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Due modi per la copertura nanziaria:

1. L'e etto spiazzamento—> lo spiazzamento consiste in una riduzione della

spesa privata per e etto dell'innalzamento del tasso di interesse prodotto

dall'o erta di titoli da parte del tesoro. In tal senso l'e etto può essere

quali cato più precisamente come spiazzamento nanziario. Spiegazione:

la spesa pubblica è aumentata, ma la produzione di equilibrio è rimasta

invariata, così come la domanda aggregata; ciò vuol dire che si è ridotta

di un importo equivalente la spesa delle imprese e delle famiglie, quindi il

sistema economico esprimerà minori investimenti o minori consumi

(ovviamente quelli non direttamente indotti dal reddito corrente, che

rimane invariato).

2. Monetizzazione del disavanzo pubblico—> l'o erta di moneta

accomoderà l'e etto espansivo della politica scale (l'immissione di

liquidità sposta la curva L.M. verso destra) e attenua la pressione sui tassi

di interesse: in tal modo l'eccesso di domanda di moneta per transazioni

viene soddisfatto con la liquidità aggiuntiva creata dalla Banca centrale

senza modi care il tasso di interesse iniziale.

CAPITOLO 20 REDDITO NAZIONALE E LIVELLO DEI PREZZI

La relazione fra il livello della spesa e il livello dei prezzi non è diretta, ma

interagisce con l'equilibrio del mercato della moneta: data infatti la quantità

nominale di moneta, un più elevato livello dei prezzi implica una minore

quantità reale di moneta perciò un minor livello di spesa.—> in presenza di

prezzi essibili, non esisterà più un’ unica curva LM, ovvero un unico

equilibrio del mercato monetario, bensì tanti equilibri quanti sono i diversi

livelli dei prezzi. Ciò deriva dal fatto che le autorità monetarie controllano

l'o erta nominale della base monetaria della moneta, non quella reale.

Se quindi i prezzi modi cano l'equilibrio del mercato monetario, questo

modi cherà anche l'equilibrio macroeconomico e di conseguenza anche il

livello della domanda aggregata.

Per indurre il sistema economico a domandare una maggiore quantità reale di

moneta il tasso di interesse deve diminuire. Il minor tasso di interesse attiva a

sua volta la domanda di investimenti e, tramite il noto processo del

moltiplicatore, il livello di equilibrio del reddito aumenta in y1.

158

ff ff fi fi ff fl fi ff ff fi fi fi ff fi ff

Ora la domanda aggregata identi ca la

relazione prezzi/ quantità domandata

quando tutti i mercati, sia quello della

moneta, sia quello dei beni e servizi,

sono in equilibrio, dati i valori delle

componenti autonome della spesa e

data l'o erta nominale di moneta.

La pendenza negativa de nisce l'e etto

Keynes, ovvero la relazione causale fra

l'aumento del livello dei prezzi,

l'innalzamento dei tassi di interesse

(dovuto alla riduzione del valore reale

dell'o erta di moneta), la conseguente

riduzione degli investimenti e della

domanda aggregata.

La posizione è de nita dalle componenti

autonome della spesa aggregata e dalla

quantità di base monetaria creata dalle

autorità monetarie.—> un aumento della spesa autonoma per consumi da

parte delle famiglie, o un aumento degli investimenti autonomi, o un aumento

della spesa pubblica o una riduzione delle imposte o un aumento della base

monetaria sposta verso destra (in alto) la curva di domanda.

Lo spostamento corrisponde alle variazioni del reddito reale indotte dal

moltiplicatore.

Una contrazione delle componenti autonome della spesa o una riduzione

della base monetaria determina invece spostamenti in senso contrario.

O erta aggregata:

Nei mercati concorrenziali, le imprese, per ottimizzare i loro obiettivi

produttivi, ssano i prezzi in base ai costi e alla produttività.

Quando i prezzi dei fattori produttivi dei beni intermedi aumentano, le curve di

costo delle imprese aumentano, spostandosi verso l'alto. Nello stesso tempo,

se aumentano i prezzi dei prodotti nali, le imprese hanno convenienza a

produrre di più (si riducono i salari reali, dati maggiori pro tti) e quindi,

saranno disposti ad impiegare maggiori fattori produttivi.

L'o erta aggregata di breve periodo è una curva piatta, a di erenza di quella

di lungo periodo che è perfettamente verticale. La di erenza è attribuibile

all'andamento dei prezzi dei fattori produttivi a fronte di un aumento dei livelli

di impiego.

159

ff ff ff ff fi fi fi fi ff

fi ff fi ff

Breve periodo—> una parte delle risorse disponibili non è ancora utilizzata

appieno, per cui un aumento della produzione è possibile solo se si

presentano le condizioni favorevoli (aumento domanda aggregata senza

variazione del livello generale dei prezzi).

Lungo periodo—> tutte le risorse del sistema economico sono

completamente utilizzate, per cui, anche se dovessero aumentare i prezzi, le

imprese non sono in grado di aumentare i livelli produttivi.

Equilibrio macroeconomico con prezzi essibili:

Ora è possibile considerare l'equilibrio macroeconomico in condizioni di

prezzi essibili, rimuovendo un limite interpretativo del modello IS-LM.

Considerando la gura

si presentano sovrapposte le curve di domanda e di o erta aggregata.

Ipotizzando che il sistema economico sia in equilibrio nel lungo periodo, al

livello y0 E con livello dei prezzi P0. Le curve di o erta aggregata di breve e di

lungo periodo si intersecano con quella di domanda aggregata nel punto di

equilibrio E. Considerando un aumento della domanda aggregata, si nota che

uno spostamento della curva di domanda determina un eccesso di domanda

160

fl fi fl ff ff

aggregata, pertanto le imprese registreranno un aumento dei costi di

produzione a fronte di un'espansione della produzione, il quale dovrà essere

ricaricato sul prezzo nale. L'aumento della produzione nel breve periodo si

accompagna, quindi, ad un aumento del livello dei prezzi, de nendo il nuovo

equilibrio E1.

—> variazioni generalizzate dei prezzi dipenderanno dalle condizioni

dell'o erta del sistema economico, o meglio dalla sensibilità dei costi alle

variazioni della produzione e dell'occupazione indotte da aumenti della

domanda aggregata.—> in azione indotta dall'eccesso di domanda.

L'in azione:

= aumento generalizzato del livello dei prezzi che determina una diminuzione

del potere di acquisto della moneta.

Può essere determinata da:

1. aumento della moneta circolante oltre i limiti rappresentati dei bisogni

degli scambi (caso di con itti bellici). L’eccesso di mezzi di pagamento

monetaria.

rispetto ai beni disponibili genera l'in azione

2. Eccessiva creazione del credito da parte del sistema bancario, come nel

caso della crisi americana del 1929 quando le banche sostennero la

speculazione di borsa con le loro concessioni di credito e generarono

creditizia.

in azione domanda,

3. In azione da prodotta da un eccesso di domanda aggregata

rispetto all’o erta DA>OA. Tale meccanismo può essere attivato da ogni

elemento che compone la domanda aggregata, ma la maggiore

responsabilità è generalmente attribuita all'eccessiva dilatazione della

spesa pubblica.

costi

4. In azione da è dovuta ad un aumento dei costi di produzione di

beni e servizi (un aumento dei salari o del prezzo del petrolio).

L'imprenditore per mantenere inalterato il proprio margine di pro tto

aumenterà i prezzi di vendita, riversando sui consumatori ogni aumento

dei salari o dei prezzi delle materie prime.

5. Se aumentano i prezzi delle materie prime o di altri beni importati

dall'estero importata.

si parlerà di in azione

Genera:

161

fl

fl

fl fl ff ff fi fl fl fl fl fi fi

1. riduzione del potere di acquisto dei percettori di un reddito sso (salariati

e pensionati) —> conseguenza di tipo redistributivo che interessa

sfavorevolmente le fasce di popolazione socialmente esposte.

2. Il minore potere d'acquisto e la essione dei consumi determina poi una

riduzione della produzione e un aumento della disoccupazione.

3. Tassi di interesse negativi

Il nanziamento del disavanzo pubblico con debito o moneta è una delle

cause principali di in azione ed un operatore razionale potrebbe anticiparne

le conseguenze chiedendo un adeguamento dei tassi di interesse nominali.

Quando però l'in azione attesa è inferiore a quella e ettiva, i debitori

guadagnano perché restituiranno a scadenza il valore nominale pattuito, ma

di gran lunga inferiore se misurato in termini reali.

L'in azione si ri ette sul sistema impositivo, facendo crescere i valori nominali

si pagheranno maggiori imposte a seguito dello scivolamento verso scaglioni

di reddito superiori. Un meccanismo correttivo è costituito dall'innalzamento

della Zero-tax zone o dalla riduzione delle aliquote scali per tener conto del

minor potere d’acquisto.

La misurazione dell’in azione:

La dinamica dei prezzi deve essere adeguatamente misurata, in quanto la

pubblicazione di dati statistici dei prezzi, oltre ad avere e etti legali,

costituisce metro di riferimento sul quale si misurano le discrepanze tra

aspettative e realtà.

L'indicatore maggiormente utilizzato è l'indice dei prezzi al consumo (IPC)

che misura la variazione dei prezzi relativi ad un paniere sso di beni e di

servizi di consumo acquistati dalle famiglie. L'indice è pari a 100 nell'anno

base ed è calcolato mensilmente dall’Istat.

L’IPC, tuttavia, non è una misura dell'in azione generale, dato che misura

solo le variazioni dei prezzi di beni e servizi di consumo.

Un altro indicatore è il de atore del Pil, de nito dal rapporto tra Pil nominale e

quello a prezzi costanti. A di erenza dell’IPC, questo indice misura il prezzo

medio dei beni beni e servizi nali prodotti nell'economia, includendo anche i

beni importati ed esportati.

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fi fl fl fl fl fl fl ff fi fl fl fi fi ff fi ff fi

Di recente è stato introdotto un nuovo indicatore, ossia la core in ation, uno

strumento utilizzato dalle autorità monetarie per veri care la corrispondenza

delle politiche monetarie all'in azione e i meccanismi di trasmissione al

sistema economico.—> È de nita come una componente persistente

dell'in azione misurata, perdura quindi nel lungo periodo e deve essere

depurata dai movimenti di natura volatile o transitoria.

L'equilibrio di sottoccupazione e di pieno impiego:

Produzione aggregata= relazione che associa il livello di produzione

dell'impresa alle risorse e ai fattori di produzione, esteso all'intero sistema

economico.

Dato che lo stock di capitale, la tecnologia e l'o erta di risorse naturali sono

l'unico fattore che può variare il

dati e le imprese sono identiche fra loro,

livello produttivo nel breve breve periodo è costituito dal lavoro.

Si avrà quindi una relazione diretta fra il livello del Pil e il livello

dell'occupazione. Se aumenta la produzione aggregata, ovvero il Pil,,

aumenta anche l'occupazione e viceversa.

Si osserva inoltre che la legge dei rendimenti decrescenti porta ad appiattire

l'andamento della curva, in quanto aumenti della produzione saranno

possibili solo con aumenti più che proporzionali dell'occupazione, no a

quando la disponibilità del capitale sso sarà pienamente utilizzata.

Poiché la produttività marginale del lavoro diminuisce all'aumentare

dell'occupazione, ne deriva che l'occupazione del sistema economico

aumenta quando il salario reale diminuisce.

Il salario reale deve diminuire per garantire la piena occupazione delle risorse,

quindi per permettere che tutti coloro che risultino disoccupati possano

trovare occupazione.

L'interazione dell'o erta e della domanda di lavoro determina il livello di

occupazione e il salario reale del sistema economico. Il salario si aggiusta

sempre per colmare la di erenza tra domanda e o erta di lavoro. Se i salari e

i prezzi sono essibili e coesistono le condizioni di concorrenzialità, tutti i

lavoratori disponibili saranno occupati e il sistema economico si trova in una

situazione di pieno impiego.—> signi ca che non ci sono lavoratori disposti a

lavorare a un salario reale più basso né imprese disposte ad assumere

lavoratori pagando un salario reale superiore a quello corrente.

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fl fl ff ff fi fl fi fi ff ff fi fl fi

In una situazione di pieno impiego esiste un unico livello di occupazione in

grado di esprimere un unico livello di produzione a un unico livello di salario

reale.

Dato il livello del Pil di pieno impiego, e quindi derivata la domanda di moneta

scopo transattivo, si ottiene l'o erta reale di moneta che dovrà garantire

simultaneamente l'equilibrio monetario al tasso di interesse di pieno impiego

nel punto di incrocio delle due curve.

Le autorità monetarie ssano la quantità nominale di moneta compatibile con

il pieno impiego, ma le variazioni dei prezzi modi cano la quantità reale.

—> sono proprio le variazioni dell'o erta reale di moneta che determinano

l'aggiustamento, in quanto variazioni dei prezzi (indotte da variazioni dei salari

monetari) fanno variare anche il potere di acquisto della moneta e quindi la

sua domanda per transazioni.

Se i prezzi aumentano e il potere di acquisto della moneta diminuisce,

aumenta la domanda di scorte liquide da parte delle famiglie e delle imprese,

e i tassi di interesse si adegueranno a un livello di equilibrio più elevato.

Se variano i costi di produzione delle imprese, l'o erta aggregata si sposterà

di conseguenza in alto o in basso, per cui l'equilibrio nel mercato dei beni e

servizi esprimerà diversi livelli dei prezzi.

Questa variazione dei prezzi di equilibrio determina a sua volta una variazione

dell'o erta reale di moneta spostando la curva L.M. che, interagendo con il

mercato dei beni e dei servizi, determina un nuovo tasso di interesse

compatibile con l'equilibrio macroeconomico.

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ff fi ff ff fi ff

Lo schema dei tre mercati riportato nella gura ci dice che:

1. Il livello di occupazione L, di produzione y e del salario w/p sono

determinati dal mercato del lavoro e dal mercato dei beni e servizi, una

volta de nita la funzione di produzione del sistema economico

2. Il tasso di interesse è un fenomeno sia reale che monetario, determinato

simultaneamente dal mercato dei beni e servizi e dal mercato mercato

della moneta

3. Il livello dei prezzi è determinato simultaneamente dal mercato della

moneta e dal mercato dei beni e servizi, pur in presenza di un

comportamento autonomo delle autorità monetarie nella creazione

nominale della base monetaria. essibili:

Aggiustamento macroeconomico con salari e prezzi

In questo caso l'equilibrio è solo temporaneo.

La presenza di disoccupazione nel mercato del lavoro, pari al segmento CD

della gura (sopra), preme per o rire una riduzione dei salari nominali, perché

i lavoratori disoccupati sono disposti ad accettare retribuzioni inferiori a

quelle correnti w1.

Dal lato dell'o erta, la concorrenza fra i lavoratori disoccupati porterà

pertanto a ridurre i salari nominali da w1 a w0 E le imprese troveranno

conveniente assumere questi lavoratori e aumentare la produzione

riportandola al livello yP.

L'o erta aggregata OA1 si riporta allora nella posizione originaria, riducendo il

livello dei prezzi da P1 a P0, esaurendo completamente la fase di

aggiustamento anche nel mercato dei beni e servizi.—> in questo modo gli

e etti della aggiustamento del mercato del lavoro possono propagarsi anche

al mercato monetario.

Dopo l'aumento iniziale, il minor livello dei prezzi fa aumentare l'o erta reale

di moneta e riporta il tasso di interesse al valore originario. Tale riduzione

stimola la ripresa degli investimenti la domanda aggregata. Il processo di

aggiustamento procederà no a quando l'o erta di lavoro è in eccesso sarà

del tutto riassorbita i salari nominali cesseranno di diminuire.

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ff ff fi fi ff fi ff fi ff fl ff

Il mercato del lavoro tenderà a riportarsi in Lp, con retribuzioni nominali

allineate al livello del pieno impiego wP<w1. Esiste perciò un unico equilibrio

stabile che è quello compatibile con il pieno impiego, allorché i salari reali

richiesti da lavoratori coincidono con quelli o erti dalle imprese.

Crescono i salari nominali—> i prezzi si adeguano ai maggiori costi di

produzione—> si crea disoccupazione nel mercato del lavoro—> si riducono i

salari nominali e si adegua al ribasso il livello dei prezzi.

In presenza di salari e prezzi perfettamente essibili, il nuovo equilibrio

non potrà che ritornare a livello iniziale.

Se il mercato è e ciente (senza frizioni) e i salari nominali sono essibili,

allora l'aggiustamento è quasi istantaneo e l'aumento del livello dei prezzi è

puramente teorico (il livello dei prezzi dipende infatti da cause monetarie, non

da cause reali; inoltre gli squilibri del mercato dei beni e dei servizi modi cano

i prezzi relativi, non i prezzi assoluti). monetari:

L'aggiustamento macroeconomico con rigidità dei salari

Che cosa succede invece se i salari monetari sono rigidi verso il basso, a

signi care una resistenza delle organizzazioni sindacali ad ogni richiesta di

riduzione del salario monetario? L'aumento dei salari

nominali w1 determina

inizialmente un

aumento dell'o erta di

lavoro che è causa di

disoccupazione

(segmento AB) e del

sotto utilizzo degli

impianti, perché le

imprese e i prezzi

correnti p0 non

troveranno

conveniente

mantenere gli stessi

livelli di produzione,

che diminui

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eerererererere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Valeriani Elisa.
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