Estratto del documento

William Grandi

Come Letteratura per l’infanzia per molto tempo si è considerato solo la produzione editoriale specificatamente rivolta a bambine/i e ragazze/i che consisteva in:

  • Raccolte di Fiabe, di Favole, di Leggende e di Miti
  • Romanzi specialmente d’avventura (p.e. Verne, Stevenson, Salgari), ma anche realistici (Spyri, De Amicis, Molnár) e fantastici (Collodi, Carroll, Lewis)
  • Albi e libri illustrati (Heinrich Hoffmann, Antonio Rubino)
  • Poesie per l’infanzia (Luigi Sailer, Gianni Rodari)

Da questo panorama narrativo per molto tempo rimasero ai margini: fumetti, film, teatro per bambini e teatro di figura (burattini, marionette) e i cartoni animati.

Grazie agli studi di Antonio Faeti dagli anni ’70 del ’900, in Italia, questi aspetti entrarono nella letteratura per l’infanzia.

Attualmente sono diventati oggetto di studi anche le serie TV, i videogame, TikTok…

La relazione triadica

Nel 2003 una studiosa di Milano, Renata Lollo formulò uno schema in cui erano sintetizzati gli elementi importanti della narrazione per ragazzi.

Bambino Libro
Letteratura per Adulto (Racconto)
l’infanzia

Se è vero che tutte le componenti della relazione triadica hanno importanza, è però altrettanto vero che il referente principale di questa forma di letteratura è il bambino.

Senza infanzia quei racconti non hanno un destinatario, pertanto la letteratura per l’infanzia ha comunque e sempre un orizzonte connesso con la pedagogia.

Il bambino generalmente non è creatore di racconti per sé.

Le eccezioni si ritrovano nelle conte, nelle filastrocche… che molto spesso i bambini stessi inventano e si trasmettono —> non c’è l’intervento dell’adulto.

Esempio: Enzo Lorenzo, Ambarabà Ciccì Coccò

Mediazione adulta: nonna mi trasmette una storia di tanto tempo fa e arriva al bambino.

Quando nacque la letteratura per l’infanzia?

La letteratura per l’infanzia nacque quando si sviluppò l’idea che l’infanzia fosse un’età diversa e con caratteri suoi propri rispetto all’età adulta.

Per secoli l’infanzia fu considerata semplicemente una sorta di abbozzo dell’età adulta, non completamente distinguibile da quest’ultima, se non per tratti di maggiore fragilità fisico-mentale che impedivano il pieno accesso alla vita della comunità (infatti i bambini lavoravano, si sposavano presto...)

Anche in età antiche si aveva percezione della differenza tra adulto e bambino (riti di iniziazione: i bambini venivano condotti nei boschi e si effettuavano riti molto spesso sanguinosi. Es: venivano bruciati i giocattoli intorno all’età di 10 anni perché da quel momento si veniva considerati adulti), ma non si riteneva l’infanzia un’età completamente differenziata rispetto all’adultità.

Nelle società tradizionali sono più i maschi ad avere riti di passaggio; per le donne c’era già un passaggio ovvero il ciclo —> sei adulta perché la natura ti rende fertile.

I maschi non hanno questo passaggio quindi avevano i riti, in cui molto spesso venivano informati dei miti e segreti della tribù e in questo modo accedevi alla vita della comunità ovvero la vita dell’età adulta.

Platone testimonia che da sempre si raccontano storie ai più piccoli e che queste narrazioni avevano soprattutto il fine di intrattenere i piccini e già allora erano le donne (madri e nutrici) a narrare ai bimbi.

Platone fu il primo a capire l’importanza della LPI come modo per plasmare/educare la mente —> la letteratura è uno strumento di potere.

Se non c’è consapevolezza dell’infanzia come età completamente distinta dall’età adulta, con suoi speciali e peculiari bisogni, allora non è nemmeno possibile pensare a una letteratura specifica per l’infanzia. Infatti, per secoli i racconti e i libri offerti ai bambini per imparare a leggere e scrivere non erano storie scritte specificatamente per loro ma i brani più semplici della letteratura adulta, in modo che i bambini si esercitassero nella letto-scrittura, passando lentamente dal semplice al complesso: secondo questa prospettiva poiché il bambino non è completamente distinguibile dall’adulto, allora deve essere il bambino ad adeguarsi alla letteratura adulta a partire da quella più semplice.

La letteratura per l’infanzia nacque quando si diffuse l’idea che i bambini fossero «diversi» dagli adulti.

Secondo lo storico francese Philippe Ariès (1960) questo accadde attorno al Seicento (XVII secolo): in quel secolo progressivamente a partire dalle classi più elevate (aristocrazia e borghesia) maturò una nuova idea di famiglia e una nuova idea di infanzia.

E infatti proprio nel Seicento si iniziò a scrivere libri pensati “anche” per i bambini o “solo” per i bambini.

Il primo libro illustrato per bambini

Comenio, vescovo protestante della Repubblica Ceca e pedagogista, scrisse il primo libro pensato per bambini che era anche un libro illustrato —> “Orbis Sensualium Pictus”.

Il rapporto tra figura e testo: lui comprende che i bambini avevano bisogno di testi con le figure.

Ogni versione conteneva sempre due lingue, di cui una era il latino.

Era prettamente un libro di divulgazione, educativo pensato per i bambini.

Da una parte c’era una figura, un disegno; accanto ad ogni disegno c’era un numero che rimandava al testo dall’altra parte.

Oltre a questo primo testo “scolastico”, si diffuse l’idea che il bambino avesse bisogno di vere e proprie storie —> letteratura narrativa.

Questa nacque in Francia e i primi autori per bambini appartenevano alla corte del Re Sole (assolutismo).

  • Jean de La Fontaine (1621-1695): “Favole messe in versi”. Libri pensati ANCHE per i bambini: il lupo e l’agnello, il topo e la formica…
  • Charles Perrault (1628-1703): fiabe per adulti ma ANCHE per bambini. Nel fondo erano presenti le morali. Es: Cenerentola, Cappuccetto Rosso, il gatto con gli stivali…
  • Fénelon (1651-1715): scrive il primo libro pensato esplicitamente per bambini. Es: le avventure di Telemaco.

E poi sopraggiunse il Romanticismo

Con il movimento culturale del Romanticismo (tra fine Settecento e inizio Ottocento) si consolidarono le nuove concezioni di famiglia e di infanzia che erano apparse attorno al Seicento e si iniziò a intuire anche l’esistenza di un’ulteriore età distinta ovvero l’adolescenza…

La letteratura per l’infanzia si consolidò ulteriormente con la scoperta della fiaba come forma narrativa per l’infanzia.

  • Fratelli Grimm: raccolgono le fiabe del popolo e le uniscono in una raccolta.
  • Andersen: la sirenetta, la piccola fiammiferaia…
  • Biedermeier: si intraprende l’epoca Biedermeier in cui soprattutto cambia l’idea di famiglia (mamma, papà e figli abitano in una casa distinta, da soli. Fino ad allora i genitori davano i figli alle tate/nutrici per accudirli e allattarli). Non si afferma solo come movimento educativo ma anche di arredamento —> idea del salotto per bene, con il pianoforte, le poltrone e i divani curati ecc…). Si diffonde anche l’idea di privacy, infatti dato che i bambini erano diversi dagli adulti non potevano più entrare nelle stanze dei genitori, dovevano dormire in una stanza separata.
  • Pierino porcospino

La letteratura conosce il suo successo soprattutto nella seconda metà dell’800 con i libri che poi sono diventati i classici della letteratura.

  • Alice di Lewis Carroll (1865)
  • Romanzi di Jules Verne (1870)
  • Mark Twain (1876)
  • Heidi di Johanna Spyri (1880)
  • Pinocchio di Carlo Collodi (188)
  • Peter Pan di James M. Barrie (1902)

Verso la prima metà nel ’900 si diffondono le riviste per bambini: i bambini con la paghetta settimanale riescono a comprare queste riviste perché avevano un costo molto ridotto.

  • I ragazzi della via Pál (1907)
  • Il giardino segreto (1910-1911)
  • Babar (193)
  • Il piccolo principe (1943)
  • Pippi calze lunghe: pone come eroina una bambina autonoma, singola.

Dalla seconda metà del ’900 fino a noi c’è l’esplosione del fantasy.

  • Le cronache di Narnia (1950)
  • Piccolo blu e piccolo giallo (1959): non ha protagonisti umani ma sono due macchie. Leo Lionni (italiano di origine ebraica, emigrato negli USA). Legato anche al design.
  • Favole al telefono (1962) Gianni Rodari. Nasce come giornalista, si era dedicato alla fascia 0-6/6-11 perché credeva che dopo gli 11-12 anni i bambini non avessero più bisogno di testi per l’infanzia (credenza erronea).

In uno dei suoi passaggi più celebri (La grammatica della fantasia), Rodari espresse un paragone tra la fantasia e la marmellata: “La fantasia è come la marmellata: bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane”. La “marmellata” rappresenta la fantasia, l’invenzione creativa, l’immaginazione; la “fetta di pane” rappresenta la realtà, le basi concrete. Dunque, la fantasia non deve essere un qualcosa campato per aria, staccato dalla realtà, ma deve trasformare la realtà stessa. Senza il pane, la marmellata sporca soltanto; senza marmellata, il pane è noioso.

  • La fabbrica di cioccolato (1964)
  • Harry Potter (1997)

Quindi... per riassumere

  • La letteratura per l’infanzia nasce quando si percepisce il bambino come diverso rispetto all’adulto
  • La letteratura è strettamente legata al bambino e quindi alla pedagogia
  • Essendo letteratura deve essere analizzata con strumenti della critica narratologica: analisi della struttura di un racconto
  • Ha un rapporto molto stretto con il mondo visivo. L’immagine ha la stessa dignità del testo, non è solo ornamento. Ci permette di trasmettere informazioni ulteriori rispetto al testo.
  • È un prodotto storico, si evolve, si manifesta nella storia ed è connessa con la storia dell’infanzia e dell’educazione; quindi, va studiata con gli strumenti della ricerca storica.

La dimensione letteraria

La narratologia è intesa da Todorov (1939-2017) come studio delle strutture narrative: nel nostro ambito è utilizzata per analizzare, anche nelle opere letterarie per le giovani generazioni, il modo in cui il narratore espone i fatti che compongono la trama di un particolare racconto.

I libri narrativi giovanili condividono con i libri destinati agli adulti la funzione testuale del linguaggio utilizzato per la stesura del racconto: con questa espressione si intende l’atto di costruire in modo consapevole un testo come unità linguistica che trascende l’ordine delle singole parole, frasi, proposizioni, modellandosi su un criterio di coerenza interna che si connota in modo artistico.

La struttura con cui un racconto è esposto ai lettori non è un dato secondario dal momento che per lo psicologo Jerome Bruner (1915-2016) la narrazione è la modalità di organizzare l’esperienza.

Uno dei più grandi “disvelatori” di strutture narrative è stato il folklorista sovietico Vladimir Propp (1895-1970).

La dimensione visiva

Il termine «immagine» è l’elemento che fa da comune denominatore a una gamma molto ampia e diversificata di repertori visivi e audiovisivi. Si tratta di figurine, immagini televisive, film documentari, illustrazioni, fumetti».

Esempio: l’albo illustrato. Questo prodotto editoriale è un dispositivo con sue specifiche caratteristiche, dove il racconto si sviluppa grazie al rapporto tra parole e immagini, componendo così un iconotesto che allo stesso tempo sa coinvolgere dimensioni verbali e visuali. L’immagine dialoga con il testo e insieme danno vita ad una narrazione molto ricca.

La dimensione testuale e la dimensione visiva di un albo illustrato si presentano al fruitore dell’opera simultaneamente; il lettore passa quindi dal verbale all’iconico e viceversa in un processo di comprensione via via sempre più chiarificatore.

La dimensione storica

A partire dal Novecento, soprattutto tra gli storici francesi, si è sviluppata la consapevolezza dell’importanza dell’immaginario per un’esatta ricostruzione storica di epoche e avvenimenti.

L’immaginario raccoglie fantasie, figure, idee, speranze, paure, ansie, credenze e aspettative proprie di una certa epoca, di un certo luogo e di una certa comunità. Oltre alle fonti storiche tradizionali (trattati, documenti ufficiali, normative, cronache), da allora sono state lette come documentazione di eguale dignità scientifica anche i testi narrativi e i reperti artistici.

Una letteratura complessa

La letteratura per l’infanzia è un universo complesso perché composto di materiali eterogenei (dai libri per piccolissimi alle fiabe, dai libri illustrati ai romanzi per adulti) quindi bisogna capire se esiste e se resiste.

  • LPI autentica in quanto davvero per l’infanzia, cioè con una sua vocazione profonda che la rende unica
  • LPI ispirata alla letteratura: ci sono libri per l’infanzia che sono dei capolavori letterari veri e propri e che si sono potuti manifestare proprio in quanto sono stati creati per i bambini.

È necessario munirsi di strumenti interpretativi per distinguere tra:

  • Libri che divertono, intrattengono l’infanzia ma che non sono vera letteratura: si tratta spesso di libri legati all’attualità, che vogliono assimilare (anche con buone intenzioni) a sé l’infanzia, o invece vogliono favorirne i consumi.
  • Libri che al contrario continuano nel tempo ad avere qualcosa da dire e che contribuiscono al modo non banale, non omologato di vedere: si tratta di libri scritti da adulti che sinceramente sono affascinati e incuriositi dall’infanzia e che desiderano rappresentare l’infanzia per quello che è davvero, sottolineandone le specificità.

Chi scrive autentica letteratura per l’infanzia è spesso un autore che vede l’infanzia come età perduta ma irrinunciabile di sé. I classici della LPI sono libri amati tanto dagli adulti, quanto dai bambini: la vera LPI è quella che funziona per tutti, che ha qualcosa per tutti.

La letteratura per l’infanzia ha un momento di affermazione e visibilità, subito dopo la pubblicazione dell’Origine della specie di Darwin —> Darwin osservò attentamente i suoi figli e la perdita di diversi tra loro lasciò in lui segni molto profondi: questo contribuì alla formazione della sua teoria dell’evoluzione —> lo fece riflettere sul fatto che le creature più deboli siano più esposte alla scomparsa e non possono trasmettere i propri caratteri alle generazioni successive. Il più forte sopravvive e può trasmettere.

Secondo alcuni studiosi questo non è un caso.

Fino a quel momento si era pensato alla natura e al cosmo come qualcosa di fisso, che va avanti nella stessa maniera VS Darwin che afferma che il mondo è soggetto a improvviso cambiamento, c’è la pressione evolutiva che spinge la natura ad adattarsi.

Ed è vero che l’età della metamorfosi, del cambiamento è propria dell’infanzia; infatti, il mondo dell’infanzia si è interessato molto di questa nuova visione.

Ci sono varie similitudini tra Darwin e la letteratura dell’infanzia (dopo l’epoca Biedermeier):

Come per Darwin era importante… Così nella LPI più significativa è importante
Il continuo cambiamento, la non fissità delle cose L’uggia per tutto ciò che è rigido come la scuola o il buon comportamento
Lo sguardo che valorizza le piccole cose, la natura e l’alterità Le storie di animali, di oggetti, di mondi altri
L’assenza dell’uomo quasi non fosse rilevante La descrizione dell’adulto come buffo, “ridicolo”
Darwin si affidò alla scienza per dare una rappresentazione del mondo Gli scrittori del secondo Ottocento si affidarono ai libri per bambini per dare del mondo una descrizione diversa
Darwin è attento alla natura Attenzione alla natura specie dopo la rivoluzione industriale

I classici della letteratura per l’infanzia

Peter Bichsel è stato un maestro di scuola svizzero che poi divenne giornalista e si occupò molto di letteratura per l’infanzia.

Egli ricordò come quello che leggiamo da piccoli sta all’origine dell’immaginario di noi grandi.

Afferma che nel mondo ci sono più zie che lettori: l’incontro da bambino con i libri lo ha formato molto. Quando lui era bambino c’erano le zie che gli regalavano dei libri illustrati che non gli piacevano. Lui amava leggere una vecchia enciclopedia, il suo libro preferito era un manuale per imbianchini perché c’erano immagini molto colorate, le varie sfumature delle pitture…

La letteratura per l’infanzia ha una forte componente pedagogica perché chi scrive intenzionalmente per l’infanzia deve avere un’idea chiara di bambino.

Nei libri per bambini si trova una galleria di ritratti d’infanzia che sono “metafore d’infanzia” e alludono al mondo misterioso dei bambini.

Esempio: Nei libri ci sono tanti orfani perché non ci deve essere una guida per lui. Può vivere una serie di avventure e questo permette allo scrittore di creare trame più intriganti.

L’orfanizza (metafora d’infanzia, così come il ribelle e altri) espone il fatto che ad un certo punto l’infanzia deve essere lasciata stare, deve essere lasciata sola, senza guide.

Per chi si occupa di bambini la LPI diventa una lente d’ingrandimento per decifrare e capire le età più giovani.

Nel 1987 fu

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 46
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 1 Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 46.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura per l'infanzia, Prof. Grandi William, libro consigliato Letteratura invisibile , Beseghi, Grilli Pag. 46
1 su 46
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia4_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Grandi William.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community