Appunti italiano
Lezione 24/09
Significante e significato referente
Lezione 01/10
Paronomasia: rapporto tra due parole che hanno un significante simile ed un significato diverso.
Alliterazione: ripetizione di una consonante in una frase.
Segno arbitrario: nessun rapporto di necessità che lega il significante al significato. Ci sono certi casi in cui il segno pare sia motivato. Ad esempio, il verbo toccare sembra derivare dal suono “toc”, il rumore provocato dal tocco/contatto di una mano su certe superfici.
Un’altra eccezione sembra essere presente nell’inglese: si parla di principio imitativo. In questa lingua, una parola al plurale viene scritta in quasi tutti i casi aggiungendo una s. Questa scelta sembra quasi indicare che una parola plurale sia più grande di una singolare perché ci sono “più cose”.
Principio dell'imitazione: il significante imita il significato e il segno diventa il referente.
Trasponibilità di mezzo: si può definire come la capacità di parlare della stessa cosa modificando il mezzo di comunicazione. Questa proprietà ci consente di capire che la vera natura di una lingua è l’oralità (per ogni lingua scritta esiste sicuramente una lingua parlata, ma non è vero il contrario).
Diamesia: possibilità di cambiare mezzo attraverso il quale comunicare. Priorità dell'oralità: è più rilevante la produzione orale che quella scritta.
Comunicazione verbale schematizzabile: (linguistica e poetica) Contesto (funzione referenziale), mittente (funzione emotiva) -> messaggio (funzione poetica) -> destinatario (funzione conativa), contatto (funzione fatica), codice (funzione metalinguistica).
Elementi costitutivi del linguaggio
- Mittente - destinatario
- Contesto nel quale è inserito (o referente)
- Codice (interamente o parzialmente) condiviso fra mittente e destinatario
- Contatto (canale fisico e connessione psicologica fra mittente e destinatario che consente loro di stabilire e mantenere la comunicazione)
Funzioni del linguaggio di Roman Jakobson
Derivazioni dell'importanza che uno dei fattori può prendere, diventando dominante.
- Funzione referenziale: quando all'interno di un rapporto comunicativo si fa riferimento ad un contesto.
- Funzione conativa: implica una reazione del destinatario, l'attenzione si sposta su di esso.
- Funzione fatica: incentrare il messaggio nel canale, mantenere, finire la conversazione.
- Funzione metalinguistica: quando utilizzo il codice della lingua italiana per parlare della lingua italiana.
- Funzione poetica: messaggio incentrato su se stesso, successione di suoni.
- Funzione emotiva: attiva quando il messaggio è incentrato sul mittente (stati d'animo, atteggiamenti). È segnalata dall'utilizzo della prima persona singolare.
Altri concetti
Lemma: la forma sotto la quale si trova una parola nel vocabolario. Convenzionalmente un suono scritto o parlato viene sempre riconosciuto, eppure non è mai presentato allo stesso modo. Ciò è possibile per una convenzione di fonemi; i suoni prodotti ogni singola volta sono i foni.
Addio a C.V. -> funzione emotiva.
Analisi fonologica = elencare i fonemi.
Analisi morfologica = riguarda pezzi più ampi, morfema lessicale.
Analisi in sillabe = divisione in sillabe.
Lezione 11/10
I ragazzi hanno lo sguardo lungo, diamogli il diritto di votare (diamo loro)
Paronomasia: parola che ha due significati diversi.
Evoluzione della lingua "è vissuto" -> "ha vissuto".
Dizionario italiano formato da 35/40.000 parole:
- 28.000 lessico non di base.
- 7.500 lessico di base.
- Lessico fondamentale (FO, circa 2000 parole ad altissima frequenza usate nell’86% dei discorsi e dei testi; nell’elenco sono formattate in grassetto).
- Lessico di alto uso (AU, circa 3000 parole di uso frequente che coprono il 6% delle occorrenze; sono formattate come testo normale).
- Lessico di alta disponibilità (AD, circa 2000 parole usate solo in alcuni contesti ma comprensibili da tutti i parlanti e percepite come aventi una disponibilità pari o perfino superiore alle parole di maggior uso; sono formattate in corsivo).
Suoni concreti = foni.
Fonemi: suoni riportati ad un livello astratto (30).
Lezione 15/10
Fare ordine o una marmellata: è una questione di etichetta
Locuzione (non esiste un verbo per dire "fare ordine").
Nome astratto e nome concreto.
In una frase la relativa e l'antecedente devono stare vicine.
Molte lingue pongono suoni identici vincolati nella grafia dallo stesso grafema.
- A -> vocale di massima apertura.
- A, I, U -> vocali universali, tre vocali più distanti l'una dall'altra.
// -> pronuncia orale.
< > -> pronuncia scritta.
Effetto di straniamento (retorica) -> mi colpisce l'inaspettato, accostamento di due cose molto diverse fra loro.
Polifunzionalità dei verbi -> utilizzo di locuzioni.
"I designer" (lessico) -> uso della parola inglese (morfologia) -> articolo plurale - nome singolare = la regola dice che le parole inglesi, se usate in una frase italiana, non devono essere messe al plurale (no designers). Vale solo per l’inglese.
L'italiano è una lingua morfologicamente ridondante.
Es. I cani neri -> plurale -> cani il fatto che è un plurale ci viene detto 3 volte -> neri.
Il nucleo di una sillaba deve essere per forza una vocale.
Occlusiva: avvicinare due parti dell'apparato con blocco d'aria.
Fricativa: avvicinare due parti dell'apparato senza blocco d'aria.
Afracata: suoni composti da un'occlusiva e una fricativa.
Sonorità: quando le corde vocali vibrano.
Sordità: quando le corde vocali non vibrano.
Lezione 22/10
Tema: di chi/che cosa voglio parlare.
Rema: ciò che dico a proposito di quello di cui voglio parlare.
Es. La nonna picchia il nonno. Il nonno viene picchiato dalla nonna. Nell’esempio della scheda “violentata a 15 anni da tre pakistani”, il tema è la ragazza.
Questo testo ha funzione referenziale ma in realtà anche conativa (perché vuole indurre il lettore a reagire). La frase è irresponsabile per la struttura linguistica, sia per i fatti citati, sia per il fatto che la condanna non è ancora avvenuta e quindi gli indiziati non sono ancora sicuramente colpevoli. “Si narra di un Conte imbelvito” -> questa parola ha già una ricorrenza, ma sembra che il giornalista l’abbia creata. Perché iMbelvito e non iNbelvito? Perché sia la M sia la B sono consonanti bilabiali. Quindi la prima lettera richiama la seconda e per comodità utilizziamo questa costruzione.
Coppia minima: due parole che si differenziano per un solo fonema (es tavolo – cavolo). Tutte le vocali possono formare delle coppie minime se sostituite a determinate parole. È possibile realizzare delle coppie minime anche sostituendo delle vocali con delle consonanti (es suono-stono).
I vari accenti sono definiti da:
- Lunghezza
- Altezza
- Intensità
Parole tronche: hanno l’accento sull’ultima sillaba.
Parole piane: hanno l’accento sulla penultima sillaba.
Parole sdrucciole: hanno l’accento sulla terzultima sillaba.
Lezione 5/11
Dislocazione a sinistra del complemento oggetto. Sé stesso: la forma vecchia andava scritta senza accento. Al momento sono corrette entrambe ma è meglio scriverla con l’accento. L’italiano standard è quello di Firenze parlato dalle persone colte. L’italiano parlato tollera le differenze regionali.
Parola: nel dizionario italiano, il termine parola è definito come unità linguistica costituita anche da un solo fonema, dotato di una funzione o di un significato autonomo.
Lezione 12/11
“Galera che si butta via la chiave” -> “che” polivalente. Doppiaggio usato come sinonimo di traduzione, doppiatore sinonimo di traduttore. Il doppiaggio presuppone una traduzione ma sono diversi. Nuova parola del vocabolario iracheno: Tuk Tuk "Tuk Tukare per il bene comune" usato come verbo.
Morfemi: Es gatto ≠ gatti, gat - || - o (2 morfemi).
Parola: ha un significato o una funzione. È un’unità mobile (ma non sempre). Certe parole possono essere complesse (es. macchina da scrivere).
Lezione 26/11
Lessico: Strampaleria: nome che deriva da strampalato. Cercando sul dizionario si vede che è effettivamente una parola esistente (la questione è: il giornalista la conosceva già o l’ha inventata a sua insaputa (neologismo)?). Inerziare: rendere la psiche portata a comportamenti inerziali (verbo denominale). La virgola non va mai messa tra il soggetto e il verbo (tranne in casi particolari, tipo quando il soggetto è molto lungo). Se il testo richiede l’indicativo e si trova il congiuntivo si parla di ipercorrettismo.
Prefisso, Morfema, Suffisso -> s+vit+are (analisi morfologica). S + v + i + t + a + r + e (analisi fonologica).
Sintesi: vede le parole non più come unità singola, ma come aggregazione di più parole. Analisi sintattica: studio delle relazioni fra le parole di un testo.
Lezione 03/12
Frase scissa: frase che viene riformata con due verbi al posto di uno. Mia moglie fa la spesa. È mia moglie che fa la spesa -> frase scissa. Lonfo -> morfema pseudo-lessicale (perché non fa parte dei morfemi dell’italiano).
Slide lingua
Può avere due significati, la lingua fisica della bocca, e la lingua intesa come sistema di suoni articolati che consentono una comunicazione (linguaggio). In alcune lingue hanno parole differenti per chiamare queste due diverse cose.
Fonologia
Trapezio vocalico formato da alveoli: cavità dove ci sono i denti, faringe: condotto muscolo-membranoso che collega naso con laringe ed esofago, laringe: valvola tra trachea e faringe, corde vocali: pieghe che si aprono e chiudono, glottide: area interna. Fonema: come suona /k/. Grafema: simbolo scritto <c>, <ch>, <q>, <k>. Le lingue usano lo stesso grafema per fonemi diversi.
Fonemi dell'italiano
Vocali
| Fonema | Grafema |
|---|---|
| /a/ | a |
| /ɛ/ | e |
| /e/ | e |
| /i/ | i |
| /ɔ/ | o |
| /o/ | o |
| /u/ | u |
Semivocali (dittonghi discendenti) o semiconsonanti (dittonghi ascendenti)
| Fonema | Grafema |
|---|---|
| /j/ | |
| /w/ |
Ascendenti sono quelli tipo je, ja, jo, iu; we, wi, wo. Discendente sono quelli tipo ei, ai, oi, ui; au. Praticamente se l'accento è prima o dopo.
Pronuncia
Anche in Italia non è ovunque uguale, diverse abitudini fonetiche locali: Pisicologia in Sicilia. Ee aperta in Veneto. Luisgi in Toscana. Bene con e aperta oppure chiusa.
Parole, parole
Parola: unità linguistica dotata di funzione o significato autonomo. Morfema: unità minima di prima articolazione (praticamente una parola), minima associazione di un significante e un significato, non completa. Albero è una parola. Alber- è un morfema e può essere completato con Alber-i, Alber-ello.
Silvia Calamai Praticamente inserire parole in mezzo alla frase: IL [1] CANE [2] HA [3] VISTO [4] IL [5] GATTO [6] DEL [7] VICINO [1] nostro [2] nero / Bobbi / di tuo zio / non [3] certamente [4] probabilmente / e ha rincorso [5] malefico [6] rosso [7] nostro.
Le parti del discorso
- Nome: il nome attribuisce una funzione.
- Verbo: esprime il processo, azione che il soggetto compie.
- Aggettivo: accompagna un'altra parte, forma un sintagma nominale.
- Pronome: può sostituire un nome.
- Articolo: non è presente in tutte le lingue, può precedere o seguire il nome, dipende dal nome.
- Preposizione: pone in relazione due costituenti sintattici della frase.
- Congiunzione: uniscono parole, sintagmi e preposizioni di una frase o un periodo.
- Avverbio: modificatore di altre categorie grammaticali, come specifica.
- Interiezione: è una specie di suono onomatopeico che esprime una reazione (eh, ah, boh; zitto! Peccato!; mio dio, porcamiseria, povero me).
Analisi morfologica
Orchestrina
- Orchestr- morfema lessicale
- -in- morfema derivazionale [diminutivo]
- -a morfema flessionale [singolare]
Attira
- Attir- morfema lessicale
- -a morfema flessionale [indicativo, presente, 3p singolare]
Praticamente per i nomi si può dividere in:
- Lessicale: da dove deriva la parola
- Derivazionale: se è dispregiativo, diminutivo ecc
- Flessionale: singolare o plurale, femminile o maschile
Per i verbi c'è:
- Lessicale: verbo infinito
- Flessionale: tempo verbale in cui è coniugato
Sintassi
Proposizione: frase elementare (soggetto+verbo). Frase: frase più complessa. Periodo: composta da almeno due proposizioni. Coordinazione: uniscono due proposizioni con la stessa funzione (anche da sole hanno senso). Subordinazione: sono collegate due frasi in relazione tra di loro, vi è una reggente e la subordinata.
Analisi in costituenti immediati: metodo per l'analisi, spezzare la frase in pezzi sempre più piccoli. Sintagma: minima combinazione di parole (Il marito di Sandra). Testa: fa parte del sintagma, parte principale (Il marito). Modificatore: fornisce informazione alla testa (di Sandra).
Sintagma nominale SN: la testa è un nome.
Sintagma verbale SV: la testa è un verbo.
Sintagma preposizionale SPrep: la testa è una preposizione.
Sintagma aggettivale SAgg: la testa è un aggettivo (molto bello).
Sintagma avverbiale SAvv: la testa è un avverbio (abbastanza rapidamente).
Determinante: complemento di causa. Diatesi: distingue se la frase è attiva o passiva. Soggetto/predicato: chi fa cosa. Complemento: cose aggiuntive. Agente: complemento d'agente. Tema/rema: praticamente il primo sintagma nominale è il tema e quello verbale è il rema, coincidono.
Testo, coesione, coerenza
Testo: composto da più frasi che hanno in comune lo stesso tema generale. Coesione: com'è scritto grammaticalmente il testo. Coerenza: quello che c'è scritto ha senso (esempio di 4/5 con una descrizione orribile).
Tipo di testo
Egon Werlich
- Narrativo: racconta qualcosa che si svolge nel tempo.
- Descrittivo: descrive qualcosa.
- Espositivo: trasmettere concetti e conoscenze attraverso analisi e sintesi.
- Regolativo: regole, istruzioni, leggi.
- Argomentativo: persuadere di qualcosa il destinatario, che infine valuterà.
Francesco Sabatini
Testi molto vincolanti:
- Scientifici: basato su vero/falso
- Normativi: regole, leggi
- Tecnico-operativi: istruzioni
Testi mediamente vincolanti:
- Espositivi: spiegare a chi non sa
- Informativi: divulgare informazioni
Testi poco vincolanti:
- Letterari: espressione, racconto
Libro "Mia Lingua Italiana"
Prima è venuta la lingua. È la lingua che crea un popolo, non viceversa. La lingua italiana di secoli fa è vicina a quella di oggi; riusciamo, consapevolmente o inconsapevolmente, il patrimonio patrio della letteratura. È cambiato solo l'ordine delle parole. In altri paesi europei non è così. Dante è facile da leggere, 86% delle parole della Divina Commedia ancora usate oggi. Sono stati i manoscritti e le lettere a diffondere l'italiano, non le guerre. Le più importanti, le tre corone: Commedia di Dante, Canzoniere del Petrarca, Decameron del Boccaccio.
Spagna, Inghilterra e Francia: la capitale linguistica coincideva con la capitale politica. In Italia no, affermazione del dialetto fiorentino, questo ha avuto conseguenze notevoli. Storia di una lingua che partendo da Firenze conquista una nazione grazie alla letteratura. Il volgare era veicolo di contenuti colti e raffinati, attinti dal patrimonio della cultura umanistica. In Germania il tedesco arriva nel 1500 con la traduzione della bibbia, in Italia la bibbia arriva nel 1700 ma era tradotta male, "non era neanche stata letta". La corona dei testi del Trecento ha costituito un canone da imitare e una base di unità linguistica.
Nel secondo Ottocento, l'italiano restava una lingua colta destinata alla scrittura. Era presente una distanza tra il formalismo dei piani alti e il particolarismo dialettale che ai piani bassi caratterizzava la vita degli stati regionali. Manzoni = necessario normativismo, urgenza di un vocabolario di base fiorentina. Ascoli = privilegia le ragioni della storia e le integrazioni delle culture diverse; educazione delle menti. È necessario che uno parli in modo formale inerente alla sua posizione (esempio: un ministro).
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