Considerazioni su Calvino e il fiabesco
Contaminare la storia attraverso l’invenzione fantastica e favolosa, fare dialogare due generi opposti (storia e fiaba fantastica) sarà sempre una sua cifra distintiva. Vena fantastica: non era una novità, perché quegli anni erano stati animati dalla creazione di storie conradici nel mondo vero ma raccontate a mo’ di fiabe per bambini, con aspetti favolosi.
"Lo stampo delle favole più remote: il bambino abbandonato nel bosco o il cavaliere che deve superare incontri con belve e incantesimi, resta lo schema insostituibile di tutte le storie umane, resta il disegno dei grandi romanzi esemplari, in cui una personalità morale si realizza muovendosi in una natura o in una società spietata."
Dino Buzzati ha proprio la penna adatta per scrivere questo tipo di storie: “Il segreto del bosco vecchio”, romanzo di formazione, ambientato dove gli alberi parlano, vento personalizzato, antropomorfizzato, con un’anima. Ma all’interno di questo bosco, modellato sull’esempio delle fiabe tradizionali, abbiamo un rapporto non idilliaco tra uno zio cattivo e il nipote, che pensa di uccidere, per rimanere l’unico proprietario del bosco, ma si ravvede e riscopre il ruolo di parente. Alla fine i due trovano un modus vivendi, ma, quando il ragazzino diventa grande il mondo delle fiabe sparisce. Quello che l’autore ci vuole dire è che il mondo della fantasia appartiene solo all’infanzia (un po’ il punto di vista dei genitori di Wendy forse).
Scrive poi “La discesa degli orsi in Sicilia”: fiaba illustrata Cuba.
Notizie su Calvino
Nasce nel 1923 quasi per sbaglio ma i genitori sono di origine sanremese. Ancora piccolo torna in Italia. Erano esperti di piante, dei botanici, e gestivano l’orto botanico dell’Havana, poco dopo la nascita di Italo ottengono la direzione dell’orto botanico di Sanremo che racchiude specie di piante non europee. Come si definiva? Pecora nera: tutti scienziati in famiglia, per cui pensa di iscriversi in scienze ma molla e sceglie lettere. Unico che si era dedicato alla letteratura. Frequenta l’uni a pezzi inframezzata dalla guerra. Torino
A guerra finita lascia la Liguria, ambiente ristretto e medita su dove trasferirsi, Milano o Torino? Parigi. Diventa la sua casa fino al '67, quando si trasferirà. Tornato da Parigi va a vivere a Roma. Conclude lì Einaudi gli studi e lavora per che al tempo era casa editrice di cultura, importantissima e antifascista, che lavorava sull’esportazione della cultura italiana e importazione cultura europea in Italia, si occupava anche della riscoperta dei classici ma anche di scovare giovani scrittori.
(Luigi Einaudi presidente, Giulio, il fratello, era proprietario della casa editrice. Nel sistema editoriale Cesare Pavese e Elio Vittorini hanno ruoli di spicco. Calvino incontra un secondo padre, guida spirituale e professionale, tanto che quando Giulio si suicidò per Calvino fu come perdere un pezzo di sé stesso. Fu la prima persona a cui far leggere qualcosa, e prendere consigli e giudizi. Inizia a lavorare come redattore poi nell’ufficio stampa che promuove la cultura europea e italiana. A lui si devono delle collane molto ben pensate come Cento Pagine, piccole opere meno note di grandi scrittori, brevi, magari le prime ma pregiate prove. Intanto alterna scrittura realista a quella fantastica, perché tendeva ad annoiarsi, per cui alternava! necessità mentale e fisica di superare generi e modelli già sperimentati, con periodi di pausa di scrittura in cui faceva da traduttore, saggista, articolista. Possiamo considerarlo un innovatore e sperimentatore della letteratura italiana.
Dopo aver pubblicato il primo romanzo si dedica a racconti, gli sarebbe piaciuto scrivere per il teatro, ma si accorge di non avere la penna (Pirandello è un po’ un unicum tra i letterati perché riuscì a lasciarci prove brillanti di entrambi i generi). Butta giù idee ma devia. Grazie ad un lavoro commissionatogli da Giulio raccoglie favole della tradizione e repertorio italiano delle varie regioni, per una pubblicazione cumulativa. Nota così delle costanti di tutte le tradizioni nel lungo processo di selezione. L’idea di Giulio fu geniale, perché c’erano raccolte di storie regionali, ma non nazionali. La casa editrice per la prima volta mette in piedi l’idea di un tessuto di fiabe comuni dalle Alpi alle isole.
La produzione fantastica di Calvino
1952-1959
Per tornare alla sua produzione “fantastica”:
- 1952: Il visconte dimezzato tutto è tranne un resoconto di guerra
- 1957: Barone
- 1959: Cavaliere
- 1960: I nostri antenati (raccolta)
Cioè le tre storie raccontano qualcosa che ha a che fare con le nostre origini: dell’uomo? Cioè aspetti interiori non tanto origini storiche, anche se prendono il via da fatti storici realmente esistiti: si scelgono tre periodi storici diversi ma non tanto con un intento storiografico, il titolo si riferisce infatti alle origini dell’uomo, ma l’indagine si concentra sull’interiorità e non sull’oggettività storica, indirettamente e simbolicamente tutta la complessità sia interiore che esteriore dell’uomo. I romanzi di Calvino su come realizzarsi esseri umani!
Visconte dimezzato
Un tassello della guerra dei trent’anni è la guerra di Boemia. Colpito da una granata, dimidiato: due metà soccorse in maniere diverse.
- Fa ritorno dimezzato, tagliato verticalmente, parte cattiva, il Gramo, fa del male a chiunque e distrugge le cose. Nonostante ciò si innamora di Pamela.
- Salvata e viene in scena: così buono da risultare stucchevole e insopportabile. Anche questa parte si innamora di Pamela.
Storia raccontata, spesso in Calvino, da un ragazzino (ricorda primo romanzo) nipote di Medardo. Non protagonista, ma secondario che guarda le cose con occhio più ingenuo. Chiedono la mano e lei accetta entrambe. Nel testo non si capisce se perché spera di riunificarle o spera di fregarle. Si azzuffano per decidere chi ottiene la mano. Il medico riforma il Medardo originario. Ricomporranno la perfetta unione dei due elementi, che fanno parte naturalmente dell’essere umano. Quel Medardo può sposare la bella Pamela. Prodigio della medicina e della scienza che ha acquisito doti e possibilità. Messaggio: l’uomo per essere tale deve avere dentro di sé un po’ di entrambi, la completezza viene da entrambi. Il troppo stroppia.
Peste e carestia che più o meno ci descrive Manzoni ma a Calvino non piacevano I promessi sposi a 29 anni, lo scopre con il tempo. La peste di Manzoni non è stata l’ultima ma la più grave. Nenia di Ezechiele: peste e carestia: vicendevolmente influenzate, ma a fine Seicento arrivano Galileo e Newton, quindi ci si prepara ad una svolta (Einstein diceva che non sarebbe stato nessuno senza Newton) non è un caso che sia un medico a salvarli.
Barone
Epoca illuminista, avvio dell’età dei lumi e si chiude con la restaurazione e ritorno della casa d’Asburgo al potere.
Cavaliere
Cristiani contro musulmani/saraceni che tentavano di conquistare l’Europa, Carlo Magno. Nella trilogia Calvino non segue un ordine cronologico, sceglie di inscrivere le sue storie in tre momenti emblematici per l’umanità: vittoria di Carlo Magno=vittoria cristianesimo, guerra trent’anni=grande storia moderna che costituisce la nascita delle grandi nazioni ma non noi, italiani, progressiva apertura verso l’esterno, 1700= sviluppo dei pensieri che ha aperto strade di rivalutazione di individuo e collettività, ci abbina sopra storie assurde, fantastiche.
Lo stesso Calvino dopo aver riunificato le tre storie in un unico volume, afferma di essersi ispirato al Jekyll di Stevenson, che si occupava anche di discutere sul valore della letteratura e saggi teorici. Racconta la storia di un integerrimo medico scienziato più o meno felicemente sposato, ma rapporti di intesa perfetta gradualmente scemata. Laboratorio cantina di casa vittoriana, sta testando una serie di pozioni mediche ma che di medico hanno poco, in grado di fare emergere l’altro io che alberga in tutti noi. La parte più celata degli individui, che noi teniamo a bada grazie agli obblighi etici e religiosi, ma lui vorrebbe capire. Riesce a creare ciò che sta cercando, viene fuori Hyde: uno l’emblema del buon cittadino, l’altro selvaggio, rude, violento, naturalmente portato alla cattiveria d’animo.
Il punto di partenza potrebbe essere Stevenson: rapporto tra bene e male che alberga nell’essere umano, siamo più capaci a tenere a bada la parte cattiva, mentre Stevenson dice che basta poco a far emergere la parte cattiva. A un certo punto si intuisce che Jekyll è quasi ammaliato dall’altra parte di sé, quando Hyde prende il sopravvento è troppo tardi, malia, incanto. Ma nel visconte la malia non esiste, tanto è insopportabile il cattivo tanto lo è il buono. In Stevenson non c’è dimediamento, ma con Medardo è diverso perché sono due veri e propri. La bestia nascosta non va cercata, la bestia non è nascosta.
Il primo che si accorge che sono due è uno solo: il nipote, ripensa ai movimenti, destra e sinistra, e capisce! Per riottenere l’unitarietà bisogna ricongiungere le due parti. Jekyll rimane sempre intero, progressivamente la parte cattiva prende il sopravvento, nonostante l’antidoto, che sembra conquistare il suo cuore.
Calvino a ben guardare semplifica, ridotta a una specie di favola. Ma perché Calvino non è tanto interessato al fatto che l’uomo possa essere capace di scoprire l’altra parte di sé stesso. A lui interessa il dimidiamento, per arrivare a sostenere che l’uomo per essere tale deve essere intero.
L’ambientazione di Jekyll è cupa, quasi sempre notturna perché Hyde si manifesta al calar della notte, attraverso un camminamento notturno, commette di tutto anche in nome della ricerca scientifica. Anche in Calvino c’è importanza della scienza, intanto la scienza li salva, poi li ricompone. La positività della scienza, ha il compito di far progredire l’uomo.
Il barone rampante
Cosimo che decide di salire sugli alberi e ostinato non ne scende, e vivrà una vita piena e soddisfacente anche. Cosimo anziano e malaticcio sceglie il modo in cui morire: vede passare una mongolfiera (la modernità, la possibilità del volo) nell’ultimo sprazzo di vita.
Calvino racconta che la mamma leggeva il romanzo: Botanico come forme delle foglie e tutta la vegetazione ligure, entra anche in comunione con un altro giardino ricchissimo con piante di paesi tropicali, una rarità, c’è dunque tutta la ricerca riguardante i giardini e le piante d’oltreoceano. La scienza sarà sempre per Calvino lo strumento di ampliamento di conoscenze e abilità, migliorare la situazione della società. Lui però poi si guarda attorno, non è contro l’industrializzazione ma ne vede i rischi (è visionario). Discute sulla possibilità dell’inquinamento, si badava solo alla ricchezza e al miglioramento delle condizioni di vita. Ancora non se ne parlava: La nuvola di smog è degli anni sessanta.
Invece in Jekyll emerge anche un lato negativo della scienza, dipende da chi la gestisce. In più questa ambientazione cupa, notturna, spaventosa, da terrore, consente di inserire Stevenson nel genere gotico inglese, in cui prevalgono simili atmosfere. In Calvino si ride per le azioni maldestre buone e cattive del buono e del gramo.
Quindi: l’idea gli è venuta da Stevenson, ma tutto è costruito alla Calvino, creando un contrario del gotico, anche se hanno punti di contatto. A Calvino interessa più l’idea della completezza umana. La colpa non è di mister Hyde, la sua mente è obnubilata e istintuale, la scelta è tutta in mano al dottore. Quindi sceglie il male, e dunque è lui quello da biasimare. Per Stevenson se si potesse scegliere si sceglierebbe di essere Mr. Hyde. Le parti di Medardo non hanno scelto.
Il medico di Medardo, spinto dall’interesse clinico, tenta e ha successo. La speranza è dietro l’angolo, la completezza = giusta proporzione e scelta individuale, il libero arbitrio. Nella rete di Stevenson il lettore viene proprio attratto e catturato. È un romanzo senza speranza. A un certo punto non è più neanche capace di scegliere, è come se perdesse la sua coscienza, assuefatta dalla “droga”.
Medardo non perde la sua coscienza. E torna poi ad essere quel governante giusto che era stato, presumibilmente.
Trucchetto: mediamente Calvino fa premesse, ma in queste mette di fronte le spiegazioni più ovvie e più banali. Diffidare, in verità lui vuole un lettore di un altro tipo, lui vuole il lettore acuto, brillante, che vada oltre le sue spiegazioni. Mediamente lo studioso di letteratura si accontenta della prima spiegazione, ma in una storia così c’è molto altro: solidarietà (Pamela nella sua furbizia femminile ha capito che dallo scontro sarebbe venuto fuori quello che lei voleva, lei accetta entrambi, vuole entrambi, sa che servono tutti e due, il nipote, un ragazzino, in verità non rifiuta aiuto né all’uno né all’altro, non rinuncia mai ad essere nipote né dell’uno né dell’altro: anche lui capisce di avere un unico zio e che entrambi lo rappresentano. Tali complessità, lui nasconde e minimizza la complessità che in realtà c’è.). Il fiabesco tende a far credere che sia semplice, ma anche nelle fiabe ci sono morali e spunti, anche se la storia può essere lineare. Intento pedagogico fortissimo della fiaba. Quindi in realtà Calvino ha fatto la scelta ideale.
Ci sono due tipi di scrittori: quelli che scrivono per sé e quelli che scrivono pensando ad un pubblico e ad un lettore, un lettore acuto che… Sperimenta come rendere la fiaba moderna, inserendo elementi attuali “i nostri antenati”, riflessioni che hanno a che fare con la vita contemporanea.
Postfazione degli antenati
Il mio intento era combattere tutti i dimediamenti dell’uomo, auspicare all’uomo totale, ma il Medardo iniziale non ha volto, privo di personalità, uomo qualunque di cui è difficile definire i contorni. Spezzato in due acquista due personalità. Costruzione di un uomo qualunque trova il senso di sé. Personaggio opaco che ne acquista una quando viene riunificato, quando capisce quale rischio corre quando decide di diventare la metà di sé stesso, capirà che una parte non può sopravvivere senza l’altra. Solo dalla consapevolezza del tutto, raggiungeremo la rotondità dell’individuo umano.
Spiegazione storica: l’Italia sta ricostruendo sé stessa, il fascismo è comunque è nato dall’Italia, non da un paese diverso, noi siamo anche quello, ma bisogna decidere vogliamo rimanere quello oppure fare tesoro del dimezzamento estrema sinistra estrema destra per creare qualcosa di diverso, di migliore. Possibilità di ricostruzione o del suo contrario, del disfacimento assoluto. Noi abbiamo sempre bisogno di aiuto come del medico: emblema di colui che è in grado, non chiunque è capace di riunificare Medardo, lui ha il coraggio di osare: messaggio alla scienza, saper sperimentare (non alla maniera di Stevenson) ma nella maniera corretta. Il medico sembra riscattarsi solo verso la fine, non aveva osato fino a quel momento, era rimasto nella zona di confort e aveva suscitato la delusione del nipote di Medardo.
Prosa di Calvino
Preferisce la misura breve in tutto, non ha mai scritto robe estese, molti sono racconti lunghi, gli piace una sintassi ordinata con prevalenza di coordinazione, ricchezza di lessico interessante perché più che sulla complessità ciceroniana dalle frase lavora sulla ricchezza del lessico alternando tra quello di base e quello specialistico o alto, a seconda della tipologia di romanzo sceglie quale tipo di lessico inserire: quando parla dei lebbrosi, il lessico non è medico ma diverso: scegliere adeguatamente le parole da utilizzare. Seguendo sempre però una semplicità di dettato. Ci si perde di più nei romanzi di Pirandello. Questa semplicità è difficilissima ad ottenere, ed è fuorviante, perché ci spinge ad essere veloci nella lettura, perdendosi i micro dettagli che fanno perdere tutto il significato. Non ha interesse o comunque è ridotta la descrizione del personaggio. Quattro o cinque aggettivi che connotano poco la definizione del personaggio, descrizione irrisoria, ridotta all’osso, perché a lui non interessa la psicologia del personaggio, gli interessa il suo agire nella storia, è un tipo che ha una serie di funzioni nella storia. Non gli interessa la psicologia, lo scavo.
Seguiamo prima tutta la parte cattiva, poi si interrompe per tornare a recuperare il buono, sfasamento temporale per un momento come se non fosse raccontata dal nipote, ma è sempre raccontata da lui, si sente la presenza dell’autore, mano altra.
Dottore: si interessa ai fenomeni e non alle persone: filosofia a cui è più legato: l’illuminismo, sensismo che stabilisce che tutto passa attraverso i sensi, percezione e conoscenza legata ai cinque sensi. Motivo per cui i sensisti non hanno paura della morte perché va oltre i cinque sensi quindi non è percepibile. È anche interessato a
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