P
SICOLOGIA E DIRITTO
Giudizio= termine polisemico, ovvero che assume varisignificati:
- qualsiasi affermazione che esprime un’
opinione/valutazione
.
- indica anche qualsiasi forma didecisione(es: sceltadi un giudice tra la tesi dell’accusa e quella della
difesa).
- inpsicologia: insieme diprocessi mentaliche consentonodisoppesare il valore soggettivoe le
conseguenze delle singole alternativedi azione.
- indiritto: sinonimo didecisioneche pone fine aduna controversia (=verdetto
); ma ancheprocesso
(o dibattimento) che consente di arrivare alla decisione.
La polisemia del termine giudizio haradicilontane:
- fino al XIII sec., la parolaiudiciumera utilizzataper indicare sia il processo sia la decisione conclusiva.
- dal XVII / XVIII sec., si è cominciato a distinguere tra giudizio come decisione e processo che lo
prepara (chiamatoprocessus
).
Nonostante questa evoluzione, il termine giudizio continua ad essere usato in modo polisemico. Infatti, il
legislatore utilizza spesso espressioni comegiudizioabbreviatoogiudizio immediato(come sinonimo di
processo). La stessa ambivalenza si riscontra come sinonimo di decisione.
L’area di studiodel giudizio è molto vasta e i giuristil’hanno indagata in ogni suo tratto:
- diritto privato:regoleda applicare nellecontroversieprivatistiche
.
- diritto civile:regoleda applicare neiprocedimenticivili
.
- diritto penale:regoleda applicare neiprocedimentipenali
.
- diritto commerciale:regoleda applicare neiprocedimentiamministrativi
.
I giuristi applicano3 metodiper indagare questaarea sono essenzialmente:
- m. formali
: accertano l’esistenza delle norme neldiritto vigente.
- m. razionali
: si occupano dellagiustezzadi una normagiuridica (valori etici).
- m. storico-sociologici
: analizzano lerelazioni tradiritto, società e storia.
Gli studi condotti dai giuristi hanno permesso di analizzare pressoché tutta l’area del giudizio.
T
uttavia, vi è un settore che per molto tempo non è stato esplorato: ciò che avviene nella mente di avvocati e
giudici nel corso del giudizio (inteso come processi di pensiero implicati nel giudizio e nella testimonianza).
Questo ritardo è dovuto al fatto che l’indagine scientifica della mente è una questione recente.
Difatti, Wolf è la prima ad usare il termine di “psicologia” (fine 1700s). A fine del 1800s si comincia poi a
parlare di unapsicologia scientifica
. Iparadigmidella psicologia scientificahanno a lungo ostacolatolo
studio dei processi mentali:
- paradigma comportamentista(Watson): il comportamentoumano è dominato daassociazioni
stimolo-risposta, regolate daricompenseepunizioni
.(Condizionamento classico e operante). La
psicologia deve quindi occuparsi solo delcomportamentomanifesto(
osservabile
). Ilvantaggioè
che si imponeva un certo rigore empirico; mentre losvantaggioè che si escludevano dall’indagine tuttii
processi che accadevano nella mente.
Nel XX sec. emerge un nuovo campo di indagine: lescienze cognitive
. In questo campo viene propostoun
nuovo paradigma concettuale, usato per analizzareilpensiero
. L'oggetto di studio della psicologiasi sposta
quindi dal comportamento osservabile aiprocessi cognitiviinterni
.
L
’approccio alla psicologia basato sullametaforadel compute come elaboratore di info. La mente infattiviene
considerata come un sistema che acquisisce info, le elabora e le codifica, le immagazzina e infine le recupera
per lo svolgimento dei diversi compiti richiesti.
I
l manifesto del cognitivismo è il volumePsicologiacognitivista di Neisser(1967), in cui si dice chetutto
quello che sappiamo della realtà è stato mediato non solo dagli organi di senso, ma da sistemi complessi che
interpretano continuamente l’info fornita dai sensi.
Questiprocessi cognitiviinterni non sono direttamenteosservabili:devono essere inferitidal
comportamento del soggetto.
I
l cambiamento di paradigma ha permesso di elaborare modelli sofisticati per il funzionamento del sistema
cognitivo. Un modello di fondamentale importanza è ilmodello modale della mente
. Questo modello descrive
ilflusso delle info, dall'entrata nel sistema finoall’eventuale archiviazione nelmagazzinopermanente.
Il modello include infatti3 tipi di magazzini dimemoria:
- m. sensoriale
: mantiene l’info sensoriale in entrataperfrazioni di secolo.
- m. di lavoro
: è acapacità limitata, ed è responsabiledelpensiero cosciente.
- m. a lungo termine
: immagazzina concetti, fatti eprocedure in manierapermanenti.
I sistemi di memoria hannodue proprietà, che hannodelle conseguenze sui processi di giudizio e decisione:
- capacità limitata della memoria di lavoro
: spiegaalcuni errori di ragionamento, e molte distorsioni
del giudizio e della decisione. March e Simon (1958) spiegano infatti il concetto dirazionalità limitata
,
dicendo che la capacità limitata della memoria di lavoro implica l’impossibilità di produrre risposte
ottimalialle domande dell’ambiente, e imponevincolialla uantità di info che può essere analizzataper
poter prendere decisioni ottimali.
- quantità di fatti e procedure immagazzinati nella MLT
: rende conto delle differenze di prestazione
tra decisori con diversaexpertise(=esperienza inmerito ad un determinato campo). I professionisti e i
principianti differiscono nella capacità di organizzare in maniera efficiente le info nella MLT.
E
bbinghaus(1885) fece i primi studi scientifici sullamemoria, i quali comprendevano tecniche volte ad
analizzare i meccanismi di base della memoria, evitando variazioni nell’ambiente di apprendimento ed effetti
delle differenze individuali nel background di conoscenze. Egli sottopose se stesso aprove ripetute in
condizioni controllate(es: facendo i test di richiamolo stesso momento della giornata). In particolare,
Ebbinghaus utilizzòmateriali neutri, come itrigrammisenza senso(compito: apprendere liste di 16 trigrammi
e poi reimparare ogni elenco dopo un intervallo variabile tra 21 minuti e 31 gg. Lamisura di oblioè misurata
nella quantità di prove necessarie per reimparare perfettamente ciascun elenco). Ebbinghaus ottenne così3
risultati:
- conferma dell’
ipotesi del tempo totale di apprendimento
:la quantità di materiale appresoaumenta
linearmente con il tempo impiegato nell’apprendimento.
- curva di posizione seriale
: tendenza aricordare megliogliitem collocati all’inizio(
effetto primacy
)e
alla fine(
effetto recency
) della lista, rispettoa quelli nel centro.
- lapratica distributivaproduceeffetti miglioridellapratica massiva
: le prestazioni di memoria sono
superiori se l'apprendimento è distribuito su 2 gg piuttosto che essere concentrato in una sola giornata.
Ebbinghaus ha inoltre rilevatoleggi e funzioni chesi riferiscono a tutta la memoria. Es: gli avvocatisanno che
le argomentazioni più significative vanno poste all’inizio e alla fine del discorso.
I
n tempi più recenti, la ricerca ha registrato uncrescente coinvolgimento dellaneuroscienze
. Si cercadi
comprenderequali aree cerebrali siano coinvolte nelragionamento, nella decisione, nelle emozioni. Sicerca
inoltre di valutarein che modo queste aree interagisconoquando si devono prendere dei giudizi.
Le neuroscienze introducono nuovevariabiliallo studiodei processi coinvolti nella decisione:
- integrazione dellecomponenti emotivo-affettive
: ledecisioni e i giudizi sono influenzati dallearee
cerebrali coinvolte nella regolazione delle emozioni(più che nella cognizione).
- opposizione traprocessi automatici
, paralleli e involontarivs.processi controllati
, seriali e volontari.
Kahneman propone l’opposizione trasistema 1(primitivoed emozionale,pensieri veloci, giudizi
espressi con impulsività basandosi su pochi dati) esistema 2(evoluto e razionale,pensieri lenti,
espressi con cautela e basati su molti dati).
N
egli ultimi anni, gli studiosi del diritto hanno avuto accesso a una vastità di acquisizioni sul modo in cui gli
individui ragionano e decidono. Vi è una solida base scientifica per esplorare cosa avviene nella mente di
giudici, avvocati, testimoni quando sono impegnati nel giudizio.
S
ono stati studiati anche i processi mentali implicati nel giudizio (quindi il dialogo tra diritto e psicologia). I
giuristi hanno sempre aspirato a comprendere come giudici e avvocati ragionino e decidano. Tuttavia, fino a
pochi decenni fa non si disponeva di metodi che permettessero di analizzare i processi mentali in modo
scientifico.
L
o studio dellalogicae dellaretoricaha da sempre avuto un grande impatto nella formazione del giurista. In
queste due discipline si ritrovano dei contributi straordinari sul piano dei processi cognitivi, deicontributi che
hanno in parte anticipati le più recenti scoperte delle scienze cognitive.
Cicerone e Quintiliano (90 d.C) anticipano lo studio dell’
impatto delle emozioni nel giudizio
, dicendoche la
comunicazione poggia su3 mezzi di persuasione: dimostrarela veridicità della propria tesi, accattivarsi gli
ascoltatori e provocare nel loro animo qualsiasi emozione richiesta dalla causa.
Si suggerì poi diriportare all’inizio e alla finedel discorso le info più importanti(anticipazionedegli effetti di
priorità e recenza scoperti nel XIX sec da Ebbinghaus).
Münstenberg (1908) pubblica un lavoro che inaugura il primo grande campo di studi che connette diritto e
psicologia:psicologia della testimonianza
.
I
giuristi hanno sin da subito applicato al giudizio le teorie dellapsicologia socialeper comprendereil
funzionamento dei collegi giudicanti e delle giurie.La conoscenza dei processi mentali permette di valutare se
i modelli utilizzati dai giuristi per descrivere il giudizio (es: su come i testimoni percepiscono, memorizzano e
narrano i fatti) trovinoriscontro empirico.
Gli strumenti concessi dalle scienze cognitive offrono, rispetto ai modelli elaborati dai giuristi, informazioni
ulteriori su come si articola il giudizio. Queste info permettono di descrivere fenomeni che sfuggono alle analisi
strettamente giuridiche. Vi è infatti una vasta letteratura che valuta l’impatto delle euristiche e delle emozioni
sulle decisioni.
I nuovi strumenti danno la possibilità divalutarel’effettiva portata /efficacia delle norme processuali che
regolano i giudizio. Le norme giuridiche mirano infattialraggiungimento della decisione più razionale possibile.
Dunque, la conoscenza dei processi mentali permette di accertare se l’impatto delle norme sulle menti dei
giudici favorisca il raggiungimento di questi obiettivi.
I
RICORDI E L’OBLIO
Lamemoriariguarda lacapacità di acquisire, manteneree recuperare le info, in modo da poterle utilizzareper
lo svolgimento dei compiti in corso.
Essa svolge un ruolo fondamentale per l’avvocato, per il pubblico ministero, e per chiunque debba sostenere
una tesi in un processo. Infatti, la memoria contiene la conoscenza di precedenti, leggi, responsi, affermazioni
e fatti, che l’avvocato deve avere sempre a disposizione.
S
econdo l’
idea ingenua della memoria(ancora moltodiffusa tra i giuristi), la memoria si limiterebbe a
raccogliere info senza elaborarla (avrebbe quindi unruolo passivo
). Se applicata al giudizio, questa
definizione è inadeguata per descrivere la complessità della realtà (in quanto non considera l’esistenza di
differenti forme di memoria). Inoltre, questa concezione porta a gravi inconvenienti pratici relativi alla credibilità
dei testimoni, in quanto se la memoria si limitasse a registrare info, di fronte a due testimoni che riportano
versioni diverse dello stesso atto potremmo semplicemente assumere che uno menta e che l’altro dica il vero.
Per cui, se l’info è unica e la memoria si limita a raccoglierla in modo passivo, tutte le memorie dovrebbero
raccogliere la stessa info (semmai potrebbe raccogliere più o meno info, ma mai diverse rispetto allo stesso
fatto).
G
razie a queste problematiche, si è dato maggiore credito all’idea che la memoria sia organizzata in un
sistema di magazzini:
1.Memoria sensoriale
:
Iregistri sensorialisono quei registri deputatiallaregistrazione dell’info sensoriale(per cui sidifferenziano a
seconda della modalità sensoriale). Si divide in:
- memoria iconica
: persistenza delle immagini nellamemoria sensoriale (per alcuni secondi). Studi su
questa tipologia prevedevano la presentazione di una matrice alfanumerica di 3 righe e 4 colonne per
50 msec, seguita da un campo bianco. Da qui si agiva secondo2 tecniche distinte:
- t. del resoconto totale
: partecipanti riuscivano arievocare mediamente4 elementi della
matrice.
- t. del resoconto parziale
: chiedere ai partecipantidi rievocare gli stimoli presenti in1 singola
riga, segnalata da un suonopresentato subito dopola scomparsa della matrice. L’accuratezza
dei soggetti dipendeva dall’intervallo tra la scomparsa della matrice e il suono. Se il suono viene
emesso subito dopo la scomparsa della matrice, i soggetti ricordano quasi la totalità degli
stimoli presentati (10 elementi). Se il suono è emesso dopo 1 secondo o più, si ricordano la
stessa quantità di stimoli che si ottiene con il resoconto totale (4 elementi).
Nella memoria del testimone oculare che assiste a un incidente stradale, le info vengono in un primo
momento immagazzinate nella memoria iconica. Questi dati poi possono passare dalla MBT, in
alternativa vengono irrimediabilmente perduti in poco tempo.
- memoria ecoica
: persistenza dei suoni nella memoriasensoriale (per alcuni secondi).
2
.Memoria di lavoro(
MBT
):
Per anni la memoria è stata considerata come un magazzino singolo e relativamente passivo (inteso come
MBT). Questa include:
- loop articolatorio
: si occupa di mantenere ed elaborarel’info fonologica(verbale). Ha2
sottocomponenti:
- magazzino fonologico(trattiene l’info verbale).
- sistema di reiterazione subvocalico(consente all’infodi essere rinfrescata).
Tiene conto di alcuni effetti:
- effetto di similarità fonologica
: ricordare una listadi parole fonologicamente
diverse è più facile che ricordare una lista di parola fonologicamente simili. Questo perché item
simili hanno meno caratteristiche distintive, perciò è più facile confonderli. L’effetto viene
eliminato quando siripete subvocalicamentel’articoloLAdurante la fase di memorizzazione
(
soppressione articolatoria
).
- effetto della lunghezza della parola
: capacità diricordare una lista di parole diminuisce man
mano che aumenta la lunghezza delle parole. Con l’aumentare della lunghezza delle parole,
aumenta anche iltempo necessario per articolarle.
- t
accuino visuospaziale
: trattiene l’info visiva e spaziale, e presiede alla formazione delleimm
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