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METODOLOGIA DELLA RICERCA

PSICOLOGICA

INDICE

PARTE 1

Capitolo 1: Introduzione - PAGINA 2

Capitolo 2: Il problema della conoscenza e della conoscenza sociale - PAGINA 3

Capitolo 3: L’idea di scienza - PAGINA 5

Capitolo 4: Etica della ricerca - PAGINA 9

Capitolo 5: Approccio scientifico - PAGINA 11

Capitolo 6: Open Science - PAGINA 13

PARTE 2

Capitolo 7: Cos’è e quali sono le fasi? - PAGINA 15

Capitolo 8: La comunicazione della ricerca - PAGINA 16

Capitolo 9: Dal problema alla domanda di ricerca - PAGINA 19

Capitolo 10: Dalla teoria alle ipotesi - PAGINA 20

Capitolo 11: Analisi della letteratura - PAGINA 22

Capitolo 12: Metodi di acquisizione delle conoscenze - PAGINA 24

Capitolo 13: Validità e controllo della ricerca - PAGINA 33

Capitolo 14: Dai concetti alle variabili - PAGINA 38

Capitolo 15: La misurazione dei fatti psichici - PAGINA 40

Capitolo 16: Le tecniche di rilevazione delle variabili - PAGINA 44

Capitolo 17: Dalla popolazione al campione - PAGINA 47

Capitolo 18: Le relazioni causali tra variabili - PAGINA 49

Capitolo 19: I dati della ricerca - PAGINA 51

Capitolo 20: L’analisi dei dati nel ciclo di ricerca - PAGINA 52

Capitolo 21: Analisi descrittiva dei dati - PAGINA 54

Capitolo 22: Statistica inferenziale - PAGINA 58

1

P

ARTE 1: METODO E CONOSCENZA

SCIENTIFICA

​Capitolo 1: Introduzione

​1. Che cos’è la metodologia della ricerca?

●​ D

​ efinizione: Studia i principi, le strategie e le procedure che guidano il processo di

ricerca scientifica.

●​ ​

Obiettivi: Permette di capire come si formulano le domande di ricerca, come si

raccolgono/analizzano i dati e come si costruiscono conoscenze affidabili sul

comportamento umano e sui processi mentali.

●​ ​

Importanza dello studio: Studiare la psicologia non significa solo imparare le

conclusioni delle ricerche, ma scoprire e valutare come si è giunti a tali conclusioni

per comprendere appieno la complessità dei processi.

●​ ​

Punti chiave:

○​ ​ La ricerca ci obbliga a ragionare;

○​ ​ La metodologia ci obbliga a rispondere a domande in maniera corretta

empiricamente.

​2. Cosa significa metodo?

●​ E

​ timologia: Dal greco hodòs + meta- (letteralmente “strada con la quale”).

●​ ​

Definizione generale: Il percorso da compiere per raggiungere un fine; l'intero

procedimento da seguire per risolvere un insieme di problemi e garantire un risultato

soddisfacente.

●​ ​

Evoluzione storica del concetto:

○​ ​

Bacone: Metodo alla portata di tutti, che lega le capacità individuali a regole

solide con dimostrazioni.

○​ ​

Cartesio: Centralità del metodo nell'attività intellettuale. Lo definisce come

“regole certe e facili che renderanno impossibile rendere il falso per vero,

senza consumare sforzo ma aumentando il proprio sapere, conducendolo alla

conoscenza vera”.

○​ ​

Sintesi storiche: Entrambi i filosofi vedono il metodo come un procedimento

non esoterico, governato da regole facili e alla portata di chiunque.

○​ ​

Passato recente: Idea di un programma che stabilisce a priori una serie

immutabile di operazioni per acquisire conoscenza scientifica.

○​ ​

Concezione attuale: Il metodo è soprattutto una scelta fra metodi alternativi

di procedere e non una semplice sequenza di passi fissi. La ricerca è vista

come un sentiero con molte diramazioni in cui il ricercatore deve prendere

decisioni adatte alla situazione specifica.

●​ ​

Elementi che connotano il metodo oggi:

○​ ​ Scelta delle tecniche da applicare a uno specifico problema;

○​ ​ Capacità di modificare e adattare tecniche esistenti;

○​ ​ Capacità di immaginare percorsi nuovi (che diventeranno tecniche).

➢ 2

●​ R

​ esponsabilità del ricercatore: I risultati dipendono dalle scelte fatte lungo il

percorso; è fondamentale darne giustificazione nel resoconto di ricerca.

​3. Cosa significa tecnica?

●​ D

​ efinizione: Complesso di norme che regolano l'esercizio pratico e strumentale di

un'arte, di una scienza o di un'attività professionale.

●​ ​

In ambito scientifico: Rappresenta le specifiche procedure operative di cui una

disciplina si avvale per acquisire e controllare i propri risultati.

​4. Cosa significa metodologia?

●​ E

​ timologia: Dal greco, significa letteralmente “studio del metodo”.

●​ ​

Definizione: È il ragionamento critico su come si fa ricerca. Serve ad assicurare che

gli strumenti pratici abbiano una logica solida e conducano a risultati attendibili. Si

occupa di regole, principi e condizioni formali alla base della ricerca per ordinare e

accrescere le conoscenze.

●​ ​

Il continuum gnoseologico: La metodologia si colloca al centro di un continuum tra:

○​ ​

Epistemologia: Riflessione filosofica generale sulla conoscenza (troppo

astratta).

○​ ​

Tecnica: Insieme degli strumenti pratici e delle procedure (troppo concreta).

●​ ​

Gerarchia decisionale del ricercatore: Visione epistemologica -> Basi

metodologiche -> Tecniche scelte.

●​ ​

Rapporto tra ricerca, metodologia e tecnica: La ricerca può fare a meno della

metodologia ma non delle tecniche. Tuttavia, la tecnica da sola è vuota: se il

ricercatore si focalizza solo sul perfezionamento tecnico perdendo di vista la

metodologia, la procedura tecnica diventa un fine anziché un mezzo.

●​ ​

Natura della conoscenza scientifica: Il pensiero e il linguaggio non sono una copia

fotografica della realtà. A causa di questa mancata corrispondenza, la conoscenza

non è mai assoluta; ogni conoscenza scientifica è per natura incerta, fallibile e

rivedibile.

C

apitolo 2: Il problema della

conoscenza e della conoscenza

sociale

​1. Rapporto realtà-pensiero-linguaggio

È un legame complesso e privo di una diretta corrispondenza, con forti implicazioni

metodologiche:

●​ ​ REALTÀ-PENSIERO: Individui diversi possono concettualizzare lo stesso

frammento di realtà in modi differenti. 3

●​ ​ REALTÀ-LINGUAGGIO: Legame elastico (ma non per questo puramente

soggettivo) fra segni e referenti, fra significante e significato; manca una

corrispondenza immediata tra cose e parole.

●​ ​ PENSIERO-LINGUAGGIO: Difficoltà di mantenere separati i concetti dai termini (i

pensieri dalle parole necessarie a rappresentarli).

I

mplicazione: Le preferenze per una tecnica e l'interpretazione dei risultati da parte del

ricercatore sono inevitabilmente influenzate dalle sue opzioni gnoseo-epistemologiche, non

solo dalle competenze teoriche.

​2. Visioni che orientano nelle scienze sociali

L

'indagine sociale è orientata da due prospettive filosofiche fondamentali (chiamate

"paradigmi" da Corbetta), che rispondono in modo opposto a tre quesiti costitutivi:

1.​ Q

​ UESTIONE ONTOLOGICA: Riguarda la natura e la forma della realtà sociale

("Che cosa?" / "La realtà sociale esiste?").

2.​ ​

QUESTIONE EPISTEMOLOGICA: Riguarda la conoscibilità della realtà sociale e il

rapporto tra lo studioso ("chi") e la realtà studiata ("che cosa") ("La realtà sociale è

conoscibile?").

3.​ ​

QUESTIONE METODOLOGICA: Riguarda le modalità conoscitive e l'apparato

tecnico impiegato ("Come può essere conosciuta la realtà sociale?").

​I due paradigmi generano due approcci differenti:

​ La Ricerca quantitativa (derivata dalla Visione Empirista)

➢ ●​ A

​ pproccio generale: Misura la realtà attraverso i dati e cerca regole/leggi generali.

●​ ​

Risposte ai quesiti:

○​ ​

Ontologia: La realtà esiste davvero (anche se conosciuta in modo imperfetto

e probabilistico).

○​ ​

Epistemologia: Studio oggettivo e distaccato. Il ricercatore è emotivamente

distante, neutrale e separato dall'oggetto di studio. I soggetti studiati hanno

un ruolo passivo.

○​ ​

Metodologia: Strutturata in fasi logicamente sequenziali basate sul metodo

deduttivo (si parte da una teoria e dalla letteratura scientifica per formulare e

verificare ipotesi).

●​ ​

Raccolta dati e strumenti: Uso di esperimenti, osservazioni numeriche, statistiche,

questionari chiusi e test standardizzati uguali per tutti. Si applicano a un campione

statisticamente rappresentativo per ottenere dati oggettivi.

●​ ​

Analisi dei dati: Il focus è sulla variabile. Ampio uso di tecniche matematiche e

statistiche. I risultati vengono riportati in tabelle e grafici per formulare leggi valide per

molti.

​ La Ricerca qualitativa (derivata dalla Visione Umanista)

➢ ●​ A

​ pproccio generale: Visione basata sui significati e sulle esperienze. Cerca di

capire come le persone vivono e interpretano la realtà.

●​ ​

Risposte ai quesiti: 4

○​ O

​ ntologia: La realtà non è unica, ma cambia in base alle persone e ai

contesti.

○​ ​

Epistemologia: Non esiste distacco. Il ricercatore entra in contatto diretto con i

soggetti attraverso l'empatia ed è coinvolto. Le persone studiate sono attive

nel processo.

○​ ​

Metodologia: Approccio aperto e interattivo che si costruisce in itinere.

Utilizza il metodo induttivo (si parte dai singoli casi) e un rapporto

naturalistico con l'ambiente (la ricerca avviene nell'habitat naturale dei

soggetti).

●​ ​

Raccolta dati e strumenti: Interviste, osservazioni e analisi di storie. I casi studiati

sono pochi e non rappresentativi statisticamente. Lo strumento varia a seconda

dell'interesse dei soggetti per ottenere dati ricchi e profondi (non standardizzati).

●​ ​

Analisi dei dati: L'oggetto dell'analisi è l'individuo intero (non la singola variabile).

Non si fa uso di strumenti matematici o statistici. I risultati sono riportati in testi e

racconti sotto forma di interpretazioni specifiche (no leggi generali).

​Capitolo 3: L’idea di scienza

​1

. Idea di scienza ed evoluzione nella storia

●​ M

​ odelli di conoscenza: Il mito, l'arte, la religione e la scienza sono diversi modelli

complessi usati dall'uomo per conoscere la realtà.

●​ ​

Definizione moderna di scienza: Un modo di ottenere conoscenze attraverso

osservazioni obiettive, tali per cui persone con normale percezione, nello stesso

luogo e tempo, giungerebbero allo stesso risultato tramite regole certe e facili.

●​ ​

Caratteristica del metodo: Mette quasi alla pari tutti gli ingegni poiché riduce lo

spazio delle capacità individuali legandole a regole solidissime e dimostrazioni.

●​ ​

Ideali di scienza: L'idea di scienza non è fissa ma muta nelle epoche storiche (ciò

che è scientifico in un periodo può non esserlo in un altro). Si basa su scelte di valore

condivise da una comunità e su condizioni storiche esterne.

●​ ​

Processi logici fondamentali:

○​ ​

Deduzione: Processo logico per cui, date certe premesse e regole corrette,

la conclusione consegue come logicamente necessaria.

○​ ​

Induzione: Processo opposto alla deduzione; dall'osservazione di casi

particolari si sale ad affermazioni e proposizioni universali/generali.

​2. La rivoluzione scientifica (1543 - 1687)

●​ C

​ ontesto: Sviluppata grazie ai contributi di Copernico, Galileo, Newton, Bacone,

Keplero e Cartesio. Ha smantellato l'immagine del mondo aristotelica.

●​ ​

Caratteristiche della nuova scienza (modellate sulle scienze naturali):

1.​ ​

Completa empiricità: Non c'è conoscenza scientifica fuori dall'esperienza

dei fatti concreti del mondo naturale. La conoscenza va indotta dai fatti e non

dedotta da principi essenziali. La realtà oggettiva (composta solo da materia

ed energia) è la base della conoscenza.

2.​ ​

Rigore del metodo: Serie di regole precise e procedure a cui uniformare le

fasi dell'indagine: 5

■​ Fase dell'osservazione empirica;

■​ Fase della formulazione di ipotesi esplicative;

■​ ​Fase della verifica di ipotesi (che ne consente l'accettazione).

●​ ​

Compito della scienza: Ricercare l'ordine della natura e spiegare i fenomeni

attraverso leggi deterministiche e universali preesistenti allo scienziato. La scienza è

intesa come ricerca di verità stabili e definitive.

●​ ​

Il ruolo del soggetto: Il soggetto viene espulso dal problema della conoscenza

perché considerato fonte di deviazione.

●​ ​

Duplice natura del metodo: Da un lato esige immaginazione e creatività per

formulare ipotesi, dall'altro impone il controllo pubblico di tali ipotesi.

​3. Sviluppo del positivismo

●​ C

​ ontesto: La visione della realtà ordinata e prevedibile dura per tre secoli e

raggiunge l'apice nel XIX secolo con il Positivismo.

●​ ​

Principi fondamentali del positivismo ottocentesco:

1.​ ​

Credenza nell'oggettività pura e indiscussa dei fatti empirici: Il mondo reale

esterno è esattamente come l'uomo se lo rappresenta.

2.​ ​

Credenza nella razionalità della natura: Le leggi scientifiche esistono in

natura prima che lo scienziato le scopra.

3.​ ​

Credenza nella naturalità della ragione: Le categorie logiche della ragione

corrispondono a nessi reali e naturali e non dipendono dalla mente umana.

●​ ​

Evoluzione nel XX secolo: Nuove scoperte mettono in crisi questo ideale pacifico. Il

positivismo ottocentesco lascia il posto a un positivismo novecentesco più complesso

e articolato, nato da un processo di revisione dei propri limiti intrinseci.

​4. Il Neopositivismo

●​ R

​ appresenta una delle prime revisioni del positivismo classico.

●​ ​

Principio cardine: All'origine della conoscenza ci sono i dati sensoriali e gli enunciati

che li descrivono.

●​ ​

Principio di verificazione: Hanno senso solo le proposizioni che possono essere

empiricamente verificate tramite fatti empirici. Un enunciato non verificabile

sperimentalmente all'interno di una teoria è considerato privo di senso.

●​ ​

Ruolo della filosofia: Deve abbandonare le grandi teorizzazioni astratte e dedicarsi

all'analisi critica di ciò che viene elaborato nelle teorie delle singole discipline.

​4.1. Popper

E

sponente del neopositivismo che introduce una drastica critica al principio di

verificazione basandosi su due argomenti:

●​ C

​ ritica all'accumulo di dati: Non si può dimostrare che una teoria sia assolutamente

vera solo accumulando dati favorevoli, perché gli stessi dati potrebbero essere

spiegati anche da ipotesi diverse.

●​ ​

Asimmetria logica: Esiste uno squilibrio nella logica scientifica; migliaia di prove a

favore non bastano a rendere certa una teoria universale, ma basta un solo fatto

negativo per falsificarla (confutarla). 6

Conseguenze sul lavoro scientifico:

●​ I

l Falsificazionismo: Il compito dello scienziato è cercare attivamente di distruggere

e falsificare la propria teoria. Prima si trova l'errore, prima la teoria viene scartata per

metterne alla prova una migliore. L'errore è il motore del progresso scientifico.

●​ ​

Natura della conoscenza: La conoscenza umana è fatta solo di congetture; ogni

teoria è valida solo provvisoriamente finché non viene smentita.

●​ ​

Metafora della palude e delle palafitte: La scienza è paragonata a un edificio

costruito su palafitte in una palude. I pali vengono conficcati finché la struttura

sembra stabile, ma di fronte a una smentita (problema della teoria) è necessario

piantare i pali ancora più a fondo (cercare nuove teorie).

●​ ​

Linea di demarcazione (Confine tra scienza e pseudoscienza):

○​ ​

Scienza: Formulata con teorie scientifiche confutabili che fanno previsioni

precise che l'esperienza può smentire.

○​ ​

Pseudoscienza: Formulata con teorie talmente vaghe e flessibili da riuscire a

giustificare tutto e il contrario di tutto, impedendo di fare previsioni chiare.

●​ ​

Origine della scienza: Contrariamente all'idea classica, la scienza non inizia

dall'osservazione passiva del mondo, ma dai problemi (nascono quando c'è una

contraddizione logica). Per risolverli, lo scienziato usa fantasia, creatività e intuizione

per inventare nuove ipotesi. L'osservazione interviene solo in un secondo momento,

al fine di mettere alla prova le ipotesi stesse.

5. Il Post-positivismo

●​ P

​ eriodo: Si afferma dalla fine degli anni ’60.

●​ ​

Esponenti principali: Kuhn, Feyerabend e altri.

●​ ​

Natura della scienza: È un discorso interpretativo della realtà, strettamente

legato a storia, cultura e società.

●​ ​

Il ruolo del ricercatore: Non è mai neutrale (tabula rasa), ma è una tabula plena

(una mente ricca di idee, esperienze e ipotesi che filtrano e influenzano

l'osservazione).

​5.1. Kuhn

●​ A

​ ttività scientifica: Non consiste nel verificare le teorie, ma nell'arricchirle e nel

risolvere i problemi che esse espongono.

●​ ​

Il concetto di Paradigma: Una specie di "lente" attraverso cui gli scienziati

guardano il mondo in un certo periodo storico. Un paradigma:

○​ ​Comprende regole condivise da tutta la comunità sci

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glxwiv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca psicologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Ingoglia Sonia.
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