Storia del pensiero economico
Appunti del corso - Anno 2022/23
Lezione 1 - 23/02/2023
L'economia comprende il funzionamento dei sistemi economici, come funziona l'attività di produzione e la creazione del valore e della ricchezza. Si occupa della distribuzione della ricchezza e dell'attività di consumo (nel 1800 non si dava peso al consumo e al concetto di massimizzare la produttività e l'utilità).
Due modi di considerare la storia del pensiero economico
- Concezione cumulativa — C'è un accumulo di conoscenza, si ha una progressione verso la verità assoluta, questo implica uno sviluppo che può o non essere lineare e che si avvicina a questa verità assoluta. Ora siamo più vicini alla verità assoluta in quanto abbiamo a disposizione più informazioni derivanti dal passato. La teoria economica contemporanea incorpora tutti i contributi precedenti.
- Concezione competitiva — C'è una pluralità di idee, teorie e approcci, non c'è solo una concezione dell'uomo, produzione e consumo della ricchezza. Questo implica che c'è una pluralità di idee che possono anche essere in contrapposizione tra di loro. Oggi viviamo in una situazione di cambiamento del paradigma economico, gli ultimi anni sono stati luogo di cambiamenti o "shock" (crisi 2008, crisi italiana, la pandemia, il ruolo dello stato nell'economia). Questi eventi portano a ripensare ai paradigmi economici del passato che vengono messi in pratica. L'economia non è una scienza esatta, non si può verificare con certezza cosa succederebbe se si alzasse il tasso di interesse sui beni, per questo esistono diverse idee e competizioni. Può esserci una teoria economica ma con diverse sfaccettature. La concezione competitiva non implica una progressione lineare.
La storia del pensiero economico fa comprendere il passaggio dalla macroeconomia (studio dei fenomeni aggregati come la crescita, la disoccupazione e l'inflazione) alla microeconomia (comportamenti del singolo soggetto e delle sue scelte, o isolatamente o nelle sue interazione con altri soggetti). I primi pensatori ragionavano in termini di macroeconomia, si domandavano cosa fosse la crescita economica e le sue origini (Smith si occupava della crescita delle nazioni). La macroeconomia oggi tende ad essere microfondata, quindi la crescita economica dipende dai comportamenti dei singoli. Questo approccio è il risultato della "impostazione neoclassica".
La macroeconomia classica si basava sull'analisi della struttura sociale e non il comportamento dei singoli. Economisti classici: Smith, Ricardo, Malthus, Marx, Schumpeter, Keynes. La loro idea era quella di considerare una struttura economica determinata (preindustriale, socialista, comunista, economia di mercato) e analizzare le condizioni necessarie affinché questa struttura possa perdurare nel tempo. Dalle condizioni di riproduzione si può dedurre il comportamento dei singoli individui — analisi macrofondata (a differenza di oggi).
Gli economisti classici partivano dall'assunto e dall'osservazione che la società fosse composta da classi sociali, vi erano proprietari terrieri che godevano della rendita, gli imprenditori che accumulavano e acquistavano capitale e il cui obiettivo era avere profitto, e i salariati che vivevano di lavoro per sopravvivere.
Concezione cumulativa e concezione competitiva
La concezione cumulativa corrisponde a un'analisi individualista, che rifiuta il concetto di classe, si basa sul comportamento razionale e sul fatto che questi massimizzano il consumo, il reddito, la ricchezza e vale per tutti e per tutti i periodi storici in presenza di vincoli. Questa teoria doveva essere valida non solo oggi, ma anche nel passato (validità generale della teoria economica). Il processo economico produttivo è lineare e unidirezionale verso la verità assoluta.
I mercati concorrenziali sono in grado di funzionare da soli, senza interventi esterni, dandoci indicazioni di politica economica chiare. Se pensiamo che l'economia funzioni da sola, allora l'intervento dello stato non è necessario, deve solo stabilire le regole ma meno interviene nell'economia e meglio è. Inoltre, la moneta è neutrale, poiché rende agevoli gli scambi e non modifica l'equilibrio di fondo.
La concezione competitiva corrisponde all'analisi sociale, che si focalizza sulla società in quanto un insieme di classi sociali e individui. Ha una visione conflittuale nella società, non esiste un comportamento razionale comune a tutti i soggetti. Il conflitto sarà sulla distribuzione della ricchezza. Ci sono tre tipologie di individui (proprietario terriero, imprenditore e lavoratore) che rispondono ad incentivi diversi. La conseguenza di questo approccio è che non c'è una teoria che vale per tutto e per tutti, c'è una teoria precisa per i diversi periodi storici e contesti istituzionali. Non c'è un criterio di efficienza, la moneta ha un ruolo fondamentale.
Questioni teoriche
- Concetto di valore che dipende dal concetto di valore di altri oggetti
- Condizioni di produzione
- Ruolo della moneta
Lezione 2 - 24/02/2023
Nel passato, l'economia esisteva, ma era profondamente influenzata dalla religione. L'economia politica viene riconosciuta solo a partire dal XVII secolo. Nel 1800 la professione di economista acquista importanza.
Origini
- Economia di sussistenza: la produzione è volta a soddisfare la sopravvivenza di individui, non c'è nessun surplus dedicato allo scambio e al commercio
- Economia che si basa sul lavoro degli schiavi (agricoltura feudale)
- Scarsa protezione dei diritti di proprietà (gli unici che avevano proprietà erano i proprietari terrieri)
- Ricorso alla violenza e autorità (la tradizione era alla base di tutto)
- Basso livello tecnologico
- Basso tasso di crescita tecnologico
- Forte esposizione a calamità naturali (siccità, epidemie ecc.)
- Le guerre svolgevano un ruolo importante (distruzione del capitale e questione fiscale)
L'economia politica nasce da due questioni:
- Problema morale
- Problema scientifico (necessità di capire come funziona la società basata sul lavoro in un'economia di sussistenza)
Per tempo questi due problemi vengono trattati insieme (concetto di legge naturale). La loro separazione inizia ad essere più evidente con la rivoluzione scientifica (Copernico, Galileo, Newton), ossia il graduale riconoscimento di problemi scientifici indipendenti dalle questioni morali. Assume importanza il metodo scientifico (per la misurazione e la riproducibilità dei fenomeni).
Dal XVII secolo si verifica il cambiamento e nasce l'importanza dello scambio e dell'urbanizzazione, comportando l'aumento della produttività economica. Si inizia a parlare di surplus, ossia la parte di produzione che può essere utilizzata per gli scambi in quanto non è necessario come mezzo di sussistenza.
- Crescita di conoscenza
- Crescita di capitale umano
- Innovazioni tecnologiche
- Scambi di idee
- Si inizia a parlare a livello internazionale di economia
Gradualmente l'economia di sussistenza lascia spazio all'economia moderna basata sul mercato, nasce e si afferma la proprietà privata, i lavoratori sono in grado di acquistare i propri beni di consumo. I concetti di domanda e offerta esistevano già nel passato, ma non esisteva la rappresentazione dell'equilibrio tra questi due.
- Diffusione della stampa
- Nascita della partita doppia
In questo contesto si sviluppa la dottrina medievale.
Teorie economiche antiche
- Platone: favorevole alla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e a un'organizzazione collettivistica delle attività di consumo
- Aristotele: si richiama ad una visione realistica della natura umana
- Convergenza tra i due sull'origine della stratificazione sociale (contadini, soldati e filosofi in Platone), naturale differenza dei ruoli tra uomo, donna e schiavo in Aristotele.
Nel corso del XII e XIII secolo si afferma un nuovo modello culturale che si esprime nella vita intellettuale delle "scuole" scolastiche, un movimento caratterizzato dal riferimento sistematico ad alcuni filosofi dell'antichità (dalla caduta dell'impero romano fino al mercantilismo).
Il problema morale era l'oggetto dell'analisi, diverso rispetto all'economia politica moderna. Il metodo era basato sulla deduzione di regole di condotta che avevano la natura di articoli di fede, basato sul principio di autorità. La Chiesa era vista come corpus mysticum, come universitas dei credenti e quindi una realtà di ordine superiore rispetto sia al singolo cristiano sia a corpi sociali di origine temporale.
La dottrina organicistica dello Stato: versione più moderata la quale sostiene che il vivere in società rientra nella natura degli esseri umani (vedremo più avanti il passaggio all'individualismo metodologico) stato come qualcosa di superiore. Si ritiene che gli individui facciano parte di una collettività e che la società abbia interessi che vadano oltre quelli dei singoli individui. Posizione intermedia rispetto alla netta dicotomia tra individualismo metodologico (soddisfacimento bisogni individuo) e organicismo (benessere della collettività) instaurata nel XX secolo.
Temi cari alla scolastica
- Tema dell'usura: Prestito con alto tasso di interesse (ritenuta contraria alla legge naturale) il divieto dell'usura era poco rispettato. Aquino stila una lista con tutti i casi possibili e non possibili. Riforma protestante fondamentale per l'accumulazione del capitale umano in Europa (diffusione della Bibbia), ha favorito la legalizzazione dell'interesse (crediti commerciali).
- Tema del giusto prezzo: Secondo Aristotele il giusto prezzo si ottiene quando lo scambio volontario tra due individui è vantaggioso per entrambi. Aquino utilizza il giusto prezzo con il prezzo prevalente nei mercati in assenza di frode e di pratiche monopolistiche. Ha un valore normativo e non descrittivo (dice quale dovrebbe essere il prezzo giusto, non come si forma il prezzo). Rimane comunque indefinito.
- Giusto prezzo non necessariamente è prezzo legittimo: Prezzo legittimo riguarda lo scambio legale e volontario tra individui.
Monti di pietà
Come funzionava: In una città prescelta si teneva una accesa predica antiusuraia (e spesso antiebraica), soprattutto ad opera dei Francescani, al popolo il quale insorgeva (talora confiscando i beni agli ebrei).
Due diverse logiche di politica monetaria
- Controllare il tasso di interesse, governando al contempo le aspettative di chi opera nell'economia reale. Questo è il fine dei Monti di Pietà (si mantengono bassi tassi di interesse e — utilizzando il linguaggio di Keynes — si persegue un'alta efficienza marginale del capitale onde limitare l'uso della moneta come riserva di valore e come strumento per fini lucrativi).
- Controllare l'offerta di moneta per contenere il livello dei prezzi, nella convinzione che le politiche monetarie espansive generino pressioni inflattive senza risultati persistenti sul reddito, sulla produzione e sull'occupazione (questo è il punto di vista della cosiddetta teoria quantitativa della moneta riscoperta negli anni Settanta da Milton Friedman).
Lezione 3 - 2/03/2023
Nascita del capitalismo
Si sviluppa per molti secoli, ed ha avuto effetti sulla trasformazione economica. Non nasce con la rivoluzione industriale, ma nasce molto prima, e vede il passaggio dall'economia feudale all'economia di mercato (basata sul capitale). Ascesa della classe mercantile, il mercantilismo come dottrina economica si instaura in questo contesto che vede l'ascesa del ceto borghese. Il ruolo dello stato aumenta, mentre perdono valore i ducati, le signorie ecc. Passaggio verso il ruolo dello stato e della sua capacità di operare, imporre imposte e raccoglierle. Nascono quindi grandi monarchie e si instaurano nuovi rapporti di forza politici ed economici.
- Sistema caratterizzato da rapporti economici regolari
- Sviluppo dei mercati e delle città (fondamentali per l'ascesa del ceto borghese, che usa il lavoro nella campagne)
- Ceto borghese: proprietaria del capitale (proprietari dei mezzi di produzione)
- Sviluppo dei salariati
- Aumenta il ruolo delle banche che finanziano attività economiche (i mercanti avevano bisogno di prestiti e capitale)
- Nascono i commerci esteri (aumentano con la scoperta dell'America)
- Società dominata dal profitto: si ha un profitto quando il valore degli input è minore del valore di vendita (passaggio da un'economia di autoconsumo ad un'economia di produzione e di scambio)
- Fino al 1800 non c'è stata crescita economica
- Il pensiero mercantilista si sviluppa tra il 1500-1600
Nel capitalismo il lavoratore viene liberato dal proprietario feudale e diventa proprietario della propria forza lavoro, che vende al borghese-imprenditore che realizza l'accumulazione del capitale. Da questo deriva anche una maggiore istruzione e investimento nella cultura.
Il mercantilismo
Periodo storico (XVI-XVII)
- Ruolo fondamentale: scoperte geografiche e sfruttamento risorse naturali (metalli preziosi, come argento e oro). Questo fenomeno ha portato all'inflazione (è aumentata la quantità di materiali preziosi che ha permesso di coniare più monete) e nacquero le prime discussioni sull'inflazione.
- Dal punto di vista politico, nacquero le monarchie assolute
- I borghesi acquisiscono sempre più potere economico e politico
- Importanza commercio internazionale (prima forma di capitalismo)
- Il mercantilismo ha individuato l'oggetto fondamentale dell'economia (a differenza della scolastica)
- Obiettivo: capire perché alcuni paesi sono ricchi e cosa determina la ricchezza di un paese
- Individuazione delle politiche economiche da attuare
- Movimento soggettivo: perché cerca di difendere i propri interessi (dei mercanti)
- Economia secondo i mercantilisti è un gioco a somma zero (se un paese si arricchisce l'altro si impoverisce). La ricchezza al mondo è fissa, e il guadagno di qualcuno è la perdita di qualcun altro. La ricchezza di una nazione si identifica con lo stock (versione statica dell'economia) di metalli preziosi accumulati nelle casse dello stato
Per i mercantilisti la ricchezza aumenta con il saldo attivo della bilancia dei pagamenti, mantenendo i salari interni bassi che portano a maggiore competitività internazionale, maggiore domanda di beni e quindi bassi prezzi di beni e servizi. I salari bassi portano ad una maggiore difesa del mercato interno e le importazioni. Bassi consumi interni, bassi salari per mantenere la competitività, e attuazione di politiche protezionistiche come dazi che rendono costosi l'importazione di prodotti dall'estero.
Due fasi del mercantilismo
- Bilancia dei pagamenti (XVI): transazioni economiche effettuate da residenti di un paese nel resto del mondo (flusso finanziario).
- Bilancia commerciale (XVII): importazioni ed esportazioni di beni e servizi.
La bilancia dei pagamenti viene detta anche bullionismo: la ricchezza di una nazione si identifica con l'oro posseduto da una nazione. L'obiettivo è quello di garantire riserve d'oro e mantenere attivo lo stock del paese, pagando le importazioni con moneta d'argento, mentre per le esportazioni venivano accettati pagamenti con base aurea.
- Mantenere una valuta forte: riconosciuta in tutto il mondo
- Evitare svalutazioni
- Mantenere alti i tassi di interessi: significa che fornisce un incentivo per gli investitori di investire in un determinato paese (portando ad un ingresso di moneta maggiore)
Bilancia commerciale
- Il mercante fornisce le materie prime a domicilio ai lavoratori, e quando viene prodotto viene venduto in altri posti
- Il mercante acquista i mezzi di produzione e assume lavoro salariato
- Diventa importante il costo del denaro e del lavoro
- Il capitale viene preso dalle banche (e vuole quindi avere un tasso di interesse basso)
- Il tasso di interesse deve essere basso
Struttura produttiva (bilancia commerciale)
Nasce un nuovo modo di organizzazione, si sposta il focus dall'oro all'ammontare delle merci. Cambia la politica economica, si vuole avere un surplus della bilancia commerciale, aumentano le esportazioni, con lo scopo di massimizzare il valore aggiunto. Non bisogna quindi imporre limiti ad importazioni di materie prime a basso prezzo, sostenere l'export di prodotti finiti ad alto valore aggiunto. Questo significa bloccare l'esportazione di materie prime, perché questo comporterebbe aiutare paesi esteri a produrre maggiormente attraverso quelle materie prime.
- L'uscita di capitale può avere effetto positivo: può aprire nuovi mercati
- Aumenta il ruolo dello stato
Ruolo della moneta
La moneta assume un ruolo centralizzato.
Teoria quantitativa della moneta: PQ=MV (prezzo*quantità= quantità di moneta*valore moneta) mette in relazione il livello dei prezzi e la quantità di moneta in circolazione. Se aumenta la quantità di moneta aumentano i prezzi.
Thomas Mun: maggiore esponente del mercantilismo. La sua riflessione era focalizzata sul tasso di cambio: prezzo di una valuta rispetto ad un'altra valuta.
Attorno al 1620 Thomas Mun (1571-1641) e Edward Misselden (1608-1654) sostennero che non è il tasso di cambio a determinare i flussi di metalli preziosi, ma vale invece il contrario: bilancia commerciale favorevole (export>import) => flussi di metalli preziosi in entrata (moneta pregiata) => variazione del valore della moneta nazionale in rapporto al valore delle monete straniere (cioè variazione del tasso di cambio).
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