Estratto del documento

Storia della pedagogia ed educazione comparata

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Libri

  • Percorsi della pedagogia contemporanea (Zago)
  • L'educatore. Profilo storico con appendice antologica (Zago) - Pagine 9-49 + 65-101 + 121-152

Lezione 1: presentazione in generale del corso

04.10.2023
09.10.2023

Struttura del volume

5 sezioni tematiche → i problemi/quesiti principali dell’indagine pedagogica:

  1. Che cos’è l’educazione? (dalla pedagogia alla scienza dell’educazione)
  2. Perché educare? Qual è il fine dell’educazione? Quali sono gli obiettivi?
  3. (Ideali e modelli del pensiero pedagogico contemporaneo)
  4. Chi educa e chi si educa? Chi è l’educatore? (Relazione educativa e i suoi attori → relazione con 2 attori: educatore ed educando)
  5. Come e quando si educa? (Tempi, mezzi, metodi e strategie dell’azione educativa)
  6. Dove si educa? (Luoghi, contesti e istituzioni dell’educazione contemporanea)

Storia e pedagogia

Cos’è la storia / a cosa serve la storia?

Studio delle persone, luoghi, oggetti e degli avvenimenti del passato.

Metodo tradizionale di fare storia: Fino alla seconda metà del ‘900 (per Italia) → fare storia = studio dei grandi avvenimenti e delle grandi biografie (grandi personaggi/personaggi importanti) → questo metodo lascia però dei “punti neri” (storia dell’educazione: storia delle donne - storia dei bambini - storia locale delle istituzioni).

Adesso, la storia si occupa di tutto quello che fa parte dell’esperienza umana (materiale e immateriale) (contesti umani sociali, culturali, etici).

Scopo della storia:

  • Interpretare e capire ciò che succede nel mondo (la storia viene interpretata e usata in modi diversi a seconda del luogo e del contesto)
  • Leggere il presente

Storia della pedagogia - Pedagogia ed educazione?

Pedagogia = scienza che studia e si occupa di educazione (macro contenitore che si occupa di teoria, pratiche, istituzioni, biografie) → scienze dell’educazione

Educazione = studio di tutte quelle forme, pratiche, istituzioni, luoghi in cui l’educazione ha preso vita (azione e pratiche).

Storia dell’educazione = storia di tutte quelle forme pratiche in cui l’educazione storicamente ha preso forma.

Storia della pedagogia = storia della teoria sull’educazione → macro contenitore che a sua volta contiene la storia dell’educazione.

Storia della pedagogia

Si occupa di idee, teorie e modelli, genealogia (= come è nata e si è sviluppata un’idea) del pensiero: la storia della scienza pedagogica e della riflessione attorno al suo oggetto principale di ricerca (educazione).

Storia dell’educazione

Studio delle manifestazioni (vissuti o pratiche) sociali e culturali (materiali o meno), a vari livelli (istituzionali o private) delle forme proprie dell’educazione e nelle quali l’educazione stessa si è delineata (sia a livello macro che micro).

Fornaca Remo, 1991: Pedagogia

  • Lentamente → si inizia a sviluppare nella seconda metà del ‘900
  • Diventa una scienza interdisciplinare (scienze al plurale)
  • Graduale differenziarsi e arricchirsi degli oggetti e delle tematiche della pedagogia in riferimento sia a soggetti sociali sia a specifici problemi
  • Apertura mentale nei confronti della pedagogia

Negli ultimi 30 anni più diffusa la dizione storia dell’educazione perché:

  • Crescita esponenziale degli studi in quell’ambito (grazie alle aperture della “nuova storia”)
  • Distanziamento dalla storia alla pedagogia come sola storia delle teorie e delle grandi biografie (di stampo gentiliano)
  • Dizione internazionale onnicomprensiva “History of education”

Sezione 1 (libro)

Che cos’è l’educazione? Dalla pedagogia alla scienza dell’educazione

Affronta 2 tematiche:

  1. L’educazione e i principali significati che ad essa sono stati attribuiti
  2. La pedagogia come sapere autonomo e come sapere in relazione alle scienze dell’educazione

Introduzione

A) L’educazione e i principali significati che ad essa sono stati attribuiti

Una prima definizione generale di educazione viene indicata da Wolfgang Brezinka: sostiene che l’educazione è l’insieme delle azioni attraverso le quali l’uomo cerca di migliorare la personalità (o alcuni aspetti della personalità) di altri uomini, cercando di impedire il formarsi di disposizioni valutate cattive.

Questa definizione viene poi ripresa dal pedagogista francese Gaston Mialaret, il quale attribuisce all’educazione 4 significati: educazione come azione, come contenuto (cultura educativa), come risultato (effetti educativi), come istituzione (sistema educativo).

L’educazione si conferma indubbiamente un fatto complesso e sistematico, in quanto coinvolge varie dimensioni e molteplici fattori.

Nel '900 si affermano due grandi tradizioni di pensiero:

  1. Empiristica: l’educazione è un fatto naturale e sociale (teorie e correnti secondo le quali l’educazione è fondata sulla pratica e sull’esperienza - vedono l’educazione come un fatto naturale e sociale) (prima c’è la relazione con gli altri e dopo a livello del singolo)
  2. Spiritualistica: l’educazione è un fatto spirituale (un fatto che attiene allo spirito del singolo: considera la morale e l’etica del singolo prima del fatto sociale - della relazione con gli altri)

1) Prima tradizione: empiristica

L’educazione è un insieme di eventi storicamente dati, i quali sono determinati da fattori materiali, naturali, sociali che possono essere indagati e conosciuti anche in forme oggettive. La possibilità di modificare ed orientare i processi educativi appare anzi condizionata dal livello di conoscenza scientifica di questi fattori.

Fanno parte della visione empiristica:

  • E. Durkheim (Sociologo francese) (padre della sociologia moderna, intesa come nuova scienza sia in termini metodologici che di contenuto)
    • Propone un metodo/un paradigma nuovo della sociologia
    • Sociologia come contributo fondamentale alla conoscenza dei processi educativi
    • Visione: partiva dall’idea che la sociologia era alla base dell’educazione → l’educazione è un fatto sociale
    • Per origini: nasce dentro una società
    • Per funzioni: orientata, determinata e collegata alla società nel senso che l’educazione è la socializzazione (= adattamento alla società) delle nuove generazioni da parte/per merito delle vecchie generazioni
  • A. Makarenko (Educatore sovietico)
    • Propone una visione più radicale e di stampo marxista
    • Interpreta in fatti politici l’educazione → educazione come forma di conformismo, dove il singolo sparisce rispetto alla società
    • Evidenzia l’importanza del concetto di collettivo basato sull’aspetto politico (nella creazione della società sovietica)
  • Bogdan Suchodolski
    • Educazione NON come processo di adattamento al presente, ma come processo dinamico di trasformazione esistenziale
  • G. Dewey (Pedagogista Americano)
    • Maggiore pedagogista del Novecento
    • Pragmatismo strumentalistico → intelligenza come strumento di azione
    • Riprende dal pensiero del sociologo francese E. Durkheim la concezione del legame tra educazione e sociologia (punto di vista in comune)
    • MA a differenza di E. Durkheim → dal processo adattivo assimilativo [di E. Durkheim] (nuove generazioni che imparano e assimilano dalle vecchie generazioni); Dewey considera un processo adattivo costruttivo: l’individuo attraverso un processo di sviluppo, crescita e costruzione agisce prima su di sé e poi sulla società → il singolo agisce attraverso l’intelligenza e l’esperienza (fattore fondamentale) per migliorare se stesso e la realtà che lo circonda.
    • Dewey considera 2 dimensioni dell’educazione:
      • Educazione come adattamento alle forme di vita, tradizioni e valori della società in cui si applica
      • Educazione come sviluppo costruttivo della personalità di un individuo con l’obiettivo di migliorare e trasformare se stesso e la società che lo circonda (sempre grazie a strumenti come intelligenza ed esperienza)
  • Bruner
    • Iniziatore del cognitivismo statunitense (corrente psicologica che studia i processi cognitivi)
    • Riprende la visione deweyana di tipo socio adattivo MA sostiene che la formazione umana non può risolversi in un processo di adattamento
    • Ogni disciplina ha delle strutture che devono essere organizzate dalla mente → sviluppo delle conoscenze in maniera autonome (insegnare tutto a tutti)

2) Seconda tradizione: spiritualistica

L’educazione umana passa attraverso lo sviluppo di una realtà spirituale, che rappresenta caratteristiche autonome rispetto al contesto naturale, materiale e sociale in cui essa ha luogo. I condizionamenti esterni non sono negati ma il filo conduttore consiste nel suscitare l’attività spirituale di chi viene educato attraverso un processo libero e spontaneo. Sono le norme morali che guidano le scelte, non le prassi obiettive come gli empiristi.

Questo tipo di processo non è oggettivabile, risponde a norme etiche/morali

  • Maritain
    • Maggior portavoce della tradizione spiritualistica
    • Propone un’educazione umana integrale, considerando le sue componenti: corpo e anima (spirito) / conoscenza e azione / libertà e grazia divina
    • La sfera religiosa fa parte dello spirito, ma non è il soggetto principale della corrente. Il soggetto è l’identità spirituale di ogni persona che differenzia un individuo dall’altro.
  • Giovanni Gentile
    • Forte connessione tra pedagogia e filosofia (teoria)
    • Vede l’educazione come un incontro tra due spiriti (educatore-educando). Questo incontro è attivo, e in questo processo avviene l’atto educativo.
    • L’educazione è sempre un processo libero e spontaneo (= accade intenzionalmente)

Queste interpretazioni dell’educazione si intrecciano con la definizione di pedagogia, intesa come sapere che riflette e teorizza l’atto educativo o come sostiene il pedagogista Mauro Laeng sapere teorico-pratico.

In un primo momento la pedagogia non è stata riconosciuta come scienza autonoma, ma è sempre stata collegata ad altre discipline:

  • Durkheim collega la pedagogia alla sociologia
  • Makarenko collega la pedagogia alla politica
  • Gentile collega la pedagogia alla filosofia

Quindi negano l’autonomia della pedagogia. Secondo Flores D’Arcais la pedagogia ha raggiunto la sua autonomia ogni volta che ha saputo porre l’educando al centro del processo educativo, riconoscendolo come l’unico valore e ha giustificato ogni fine e ogni mezzo in funzione della realizzazione integrale dell’educando.

Secondo Dewey l’attività educativa pone dei problemi e le scienze sono le fonti cui attingere per affrontarli → il lavoro degli educatori deve avvalersi di metodi sistematici che garantiscano una migliore comprensione e un controllo più intelligente e meno confuso e abitudinario di fatti e situazioni. Psicologia e sociologia offrono quindi i mezzi principali da utilizzare nell’azione educativa.

Secondo G. Gentile= la scienza è la formazione dello spirito e corrisponde quindi alla scienza della filosofia (la scienza che si occupa principalmente degli spiriti).

B. La pedagogia come sapere autonomo e come sapere in relazione alle scienze dell’educazione

Nel corso del '900 si è passati gradualmente da una pedagogia quale sapere pratico-filosofico (concentrata prevalentemente sulla realizzazione delle finalità educative desunte da dottrine filosofiche) a una pedagogia che ha cercato di privilegiare le conoscenze scientifiche (relative sia al soggetto educando sia alla realtà sociale). Al centro di questa nuova impostazione è stato posto il paradigma scientifico.

[Il paradigma è una prospettiva teorica che è condivisa e riconosciuta dagli scienziati, è fondata su acquisizioni precedenti e indirizza la ricerca riguardo alla scelta dei fatti rilevanti da studiare, alla formulazione delle ipotesi e ai metodi e tecniche di ricerca necessari]

Da sapere speculativo ed astratto (di riflessione teorica), diventa una conoscenza di tipo teorica ma anche pratica-operativa.

Letture introduttive

Educare è un’azione, che si differenzia da altre azioni per l’effetto/risultato: vuole produrre un determinato comportamento su una o più persone. Educazione è un’azione rivolta a persone umane, che avviene nella comunità umana → ed è azione sociale. Chiameremo:

  • Educatore = la persona che educa
  • Educando = la persona che viene educata (o chiamata anche: alunno, allievo, oggetto dell’educazione, destinatario dell’educazione)
  • Oggetto = l’educatore vuole contribuire alla crescita della personalità dell’educando
  • Effetto/fine obiettivo =
    • Una determinata formazione della personalità
    • Un miglioramento dell’educando
    • Fornire modelli d’uomo, ideali

Un educatore valuta in termini POSITIVI le disposizioni dell’educando da migliorare o consolidare.

Un educatore valuta in termini NEGATIVI le disposizioni dell’educando da impedirne la formazione.

Educazione (definizione generale)

Le azioni con le quali gli uomini cercano di migliorare permanentemente sotto qualche aspetto la compagine delle disposizioni psichiche (personalità) di altri uomini o di impedire il formarsi di disposizioni da loro giudicate cattive.

L'educazione è un fatto che accade all’interno e trasversalmente rispetto ad altre azioni. L’atto di educare non è inteso come un atto concreto (es. educazione scolastica o in un ambiente informale-scolastico, scout, etc.).

Gaston Mialaret → Attribuisce 4 significati alla parola educazione:

  1. Educazione come istituzione (insieme delle strutture riconosciute come formali [scuola - chiesa - famiglia - sport] che hanno lo scopo di educare) → è l’insieme delle strutture che hanno lo scopo di educare gli alunni. Hanno regole e caratteristiche stabili in un determinato periodo storico (serve per confrontare ad esempio due sistemi di educazione di Paesi diversi o di epoche diverse).
  2. Educazione come azione (dal 1950 è il significato che più gli viene attribuito, a partire da E. Durkheim → azione delle vecchie generazioni sulle nuove generazioni: l’educazione è l’azione esercitata dalle generazioni adulte su coloro che non sono ancora pronti per la vita sociale, “nuove generazioni”). Dopo il 1921 viene proposta dalla International League for New Education: → azione che consiste nell’incoraggiare lo sviluppo più completo possibile delle attitudini di ogni persona come individuo e come società ispirata alla solidarietà. È inseparabile dall’evoluzione sociale. Entrambe le definizioni combinano il problema dei fini con quello dei processi di educazione. L’educazione come azione combina quindi molteplici fattori che portano a separare le scienze dell’educazione.
  3. Educazione come contenuto → è il “curricolo”, che molto spesso si riferisce all’insieme delle conoscenze da acquisire, ma non è solo questo, è anche l’insieme delle conoscenze attinte da campi diversi. Include la creazione e lo sviluppo di strutture e processi psicologici che modificano le opinioni sul mondo e il modo con il quale ciascuno lo concepisce, se ne serve e lo domina.
  4. Educazione come risultato → sottolinea l’esito dell’educazione come azione applicata all’educazione come contenuto nell’ambito dell’educazione come istituzione.

I settori di interesse dell’educazione contemporanea si sono estesi nell’ultimo metà del secolo e hanno introdotto alcune novità:

  • Estensione del concetto di educazione a tutte le fasce d’età della vita come istruzione formale → Gaston Mialaret
  • Obbligo scolastico esteso fino a nove/dieci anni
  • Introduzione dell’educazione tecnico-professionale → apprendimento realizzato sul lavoro sostituito gradualmente da un’educazione integrata
  • Sviluppo dell’età/educazione prescolare (nascita di asili nidi e scuole materne)
  • Nascita dell’educazione permanente (es. ri-educazione lavorativa - formazione) → con l’idea che non si arrivi mai al ciclo completo di apprendimento, ma ci sia sempre qualcosa di nuovo da imparare
  • Sviluppo dell’educazione della terza età

Dalla pedagogia alle scienze dell’educazione

Pedagogia: intesa (nella sua forma più semplice) come scienza e arte dell’educazione. Considerando però la sua complessità come disciplina, si analizzano 4 obiettivi a cui la scienza pedagogica mira:

  1. Studiare i processi, gli scopi e i mezzi dell’educazione
  2. Creare un quadro teorico che ne articoli una conoscenza sistematica autonoma
  3. Studiare le modalità e condizioni di insegnamento
  4. Studiare l’educazione non formale ed extrascolastica

La pedagogia viene intesa come scienza unitaria (che riconosce e condivide l’esistenza di altre discipline, ma non è subordinata ad esse); invece ci si riferisce al plurale quando si parla di scienze dell’educazione. In origine, il termine pedagogia era riferito solamente all'assistenza, cura e guida del fanciullo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bonafecam di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca pedagogica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Callegari Carla.
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