Letteratura inglese - testi critici: dai Beatles a Blair
Capitolo 1 - L'età dell'oro
1.1 Verso l'età dell'oro
Quella di Jimmy Porter, protagonista di Look Back in Anger di John Osborne, è la provocatoria quotidianità del “giovane arrabbiato”, persuaso dall’idea che “gli uomini della nostra generazione non riescono neanche più a morire per una buona causa”. Jimmy, proletario senza speranze e senza certezze, che trascorre domeniche vuote tiranneggiando la moglie Alison, “è nato in un’epoca che non è la sua”.
La campagna elettorale del 1959 vinta da Harold Macmillan in maniera trionfale, con la vittoria dei conservatori sui laburisti. Certamente pensava a interlocutori ben diversi da Jimmy Porter o ai sudditi di Elisabetta II, ai quali era toccata l’esperienza del dopoguerra, della ricostruzione e anche degli effetti dell’onda americana. Una società così diversa rispetto al passato che permette la diffusione di un benessere in precedenza riservato a una ristretta élite.
Lo storico Eric Hobsbawm offre una semplice risposta a tutto ciò: il mondo sta sperimentando l’età dell’oro post-bellica (sconvolgimento delle appartenenze di classe e di genere, innovazione tecnologica, crescita del commercio, aspettativa di vita si allunga) “l’ideale al quale aspirava l’età dell’oro era una produzione senza la presenza umana. Gli esseri umani erano necessari per questa economia solo per un aspetto: come acquirenti di beni e servizi. Proprio in ciò consiste il problema centrale di questo tipo di economia”.
Anche se non del tutto condivisibile, questa analisi ci porta a capire come sia nata l’utopia politica e sociale che va dalla metà degli anni ’50 ai tardi anni ’60: la liberazione pacifica degli individui attraverso i consumi. L’età dell’oro consente a molte persone di pensare che si possono raggiungere i propri obiettivi in fretta, a differenza di ciò che pensa Jimmy Porter. La differenza tra loro e Jimmy è che quest’ultimo ha lo sguardo rivolto al passato, ricorda, mentre gran parte degli inglesi prova a scrutare il futuro, provando attraverso il presente ad uscire dalla povertà.
1.2 Il 1956, l'anno del cambiamento
Perché proprio il 1956? Perché proprio in questo periodo avviene ciò che si chiama “swinging London”, la città inventa e impone modi e stili di vita, che gli americani celebrano. Molti altri avvenimenti significativi come ad esempio la crisi del canale di Suez che porta al ridimensionamento del ruolo politico del paese sul piano internazionale, cancellando le ultime nostalgie imperiali.
Nonostante il tentativo dei governi di Londra e Parigi di rovesciare il colonnello Nasser, salito al potere in Egitto, ottiene una serie di effetti in entrambe le capitali: in primis mostra il peso acquisito da Washington per il fatto che sono gli USA a far revocare l’operazione già scattata, e inoltre spinge l’Egitto verso gli URSS concludendo il momento inglese nel Medio Oriente, ovvero l’epoca dell’egemonia sulla regione iniziata nel 1918.
L’estate del 1956 vede l’Independent Group proporre all’Institute of Contemporary Arts di Londra la mostra “This is Tomorrow” in cui Richard Hamilton presenta il primo quadro pop europeo riassunto con un titolo ironico da Hamilton “just what is it that Makes Today’s Home so Different, so Appealing?”. È evidente l’influenza americana. Questo legame con l’America porta a una riflessione sul rapporto tra arte e società di massa nella Gran Bretagna dell’età dell’oro. In campo artistico si va affermando una tendenza che segnerà anche la musica.
1.3 La nascita del teenager
La sintesi dei nuovi tempi viene offerta dal protagonista di Absolute Beginners di Colin MacInnes che vive nel quartiere di Portobello, trasferitosi perché ci si sente liberi, senza dover dire chi si è, cosa si fa, ecc. La libertà di fare, consumare, scegliere contraddistingue la figura del teenager che meglio di ogni altra riassume le caratteristiche degli anni ’50. Ragioni economiche in primis, i giovani riescono a spendere perché c’è più economia. La letteratura, la musica, il cinema non fanno solo da specchio ai mutamenti in atto ma li raccontano. Anche nel corso degli anni ’50 si avverte l’esigenza di una cultura della nuova modernità. Il teenager è colui che meglio di ogni altro può dar conto di ciò che sta avvenendo.
1.4 Il ruolo della musica: Beatles e dintorni
La musica è una chiave importante per capire cosa avviene in Inghilterra in questo periodo, con Rock Around the Clock, colonna sonora del film Blackboard Jungle. Sono i primi segni di una rivoluzione musicale e se ne ha la conferma con l’apparizione di Elvis Presley in TV durante lo stage show della CBS (ente radiofonico americano). Da qui nascono varie imitazioni, in Inghilterra si fa strada quella dei Beatles, gruppo fondato a Liverpool. Una figura decisiva per l’ascesa dei Beatles è Brian Epstein, un critico che li scopre mentre si esibiscono al Cavern Club ed è lui che ne inventa l’immagine.
La musica inglese di questo periodo lavora per trasportare nella tradizione i valori e le utopie della cultura pop; il primo dei valori è quello della giovinezza intesa come stadio finale del pieno sviluppo umano, secondo le teorie del pop. Come si evince in Absolute Beginners, Londra ormai a colori dopo il bianco e nero del dopoguerra, è piena di ragazzi e ragazze che avvertono per la prima volta ad avere davanti un futuro. Anche se incombe la guerra fredda, sembra non interessargli, a loro interessano musica, vestiti, feste, stare insieme. All’insegna del carpe diem, che li separa dai tanti Jimmy Porter che pure nello stesso periodo popolano l’Inghilterra.
Il protagonista di Absolute Beginners, un diciottenne che si mantiene vendendo foto pornografiche, mostra di avere le idee chiare su cosa è indispensabile per vivere bene. Anche il modo di vestire gioca un ruolo importante, tratti distintivi dei teenager come quelli dei Teddy boys.
1.5 La rivoluzione della moda: Mary Quant e Biba
Le collezioni di Mary Quant: i canoni del passato vengono aboliti, vestirsi diventa un gioco. Bazaar (suo negozio a Chelsea) propone uno stile di vita. È grazie a lei se l’Inghilterra si scosta da quel tradizionale letargo in fatto di abiti. Insieme a lei anche Barbara Hulanicki, l’altra grande stella della moda britannica degli anni ’60, vende abiti a prezzi più bassi. Entrambe f
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