Ricevimenti e materiali
Ricevimenti mercoledì 15-16 su prenotazione studio 92.
Recuperi 13, 14, 19, 20 dicembre.
Esami https://almaesami.unibo.it (iscriversi e voti esame).
Manuali: le lingue e il linguaggio, terza edizione Graffi Scalise; fondamenti di tipologia linguistica, nuova edizione Grandi; la linguistica un corso introduttivo. Cap 1, 5, 8.
Password virtuale linguisticagenerale2022.
27 set 2022 scienza
La linguistica è la scienza che si occupa dello studio scientifico del linguaggio e delle lingue.
Riflessione sul linguaggio. (Che si protrae nel presente dal passato, già studiata da grammatici indiani e filosofi greci) come disciplina è più recente (metà dell’800). Studi che sviluppano una metodologia propria. La linguistica moderna come disciplina autonoma nasce nel 1916 con uscita del libro di Ferdinand de Saussure, pubblicazione postuma. Libro che contiene i 3 corsi di linguistica generale che teneva a Ginevra.
Oggi è considerata tra le scienze umane. Si ispira al metodo scientifico della matematica, biologia chimica = scienze rigide. Ciò comporta che linguistica = disciplina più tecnica delle scienze umane.
Scienza molle. Ma comunque considerata per il soggetto degli studi cioè il linguaggio.
Il linguaggio umano è influenzato da eventi storici e sociali imprevedibili. Non tutti gli aspetti del linguaggio sono formalizzabili e riconducibili a principi generali.
L’oggetto di studio è lo strumento per studiarlo e non è direttamente osservabile: il linguaggio si studia tramite il linguaggio. = circolarità nelle spiegazioni. Il punto di vista crea l’oggetto => nessun senso può osservare il linguaggio, nessuno può osservare il linguaggio come un oggetto dato e finito.
Ma poiché la linguistica ha scopo conoscitivo è possibile uno studio scientifico del linguaggio.
Cambiamenti linguistici, lingua. Non normativo = non si interessa di grammatica. Interesse per i parlata e gli errori/disfunzioni del linguaggio.
La linguistica generale studia il linguaggio umano e la sua natura, le regole e i principi che i parlanti usano per produrre messaggi linguistici; i principi che regolano le variazioni linguistiche e il modo di mutare nel tempo.
La linguistica descrive e spiega il linguaggio con rigore metodologico.
- Metodo deduttivo = si formulano ipotesi e principi generali che vengono verificate o meno dai fatti.
- Metodo induttivo poi = si osservano i fatti, si propongono ipotesi che sono verificate e si formulano i principi generali.
2 fasi:
Studio scientifico si divide in
- Fase descrittiva; osservazione e descrizione dei fatti in una o più lingue.
- Fase esplicativa: elaborazione di modelli e principi generali.
Livelli di analisi
- Fonetica e fonologia: studio dei suoni delle lingue.
- Morfologia e lessico: studiano le parole.
- Sintassi: studio della combinazione della parola per formare frasi.
- Semantica: studio dei significati delle espressioni linguistiche.
- Pragmatica: studio dell’uso delle espressioni linguistiche.
Linguistica e linguaggio sono connessi con le altre discipline = fortemente interdisciplinare: fisica, psicologia, neurologia, sociologia, genetica, pedagogia, storia, logica e informatica.
28 set 2022 il linguaggio
È un sistema semiotico, un codice; sistema che fa uso di segni per comunicare.
La comunicazione: comunicare significa far passare delle informazioni da un mittente ad un destinatario, producendo un messaggio. È un processo multidirezionale non unidirezionale, c’è un continuo scambio di informazioni. Produzione.
Mittente elabora un messaggio = o codifica del messaggio. Il destinatario lo riceve o decodifica.
Pagina 1 di 48fi fl fi fi fl fi fi ffi fi fi fi fi fi
Roman Jakobson, ha creato il modello della comunicazione linguistica. Individua 6 fattori nello scambio comunicativo a cui fa coincidere 6 funzioni specifiche. Tutti fattori e tutte le funzioni sono sempre presenti nello scambio comunicativo. Ma ogni scambio ha un fattore prevalente.
I fattori
- Mittente.
- Destinatario.
- Messaggio.
- Canale/contatto: il mezzo usato x far passare il messaggio.
- Codice: il tipo di sistema semiotico scelto x elaborare il messaggio.
- Contesto/referente: contesto esterno extracomunicativo che riguarda la realtà.
Le funzioni
- Funzione espressiva/emotiva: il mittente vuole esprimersi.
- Funzione conativa.
- Funzione poetica.
- Funzione fatica.
- Funzione metalinguistica.
- Funzione referenziale.
Il mittente
Colui che produce il messaggio, ha opinioni e emozioni da esprimere. Quando la comunicazione ha lo scopo di esprimere allora vi si associa la funzione emotiva o espressiva. (Es. che bella sorpresa!)
Il destinatario
Colui che riceve il messaggio. Quando l’atto comunicativo ha lo scopo di far (re)agire il ricevente a cui è rivolto vi si associa la funzione conativa (es. chiudi la porta!)
Il messaggio
Oggetto comunicativo che viene trasmesso. Quando un atto comunicativo ha lo scopo di mettere in rilievo le potenzialità del messaggio, riguarda il modo del mittente di formularlo e trasmetterlo allora vi si associa la funzione poetica. (Es. nel mezzo del cammin di nostra vita) (rime assonanze, giochi di parole etc)
Il canale
Mezzo fisico attraverso cui passa il messaggio. Quando comunichiamo cerchiamo di capire se il canale funzioni e il messaggio stia arrivando allora vi si associa la funzione fatica (es. pronto ci sei?)
Codice
Tipo di linguaggio usato per comunicare. Quando la comunicazione vuole specificare gli aspetti del codice stesso vi si associa la funzione metalinguistica.
Il contesto
Fa da sfondo alla comunicazione, se la comunicazione ha scopo di fornire informazioni sulla realtà esterna allora ha funzione e denotativa (es. il condor è una specie in via d’estinzione).
Il segno
Per comunicare è necessario formulare un messaggio -> costruito di segni = qualcosa che sta x qualcos’altro, associazione di un contenuto mentale ad un’espressione sensoriale -> biplanarità del segno.
- Espressione x è associata al contenuto y.
- <2 è associato a ›minore di 2‹.
- È associata al contenuto ›sono felice‹.
- I cartelli sono espressioni associati al contenuto.
- La sirena della polizia è un segno.
Pagina 2 di 48fi fi fi
Studio dei segni
- Semiologia Ferdinand de Saussure ⟶
- Semiotica Charles Peirce -
Tre classificazioni di segni: ⟶
- Indice o indizio = relazione di contiguità tra espressione e contenuto, dall’espressione si giunge direttamente al contenuto. Sono indizi che ci fanno capire o dedurre cosa è successo. Es. orma per terra, indica il passaggio di qualcuno\ fumo dell’acqua che bolle.
- Icona = relazione di analogia tra espressione e contenuto. Assomigliano e ricordano al contenuto. Es. disegno di donna fuori dal bagno indica il bagno delle donne\ una mappa\ il meteo.
- Simboli = nessun rapporto tra espressione e contenuto. Sono delle convenzioni. Es. segnaletica stradale -> non c’è correlazione tra simbolo e contenuto sono solo associati\ i grafemi (lettere)\ i gesti.
2 criteri fondamentali
- Motivazione = un segno può essere motivato o arbitrario ⟶ la scelta di una determinata espressione ha a che fare con il contenuto.
- Intenzionalità = messaggio codificato in modo intenzionale affinché arrivi a i destinatari.
Motivazione intenzionalità.
- Indice: sì, no.
- Icona: sì, sì.
- Simbolo: no, sì.
Il linguaggio è un sistema di segni.
Il linguaggio umano è un tipo di linguaggio.
- Linguaggio naturale\umano ⟶ lingue verbali.
- Altri tipi di linguaggio -> animali o artificiali (es. esperanto).
3\5\10 proprietà del linguaggio
Il linguaggio naturale o umano ha una serie di proprietà che lo caratterizzano e lo distinguono da tutte le altre forme di linguaggio.
Biplanarità
→ è una proprietà dei segni che costituiscono il linguaggio umano, in quanto ogni segno è composto da 2 piani, cioè il contenuto e l’espressione, che secondo Saussure sono entrambe entità mentali. Quest’ultimo afferma anche che “il segno linguistico unisce non una cosa e un nome, ma un concetto e un’immagine acustica”, perché di fatto il linguaggio umano è primariamente verbale, quindi nel nostro cervello, c’è sia il contenuto sia il modo, la catena fonica che serve per esprimerlo. Egli propone poi di rimpiazzare il termine “concetto” con “significato” (inteso come significato linguistico) e “immagine acustica” con “significante”. Quindi un segno è un’associazione biplanare di un significato (contenuto) e di un significante (espressione).
Arbitrarietà
→ un segno linguistico è arbitrario, cioè non c’è nessun legame naturalmente motivato tra significante e significato (es: non c’è nessun motivo per cui al segno linguistico “gatto” debba corrispondere il concetto “gatto”). Il rapporto tra significante e significato è quindi dato per convenzione, grazie a un patto sociale. Se non ci fosse quest’arbitrarietà, non ci sarebbero lingue diverse: tutte le lingue tenderebbero a codificare i concetti in maniera molto simile. L’arbitrarietà caratterizza anche altri tipi di segni (simboli), ma quella del linguaggio è un’arbitrarietà che presenta livelli, diversi livelli. In particolare, il linguaggio umano racchiude tutti i per questo si parla di arbitrarietà radicale. Per capire a cosa si applicano questi livelli, è necessario comprendere il triangolo semiotico, che è composto dal significante del segno linguistico, dal significato del segno linguistico e dal referente, ossia l’oggetto a cui mi riferisco. I primi 2 insiemi costituiscono il segno linguistico, mentre il terzo è esterno.
Pagina 3 di 48fi fi fi fi fi fi fi ff fi ffi fi fi fi fi fi
- 1° livello: è arbitrario il rapporto tra il segno linguistico e il suo referente nella realtà.
- (Designatum) (es: tra l’oggetto “sedia” e il segno “sedia”).
- 2° livello: è arbitrario il rapporto tra il significato e il significante di un segno linguistico.
- (Es: tra il significante o immagine acustica “sedia” e il concetto mentale “sedia”).
- 3° livello: è arbitrario il rapporto tra il significato di un segno e tutti gli altri significati possibili. Ogni lingua ritaglia un certo spazio di significato in maniera arbitraria (es: in italiano abbiamo i termini “bosco, legno, legna”; in francese un unico termine li racchiude tutti e tre, cioè “bois”).
- 4° livello: è arbitrario il rapporto tra il significante di un segno e tutti gli altri significanti possibili. Ogni lingua organizza i suoni a sua disposizione in pertinenti e non pertinenti, nel senso che ogni lingua è un repertorio di suoni e ognuna di esse opera delle distinzioni tra i suoni che potrebbero non essere identiche in una lingua diversa (es: il rapporto tra una “i” breve e una “i” lunga: in italiano non è pertinente “pino-pi:no”, mentre in inglese è pertinente “ship-sheep”).
- Eccezioni: alcuni segni linguistici appaiono però motivati, come le onomatopee, gli ideofoni e altre parole evocative, ma c’è comunque una qualche componente di arbitrarietà (es: “chicchirichì” in italiano, “kikeriki” in tedesco, “cocorico” in francese, “gluglu”, “tintinnare”). Si tratta della teoria del fonosimbolismo.
Significato Referente Significante.
Articolazione e doppia articolazione
→ le unità minime del linguaggio (i suoni) si articolano, si uniscono gli uni agli altri, per formare i segni linguistici (le parole). La vera proprietà cardine del linguaggio umano è tuttavia costituita dalla cosiddetta doppia articolazione. Secondo André Martinet i suoni, privi in sé di significato, formano unità di livello superiore dotate di significato (es: prendiamo i suoni “a, o, p, r, t”, essi non hanno un significato proprio ma mettendosi insieme formano entità dotate di significato, come “porta” e “prato”, che a loro volta possono essere combinate con altre entità dotate di significato, come “la porta si è rotta” e “il prato è pieno di fiori”). Nella doppia articolazione, la prima articolazione è il livello di entità dotate di significato (parole e oltre), mentre la seconda è il livello delle entità non dotate di significato (suoni).
Pagina 4 di 48fi fifi fi fi fi fi fi fifi fi fi fi fi fi fi fi fi fi fi
Linearità
→ è una proprietà del significante, il quale viene prodotto in successione lineare nel tempo. È una proprietà banale ma che ha forti ripercussioni sulla natura del linguaggio umano. Il significante, in quanto segnale acustico, agisce su una sola dimensione, ossia quella temporale (esistono altri tipi di espressioni, che possono agire su più dimensioni, come le lingue dei segni). Quindi non possiamo capire completamente il messaggio prima che siano stati attualizzati tutti gli elementi che lo costituiscono (a differenza di un segnale visivo). (canale orale + lento rispetto al canale visivo)
Discretezza
→ significa che la delimitazione tra le unità della lingua (in particolare i suoni) è assoluta e non relativa. Tali unità si possono quindi contrapporre tra loro (es: i suoni “b” e “p” sono chiaramente distinguibili, non esiste un suono intermedio tra i due, quindi “parare” vs “barare” anche con una pronuncia incerta, ricondurremo sempre la stringa a “parare” o “barare” e mai a metà tra le due). I significati invece sono meno discreti dei suoni, perché la lingua ci permette di spiegare che un determinato oggetto è qualcosa che sta a metà tra altri due oggetti (es: un divano-letto è qualcosa a metà tra un letto e un divano).
Produttività o creatività
→ tramite la combinazione delle diverse unità di base della lingua si può creare una serie virtualmente infinita di segni (es: nuove parole come “videofonino, eurozona, sitografia,...”, nuove frasi come “ho un comprato un videofonino”). La produttività è strettamente correlata alla cosiddetta onnipotenza semantica o plurifunzionalità del linguaggio umano.
Distanziamento
→ il linguaggio umano ha la possibilità di formulare dei messaggi relativi a una realtà lontana nel tempo e/o nello spazio rispetto al momento/ luogo in cui avviene l’atto di enunciazione. Il linguaggio animale non ha questa proprietà (es: il gatto miagola per far capire che ha fame in quel momento, ma non può comunicare che aveva fame ieri). Il linguaggio umano è quindi libero da stimoli, perché ci dà la possibilità di parlare di un’esperienza in assenza di tale esperienza o dello stimolo che l’ha provocata.
Ricorsività
→ un meccanismo generativo che forma nuove entità grazie alla riapplicazione ciclica dello stesso processo (quindi viene riapplicato ciclicamente lo stesso processo) (es: “scrivere, riscrivere, ririscrivere”, oppure “è pronto il caffè" - “è pronto il caffè che mi ha chiesto la ragazza” - “è pronto il caffè che mi ha chiesto la ragazza che è entrata poco fa nel bar”). Ciò dipende però da limiti di memoria, spazio, tempo ed efficienza comunicativa.
Dipendenza della struttura
→ quando stanno insieme per formare una frase, le parole stabiliscono tra loro delle relazioni che non dipendono dal loro ordine lineare, ma dalla struttura sintattica (in costituenti) della frase. (es: dalla frase “io ascolto la musica” si potrebbe pensare che in italiano la desinenza del verbo dipenda da ciò che appare immediatamente alla sua sinistra, ma non è così perché la frase “il ragazzo che ha salutato gli amici ascoltano la musica” è agrammaticale, mentre è giusta la frase “il ragazzo che ha salutato gli amici ascolta la musica”)
Equivocità
→ si dice equivoco un codice che pone delle corrispondenze non biunivoche tra gli elementi appartenenti a 2 insieme, ossia i significanti e i significati (perciò un linguaggio equivoco non ha una relazione biunivoca). Il linguaggio umano è doppiamente plurivoco, nel senso che:
- A un unico significante può corrispondere più di un significato. Si tratta di polisemia (es: “gamba” come parte del corpo - gamba del tavolo) e di omonimia (es: “carica” come pieno di energia - posizione istituzionale).
- A un unico significato può corrispondere più di un significante. Si tratta della sinonimia o quasi-sinonimia (es: “faccia, volto, viso, muso” oppure "enterprise, firm, company, corporation”).
Pagina 5 di 48fi fi ff fi fi fi fi ff fi fi ffi ff fi fi fi fi ff fi
Trasponibilità del mezzo
→ è un tratto caratterizzante del linguaggio umano. I segni linguistici possono essere trasmessi attraverso il canale fonico-acustico e il canale visivo o grafico, ma il canale orale è prioritario rispetto a quello scritto.
Trasmissibilità culturale
→ la lingua viene tramandata per tradizione all’interno di una società come uno dei fatti costitutivi della cultura di quella società. I bambini imparano la lingua che è propria dell’amb
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Scala, libro consigliato Linguistica generale Le lingue e il linguaggio…
-
Riassunto esame Glottologia, prof. Vayra, libro consigliato Le lingue e il linguaggio, Graffi, Scalise
-
Riassunto esame Linguistica generale, Prof. Di Pace Lucia, libro consigliato Le lingue e il linguaggio, Scalise, Gr…
-
Riassunto esame Linguistica generale, Prof. Cotticelli Paola, libro consigliato Le lingue e il linguaggio, Graffi, …