FILOSOFIA DEL DIRITTO
Prof. Vito Velluzzi – Anno 2025-26. Corso A-K, Giurisprudenza, Università cattolica del Sacro Cuore.
Introduzione
“
Perché studiare la filosofia del diritto per formarsi come giuristi?"La filosofia del diritto va studiata perché aiuta il
giurista a capire che cos’è davvero il diritto, non solo come si applica. Il diritto non è solo un insieme di norme, ma è un
fenomeno che deve comprendere sé stesso:“il diritto alla ricerca di sé stesso”significa proprio questo.
“Qual è il ruolo della filosofia del diritto?”→La filosofia del diritto si occupa di domande fondamentali come:che
cos’è il diritto? perché esiste? che rapporto ha con la giustizia, la morale, la società?
Il compito del filosofo del diritto ècontribuire a dare senso e fondamento al diritto
, chiarendo i suoi concetti essenziali
(norma, obbligo, giustizia, autorità, sanzione).
➔
Il filosofo del dirittoè anch’egli un giurista
: non appartiene a un ambito separato.
➔
Filosofia del diritto e diritto positivo non sono due mondi diversi, madue prospettive complementari
: una
applica le norme, l’altra ne cerca il significato.
D
EFINIZIONE DI DIRITTO:“il diritto è un fenomeno linguistico, istituzionale, autoritativo e rivolto al
soddisfacimento dei bisogni e interessi dei consociati.”
1. FENOMENO LINGUISTICO
★
Le leggi sono testi, documenti, enunciati e sono la fonte del diritto.
★
Il diritto è un fenomeno necessariamente linguistico, perché chi lo produce, crea parole ed enunciati. È un
fenomeno linguistico complesso perché non esistono soltanto testi prodotti dagli organi, che costituiscono
fonti del diritto: l'insieme dei testi e documenti rilevanti è molto ampio.
★
Ad esempio, contratti scritti sono testi con rilevanza giuridica. Esistono norme giuridiche che dicono
cos'è un contratto e stabiliscono che, se le due parti lo concludono, sono vincolate da esso. Se si viene
meno, ci sono conseguenze giuridiche.
★
E chi è che decide chi ha torto e chi ha ragione ? il giudice, il quale conclude una sentenza, anch’essa un
testo scritto, un documento.
★
Tutti i soggetti che operano nel diritto producono documenti ed enunciati, ed è con questi che i consociati
si confrontano
2. FENOMENO ISTITUZIONALE
★
Il diritto esiste anche attraverso organi, apparati e istituzioni istituiti dallo stesso diritto, che gestiscono.
★
Ci sembrerebbe strano parlare di diritto senza istituzioni autorizzate a produrre nuove norme giuridiche.
3. FENOMENO AUTORITATIVO
★
Il diritto ha a che fare con l’autorità e il potere. e’ questione di norme giuridiche: ci si aspetta che
prescrivano e indichino ai consociati quali comportamenti tenere o evitare. Il diritto dà comandi.
★
Non tutte le norme giuridiche sono prescrittive.
★
Nel diritto esistono soggetti incaricati di esercitare il potere.
★
Chi ha il potere di fare le leggi? Parlamento, consigli regionali, ecc.
★
Il diritto è anche misura dell’autorità e del potere, perché li fonda, ne garantisce la legittimazione e ne
stabilisce i limiti.
4. SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI E DEGLI INTERESSI DEI CONSOCIATI
★
Noi siamo soggetti alle norme giuridiche italiane.
★
Attraverso il diritto si realizzano gli interessi e si soddisfano i bisogni dei consociati.
La filosofia del diritto si lega al mondo del diritto in due maniere:
❖
Riguardo alcompito del filosofo del diritto
❖
Perché ilfilosofo del diritto èa sua voltaun giurista
“
Il diritto è un fenomeno linguistico”→ Laleggeè unafontedel diritto
. Ma cosa sono le leggi? Testi, documenti ed
insieme di enunciati con il loro significato. Il diritto è un fenomeno linguistico complesso perché non ci sono soltanto i
testi, documenti prodotti da organi competenti che costituiscono la fonte del diritto. L’insieme dei testi e documenti è
molto ampio, articolato e complesso. I contratti scritti sono testi che hanno rilevanza giuridica, hanno una base giuridica
perché ci sono norme giuridiche.
Il giudice si esprime attraverso le procedure, i processi, ma l’atto conclusivo del suo lavoro è la sentenza che è un testo
scritto.
Dispositivi e motivazione →costituiscono lasentenza.
● DISPOSITIVOè ciò che si dispone;
● laMOTIVAZIONEè il motivo della sentenza.
“Il diritto è un fenomeno istituzionale”→ Identifichiamo il diritto anche attraversoorganieapparenti istituiti dallo
stesso dirittoperché sono apparati cheproducono o gestiscono il diritto.
“Il diritto è un fenomeno autoritativo”→ Ha a che fare con l’
autorità
, con ilpoterein molti modi.
Il diritto è questione anche diNORME GIURIDICHE.Ci misuriamo con norme perché esse sonoPRESCRITTIVE,
cioè dicono alle persone che comportamentodevono o non devonoavere.
MA→Non tutte le norme però sono prescrittive
. Nel diritto ci sono soggetti incaricati di esercitare un certo
potere e dotati di autorità.
“
Il diritto è regolato al soddisfacimento dei bisogni e interessi dei consociati”→Noi siamo dentro l’
ordinamento
giuridico italianoe quindi siamo soggetti alle norme giuridiche di esso. Attraverso il diritto riteniamo che debbano essere
soddisfatti gli interessi dei consociati
I
l diritto attribuisce ai soggetti anche delleposizioniche sonopretese (o situazioni giuridiche) soggettive
, cioè
strumenti giuridiciche possono essere funzionali allarealizzazione dei loro interessi e dei loro bisogni
. Il diritto, quindi,
non è solo un sistema di regole astratte, ma unmezzo concretoche le persone possono usare pertutelarsieagirenella
società.
Lafilosofia del dirittopuò essere intesa come unlaboratorio concettuale,perché si occupa dell’analisi e della
chiarificazione deiconcetti giuridici
, cioè degli strumenti utilizzati nell’operare dellascienza giuridica
.
>> Esempio
:fonte del diritto
La filosofia del dirittonon studia l’
ordinamento concreto delle fonti in un determinato sistema giuridico(come fa il
diritto costituzionale), ma si occupa del concetto di fonte del diritto in generale
.
L’elaborazione dei concetti, tuttavia, non è puramente astratta: essa richiede di esserecostantemente messa alla prova
attraverso i dati dell’esperienza giuridica concreta.
S
TRUMENTI DI LAVORO DELLA FILOSOFIA DEL DIRITTO
1.LE DEFINIZIONI
● COS'È UNA DEFINIZIONE?
Unadefinizioneè unenunciatocomposto da un insieme di parole attraverso il quale attribuiamo unsignificatoa
un termine
● DEFINIZIONI LESSICALI (O INFORMATIVE)
Idizionariraccolgono le definizionilessicali,cioè quelle che registranogli usi effettividi una parola all’interno
di una determinata comunità linguistica e in un determinato momento storico.
>> Esempio:La parolaalberopuò indicare:
● una pianta
● un albero genealogico
● un albero motore
Questi significati non sono altro chediversi usi linguisticidella stessa parola. (I dizionari possono essere migliori
o peggiori a seconda della qualità e della completezza con cui registrano tali usi.)
● DEFINIZIONI STIPULATIVE
Accanto alle definizioni lessicali, esistono ledefinizioni stipulative
, con cuisi stabilisce intenzionalmente
quale significato attribuire a una parola in un determinato contesto.
>> Esempio:
● le definizioni nellatavola periodica degli elementi
● i simboli e le formule scientifiche
I
n questi casi il significato non viene descritto, mafissato
.
●
RIDEFINIZIONI O DEFINIZIONI ESPLICATIVE
Una particolare forma di definizione stipulativa è costituita dalleridefinizioni(o definizioni esplicative).
Esse:
● partono da una definizione preesistente (di solito lessicale)
● lamodificano o precisano
● la rendono piùrigorosa e puntuale
>> Esempio giuridico:
Nel linguaggio ordinariocontrattoè spesso sinonimodiaccordo
. NelCodice civile
, però, l’
art. 1321stabilisce
che:“Il contratto è l’accordo di due o più parti…”
Questa è unaridefinizione esplicativa
: parte dalsignificato comune di contratto, ma lo specifica giuridicamente.
2
.DISTINZIONE TRA LINGUAGGIO E METALINGUAGGIO
Illinguaggioè composto da parole ed enunciati epuò:
● parlare delmondo
● parlare diun altro linguaggio
Quando un linguaggio ha come oggetto un altro linguaggio, si parla dimetalinguaggio
.
● Illinguaggio soggettoè il linguaggio di cui si parla.
● Ilmetalinguaggioè il linguaggio che parla di unaltro linguaggio.
>> Esempio:
● Dire“il gatto dorme”
→ linguaggio che parla del mondo
● Dire“La parola ‘gatto’ ha cinque lettere” →metalinguaggio
● META-GIURISPRUDENZA
Lameta-giurisprudenzaè il discorso filosofico cheriflette sulla scienza giuridica
.
La scienza giuridica produce testi normativi, sentenze, dottrine: tutteentità linguistiche.
La filosofia del diritto parla di questi testi, quindi opera a livellometalinguistico
.
3.DISTINZIONE TRA MOTIVI E RAGIONI
● MOTIVI
Imotivisono gli elementi:
● psicologici
● emotivi
● soggettivi
chespieganoperché una persona ha agito in un certomodo,spieganoun comportamento.
● RAGIONI
Leragionisono gli elementi che:
● Giustificanouna decisione
● la rendono razionalmente difendibile
Le ragionigiustificano
, non spiegano.
● AMBITO GIURIDICO
Nel diritto, lamotivazione di una sentenzanon riguardai sentimenti del giudice, ma leragioni giuridichedella
decisione.
Le sentenze sono motivate perché:
● adduconobuone ragioni
● giustificano la decisione adottata
Abdurre ragionisignifica indicare gli elementi cherendonogiustificatauna decisione, non spiegare
psicologicamente perché è stata presa.
C
OS’È UN ENUNCIATO?
Un enunciato è uninsieme di paroledotato diformegrammaticalmentecompiutacheafferma qualcosa,ilquale può
essereveroofalso.
1
. DISTINZIONE TRA ENUNCIATI EMPIRICI O SINTETICI ED ENUNCIATI ANALITICI
Enunciato Empirici (o Sintetici):Tratti caratteristici:
● Vertono sui fatti
. Quindi, possono essereveriofalsiin virtù della loro relazione con il mondo.
>
> Esempio: “la neve è blu”
È unenunciato empiricoperchéverte sui fatti
, maèfalsoperché laneve è bianca
. Se parametriamo
questo enunciato possiamo dire che è falsa perché se osserviamo il mondo possiamo dire che è bianca.
● Sono quelliattraverso cui riceviamo informazionisul mondovereofalsee hanno unanatura informativa
,
accrescono la nostra conoscenza.
Enunciato Analitici:Tratti caratteristici:
● Non vertono sui fatti.Sononecessariamente verionecessariamente falsi.
● Sono necessariamente veri o necessariamente falsinon in virtù diuna qualcherelazione con il mondo
,bensìin
virtù della lorostruttura logicaoppuredellorosignificatoche si suppone condiviso.
>> Esempio: “Tizio è o vivo o non vivo”(
necessariamentevero.
) oppure“Caio è vivo e morto”
(
necessariamente falsa
)
>> Esempio:“
scapolo
” = una persona di sesso maschileche non è sposato. Un enunciato che dice che
tutti gli scapoli sono sposati è un enunciato analitico necessariamente falso, perché viene contraddetto.
Laddove gli enunciati analitici sono necessariamente veri sonotautologici
, cioènon aggiunge niente sulmondo.Se
sono necessariamente falsi sono contraddittori.
2
. DISTINZIONE TRA ENUNCIATI DESCRITTIVI ED ENUNCIATI PRESCRITTIVI
Enunciati descrittivi
: Descrivono la realtà attraversoparole o enunciati e si valutano veri o falsi in relazione alla loro
corrispondenza ai fatti.
Teoria della verità come corrispondenza→Sostieneche un enunciato è vero quando ciò che dice corrisponde ai
fatti del mondo reale.
○ Un enunciato èverosecorrisponde ai fatti del mondo
,
○ Èfalsosenon corrisponde alla realtà
.
La verità si misura confrontando le parole con il mondo reale.
>> Esempio pratico:
● Enunciato
: “
La neve è bianca
.”
→ guardo il mondo (
il fatto
)
→ se la neve è effettivamente bianca, l’
enunciatoè vero
.
● Enunciato
:“Il mare è verde fluorescente.”
→non corrispondeai fatti.
→è falso
.
E
nunciato prescrittivi o prescrizioni:Sonoenunciatiche prescrivono
, cioècomandare, obbligare, vietare
.Un
enunciato prescrittivo è un enunciato che vuoleinfluiresui comportamenti
. Le prescrizioni possono essereespresse
vietando comportamenti e comandando altri comportamenti.
Formulati con la presenza di tipodeontico“devi”,“cioè”riguarda lemodalità del dovere
.
È differente la loro struttura linguistica degli enunciati, è una spia/elemento della loro natura e della funzione
Noi possiamo trovarci davanti ad enunciati che sono formulati all’indicazione ma non sono descrittivi.
>> Esempio:Il Codice Penale all’
articolo 575vietaepunisce l’omicidio
.
“Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno.”
La struttura sintattica è un indicatore, ma, per capire la sua natura e funzione, dobbiamo guardare glielementi di
contesto
.
Enunciatidescrittivieprescrittivisi rivolgonoa destinatari in maniera differente
. Quellodescrittivosi rivolge al
destinatario dell'enunciato volendo indirecome stannole cosequindiin termine di informazione
, quelliprescrittivi si
rivolgono al destinatario affinchétenga un certocomportamento
, diconocosa deve o non deve fare.
Valutiamo un enunciatodescrittivocomeveroofalso
,mentre per quelloprescrittivoinvece ci è utilevalutare se siafelice
oinfeliceoppure chiamativalidioinvalidi
.
Possiamo guardare questa distinzione e capire che può esaurire il quadro degli usi del linguaggio, perché noi con il
linguaggio possiamo fare altre cose non solo descrivere o prescrivere.
A volte gli enunciati che proferiamo potrebbero contenere al di là della sua natura una qua
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Filosofia del diritto, Prof. Velluzzi Vito, libro consigliato Filosofia del diritto - lezioni, Ricc…
-
Riassunto esame filosofia del diritto, prof. Velluzzi, libro consigliato Filosofia del diritto positivo, Guastini
-
Riassunto esame Filosofia del diritto, Prof. Di Lucia Paolo, libro consigliato Filosofia del diritto, lezioni, Ricc…
-
Riassunto esame Filosofia del diritto, prof. Durante, libro consigliato il positivismo giuridico contemporaneo, Sch…