vecchi enti
• centralizzati (i cosiddetti "enti assistenziali" o "enti inutili", come l'ECA e l'ONMI),
trasferendo i loro beni e il loro personale direttamente ai Comuni.
Centralità del Comune: Il Comune è stato riconosciuto come l'ente di prossimità
• fondamentale per la gestione e l'erogazione diretta dei servizi alla persona e alla comunità.
RIFORMA SANITARIA:
- Legge n. 833,1978
+
La Legge 23 dicembre 1978, n. 833 è la norma storica che ha istituito il Servizio Sanitario
Nazionale (SSN) in Italia, decretando la nascita di un sistema di cura pubblico, universale e gratuito
per tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito o dalla condizione lavorativa.
Questa legge ha superato definitivamente il vecchio e frammentato "sistema mutualistico" (fondato
su singole casse d'assistenza come INAM o ENPAS), sostituendolo con un modello basato
sull'uguaglianza dei diritti alla salute, in attuazione dell'Articolo 32 della Costituzione.
Punti chiave della normativa:
Universalità e uguaglianza: Ha esteso il diritto alla prevenzione, cura e riabilitazione a
• tutta la popolazione, garantendo parità di trattamento a ogni cittadino.
Globalità delle prestazioni: Ha unificato le funzioni di prevenzione, cura e riabilitazione,
• integrando per la prima volta la tutela della salute fisica con quella della salute mentale.
Creazione delle USL: Ha introdotto le Unità Sanitarie Locali (USL) come strutture
• operative sul territorio, gestite dai Comuni, per l'erogazione concreta delle prestazioni
sanitarie.
Superamento dei manicomi: Ha integrato e consolidato i principi della precedente Legge
• Basaglia (Legge 180/1978), includendo l'assistenza psichiatrica nei servizi sanitari generali
ed eliminando gli ospedali psichiatrici.
Finanziamento pubblico: Ha stabilito il finanziamento del sistema attraverso la fiscalità
• generale (Fondo
-
Riassunto Esame Organizzazione e pianificazione del territorio, prof Quarta, libro consigliato Spazio e sviluppo ne…
-
Riassunto esame Urbanistica, Prof. Gaeta Luca, libro consigliato Governo del territorio e pianificazione spaziale, …
-
Riassunto esame Organizzazione aziendale, Prof. Biffi Alfredo, libro consigliato Organizzazione aziendale , Richard…
-
Riassunto esame Organizzazione aziendale, Prof. Biffi Alfredo, libro consigliato Organizzazione aziendale , Daft