Psicologia generale
La Paglia Filippo
A.A. 2025/2026
Che cosa significa il termine “psicologia”?
Il termine “psicologia” fu introdotto, durante il Rinascimento, dallo studioso umanista
Filippo Melantone (1497–1560). Deriva dalle parole greche “psyché”, che significa “anima”,
e “lógos”, che significa “discorso” o “studio”.
“Psicologia” significa letteralmente “discorso sull’anima”o “studio dell’anima”.
Che cosa studia la psicologia?
Chi conosce la psicologia solo attraverso libri divulgativi, riviste, televisione o Internet pensa
spesso che gli psicologi si occupino solo di:
- analizzare la personalità
- offrire consulenze
- dare consigli
In realtà, queste attività rappresentano solo una parte della psicologia.
La psicologia è la scienza che studia il comportamento umano e i processi mentali,
come pensieri, emozioni, percezione, memoria e motivazione, per capire come funziona la
mente e migliorare il benessere delle persone.
Che cos‘è questa disciplina?
Nel XIX secolo la psicologia ha ottenuto lo status di scienza. Oggi si occupa dello studio
della mente e indaga i diversi aspetti del comportamento umano, tra cui:
● L’organizzazione del comportamento;
● I processi mentali coscienti, come percezione, memoria, intelligenza,
apprendimento, pensiero e linguaggio, attraverso cui l’uomo interagisce con
l’ambiente e costruisce rappresentazioni di sé e del mondo;
● I processi mentali inconsci, come emozioni, aspettative e motivazioni, di cui non
siamo pienamente consapevoli.
La psicologia studia anche:
- la coscienza, intesa come consapevolezza degli stimoli interni (pensieri, sensazioni)
ed esterni;
- la personalità;
- la comunicazione;
- l’arte. 1
La psicologia comprende conoscenze e competenze relative a:
● metodi e tecniche della ricerca psicologica;
● sistemi cognitivi naturali e artificiali e alle loro interazioni;
● storia della psicologia.
Di cosa si occupa?
La psicologia generale studia le principali funzioni cognitive e mentali dell’essere umano.
Si interessa di come la mente riceve, elabora e utilizza le informazioni provenienti dal mondo
esterno. Le informazioni vengono:
- percepite (percezione),
- filtrate (attenzione),
- memorizzate (memoria).
Alcune informazioni arrivano alla coscienza, mentre altre restano inconsce. Quelle che
vengono rielaborate nella memoria aiutano a creare nuove conoscenze e a migliorare le
capacità di pensare e risolvere problemi.
Questo complesso sistema mentale ci permette di:
● interagire con l’ambiente (attraverso linguaggio e comunicazione),
● raggiungere obiettivi (motivazione),
● provare emozioni legate al successo o al fallimento dei nostri scopi.
Quali sono le applicazioni della psicologia?
Molte persone hanno idee confuse sul lavoro degli psicologi e spesso confondono tra loro
delle discipline diverse, come psicologia, psichiatria e neurologia, usando questi termini
come sinonimi. Inoltre, si tende anche a confondere la psicologia con la psicoanalisi, che
è solo una delle sue correnti.
Alcuni tipi di applicazioni della psicologia
● Psichiatria: è un ramo della medicina che si occupa della diagnosi e cura delle
malattie mentali. Usa farmaci (psicofarmaci) e anche strumenti psicologici ed
educativi, come colloqui, test, terapia di gruppo, arte terapia o musicoterapia.
Per diventare psichiatra serve la laurea in medicina e la specializzazione in
psichiatria.
● Psicologia: studia il comportamento e la mente umana. Bisogna laurearsi in
psicologia e superare l’esame di Stato. 2
Ci sono diversi settori nella psicologia:
○ Psicologo clinico: fa diagnosi e terapie individuali o di gruppo, ma non può
prescrivere farmaci.
○ Psicologo del lavoro: si occupa di selezione del personale, formazione e
miglioramento delle prestazioni nei luoghi di lavoro.
○ Psicologo della comunicazione: studia la comunicazione persuasiva, le
tecniche di vendita (attraverso grafiche e colori) e come le persone
interagiscono.
○ Psicologo scolastico: si occupa di orientamento, adattamento degli studenti,
prevenzione del bullismo e promozione della collaborazione.
● Psicoanalista: è un medico o psicologo specializzato in psicoanalisi, teoria fondata
da Sigmund Freud. Studia la personalità e l’inconscio attraverso analisi dei
sogni e libere associazioni.
● Neurologo: è un medico specializzato in neurologia, che studia il sistema nervoso
e le sue malattie (come epilessia o danni cerebrali) che possono influire su
linguaggio, pensiero ed emozioni.
La psicologia può essere considerata una scienza?
La psicologia può essere considerata una scienza, perché studia in modo sistematico:
- l’organizzazione del comportamento,
- i processi mentali (coscienti e inconsci),
- le relazioni tra cervello, mente e comportamento.
Secondo la definizione di scienza empirica, essa ha due obiettivi principali:
1. Descrivere i fenomeni che avvengono nel mondo dell’esperienza;
2. Spiegare e prevedere questi fenomeni attraverso principi generali.
Ma cosa distingue davvero la scienza da altre attività, come ad esempio l’astrologia? È
difficile dare una definizione precisa, ma le principali caratteristiche di una scienza sono:
● Empiricità
● Obiettività
● Autocorrezione
● Cumulativa 3
Empiricità
➔
Un primo elemento importante della scienza è l’attenzione ai fatti empirici.
Gli scienziati dedicano molto tempo a osservare, descrivere, contare e misurare la realtà,
perché considerano i fatti come il criterio principale per valutare se le loro idee sulla realtà
sono corrette o sbagliate.
Obiettività
➔
Il secondo elemento importante della scienza è l’obiettività.
Per restare obiettiva, la scienza deve evitare che le idee personali degli scienziati
influenzano i risultati.
Per ridurre questo rischio, si adottano tre precauzioni principali:
1. Ricerca pubblica e collettiva: i risultati devono essere verificati da altri.
2. Linguaggio formale (matematico): si usano formule, modelli e calcoli per
descrivere i fenomeni in modo preciso.
3. Regole chiare di ricerca: le procedure devono essere codificate, così tutti possono
capire e valutare lo studio.
Nella scienza:
La pubblicità sono tutti quei dati e teorie che devono essere verificati da altri scienziati, che
possono ripetere esperimenti o fare nuove osservazioni per confermare o mettere in dubbio
una teoria.
Il linguaggio formale (come formule matematiche, equazioni o modelli) serve per
descrivere i fenomeni e formulare teorie in modo preciso e quantitativo. Usare questo
linguaggio rende più chiara e oggettiva la descrizione dei fatti e permette di prevedere i
risultati in modo meno soggettivo.
Autocorrezione
➔
Il terzo elemento importante della scienza è l’autocorrezione.
Il progresso scientifico non consiste solo in un accumulo continuo di conoscenze, ma
anche nella sostituzione e nella revisione delle teorie, attraverso un processo di
falsificazione, in cui le teorie vengono messe alla prova e corrette o rifiutate se i dati le
contraddicono. 4
Una buona teoria scientifica deve poter essere messa alla prova in modo chiaro e basarsi
su evidenze empiriche. Deve quindi fare delle previsioni precise che possano essere
dimostrate vere o false, infatti per questo una teoria deve essere falsificabile.
Secondo Popper, una teoria non può mai essere considerata definitivamente vera
perché anche teorie sbagliate possono prevedere risultati corretti.
Solo le prove sperimentali contrarie possono dimostrare che una teoria è sbagliata. Una
teoria viene accettata temporaneamente se riesce a resistere ai tentativi di
falsificazione.
Più una teoria supera prove e controlli rigorosi, più fiducia le viene attribuita, fino a quando
non viene sostituita da una teoria più valida.
Cumulativa
➔
Il quarto elemento importante della scienza è la cumulatività.
Poiché la scienza è empirica, obiettiva e autocorrettiva, essa è anche in continuo
progresso e quindi cumulativa perché le nuove conoscenze si aggiungono e migliorano
quelle precedenti.
Teorie ingenue
Tutti noi abbiamo una nostra “psicologia” per capire noi stessi e gli altri. Ognuno formula
delle teorie ingenue per spiegare ciò che si osserva e per prevedere i comportamenti futuri.
Queste teorie nascono dall’esperienza che abbiamo con noi stessi e nelle nostre relazioni.
La storia della scienza dimostra due verità importanti:
1. Non tutto ciò che è vero è evidente.
2. Non tutto ciò che è evidente è vero.
Per questo, molte delle teorie ingenue che le persone hanno sulla psicologia si rivelano, in
realtà, sbagliate.
Realismo ingenuo
Il realismo ingenuo è una teoria ingenua.
Nasce dall'idea secondo cui le persone percepiscono il mondo esattamente com’è,
credendo che ciò che vediamo corrisponda perfettamente alla realtà oggettiva. 5
In realtà, questa teoria è facilmente confutabile, perché la nostra percezione può essere
distorta o influenzata da diversi fattori.
Un esempio è il triangolo di Kanizsa, un’illusione ottica.
Vediamo un triangolo bianco, anche se in realtà non c’è nessun triangolo disegnato.
Questo succede perché ci sono tre forme a “Pac-Man” (cerchi con un pezzo mancante)
che fanno sembrare che ci sia un triangolo sopra.
Il cervello completa da solo la forma mancante ed è come se facesse un disegno
invisibile nella tua testa. Quindi, vediamo ciò che il cervello “crea”, non ciò che c’è
davvero sulla carta.
Intuizione
Alcune persone hanno un’idea sbagliata sull’intuizione, credendo che debba avere un ruolo
centrale. Chi conduce colloqui di lavoro, spesso, si fida troppo delle sensazioni istintive che
prova sui candidati.
Dalle teorie ingenue alla psicologia scientifica
La psicologia nasce come un insieme di teorie ingenue da quando esiste l’uomo,
mentre poco più di cento anni fa in Germania diventò una disciplina scientifica che si
diffuse gradualmente nel mondo.
L’interesse per il funzionamento della psiche, cioè per come e perché le persone
pensano, sentono e agiscono, è molto antico. Le origini possono considerarsi
animistiche, come mostrano le pitture rupestri e i riti di sepoltura preistorici.
Ippocrate elaborò la teoria umorale dei quattro umori: flegma, bile nera, bile gialla e
sangue, collegata ai quattro temperamenti:
● Flemmatico (eccesso di flegma): grasso, lento, pigro, sciocco.
● Melancolico (eccesso di bile nera): magro, debole, pallido, avaro, triste.
● Collerico (eccesso di bile gialla): magro, asciutto, di bel colore, irascibile, permaloso,
furbo, generoso, superbo.
● Sanguigno (eccesso di sangue): rubicondo, gioviale, allegro, goloso, dedito a
sessualità giocosa. 6
Strutturalismo
La psicologia scientifica nasce nel 1879 all’Università di Lipsia, con la creazione del
primo laboratorio di ricerca psicologica da parte di Wundt.
Wundt studia i processi mentali semplici con un approccio elementistico: ritiene che
fenomeni complessi, come la percezione, possano essere scomposti nelle loro parti piccole,
cioè nelle sensazioni.
Questo approccio viene poi chiamato “strutturalismo” da Titchener. Secondo questa
teoria, i fatti psichici sono la somma di elementi semplici (sensazioni, emozioni, pensieri,
ricordi).
Per comprendere le percezioni complesse (cioè come l’uomo rappresenta il mondo esterno)
bisogna analizzare le sensazioni elementari dell’esperienza immediata, dette anche
“atomi psichici”.
Per Wundt, lo strutturalismo si basa su tre idee principali:
- Compito della psicologia = Studiare l’esperienza diretta e immediata, cioè il
contenuto di coscienza prodotto da un’attività mentale conscia.
- L’assunto di fondo = Le esperienze consapevoli possono essere ricondotte alle loro
componenti elementari.
- L’obiettivo principale = Isolare le strutture della mente, tramite l’esame introspettivo
dei contenuti di coscienza.
Wundt adotta un punto di vista atomista, simile a quello delle scienze naturali.
L’esperienza cosciente è vista come la somma di elementi di base, così come in biologia
gli organismi viventi sono formati da cellule.
Il metodo usato è l’introspezione analitica, una tecnica di auto-osservazione inc io il
soggetto descrive con precisione ciò che percepisce.
L’osservatore addestrato deve conoscere e isolare le impressioni sensoriali
elementari per individuare gli elementi principali dell’esperienza cosciente.
Se ogni piccola parte dell’esperienza viene analizzata con cura e descritta con un linguaggio
preciso, si ottengono descrizioni esatte, complete e confrontabili, quasi come se fossero
dei dati oggettivi.
Introspezione
Il termine “introspezione” significa “guardare dentro la propria mente”.
Si tratta di una descrizione dettagliata dei contenuti mentali che si presentano quando si
percepisce uno stimolo esterno. 7
È importante distinguere le sensazioni elementari (cioè le percezioni di base) dal
significato e dalla funzione dell’oggetto.
I limiti dell’introspezione sono:
● Oggettività parziale – Chi osserva se stesso non può essere completamente
oggettivo. Inoltre, l’introspezione può portare a distorsioni volontarie
(contraffazioni) o involontarie (influenzate dalle aspettative personali).
● Difficoltà di applicazione – Non tutti possono descrivere verbalmente le proprie
sensazioni (ad esempio bambini, malati mentali o animali), quindi il metodo non può
essere usato in molti casi.
● Ignora l’inconscio – Non tiene conto dell’attività inconscia, che influisce
anch’essa sul comportamento umano.
● Soggettività dell’esperienza – Le sensazioni elementari provocate da uno stimolo
sono soggettive, cioè variano da persona a persona.
Attualmente l’introspezione viene usata molto poco. In alcuni ambiti della psicologia
sociale, negli studi sulle immagini mentali, sul pensiero e sul ragionamento,
l'introspezione può essere utile.
Ad esempio, per capire come una persona arriva a una decisione, si possono usare due vie:
● Via indiretta e presuntiva: basata sull’osservazione dei comportamenti e delle
azioni. Inoltre, è oggettiva e quantificabile, ma incompleta.
● Via diretta: basata sul resoconto del soggetto riguardo ai propri pensieri e al
percorso mentale seguito. Inoltre, è più completa, ma meno oggettiva e rigorosa.
Funzionalismo
Il funzionalismo nacque negli Stati Uniti con William James (1890) e John Dewey (1896)
come reazione allo strutturalismo.
Gli strutturalisti studiavano le componenti elementari della coscienza (come idee e
sensazioni), mentre i funzionalisti si concentrano sulle operazioni e funzioni dell’attività
mentale, come percezione e apprendimento.
Secondo James, la psicologia non deve studiare il contenuto del pensiero (come faceva
l’introspezione), ma le funzioni del pensiero, cioè a cosa serve. Inoltre, per James, la
coscienza non è qualcosa di statico, ma un flusso continuo e dinamico (“flusso di
coscienza”) che si adatta costantemente all’ambiente. 8
Il funzionalismo nasce ispirandosi alla teoria dell’evoluzione di Darwin. I funzionalisti
riprendono l’idea che ogni comportamento e processo mentale abbia:
- Funzione biologica = Ogni comportamento umano deve essere considerato come
un processo di adattamento tra individuo e ambiente.
- Funzione ereditaria = Ogni comportamento umano può essere trasmesso
geneticamente, come alcune caratteristiche fisiche del corpo, compreso il modo di
esprimere le emozioni. i
Il comportamento umano deve essere considerato come un processo di adattamento
dell’organismo all’ambiente. Anche i processi mentali sono il risultato evolutivo dei
processi funzionali che permettono all’uomo di soddisfare i propri bisogni e adattarsi al
mondo esterno.
Per questo motivo, i processi mentali vanno studiati in base alla loro funzione e finalità,
non scomposti in elementi isolati, come facevano gli strutturalisti.
Un esempio: La percezione (funzione psichica) e la respirazione (funzione fisiologica) hanno entrambe lo stesso
scopo evolutivo, cioè garantire la sopravvivenza e l’adattamento dell’organismo all’ambiente.
Psicologia della Gestalt
“Il tutto è diverso dalla somma delle parti.”
La psicologia della Gestalt si interroga sul modo in cui percepiamo realtà complesse,
come una forma, uno spazio o una melodia.
Si chiede se queste percezioni siano semplicemente la somma di elementi singoli o
qualcosa di nuovo e diverso, che nasce dalla loro combinazione.
Questo orientamento, detto fenomenologico, mette al centro il rapporto tra il soggetto
percepente e l’oggetto percepito, studiato attraverso l’atto psichico più complesso, cioè la
percezione.
Il motto della Gestalt è che “il tutto è diverso dalla somma delle parti”. Questo orientamento
cerca di comprendere il funzionamento della mente, studiando come le singole parti si
uniscono per formare un tutto, cioè l’esperienza cosciente.
Esempio:
● Se prendiamo le note di una melodia e le mettiamo in ordine casuale, il risultato sarà completamente
diverso, anche se le note sono le stesse.
● Se invece manteniamo le relazioni tra le note (ad esempio, suonando la stessa melodia in un’altra
chiave), la melodia sarà ri
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