Istituzioni di linguistica 04/10/2021
G. Graffi, S. Scalise: “Le lingue e il linguaggio”.
La linguistica non è grammatica, studia il linguaggio umano in generale, non una lingua ma tutte le lingue, fa confronti tra lingue diverse, utilizza il metodo scientifico (Galileo: dati, ipotesi, dati, verifica), studia come funzionano tutte le lingue in generale.
Cos’è il linguaggio? Comunicare, fenomeno complesso, 3 componenti: 1 meccanismi comuni che permettono il funzionamento a ciascuna lingua, lingue simili anche se apparentemente diverse, 2 linguaggio naturale, qualcosa di insito, siamo predisposti a farlo, disponibilità ad acquisire una lingua, facoltà del linguaggio, legate a popoli, luoghi e storia, lingue imparentate, 3 ciò che fai con il linguaggio: voglio qualcosa, contatto, comunicare, utilità.
Grammatica: insieme di regole comuni che consentono di produrre frasi, meccanismi, fonetica e fonologia: suoni, produzione, modifiche, morfologia: livello della formazione delle parole (es città->cittadinanza), sintassi: livello di costruzione delle frasi accettabili (accettabile a giudizio del parlante, cose che qualcuno direbbe, chiunque), semantica: associare due pezzi di frase al significato (pane parola-pane fisico), pragmatica: relazionarsi con sconosciuti, linguaggio aulico (a seconda della situazione in cui mi trovo parlo in un modo diverso).
05/10/2021 Programma del corso in sintesi
Parte introduttiva, nozioni di base, fonetica e fonologia, il livello dei suoni, morfologia e sintassi, la formazione delle parole, la costruzione della frase, la variazione, cenni di linguistica storica e sociolinguistica.
Obiettivi: perché studiamo linguistica? Tutte le lingue sono espressione della stessa capacità che ci rende tutti uguali: capire come funziona il linguaggio aiuta a trovare somiglianze con le lingue che studiamo e a capire meglio, attraverso la lingua comprendiamo la cultura, le idee, la storia delle altre popolazioni (e della nostra), impariamo a ragionare come scienziati, con un metodo, un terminologia e argomentazioni razionali.
Prima parte: nozioni introduttive: linguaggio come codice: il segno e l’arbitrarietà, il livello astratto: la discretezza e le relazioni (F. De Saussure) - linguaggio come dotazione innata: la ricorsività e la “dipendenza dalla struttura” (N. Chomsky), l’acquisizione del linguaggio e la completezza linguistica, la classificazione delle lingue: classificazione genealogica, classificazione tipologica.
Linguaggio: facoltà di tutti, linguaggio: codice per comunicare, serve nella società, Saussure (seconda metà del 1800, prima metà del 1900), “fondatore” della linguistica, linguaggio insito nell’uomo, classificazione genealogica: in base alla storia, classificazione tipologica: comune a tutti.
Saussure: il primo a diffondere idee creando la “linguistica generale” (mette tutte le idee assieme), le lingue indiane somigliano al latino e alle lingue antiche europee, alle forme slave e celtiche: famiglia di lingue indoeuropee, conseguenze “catastrofiche”: sanscrito (antica lingua indiana) simile alle lingue europee: se tutti abbiamo una lingua simile esiste una lingua madre che è l’indoeuropeo: i primi furono popolazioni nomadi delle steppe dell’Asia centrale, usano la ruota, si espandono: corrispondenze: schemi nell’evoluzione delle lingue, Saussure tiene lezioni all’università sui principi del linguaggio, non scrive nulla, gli studenti alla morte pubblicano libri con i loro appunti, “Corso di linguistica generale” 1916.
Successo, corrente di pensiero: strutturalismo, lingua astratta, condivisa nella società, senza società no lingua, componente astratta: non mi interesso di singoli elementi (suoni, desinenze…) ma di come si combinano. Se condivido la lingua condivido i rapporti tra le unità più piccole: non parlo perché conosco la lingua ma perché conosco i rapporti tra le parti (astrazione).
Linguaggio come codice: qualcosa che viene dalla società, condiviso da tutti, dispositivi per comunicare, trasmettere contenuti attraverso cose percepibili, (suoni, numeri…), linguaggio=codice es: sento una parola e la associo all’oggetto, servono società, parole e oggetti, significante: per esempio parola, significato: per esempio oggetto, segno: io associo libro all’oggetto, associazione mentale, significante e significato dipendono reciprocamente, segno: per esempio lettere con cui scrivo libro, segno biplanare: ha due facce (come quelle di una moneta), codice arbitrario: scelgo di indicare oggetto con una sequenza di suoni, cambia da italiano a inglese.
Codice linguistico: non unico codice, codice linguistico: particolare->unico.
Proprietà del segno linguistico: 1 arbitrarietà: diamo senso alle parole per gli antenati: è sempre stato così e anche adesso è così. Icona: rapporto stretto tra significante e significato, indici: simboli che non rappresentano esattamente quella cosa, ci devo pensare, involontario simbolo: qualcosa che simboleggia un altro, rapporto astratto, no somiglianza. Icona: significante e significato si assomigliano volutamente, il più semplice, tutti i segni linguistici sono simboli.
2 discretezza: se sento una parola posso spezzarla in lettere, formato da pezzi più piccoli e distinguibili.
3 distintività: se cambio una lettera della parola cambia il significato (es pane-cane): legato alla discretezza.
Linearità-non intervallabilità-continuità: se da cane vado ad acne inverto l’ordine delle lettere, cambio il significato: conta l’ordine: può cambiare significato, può cambiare il segno.
06/10/2021 Unità discrete
Martinet: elementi della lingua possono essere scomposti: unità di 1 (morfemi) e 2 articolazione (fonemi), segno può essere distinto in unità di 1 e di 2 articolazione, una non esclude l’altra, es: libr-i la finale i fa il plurale, libr= oggetto che contiene della scrittura, i=plurale, analisi che riguarda il componente morfologico (come si formano le parole), unità di 1 articolazione, morfemi, elementi che hanno un significato, si può scomporre la parola in base ai suoni, l-i-b-r-o: più suoni, la 1 e la 2 articolazione sono indipendenti, sono di più quelli di 2 articolazione, i è unità di 2 articolazione, mi interessa che lettera è, unità discreta.
Unità del linguaggio organizzate in base alle relazioni che hanno le une con le altre, due tipi di relazione: paradigmatiche: collegano unità che si escludono a vicenda, sintagmatiche: collegano unità che possono associarsi, non importano tanto le unità ma le relazioni, noi parliamo perché ognuno di noi si adegua a regole convenzionali che stabiliscono i rapporti tra le unità linguistiche, le parole non servono se non so le relazioni tra di esse.
Relazioni paradigmatiche: relazioni in assenza, se c'è un elemento non lo combino con un altro es o metto una cosa o un’altra es non due scarpe tipo o ciabatte o scarpe, linguaggio: io parlo tenendo conto di quello che c'è, o uno o l'altro. Ce n'è un altro, es posso dire il libro di Silvia e non bicchiere, vestito ecc, questi nomi si escludono a vicenda, valuto le opzioni e seleziono cosa mettere dopo, patologia del linguaggio: anomia: non riesco a trovare la parola perché si escludono a vicenda, afasia: non riesco a formare frasi complete e ad es a coniugare i verbi, paradigmi: verbi: verbi hanno morfologia ricca e organizzazione in categorie, es: lavorav-o, lavorav-i, lavorav-a: non posso scegliere più desinenze contemporaneamente, non lavorav-i-o, si escludono a vicenda.
Relazioni sintagmatiche: relazioni in presenza, se c’è un elemento o combino con qualcos’altro, es non posso dire solo il libro di, ci serve anche un nome es il libro di Silvia, linea che mi spiega cosa viene prima e dopo. Linguaggio economico perché con circa venti suoni comunico tantissimo, poche conoscenze di base, suoni e regole di combinazione, potenzialmente parole infinite. Relazione sintagmatica es: vado a: serve complemento, non posso dire solo vado a, es casa, non può restare il buco, devo formare una frase.
Le relazioni si escludono a vicenda ma ogni elemento può avere rapporti di un tipo con una parola e di un altro con un’altra. Distinzione concreto-astratto: Saussure dice che il linguaggio deve essere smontato come se fosse una funzione matematica che lega elementi, non contano molto le caratteristiche dei nomi ma i rapporti e le relazioni tra loro, il linguaggio come codice è un sistema di relazioni, conta più distinguere gli elementi, conta di più accorgersi che ad es p e b sono diverse che sapere cosa sono, es mi accorgo che cane è diverso da pane perché mi rendo conto della differenza e so che se cambio la p a pane e metto una c cambia parola, il rapporto è importante, piano astratto, distinzione famosa langue vs parole (leggi lang e parol), langue componente astratta, parole concreta, parole: ciò che pronuncio, le frasi, i suoni, singoli pezzetti.
Langue: relazioni tra le parole e che mi permettono di produrre i suoni, rapporti astratti parte del sistema, elemento condiviso langue, parole: realizzazione di una possibilità condivisa (quella di parlare), langue condizione per avere la parole (se non ho le regole non posso parlare), langue: rete, parole: esecuzione, langue: conoscenza dei rapporti che collegano gli elementi che formano una frase.
Sincronia vs diacronia (classificazione creata da Saussure): analisi sincronica: studiare una lingua nel momento attuale, studiare l’italiano negli ultimi anni, parlato corrente, studio diacronico: come è cambiato nel tempo, studio diacronico può essere anche una fase storica del passato tipo come funzionava l’italiano a tempi di Dante, ambiguità nella classificazione, se studio la langue di Dante è sincronia, Saussure dice che per studiare la langue devo sapere come funziona la lingua adesso, se guardo l’italiano di Manzoni e poi di Dante non ho una visuale complessiva ma tanti strati (anche perché se leggo Dante non posso dire come parlava la gente al tempo), lo studio scientifico può essere fatto solo in sincronia, quello sincronico non ha fondamento scientifico, l'interpretazione dei suoi allievi (lui non ha scritto nulla e gli alunni hanno scritto “per lui”), noi sappiamo studiare il passaggio da un sistema al altri nel corso del tempo.
11/10/2021 Books, Saussure e Chomsky
Se prendo la parola “books” le lettere sono di seconda articolazione e i suoni che sento di prima, le teorie di Saussure hanno successo: strutturalismo, da metà 1900 bisogno di studiare il linguaggio in modo nuovo, sostituire teoria di Saussure, Chomsky: studia sintassi, prima si dava un’importanza alla fonetica, studia come si formano le frasi, per lui linguaggio: dotazione innata: fatto sociale, ma non solo, disponibilità dell’essere umano, tutte le lingue stessa cosa, “grammatica universale”, evoluzione biologica, comune a tutti, prove del fatto che sia innata: “povertà dello stimolo”: bambino impara lingua madre fino ai tre anni, io quando imparo una nuova lingua sono esposta a bombardamento linguistico, il bambino meno, eppure impara lingua: predisposizione nel bambino ad imparare come a camminare, più si va avanti con l’età è più si è “chiusi” a questa possibilità, bambino può acquisire due lingue in contemporanea, se non c’è l’input non si attiva nulla, non mette in moto il meccanismo (es bambini sordi), apprendiamo la lingua madre (L1) in modo simile indipendentemente da cultura e dove la imparo,…, bambini imparano lingua attraverso gli stessi passaggi: 1 lallazione: il bambino fa versi ripetitivi tipo sillabe, sta imparando ad usare l’apparato fonatorio e come produrre suoni con la bocca, 2: produrre sillabe: una consonante una vocale, es: parco è una parola difficile, sillaba più semplice consonante e vocale tipo mamma o papa, 3: singole parole, senza contesto, non sa ancora fare frasi, (4 esplosione lessicale, dopo i due anni, giorno dopo giorno si arricchisce il lessico, parole nuove, competenza lessicale), 5: frasi nucleari: verbo e nome ma non troppo complesse, 6: strutture lessicali e frasi complesse, modifiche frasi grammaticali (tempo, modo, sing/plur,…), più facile acquisire tempo composto rispetto all’imperfetto (ho mangiato vs mangiavo), (analogia: regola grammaticale, imparo una regola e la applico dappertutto: io ando, tu andi… bambini), ultimi studi dimostrano che il bambino prima di nascere capisce flusso di suoni, tipo lingue, non solo tono di voce ma caratteristiche linguistiche.
“I giudizi di grammaticalità” anche senza studiare la lingua madre esprimo giudizi, se è giusta o sbagliata, accettabile o meno, tipo la direi?, oppure frasi che si contraddicono (tipo incolori e verdi), grammaticale: no ordine complementi o giusta concordanza… ma se non la direi non è grammaticale.
Altre proprietà fondamentali: la ricorsività: in tutte le lingue parlanti fanno frasi molto complesse sempre con le stesse regole in modo ciclico: costruisco “ho incontrato l’amico”, poi ci metto relativa e espando sempre di più. La dipendenza dalla struttura.
12/10/2021 Ricorsività, struttura e variazione
I bambini dicono ma e pa come prime sillabe perché sono più semplici ma non necessariamente perché vengano associate ai genitori, ricorsività e dipendenza dalla struttura vengono fuori dallo studio della sintassi e dall’innatismo, es: può un canguro saltare più in alto di un casa? 1 sì la casa non può saltare, 2 no perché le case sono molto alte, la posso intendere in 2 modi perché posso capire 1 può saltare più in alto di quanto salterebbe una casa o 2 la casa è un termine di paragone non in quanto salterebbe ma le dimensioni della casa, dipendenza dalla struttura: non valuto solo il significato della parola e non solo l’ordine delle parole ma anche la struttura, cioè i blocchi più piccoli della frase, se cambiano i blocchi può cambiare l’interpretazione, linguaggio umano dipendente dalla struttura, es: ho incontrato la sorella di Paola e Luigi: 1 o ho incontrato la sorella di Paola e Luigi (sono fratelli) e ne ho incontrata una, 2 posso anche capire che ho incontrato due persone, la sorella di Paola e Luigi (due persone), es: una vecchia porta la sbarra: 1 una donna anziana porta una sbarra (porta verbo e sbarra nome), 2 porta nome, sbarra verbo: una porta che è vecchia la sbarra (complemento), dipende anche da come e con che tono la leggo (pause), una vecchia (sintagma nominale), porta la sbarra (sintagma verbale), una vecchia porta (sintagma nominale) e la sbarra (sintagma verbale).
Linguaggio: dispositivo naturale (evoluzione, giudizi di grammaticalità,…), linguaggio: imprescindibile nella società (abitudini, ideologie tramandate,…): lingua soggetta a variazione!, in passato si è creduto che il fatto di poter parlare fosse una cosa repentina ma ci sono state una serie di piccoli cambiamenti fondamentali es camminare su due gambe, il cambiamento ha consentito alla trachea e agli organi fonatori di poter parlare, mangiare carne ci ha fatto cambiare la bocca es mucche e bovini hanno la bocca diversa da noi perché sono ruminanti, organi predisposti a gestire la voce, proteine, sviluppo del cervello in maniera maggiore degli antenati, soprattutto si inizia a parlare perché c’è il bisogno di comunicare perché vivi in comunità, se il gruppo ha un sistema di comunicazione avanzato ho dei vantaggi es caccia, riproduzione, mangio meglio, linguaggio naturale ma ho bisogno di comunicare perché società, linguaggio anche rapporto con gli altri, ma se uso il linguaggio, parlo e mi evolvo è necessario che il linguaggio cambi! Perché lo uso, cambia nel tempo.
Coseriu: linguista, seconda metà del 1900, problema cambiamento linguistico: Saussure diceva che non serviva studiare il cambiamento del linguaggio nel tempo (diacronia vs sincronia), Coseriu recupera le categorie di Aristotele, secondo Aristotele mondo formato da due parti: energia: potenzialità di mettere in atto processi: facoltà del linguaggio, ergon: uso del linguaggio, realizzazione concreta nel tempo, potenza e atto: ci sono linee di realizzazione che rispondono a diverse cose: tempo: 1 variazione diacronica, 2 diatopica: dipende dal luogo, (in America non parlo italiano, dialetti), 3 variazione diastratica: differenze nella società: variabili che dividono la società: livello di istruzione, gerarchia, visione diversa di langue e parole: integrare nozione, sdoppia concetto: livello delle relazioni vs norma: regola vs nella società, 4 diafasica: differente rispetto al contesto: parlo alla mamma diversamente da come parlo al prof, 5 variazione diamesica: parlato vs scritto, accuratezza, social media es tweet vs mail, individuata da Alberto Mioni, “parlato trasmesso”: immagino di parlare con qualcuno ma passo attraverso un codice scritto es telefono (economia delle parole: esprimo più concetti possibile in un messaggio più corto).
Variazione diacronica: grazie all’evoluzione della lingua ci sono parole che derivano da parole antiche e le lingue possono cambiare completamente o essere simili. Si ha la frammentazione linguistica.
Variazione diastratica: parole “non in prestito”, tutte le nostre parole derivano dal buon latino, i poeti latini scrivevano come ritenevano che l’élite parlasse e non come parlava il popolo, certe parole dell’italiano di oggi vengono fuori dal linguaggio del popolo, es casa vs domus: domus era la casa dei ricchi, casa era la casa delle persone di uno strato sociale normale, es plus clarus viene da magis clarus (es spagnolo mas) o clarior, plus clarior lo usava il popolo e lo usiamo anche noi.
Variazione diafasica: ci sono più frasi per dire una cosa, si può decidere cosa dire.
13/10/2021 Saussure e Coseriu
Saussure dice che la lingua deve essere studiata indipendentemente dal tempo, dal luogo e da variazioni “concrete”, ma Coseriu dice che non si possono ignorare dal momento che le lingue sono cambiate nel tempo, ci sono i dialet
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