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Ludovica Cascino A.A. 2022/2023 Giornalismo internazionale

14/02/23 - Lezione 1

È importante comunicare per iscritto nella maniera più corretta possibile, ciò vuol dire:

  • Fare attenzione agli errori ortografici;
  • Ricordare chi è il nostro interlocutore e, di conseguenza, impostare il registro linguistico più adeguato;
  • Mantenere coerenza nei tempi verbali;
  • Rileggere sempre con spirito critico.

(1) Giornalismo d’informazione (2) Giornalismo d’opinione, il giornalismo si può dividere in giornalismo d’informazione e giornalismo d’opinione, in questo corso ci si occuperà solo del giornalismo d’informazione.

Giornalismo d’informazione = consiste nella mediazione tra la fonte e il destinatario dell’informazione => il giornalista diventa il mediatore che deve comunicare una fonte (primaria o secondaria) al lettore/fruitore del suo scritto.

Processo di produzione dell’informazione, passaggi riferiti alle fonti:

  • 1) Ricerca;
  • 2) Gestione;
  • 3) Selezione.

Fatto ≠ Notizia → il fatto non è notizia ma può diventarlo.

La notizia per il giornalista equivale al bene di produzione per un’azienda, ciò che può essere venduto => estremamente importante, deve sempre essere presente.

Per diventare notizia => per essere “notiziabile”, il fatto deve possedere determinati requisiti:

  • Tempo e attualità del fatto;
  • Pubblico interesse, che dipende dalla comunità che risulterà interessata alla notizia;
  • Vicinanza fisica;
  • Importanza dei protagonisti (che varia a seconda del giornale che sta proponendo la notizia => Regina Elisabetta II o un tronista di “Uomini e Donne”);
  • Inusualità.

Esistono poi anche altri criteri da tenere in considerazione, che hanno a che fare con la sfera emotiva di chi riceverà la notizia: chiarezza (perché il fatto chiaro è più semplice da scrivere e da leggere => da vendere), personalizzazione, provenienza, ripetitività, conflittualità, emotività, drammaticità, sessualità, progresso, servizio.

Criterio fondamentale è anche quello della negatività = il criterio che funziona meglio, una notizia che racconta negatività viene sempre pubblicata per diverse ragioni tra cui il riuscire a consolare il lettore, che spesso penserà: “C’è sempre di peggio rispetto alla mia condizione”.

Non esiste l’oggettività pura perché per interesse si tende a focalizzarsi su determinati aspetti più di altri.

Categorie del giornalismo d’informazione

Giornalismo d’informazione, esistono varie categorie:

Cronaca: *

  • Resoconto: il classico articolo di cronaca, racconto di eventi basati su fonti (ANSA);
  • Reportage: un resoconto allargato, con sfumature più letterarie; tipico degli inviati e dei corrispondenti;
  • Inchiesta: un’indagine su uno o più fatti, con tempi di costruzione più lunghi rispetto al resocontato (simili invece a quelli del reportage); rischi = lavoro sul campo, mettersi contro qualcuno => si rischia che poi la redazione non la voglia pubblicare;
  • Intervista: botta e risposta con uno o più personaggi. Bisogna sapere con chi si sta parlando (fare ricerche), con quale scopo lo si sta intervistando. Dare del tu pareggia la situazione ma è meglio mantenere distanza (generalmente comunque in ambito politico/scientifico danno del lei mentre in ambito sportivo/di spettacolo del tu). Le interviste si fanno anche agli spettatori oculari di fatti. Parafrasare è molto rischioso, è più “sicuro” citare.

* cronaca bianca = informazioni istituzionali, esiste anche la cronaca nera, rosa…

Biografia/coccodrillo → biografia tipicamente di persona in vita, coccodrillo di una persona morta => è una forma di necrologio → un articolo che riporta la vita di una persona che è mancata da poco. I coccodrilli non vengono scritti quando servono, tutte le redazioni hanno biografie e coccodrilli di personaggi importanti, pezzi già pronti. Anche le biografie esistono già e al momento della pubblicazione si interviene per modificare alcune parti.

Feuilleton (romanzo d’appendice) → di intrattenimento → romanzi pubblicati a pezzi sul giornale, un capitolo a settimana. In voga fino agli anni ‘70 via via assottigliatosi.

15/02/2023 - Lezione 2

Giornalismo d’opinione, l’opinione è sempre espressa in modo pacato (la volgarità non è di competenza del giornalista):

  • Editoriale / articolo di fondo → esprime un punto di vista, normalmente quello del giornale sul quale è pubblicato => di solito a firma del direttore del giornale o di un altro notissimo giornalista. In alcuni casi (trattando argomenti molto specifici) si può richiedere l’intervento di una voce esterna all’ambito giornalistico (es. grandi giuristi costituzionalisti, economisti, accademici… comunque nomi noti all’interno del proprio campo di studio);
  • Corsivo → tipicamente un articolo di opinione sempre a firma di un editorialista, ma tratta di un fatto puntuale ed è scritto in modo breve. Si chiama così perché scritto in corsivo (tipo italics). Può cambiare nomi tra i giornali (Amaca su Repubblica, Caffè sul Corriere della Sera). Si distingue dall’editoriale anche per il registro linguistico perché non si usa linguaggio scientifico ma più ironico, è un articolo pungente che dovrebbe far sorridere su un argomento amaro => il corsivo è caratterizzato da brevità e ironia. Spesso si occupa di fatti non molto noti;
  • Rubrica → un appuntamento fisso, è un genere che passa su vari mezzi di informazione (radio, giornali, tv); è uno spazio in cui quel mezzo si confronta con i propri lettori che hanno modo di interloquire con il giornalista su un tema individuato dalla rubrica;
  • Elzeviro → nasce in Olanda → si occupa a tutto tondo di cultura => articolo di fondo => simile all’editoriale, che però si occupa di cultura → non c’è una definizione univoca di cultura (arte, riforme università…), quindi è un qualcosa di più ampio e sfumato.

Scrivere una voce enciclopedica

Scrivere una voce enciclopedica (come anche una tesi di laurea):

  • Inserire voci che abbiano già una rilevanza nel proprio campo: Wikipedia è un’enciclopedia e non una raccolta indiscriminata di informazioni.
  • Basarsi sempre più fonti e esplicitarle in maniera esatta e completa.
  • Non limitarsi a una parafrasi dei testi di riferimento: individuare i concetti e i dati principali e rielaborarli con parole proprie.
  • Utilizzare un linguaggio il più possibile semplice e uno stile lineare: la voce è destinata ad essere letta da tutti.
  • Definire con precisione e asciuttezza il tema della pagina: l’incipit è fondamentale per permettere a chi legge di valutare se le proprie competenze sono sufficienti per affrontare l’argomento.
  • Quando è indispensabile usare termini tecnici fare ricorso ai wikilink, inserendo collegamenti a pagine già esistenti per permettere ai non esperti di documentarsi.
  • Rispettare il diritto d’autore: non utilizzare materiale che viola il copyright altrui e caricare immagini con una licenza d’uso il più possibile libera.
  • Su Wikipedia tutto ciò che si scrive è modificabile, quindi si può sempre riparare agli errori.

16/02/2023 - Lezione 3

Le fonti:

  • In linea generale si dicono fonti primarie le informazioni “di prima mano” su un dato argomento. Questa definizione può cambiare a seconda dell’ambito disciplinare. Sono fondamentali perché rendono una notizia nuova. Rischi = estrapolare dei concetti da interi discorsi.
  • Sono invece dette fonti secondarie (più semplici da utilizzare) quelle che analizzano e rielaborano le informazioni contenute nelle fonti primarie e che per questo sono anche chiamate “letteratura critica/scientifica” (es. testi scritti da altri studiosi, elaborazioni, analisi e interpretazioni). Rischi = darsi di ciò che è stampato senza avere spirito critico. In generale le fonti secondarie sono produzioni scientifiche che si sono basate su fonti primarie precedenti.
  • «Una tesi studia un oggetto avvalendosi di determinati strumenti. Molte volte l’oggetto è un libro e gli strumenti sono altri libri. In altri casi l’oggetto di studio può essere un fenomeno reale, quindi la fonte primaria non è ancora un documento scritto. È il caso per esempio dello studio di fenomeni sociali. Le fonti primarie saranno costituite da dati statistici, interviste, fotografie mentre le fonti secondarie saranno sempre documentazione scritta, magari articoli di giornale e documentazione varia piuttosto che libri e articoli scientifici» (Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea, 10 ed., Milano, Bompiani, 1995).

Rischi (citazioni del passato che risultano ancora attuali):

  • “Il giornalismo è il luogo ove uno passa la vita a parlare di cose che ignora e a tacere le cose che sa” (K. Kraus). Giornalista che può essere forzato a non scrivere di argomenti scomodi (soprattutto nei regimi);
  • “Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più” (G. Flaubert). I giornalisti non davano la possibilità di occuparsi di immagini e fatti più ampi.
  • “I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico” (O. Wilde).

I limiti alla libertà della manifestazione del pensiero

I limiti alla libertà della manifestazione del pensiero:

Invenzione stampa → i libri prima erano solo scritti a mano ed erano merce preziosissima => non viaggiavano. Quando iniziano ad essere stampati diventano non più beni di lusso ma beni di consumo.

Censura preventiva → applicata da parte di un papa dato che i libri possono essere facilmente stampati, nello Stato Pontificio, un libro, per essere stampato, deve prima essere considerato “adeguato” da una commissione pontificia (= deve necessariamente ottenere l’“imprimatur”).

Sui libri che arrivavano dall’estero, però, lo Stato Pontificio non poteva applicare la censura preventiva => viene pubblicato l’elenco dei libri proibiti (tra i primi vengono inseriti quelli di Galileo).

Aumentando la produzione stampata va a crearsi l’opinione pubblica (ovviamente nel ‘500/‘600 era limitata ad una certa parte della popolazione per via dell’analfabetismo) => l’opinione pubblica ha interesse a rimanere informata e di conseguenza alimenta la stampa stessa => si crea un rapporto biunivoco tra stampa e opinione pubblica, che si sostengono a vicenda.

Ma stampa pubblica e opinione pubblica potevano aumentare idee e opinioni politiche difformi da ciò che il potere politico del tempo avrebbe voluto.

La censura può avere intensità differenti. (Moderatore = richiede di moderare toni e linguaggio, ma il suo scopo non è censurare).

Censura = opposto della libertà di stampa → prima Nazione che sente il bisogno di limitare la censura è l’Inghilterra (uno dei Paesi più liberali d’Europa).

Milton (autore di “Paradise Lost”) stampa un pamphlet politico “Sulla libertà di stampa”.

Dall’Inghilterra, nel corso del ‘600 arrivano le prime istanze sulla libertà di stampa → 1688 → Glorious Revolution → scopo di avvicinarsi di più al liberalismo con questa la Nazione guadagna un buon livello di libertà di stampa rispetto agli altri paesi europei. (Nell’800 in Inghilterra si rifugiarono molti rivoluzionari europei perché era nota la grande libertà di stampa adottata nel paese >> uno di questi rivoluzionari fu Mazzini).

Altro esempio è la Francia → ‘700 = secolo dei lumi (ragione dell’uomo) → libertà di stampa inizialmente faticosa per via dei Borboni.

Dato che per conoscere e ampliare la propria RAGIONE bisogna avere la possibilità di leggere, una delle lotte dell’illuminismo si occupa della libertà di stampa → “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadini” (1789) → a chiunque dev’essere riconosciuta la massima libertà di espressione, fatto salvo il rispetto dell’altrui libertà => ci si può esprimere come si ritiene dicendo ciò che si vuole, senza ledere però la libertà altrui, la necessità è infatti la convivenza.

Questo principio rimane fondamentale in Francia (poi con Napoleone viene anche importato nel resto d’Europa) ma poi >> 1814 (sconfitta di Napoleone) → Consiglio di Vienna → Restaurazione = si vuole restaurare ciò che c’era prima di Napoleone e della Rivoluzione => ritorno alla censura e alla limitazione della libertà di stampa.

Italia → 1846 lo Stato Pontificio introduce la libertà di stampa (anche se con molti limiti) + Statuto Albertino (1848-1948) anch’esso pone maggiore possibilità di stampare liberamente (sempre nei limiti del rispetto dell’ordine pubblico, limiti che sono dettati dal sovrano/governo perché sono loro a stabilire cosa sia l’ordine pubblico) => riconoscimento dell’idea di libertà di stampa con però l’aspetto del mantenimento dell’ordine pubblico.

Inizio ‘900 in Italia la libertà di stampa è limitata ma presente → ci sarà poi un restringimento di essa in tutti i paesi coinvolti nel primo conflitto mondiale => i giornali iniziano a dover essere attenti a ciò che pubblicano perché generalmente nessuno vuole andare in guerra a morire => il governo deve vendere l’idea che lo sforzo bellico sia necessario per far star meglio tutti => non vanno pubblicate notizie sulla brutalità della guerra o sulla sorte di coloro che non accettano di arruolarsi.

La propaganda in tempi di guerra deve sempre mostrare la bontà della guerra che si sta conducendo e il grande eroismo di chi prende parte al combattimento (=> si parla del buon funzionamento degli ospedali da campo e del sistema di approvvigionamento anche se in realtà tutti stavano vivendo un periodo terribile).

1918 → iniziano a morire soldati e crocerossine per via della Spagnola => se si ammalano i più giovani che sono proposti come simboli di eroismo, salute e perfezione, l’influenza inizia a far notizia => tutti i Paesi coinvolti nel conflitto impediscono la pubblicazione di questa prima manifestazione dell’influenza perché la guerra si stava concludendo con fatica immensa, impiego di grandi somme di denaro e il tutto per conquistare il nulla più assoluto, di conseguenza non si poteva anche annunciare che per via di questa guerra si fossero infettati tutti (influenza che era stata portata dai soldati americani) => non potevano demoralizzare ancora di più gli animi, ciò avrebbe causato una rivoluzione sicura.

Gli unici a parlare dell'influenza sono i giornali spagnoli perché la Spagna non era coinvolta nel conflitto => può scriverne liberamente (dandone la notizia, l’influenza prende il nome di “Spagnola”) => la censura si amplia quando il principio di ordine pubblico diventa più ferreo.

1922 → marcia su Roma → inizia il ventennio fascista → per la libertà di stampa sono fondamentali gli anni tra 1925 e 27 con la pubblicazione delle “Leggi fascistissime” → il Fascismo, comprendendo l’importanza di stampa e cultura, crea il Ministero della cultura popolare → tutto ciò che afferisce la cultura popolare sta dentro quel ministero, che inventerà le “Veline” = foglietti di carta velina su cui è scritto ciò che i giornali devono riportare => i giornali devono dire ciò che il fascismo vuole che essi dicano => ciò che Mussolini vuole.

In Italia infatti al tempo del Fascismo non esiste la cronaca nera perché l’idea è convincere tutti che il regime sia PERFETTO, che tutti stiano benissimo => nessuno ha necessità di delinquere in una società “perfetta”.

Mussolini riesce a compiere tutto ciò perché lo fa gradualmente: prima abolisce i partiti di opposizione e tutto ciò che fanno (compresa la stampa dei volantini dati dai comunisti fuori dalle fabbriche); vengono proibiti molti libri → si esalta la cultura classica della tradizione e della centralità del mondo latino; si riesce di meno a influenzare la stampa sportiva → Mussolini sceglierà però calcio e ciclismo per mandare i propri messaggi → gli sportivi rappresentavano il grande “eroe latino” => dovevano essere presentati tutti in un certo modo => anche gli sportivi, così come i giornali e i libri, subiscono una censura preventiva in modo che ai giornali sportivi fosse lasciato obbligatoriamente il racconto solo di sportivi perfetti, che vincono e che sono dei buoni fascisti.

La stampa illegale nasce comunque in Italia e dà la possibilità di costruire delle prime reti di oppositori prima del 1943 (quando viene fondato il “Comitato di liberazione nazionale”). Germania → Il tipo di si

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LudoCasci7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giornalismo internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Piccardo Lara.
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