La scienza dell’egittologia
Cronologia e geografia
Lo storico Schlogl divide la cronologia della civiltà degli Antichi Egizi in varie fasi, ossia:
- Periodo preistorico (4000 a.C. - 3150 a.C.);
- Periodo protostorico (3150 a.C. - 3000 a.C.);
- I-II dinastia (2982 a.C. - 2657 a.C.);
- Antico Regno (2657 a.C. - 2166 a.C.);
- Primo periodo intermedio (2166 a.C. - 2020 a.C.);
- Medio Regno (2020 a.C. - 1793 a.C.);
- Secondo periodo intermedio (1793 a.C. - 1535 a.C.);
- Nuovo Regno (1535 a.C. - 1070 a.C.).
Per quanto riguarda la geografia del paese, invece, Erodoto visitò l’Egitto intorno al 450 a.C. e lo definì come “Dono del Nilo”: infatti, la violenta corrente del fiume aprì sei passaggi nella pietra che vengono chiamati “Cataratte”, le quali sono numerate da Nord a Sud; la prima cataratta, nello specifico, venne chiamata “Assuan” e costituì un confine naturale tra l’Egitto e la Nubia.
L’Egitto, inoltre, è diviso in tre segmenti, ovvero: “Alto Egitto” (a Sud, sviluppato perlopiù in altitudine), “Medio Egitto” (con l’oasi del Fayyum) e “Basso Egitto” (a Nord, con ben sette foci del Nilo sul Mar Mediterraneo).
Un’altra caratteristica del Nilo sono i suoi fenomeni di inondazione: il fiume, infatti, inondava il paese dalla fine di giugno fino alla fine di settembre, andandolo a ricoprire con del fertile limo; ciò diede l’inizio a un’agricoltura produttiva e alla nascita di piccole comunità per sbrigare l’irrogazione dei campi (“Terra Nera” era la zona fertile, “Terra Rossa” era deserto).
Gli Egizi, inoltre, svilupparono molto il trasporto navale, creando imbarcazioni adatte a sfruttare il Nilo per scambi commerciali e culturali.
Scrittura
Nel 1798 d.C., Napoleone invase l’Egitto tramite una spedizione militare: oltre alle truppe, però, il generale francese si fece affiancare anche da degli studiosi esperti in modo da compiere ricerche su un paese pieno di storia, ma ai tempi ancora ricoperto da un alone di mistero.
Nel 1799, fu rinvenuta una pietra di basalto nero nei pressi della città di Rosetta (“Rachid”, in arabo) avente tre sezioni di scritte separate e diverse (geroglifico, demotico e greco), la quale fu fondamentale per comprendere a pieno la scrittura degli antichi egizi: la versione greca della stele riportava la dedica a Tolomeo V da parte dei sacerdoti menfiti datata al 196 a.C. circa.
Durante le decifrazioni avvenute all’inizio del diciannovesimo secolo, Akerbald notò delle somiglianze tra parole demotiche e copte (lingua egizia scritta con lettere greche), mentre Young studiò i geroglifici capendo che presentano un misto di segni fonetici e sillabici, il quale forma un vocabolario vero e proprio; Champollion, invece, nel 1882 trovò la chiave definitiva per leggere i monumenti egiziani antichi tramite i geroglifici e la materia dell’Egittologia divenne una vera e propria scienza.
Stando a quanto studiato, la scrittura geroglifica fu inventata intorno al 3000 a.C. e in essa vi erano solo consonanti espresse con più di mille segni grafici: fino al 2500 a.C., si trovano solo brevi comunicazioni che riguardavano il re e i funzionari, poiché solo in seguito si sviluppò una tradizione scritta nella religione, nella scienza e nella letteratura.
Dal 2000 a.C., invece, sono attestate scuole con bambini selezionati che usavano atti, testi religiosi e opere letterarie per imparare questa tipologia di scrittura in una versione corsiva nominata come “Scrittura Ieratica-Libraria”; un terzo tipo di scrittura fu quella “Demotica”, usata a partire dal 700 a.C. e la quale era ancora più corsiva.
I materiali di scrittura, inoltre, erano giunchi terminati con una punta che poteva essere “bagnata” dall’inchiostro rosso o da quello nero; i supporti per scrivere, invece, erano il papiro (testi più rilevanti) e le schegge di calcara (ostraka, testi quotidiani).
Dei e sovrani
La religione egizia non è considerabile come “del libro” o “rilevata”, ma è definita dai miti e dal suo culto: tutto ciò che un egiziano poteva vedere in cielo o sulla terra, poteva essere frutto della potenza di una divinità; le entità divine abitavano il cielo o il mondo sotterraneo, mentre sulla terra gli uomini costruivano templi come loro residenze terrene con l’accesso consentito solo ai sacerdoti e ai sovrani.
Oltre al concetto di politeismo e al cosmoteismo, nel popolo egizio viveva anche una concezione di un grande unico dio nella figura di “Ra” (divinità del sole) e, inoltre, tutti gli dèi sono soggetti al ciclo della vita: non a caso, sia gli esseri umani che le divinità erano uniti dai doveri verso la “Maat” (l’ordine universale costituito al momento della creazione del mondo) per tenere a bada “Isefet” (il caos); un alto aspetto di questo culto era l’applicazione del sincretismo per spiegare la relazione tra due o più divinità (per esempio, “Amon Ra”).
Nel pantheon egizio esistevano varie divinità solari in base alle fasi del giorno, iconico è l’esempio della dea “Hathor” che aveva varie funzioni, tra cui: essere celestiale, signora del terrore, dea della musica, dea della danza, dea dei morti e dea dell’amore; le divinità potevano anche essere rappresentate in versione antropomorfa, come nel caso di “Anubis” (corpo da uomo, testa da sciacallo).
A livello cosmogonico, invece, ci sono testi e disegni nel cosiddetto “Documento di teologia menfita”, secondo cui il mondo e gli uomini vennero creati dal dio “Ptah” attraverso il pensiero e le parole; insieme a loro, poi, diede origine a ogni cosa buona e conforme al “Kosmos” (l’universo).
Il concetto di “morte” veniva inteso come un nuovo inizio dove l’Aldilà era usato per descrivere un luogo localizzato in diversi posto nel corso del tempo (deserto, cielo e mondo): una volta morti, dunque, si arrivava davanti a un tribunale divino guidato dal saggio “Osiride” (peso del cuore minore rispetto alla piuma di Maat = morto scaraventato all’inferno; peso in equilibrio = vita ultraterrena).
Il sovrano, invece, nella mitologia e nella società egizia era il principio vitale dello Stato e l’immagine del dio creatore sulla terra, ma senza essere paragonato in alcun modo a un dio.
Società
Il potere sociale dello stato era nelle mani del sovrano e l’assunzione delle cariche dei funzionari dipendeva dal legame personale con il re: il funzionario più alto in grado era il “Visir” che doveva occuparsi di controllare la “Casa del Tesoro”, supervisionare gli approvvigionamenti alimentari e gli archivi statali, essere il principale giudice, e comandare le costruzioni e le spedizioni; inoltre, per ragioni gestionali, dal 1500 a.C. vennero istituiti due visirati (Alto Egitto e Basso Egitto).
Un altro ruolo importante era quello del “Sommo Sacerdote”, capo dei sacerdoti di un certo dio e avente una forte autorità politica. Per l’aspetto militare, invece, solo dopo il 2000 a.C. vi erano dei veri e propri soldati professionisti con tanto di addestramento specifico all’uso di diverse armi: con il tempo, il “Ceto Militare” acquisì sempre più potere.
La forza dello stato, nello specifico, era soprattutto dettata dal fatto che ogni cittadino si trovasse in un rapporto di dipendenza da esso (non schiavitù) e, infatti, solo un piccolo ceto privilegiato poteva possedere terreni e fondi come proprietà privata.
Nella società egizia, inoltre, vi era una forse distinzione tra “straniero” e “locale”: dato ciò, gli Egizi distinsero quattro razze (gialla, nera, bianca e rosso-bruna). Gli Egiziani erano anche inclini alla lettura scritta e al pensiero astratto mirato alla cosiddetta “Letteratura Spaziale”: grazie a questi aspetti, infatti, riuscirono perfino a sviluppare un calendario di 365 giorni suddivisi da 12 mesi, 30 giorni e 3 stagioni (inondazione, inverno ed estate).
Il concetto di “famiglia”, invece, prevedeva un forte legame identitario con matrimoni monogami e l’uomo che provvedeva al sostentamento della casa mentre la donna aveva compiti casalinghi; nonostante ciò, però, a livello giuridico uomini e donne erano equiparati.
Preistoria e protostoria
Nella prima metà del 1900 d.C., lo storico Junker scoprì un insediamento di grandi dimensioni nei pressi di Merimde che risaliva alla seconda metà del V millennio e in cui vennero ritrovati fori, stuoie e una testa maschile di terracotta.
Petrie, invece, scoprì una grande necropoli preistorica vicino a Naqada, da cui si sviluppano le epoche culturali dell’Alto Egitto, ossia:
- Naqada I (4000 a.C. - 3500 a.C.) = Popolazione di allevatori e agricoltori nomadi che costruivano degli insediamenti solo per i morti e che svilupparono l’uso della ceramica;
- Naqada II (3500 a.C. - 3200 a.C.) = Aumento dei contatti con il Vicino Oriente che portò a una svolta sociale e culturale;
- Naqada III (3200 a.C. - 3150 a.C.) = Fase conclusiva del periodo preistorico con l’arte che si arricchisce di vasi decorati da fantasie e forme, e si notano i primi tentativi di fissare per iscritto i nomi dei capi (ritrovamento della tomba del Re Scorpione I a Abydos nel 3150 a.C.).
Il periodo protostorico, invece, è definito anche come “Dinastia Zero”: dei dieci re di quest’epoca emerse soprattutto Narmer, il quale decise di unificare l’Egitto riuscendoci grazie a un lento processo di conquista; alla fine del suo compito, decise di aggiungere al suo nome l’appellativo di “Horo” (dio celeste).
Dinastia I
La Dinastia I fu composta da cinque fasi basate sui sovrani che la composero, ovvero:
- Horo Aha (2982 a.C. - 2950 a.C.) = Fondatore della prima dinastia che costruì un grande edificio (mastaba) a Saqqara, con un complesso destinato al culto funerario;
- Horo Djer (2950 a.C. - 2902 a.C.) = Consolidò lo stato combattendo le popolazioni libiche al confine occidentale del Delta del Nilo e costruendo la più grande tomba di tutta la prima dinastia;
- Horo Wadji (2902 a.C. - 2889 a.C.) = La cui stele funeraria fu un capolavoro dell’arte e del rilievo (noto anche come “Re Serpente”);
- Horo Den (2889 a.C. - 2842 a.C.) = Introdusse il titolo di “Nisubiti” (ossia, “Re di tutto l’Egitto”), istituì due feste “Sed” (giubileo del regno), compì azioni militari, società riorganizzata a livello statale e introdusse la Casa del Tesoro per gestire le finanze.
- Periodo dei tre faraoni (2842 a.C. - 2803 a.C.) = I regni di questi faraoni vennero accompagnati perlopiù da disordini interni.
Dinastia II
Nella Dinastia II, il centro dello sviluppo politico e culturale venne spostato nel Basso Egitto: nel paese scoppiarono conflitti civili e tensioni religiose, e il primo sovrano degno di nota fu il quinto della dinastia, ovvero Peribsen che scollegò il suo nome da Horo in favore di Seth. Nonostante questa
-
Riassunto esame Egittologia I, prof. Betrò, libro consigliato Storia dell'Antico Egitto, Grimall
-
Materiale per esame di Egittologia, libro consigliato: Archeologia dell'antico Egitto - Bard
-
Riassunto esame Egittologia, prof. Sist, libro consigliato Image et histoire, Tefnin
-
Riassunto esame Egittologia, prof. Sist, libro consigliato Dei e uomini nell'Egitto antico, Dunand