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Autore: Elena Albergante

Capitolo 8 – Massimizzazione dei profitti

Preliminari

L’obiettivo dell’impresa è massimizzare il profitto, per questo è necessario minimizzare i costi

I costi fissi si dividono in:

➢ →

Costi fissi evitabili costi fissi che l’impresa non deve sostenere se non produce alcun output

➢ →

Costi fissi irrecuperabili costi fissi che, una volta sostenuti, l’impresa non può recuperare

nemmeno in caso di liquidazione

Questo costo lo troviamo iscritto nel bilancio dell’impresa

o →

Ma il suo utilizzo non genera un costo-opportunità e non è un costo economico la scelta se

o impiegarlo o meno non fa parte delle decisioni economiche dell’impresa

Dato che noi consideriamo solo il costo economico Costo tot = Costo variabile + Costo fisso

o evitabile

Il profitto economico

➢ →

Profitto economico () = ricavi totali () – costi totali () intendiamo solo il profitto economico, non

contabile →

➢ Tendenzialmente l’impresa si pone come obiettivo quello della massimizzazione del profitto ci sono

anche delle eccezioni però →

➢ Sia i ricavi che i costi dipendono dalla quantità prodotta () = () − ()

→ →

comprende solo costi evitabili non i costi fissi irrecuperabili

o () → →

è quanto l’impresa incassa vendendo l’output

o () () = ∗

➔ () = () ∗ − ()

Massimizzazione dei profitti

➢ →

L’obiettivo dell’impresa può essere riscritto come {()

max () ⟺ max − ()}

➢ La quantità che massimizza il profitto si colloca dove si ha la maggior distanza fra la

curva dei ricavi e dei costi () () () () ()

➢ →

Risolvere questo problema analiticamente =0⟺ − =0⟺ =

()

o =

() → →

è il ricavo marginale ricavo addizionale derivante dalla vendita di

o =

un’unità di output in più Se > ⇒ () ↑

Se < ⇒ () ↓

Ricavi marginali

L’aumento della quantità da Q – ∆Q a Q prodotta cambia il ricavo in 2 modi:

➢ →

Vengono vendute ∆Q unità aggiuntive ciascuna al prezzo P(Q) effetto di espansione del prodotto

➢ →

Per incrementare la quantità di unità vendute il loro prezzo deve essere abbassato da P(Q – ∆Q) a

P(Q) il che riduce il ricavo che i venditori traggono dalle unità che non sono marginali Q – ∆Q

(unità inframarginali) effetto di riduzione del prezzo

Quando le vendite sono molto basse questo effetto sarà contenuto

o → →

Quando l’impresa vende le sue prime unità ∆Q non ci sono unità inframarginali il ricavo

o marginale è uguale al prezzo

Autore: Elena Albergante

Ricavi marginali e curva di domanda

Consideriamo 2 casi:

➢ → →

Curva della domanda orizzontale l’impresa vende la quantità che vuole al prezzo P questa

impresa è price-taker e opera in un mercato perfettamente concorrenziale

In questo caso è presente solo l’effetto di espansione del prodotto perché l’incremento delle

o vendite non comporta un abbassamento dei prezzi

Il ricavo aggiuntivo è il rettangolo P x ∆Q

o →

Il ricavo marginale è esattamente pari al prezzo P il ricavo marginale e la curva di domanda

o →

coincidono MR = P

➢ Curva di domanda decrescente

Le vendite aggiuntive ∆Q a un prezzo P(Q) contribuiscono al ricavo aggiuntivo P(Q) x

o →

∆Q effetto di espansione del prodotto →

Ma è presente anche l’effetto di riduzione del prezzo perché per vendere ∆Q bisogna

o →

diminuire il prezzo da P(Q – ∆Q) a P(Q) perdendo P(Q – ∆Q) – P(Q) per ciascuna

unità inframarginale →

Se la curva di domanda ha pendenza negativa il ricavo marginale è:

o ▪ Uguale al prezzo quando le vendite sono pari a zero

▪ Inferiore al prezzo per ogni quantità di prodotto positiva

➔ Il generale cambiamento nel ricavo è pari all’area ombreggiata di blu chiaro – l’area

ombreggiata di grigio insieme sono inferiori a P(Q) x ∆Q e il ricavo marginale è

inferiore a P(Q)

Trovare la quantità di prodotto che massimizza il profitto usando il ricavo marginale e il costo

marginale → →

➢ Passaggio 1 regola della quantità identificare quantità di prodotto positive tale per cui MR =MC

*

→ l’impresa massimizza i profitti producendo la quantità Q in cui MR =MC

→ →

Se più di una quantità di prodotto soddisfa MR = MC determinare qual è la migliore quale

o produce profitto maggiore

➢ → →

Passaggio 2 regola di cessazione dell'attività verificare se la migliore quantità di prodotto

positiva più profittevole, produca maggiore profitto rispetto alla scelta di chiudere l'impresa

*

L’azienda preferirà non produrre nulla se i profitti in Q sono negativi

o

Trovare la quantità di prodotto per la massimizzazione del profitto per un’impresa price taker

Impresa price-taker

❖ →

Ha domanda orizzontale la curva di domanda è perfettamente elastica →

❖ Le variazioni nella sua quantità di prodotto non producono alcun effetto sul prezzo quindi il

ricavo marginale MR è pari al prezzo del suo output quindi il prezzo deve essere pari al suo costo

marginale per la quantità di prodotto che massimizza il profitto →

❖ (Se MR=MC alla quantità che massimizza il prodotto e MR=P perché l’impresa è price taker allora

P=MC)

❖ Sceglie quanto produrre prendendo per dato il prezzo

→ →

➢ Passaggio 1 regola della quantità identificare ogni possibile quantità di prodotto per

cui P=MC → →

Se più di una quantità positiva soddisfa P=MC determinare la migliore quella

o che produce il profitto maggiore

→ →

➢ Passaggio 2 regola di cessazione delle attività verificare se la migliore quantità di prodotto porti

a maggiori profitti rispetto alla scelta di chiudere l'impresa

Autore: Elena Albergante ∗ ∗

Il profitto si può calcolare come differenza tra ricavi e costi ) )

( − ( ∗ )

(

∗ ∗

Ma anche come differenza tra prezzo e costo medio moltiplicato per q ∙ −

Verificare la regola della cessazione dell’attività

In caso l’impresa non abbia costi irrecuperabili *

➢ Calcolare il profitto in corrispondenza della quantità che massimizza il profitto Q e verificare che esso

→ →

non sia negativo ciò implica che i ricavi medi siano maggiori o uguali dei costi medi ( ) ≥

( ) * *

➢ →

Controllare se il prezzo P è almeno pari al costo medio in corrispondenza di Q P ≥ AC(Q )

e

➢ →

Comparare P e AC (= Q punto più basso della curva del costo medio)

min ∗ ∗

→ → → →

Se P > AC ( la quantità ottimale massimizza il profitto

o )) )

> ( ( > 0

min *

quindi l’impresa produce Q

∗ ∗

→ → → →

Se P< AC ( chiudere l’attività massimizza il profitto quindi

o )

< ( )) ( < 0

min

l’impresa produce Q=0 ∗ ∗

→( → →

Se P= AC entrambe le opzioni portano a un profitto pari a

o )

= ( )) ( = 0

min ∗

zero (che il meglio che l’azienda possa fare) per l’impresa è indifferente produrre o non

=

produrre ( = 0) La regola della quantità

In caso in cui l’impresa abbia costi irrecuperabili: →

resta la stessa perché i

➢ Bisogna stabilire se il ricavo derivante dalla vendita della quantità supera i costi evitabili costi recuperabili non

* *

Produrre la quantità Q è meglio che cessare l'attività se PQ (ricavi derivanti dalla

o influenzano i costi

marginali la quantità di

vendita della quantità di prodotto ottimale) > costi evitabili *

produzione Q continua a

In caso contrario non produrre è la soluzione ottima

o essere quella in

corrispondenza di P=MC

Funzione di offerta di un’impresa price-taker

Funzione di offerta di un’impresa price-taker ci dice quale quantità l’impresa vuole vendere per ogni

→ →

possibile prezzo P di mercato Quantità offerta = S (Prezzo) = ()

Per trovare la funzione di offerta possiamo applicare le regole della quantità e di cessazione dell'attività

➢ Per ogni P > AC la quantità che massimizza il profitto è positiva e tale per cui il prezzo è uguale al

min

costo marginale

La curva di offerta coincide con la curva di costo marginale dell'impresa per prezzi al di sopra

o del livello più basso di costo marginale AC

min

➢ →

Per ogni P < AC l'impresa non offre alcunché l’offerta è zero per prezzi inferiori al costo medio

min

minimo → e

➢ Se P = AC l’impresa è indifferente non produrre o produrre alla sua scala efficiente Q

min

= < −1 è la funzione inversa di (semplicemente:

()

➔ Algebricamente: () = { dall’uguaglianza dove è il costo marginale in

− = ,

()

= ≥ funzione di si esprime in funzione di

, )

e

❖ Curva di offerta senza costi fissi evitabili con scala di produzione efficiente Q =0

e

❖ Curva di offerta con costi fissi evitabili >0 e con scala di produzione efficiente Q >0

Legge dell’offerta

➢ Dice che quando il prezzo del mercato aumenta, il livello di vendite che massimizza il profitto per

un'impresa price-taker deve aumentare

➢ È sempre valida per le imprese price-taker

➢ Una quantità di vendite per la massimizzazione del profitto di un'impresa competitiva non può

diminuire quando il prezzo di mercato aumenta

➢ Il motivo è semplice: massimizza la distanza tra ricavi e costi; se aumenta, il ricavo aumenta

∗ ∗

di più alla quantità che a qualsiasi quantità inferiore, quindi continuerà a garantire un profitto

più alto di ogni quantità inferiore

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Variazioni nei prezzi degli input e spostamento nella funzione dell’offerta

Le variazioni nei prezzi degli input di un’impresa cambiano la quantità di vendite che massimizza il

profitto e la domanda di input

L’aumento può incidere sui costi variabili o sui costi fissi:

➢ Se l’incremento di prezzo di un input comporta un aumento dei costi variabili:

Le curve e si spostano verso l’alto

o

La curva di offerta si sposta anch’essa verso l’alto

o

➢ Se l’incremento di prezzo di un input comporta un aumento dei costi fissi:

La curva si sposta verso l’alto

o

La curva di non si modifica

o →

La curva di offerta non si sposta ma aumenta la quantità minima che l’impresa

o deve produrre per avere profitti positivi

Offerta di breve periodo e offerta di lungo periodo delle imprese price-taker

Avviene un aumento improvviso del prezzo per un’impresa price-taker:

*SR *LR

➢ Nel breve periodo la miglior quantità positiva corrisponde a Q e nel lungo periodo è Q

➢ Nella seconda figura sono presenti 3 curve di costo medio:

→ →

AC curva di costo medio di lungo periodo che viene intersecata dalla curva di costo

o LR

marginale al suo punto più basso

→ →

AC curva di costo medio di breve comprende i costi irrecuperabili dei suoi input fissi

o SR → → →

AC curva di costo medio evitabile di breve periodo comprende solo costi evitabili

o SR evitabile

quindi giace sotto la curva AC SR

▪ La curva di costo marginale di breve periodo interseca entrambe le curve di costo medio di

breve periodo *SR

➢ Dato che nuovo prezzo è al di sopra del costo medio evitabile di breve periodo in Q e del costo

*LR → →

medio di lungo periodo in Q l'impresa sceglierà di operare sia nel breve sia nel lungo periodo

combinando la regola della quantità è quella di cessazione dell'attività vediamo che le imprese

*SR *LR

aumenterà proprio output in corrispondenza di Q nel breve periodo e di Q di lungo periodo

Un altro modo per formulare la

regola di cessazione dell'attività

consiste nell’affermare che

l'impresa chiuderà se il surplus del

produttore, derivante dalla

produzione della sua quantità

positiva più profittevole, è negativo

➔ In generale, possiamo dire che la curva di offerta di lungo periodo è più sensibile a variazioni di

prezzo (cioè più elastica) della curva di offerta di breve periodo

Surplus del produttore

➢ →

Il surplus del produttore è pari al ricavo dell'impresa meno al suo costo evitabile (comprende sia il

suo costo variabile sia il suo costo fisso evitabile ma non i costi irrecuperabili) quindi profitto =

surplus del produttore – costi irrecuperabili

Surplus del produttore = profitto economico

o →

Se ci sono dei costi fissi irrecuperabili surplus del produttore ≠ profitto contabile

o ▪ Potrebbe accadere che profitto economico sia positivo (e dunque convenga produrre) anche

se il profitto contabile è negativo (bilancio in perdita)

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➢ Possiamo anche definire il surplus del produttore come la differenza tra i ricavi e l’ammontare

minimo a cui l’impresa sarebbe disposta a vendere la produzione

Ogni punto sulla curva di offerta dell’impresa può anche essere interpretato come il prezzo

o minimo a cui l’impresa è disposta a produrre e offrire la corrispondente quantità di prodotto

➢ Il surplus del produttore per un'impresa che vende Q unità:

In caso in cui

o =

▪ È pari all'area fra una linea orizzontale tracciata a livello del prezzo e la curva di offerta

dell'impresa il surplus è la differenza tra ABCD (ricavi) – costi evitabili (area grigia)

In caso in cui ci fosse un costo fisso evitabile con scala di produzione efficiente

o >

▪ Il surplus del produttore è pari al ricavo per il prezzo P (rettangolo ABHF) meno i costi

evitabili (area grigia)

▪ Oppure si può misurare l’area fra una linea orizzontale tracciata la livello del suo prezzo P e

la curva di costo marginale poi sottraggo il costo fisso evitabile

Appendice

1. Quello che conta per la cessazione dell’attività è il profitto economico calcolato sui costi opportunità e

non quello contabile →

È possibile che profitto contabile > 0 e profitto economico (costi calcolati al loro costo

o →

opportunità) < 0 l’impresa cessa l’attività →

È anche possibile che profitto contabile < 0 e profitto economico > 0 l’impresa continua

o l’attività

2. La massimizzazione del profitto implica l’uguaglianza, al margine, tra ricavo e costo associato a ciascun

fattore produttivo

Nel lungo periodo, quando l’impresa sceglie sceglie e per massimizzare i profitti data la

o ,

funzione di produzione ed i prezzi dei fattori possiamo quindi riscrivere il problema di

massimizzazione del profitto con quantità e costi in funzione di e

ricavi costi

⏞ ⏞

(

max ∙ (, ) − ∙ + ∙ )

,

(Profitti) : ∙ − = 0 ⁄ ⁄

⋅ = = 1

→ →

o ⁄ ⁄

→ → =

⋅ = ⁄ ⁄

(Profitti) = 1

: ∙ − = 0

▪ → l’impresa efficiente eguaglia il ricavo marginale dell’ultima unità di

⋅ =

lavoro, , al costo marginale del lavoro,

▪ → l’impresa efficiente eguaglia il ricavo marginale dell’ultima unità di

⋅ =

capitale, , al costo marginale del capitale,

Autore: Elena Albergante

Capitolo 13 – Equilibrio e efficienza

Parte 1 – equilibrio di mercato in concorrenza perfetta

Forme di mercato

Finora abbiamo visto come si comportano consumatori/compratori e imprese/venditori di fronte a un dato

prezzo (price-takers) questo prezzo si forma dall&

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena_122 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Panebianco Fabrizio.
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