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Microeconomia - Aurora Emili

Microeconomia (CLEF)

Riassunto completo del corso

L’economia è la scienza che si occupa dell’allocazione di risorse scarse al fine di soddisfare i bisogni infiniti degli esseri umani, ossia tutti i beni e servizi che gli individui desiderano, come per esempio cibo, abbigliamento, abitazioni e ogni altro bene che migliori la qualità della vita.

Parlando in senso lato, l’economia è composta da due branche, la microeconomia e la macroeconomia. In particolare la microeconomia pertanto studia le scelte economiche degli individui, al contrario della macroeconomia che studia l’andamento generale dell’economia di una nazione.

Per studiare i fenomeni reali in un mondo che è eccessivamente complesso, gli economisti creano e analizzano modelli economici, o descrizioni formali, dei problemi affrontati. Un modello economico è come una mappa stradale che prende una realtà fisica complessa e la riduce allo stretto necessario. Qualsiasi modello deve specificare quali variabili saranno prese come date nell’analisi e quali invece devono essere determinate dal modello. Esiste un’importante distinzione tra variabile esogena e variabile endogena.

Una variabile esogena è tale se il suo valore è considerato come dato in un certo modello. In altre parole il valore di una variabile esogena è determinato da alcuni processi esterni al modello esaminato.

Una variabile endogena è una variabile il cui valore è determinato internamente al modello.

Quasi tutti i modelli microeconomici si basano su tre strumenti analitici chiave:

  1. Ottimizzazione vincolata;
  2. Analisi dell’equilibrio;
  3. Statica comparata.

Ottimizzazione vincolata

L’economia è la scienza della scelta vincolata. In particolare con “ottimizzazione vincolata” si intende uno strumento d’analisi per attuare scelte migliori (ottimali), prendendo in esame qualsiasi limitazione o restrizione nella scelta. Si utilizza l’ottimizzazione vincolata quando un individuo cerca di fare la miglior scelta (scelta ottimale), tenuto conto di ogni possibile limitazione o restrizione sulle scelte. Pertanto il problema dell’ottimizzazione vincolata viene considerato come formato da due parti: (a) una funzione obiettivo e (b) un insieme di vincoli.

  1. La funzione obiettivo è la funzione che il soggetto decisore deve ottimizzare, cioè deve massimizzare o minimizzare.
  2. L’insieme di vincoli è l’insieme delle restrizioni o limiti imposti al decisore in un problema di ottimizzazione vincolata.

Esempio di ottimizzazione vincolata

Per convenzione gli economisti risolvono il problema di ottimizzazione vincolata nel modo seguente:

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Questo rappresenta la funzione obiettivo e riferisce se la funzione deve essere massimizzata o minimizzata (se dovesse essere minimizzata “max” diventerebbe “min”).

Le variabili sotto la scritta “max” rappresentano l’insieme delle variabili endogene controllate dall’agente (soggetto che prende le decisioni).

Sotto il vincolo:

Il consumatore può scegliere L e W fintanto che (“sottoposto” al vincolo che) non ecceda F.

Considerate le due relazioni congiuntamente, possiamo dedurre che il consumatore sceglierà L e W con il fine di massimizzare LW, ma queste scelte sono vincolate.

È importante ricordare un tema che in microeconomia ricorre spesso: la soluzione di un qualsiasi problema di ottimizzazione vincolata dipende da un impatto marginale delle variabili decisionali sul valore della funzione obiettivo.

L’aggettivo marginale in microeconomia indica come una variabile dipendente cambi come risultato di un incremento unitario di una variabile indipendente.

Il costo marginale fornisce una misura dell’impatto incrementale dell’ultima unità di una variabile indipendente (l’output) sulla variabile dipendente (il costo totale).

Analisi dell’equilibrio

(Con “equilibrio” si intende uno stato o una condizione che permane indefinitamente finché un fattore esogeno al sistema rimane costante).

Un secondo importante strumento della microeconomia è l’analisi dell’equilibrio, un concetto che può trovarsi in varie branche della scienza. L’equilibrio di un sistema è uno stato o una condizione che permane indefinitamente finché un fattore esogeno al sistema rimane costante, ovvero fintanto che un agente esterno non sposta il sistema dall’equilibrio.

Analisi dell’equilibrio nel mercato del caffè

Ipotizziamo l’analisi dell’equilibrio nel mercato del caffè.

Si pensi a una curva di domanda come a delle risposte a un insieme di domande del tipo “cosa accadrebbe se…?”. Per esempio, cosa accadrebbe alla quantità di caffè richiesta se il prezzo fosse 2,50€ all’etto? La curva di domanda rivela che, se il prezzo fosse quello indicato, verrebbero acquistati Q2 etti. Al contrario, se il prezzo fosse 1,50€ per etto, la curva di domanda rivela che la quantità di caffè acquistata sarebbe pari a Q4 etti.

La pendenza negativa (o verso il basso) della curva ci mostra che prezzi più alti tendono a far ridurre il consumo di caffè e quindi la domanda.

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Il prezzo di equilibrio per il caffè è di 2,00€ l’etto; a questo prezzo il mercato si trova in equilibrio (la quantità offerta e quella richiesta sono uguali a Q3 etti). Il mercato non sarebbe in equilibrio a un prezzo superiore a 2,00€, poiché verrebbe a crearsi un eccesso di offerta, così come non sarebbe in equilibrio se il prezzo fosse più basso, poiché verrebbe a crearsi un eccesso di domanda. La curva di offerta, invece, ci mostra la quantità di caffè che nel mercato sarebbe disponibile per la vendita a un dato prezzo.

Analogamente al caso precedente, possiamo pensare a una curva di offerta come a delle risposte a un insieme di domande del tipo “cosa accadrebbe se…?”. Per esempio, cosa accadrebbe alla quantità di caffè offerta se questo fosse venduto a 1,50€ per etto? La curva di offerta mostra che in questo caso la quantità offerta sarebbe pari a Q1 etti; diversamente, se il prezzo per etto fosse pari a 2,50€, la curva indica che sarebbero offerti Q5 etti di caffè.

La pendenza positiva (o verso l’alto) della curva di offerta ci fa capire che l’aumento dei prezzi tende a stimolare la produzione.

In un mercato competitivo, l’equilibrio è raggiunto a un prezzo in cui la quantità offerta in vendita eguaglia la quantità domandata dai consumatori.

Il mercato del caffè sarà in equilibrio quando il prezzo raggiungerà i 2,00€ per etto; a questo prezzo i produttori offriranno Q3 etti e i consumatori acquisteranno proprio questa quantità (in termini grafici, si ha l’equilibrio quando la curva di domanda e quella di offerta si intersecano). Tutti i consumatori che sono disposti a pagare 2,00€ per etto possono acquistare il caffè, e così pure tutti i produttori disposti a vendere a quel prezzo possono trovare compratori. Il prezzo del caffè può rimanere fisso a 2,00€ per un tempo indefinito, visto che non c’è alcuna pressione che lo spinga verso l’alto o verso il basso; in altre parole, siamo in una situazione di equilibrio.

Per capire perché uno stato di un sistema rappresenti un equilibrio, è utile vedere perché gli altri stati non lo siano:

  1. Cosa accade in un mercato competitivo al realizzarsi di un prezzo non di equilibrio? Per esempio, per quale motivo il mercato del caffè non sarebbe in equilibrio a un prezzo di 2,50€ per etto? A questo prezzo, sarebbero richiesti solo Q2 etti di prodotto, mentre ne sarebbero disponibili per la vendita Q5. In questo modo, nel mercato si avrebbe un eccesso di offerta di caffè. Alcuni venditori non troverebbero compratori per il loro caffè. Per trovare acquirenti i produttori, per quanto contrariati, dovranno essere disposti a vendere il loro prodotto a un prezzo minore di 2,50€ per etto. Il prezzo di mercato dovrà scendere fino a 2,00€ per etto, in modo da eliminare l’eccesso di offerta.
  2. Allo stesso modo, ci si potrebbe chiedere perché un prezzo al di sotto dei 2,00€ per etto, per esempio 1,50, non sia di equilibrio. A tale prezzo, la quantità richiesta sarebbe Q4 etti, mentre ne sarebbero disponibili per la vendita solo Q1. Si verrebbe a creare in questo mercato un eccesso di domanda; così alcuni acquirenti potrebbero non riuscire a vedere soddisfatta la propria richiesta di caffè e, per quanto contrariati, dovranno essere disposti a pagare un prezzo maggiore di 1,50€ per etto. Il prezzo di mercato dovrà salire fino a 2,00€ per etto, per eliminare l’eccesso di domanda e la conseguente pressione verso l’alto sul prezzo di mercato.

Statica comparata

(Con “statica comparata” si intende un tipo di analisi utilizzata per esaminare come un cambiamento in qualche variabile esogena influisca sul valore assunto da alcune variabili endogene di un sistema economico). Il terzo strumento analitico, la statica comparata, viene utilizzato per esaminare come un cambiamento in una variabile esogena possa influire sul livello di una variabile endogena di un modello economico.

I metodi di analisi della statica comparata possono essere applicati ai problemi di ottimizzazione vincolata o di analisi dell’equilibrio.

La statica comparata consente di effettuare un’analisi del prima e del dopo, comparando due istantanee di un modello economico. La prima istantanea, dato un insieme di valori iniziali delle variabili esogene, ci dà i livelli delle variabili endogene, mentre la seconda istantanea ci indica come una variabile endogena che ci interessa sia cambiata, in risposta a una sollecitazione esogena, ovvero a un cambiamento nel livello di una variabile esogena.

L’analisi microeconomica può essere utilizzata per rispondere a problemi sia di tipo positivo, sia di tipo normativo. L’analisi positiva cerca di spiegare come funziona un sistema economico o di predire come cambierà nel tempo. L’analisi positiva risponde a domande esplicative del tipo “Che cosa è successo?” o “Che cosa sta accadendo?” e può anche porre domande predittive come “Che cosa accadrà se alcune variabili esogene cambieranno?”. L’analisi normativa, invece, risponde a domande prescrittive, quali “Che cosa va fatto?”. Gli studi normativi, in genere, si occupano di problemi legati al benessere sociale, esaminando cosa possa andare verso o contro il bene comune, e questo spesso implica dei giudizi di valore.

Curva di domanda di mercato

La curva di domanda di mercato si definisce come la curva che illustra la quantità di beni che i consumatori sono disposti ad acquistare a differenti livelli di prezzo.

Domanda derivata: domanda di un bene derivante dalla produzione e vendita di altri beni.

Domanda diretta: domanda di un bene derivante dal desiderio dei compratori di consumare direttamente il bene stesso.

La quantità di prodotto richiesto può essere influenzata, oltre che dal prezzo dello stesso bene, anche da altri fattori, come per esempio i prezzi dei beni correlati, la pubblicità, il reddito e i gusti dei consumatori. Tuttavia, la curva di domanda si concentra solo sulle relazioni tra il prezzo di un bene e la relativa quantità domandata. Nel disegnare la curva di domanda, si immagina che tutti gli altri fattori che influenzano la quantità domandata siano fissi. La curva di domanda ha una pendenza negativa, e ciò sta a indicare che più basso è il prezzo del mais, più alta è la quantità domandata, e allo stesso modo più alto è il prezzo del mais, più bassa è la quantità domandata. La relazione inversa tra prezzo e quantità domandata, tenendo fissi tutti gli altri fattori che influenzano la domanda, è chiamata legge della domanda.

Legge della domanda enuncia la relazione inversa che lega prezzo e quantità domandata di un bene, quando tutti gli altri fattori che influenzano la domanda sono tenuti costanti.

Curva di offerta di mercato

La curva di offerta di mercato si definisce come la curva che illustra la quantità di beni che i produttori sono disposti a offrire a differenti livelli di prezzo.

Tale curva è inclinata verso l’alto, il che sta a indicare che a prezzi più elevati i fornitori del bene saranno disposti a offrire un maggior quantitativo del bene stesso. La relazione positiva tra prezzo e quantità fornita è conosciuta come legge dell’offerta.

Legge dell’offerta enuncia la relazione positiva fra prezzo e quantità offerta, quando tutti gli altri fattori che influenzano l’offerta sono tenuti costanti.

Come nel caso della domanda, altri fattori oltre al prezzo influenzano la quantità di un bene che i produttori forniranno sul mercato. Per esempio, i prezzi dei fattori di produzione – risorse come la manodopera e le materie prime utilizzate per produrre il bene – influenzeranno la quantità che i venditori sono disposti a offrire. Allo stesso modo, la quantità offerta dai venditori può essere influenzata dai prezzi degli altri beni prodotti. Quando si traccia una curva dell’offerta, si mantengono costanti tutti gli altri fattori considerati.

Eccesso di offerta: una situazione in cui la quantità offerta a un determinato prezzo supera la quantità domandata.

Eccesso di domanda: una situazione in cui la quantità domandata a un determinato prezzo supera la quantità offerta.

Spostamenti dell’offerta o della domanda

Si supponga che i consumatori aumentino la quantità domandata di un determinato bene a seguito di un incremento del reddito disponibile. L’effetto prodotto dall’aumento del reddito sull’equilibrio di mercato viene rappresentato attraverso uno spostamento verso destra della curva di domanda (cioè uno spostamento a destra rispetto all’asse verticale). Tale spostamento indica che a ogni livello di prezzo la quantità domandata è maggiore rispetto a prima, e l’equilibrio di mercato passerà da un ipotetico punto A ad un punto B.

Lo spostamento nella domanda prodotto da un aumento del livello di reddito determina un aumento sia del prezzo sia della quantità d’equilibrio.

Si supponga che aumentino i salari per i lavoratori di una particolare industria. Alcune imprese potrebbero ridurre i livelli di produzione, poiché i costi sono saliti parallelamente al costo del lavoro. Alcune imprese potrebbero anche uscire del tutto dal mercato. L’aumento dei costi del lavoro sposterebbe la curva di offerta verso sinistra (cioè verso l’asse verticale). Questo spostamento indica che per ogni livello di prezzo verrebbe offerta una minore quantità di prodotto e l’equilibrio di mercato si muoverebbe dal punto A verso il punto B.

L’aumento del prezzo del lavoro incrementa il prezzo di equilibrio e determina una diminuzione della quantità d’equilibrio.

In particolare:

  1. Aumento della domanda + Curva dell’offerta invariata = Prezzo di equilibrio più alto e maggiore quantità d’equilibrio.
  2. Diminuzione della domanda + Curva dell’offerta invariata = Prezzo di equilibrio più basso e minore quantità d’equilibrio.
  3. Aumento dell’offerta + Curva della domanda invariata = Prezzo di equilibrio più basso e maggiore quantità d’equilibrio.
  4. Diminuzione dell’offerta + Curva della domanda invariata = Prezzo di equilibrio più alto e minore quantità d’equilibrio.

Elasticità della domanda al prezzo

L’elasticità della domanda al prezzo (Price Elasticity of Demand, εQ,P) misura la sensibilità della quantità domandata al prezzo. L’elasticità della domanda al prezzo (identificata con ΔQ,P) è la variazione percentuale della quantità domandata (Q) determinata dalla variazione del prezzo (P) di un punto percentuale.

Se ΔQ è la variazione della quantità e ΔP è la variazione del prezzo, allora percentuale di variazione sulla quantità = e percentuale di variazione del prezzo =

Quindi l’elasticità della domanda al prezzo è:

Oppure

Il valore dell’elasticità deve sempre essere negativo: ciò riflette il fatto che la curva di domanda ha pendenza negativa a causa della relazione inversa esistente tra prezzo e quantità (quando il prezzo aumenta, la quantità diminuisce e viceversa).

Valore di εQ,P Significato Classificazione
0 La quantità domandata è completamente insensibile al prezzo. Domanda perfettamente anelastica: l’elasticità della domanda al prezzo è uguale a 0.
Tra 0 e −1 La quantità domandata è relativamente insensibile al prezzo. Domanda anelastica: l’elasticità della domanda al prezzo è tra 0 e −1.
−1 L’aumento percentuale della quantità domandata è uguale al decremento percentuale del prezzo. Domanda con elasticità unitaria: l’elasticità della domanda al prezzo è uguale a −1.
Tra −1 e −∞ La quantità domandata è relativamente sensibile al prezzo. Domanda elastica: l’elasticità della domanda al prezzo è tra −1 e −∞.
−∞
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurorae13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Vuri Daniela.
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