APPUNTI ECONOMIA POLITICA
LA FPP
La frontiera delle possibilità produttive (FPP) descrive il costo
opportunità che caratterizza un mercato in qui si realizza la
produzione di soli due beni. Troviamo rappresentati sugli assi del
piano cartesiano le due quantità di beni. Per calcolare il costo-
opportunità, ossia quanto devo rinunciare di un bene per produrre
un’unità in più dell’altro, possiamo usare il metodo della pendenza,
Δ
prendendo in considerazioni due punti e calcolando il , oppure con
Δ
le intercette. à
Per il calcolo del costo-opportunità: à
La FPP ci permette di capire anche l’efficienza del mercato; infatti,
qualsiasi punto che si trova su di essa è realizzabile ed efficiente, se è
al di sotto è realizzabile ma non efficiente, se è al di sopra è
irrealizzabile.
N.B.: nella retta la pendenza è unica, mentre nella curva no. Per
calcolare la pendenza della curva si deve disegnare una tangente,
Δ
prendere due punti in esame e calcolare il .
Δ
• Vantaggio comparato: si basa sul costo-opportunità. Si ha un
vantaggio comparato quando un soggetto può produrre un bene
sacrificando meno un altro.
• Vantaggio assoluto: si basa sulla produttività. Si ha un vantaggio
assoluto quando si può produrre una maggiore quantità di un
bene con le stesse risorse.
DOMANDA
• Mercato concorrenziale: è un mercato caratterizzato da una
molteplicità di venditori e consumatori dello stesso bene o
servizio. In un mercato concorrenziale il prezzo non lo fa il
produttore ma il mercato stesso.
• Legge di domanda: all’aumentare del prezzo diminuisce la
quantità domandata. Di conseguenza la curva di domanda è
SEMPRE negativa.
• Spostamenti lungo la curva di domanda: vediamo come a una
variazione del prezzo corrisponda una variazione della quantità
domandata.
• Spostamenti della curva di domanda: c’è una traslazione della
curva di domanda dovuta al cambiamento di alcune variabili.
Variazione delle preferenze
Variazione del reddito
Variazione delle aspettative sul prezzo
Variazione del prezzo di beni sostituti o complementari
Variazione del numero di consumatori
OFFERTA
Valgono le stesse cose che abbiamo detto per la curva di domanda,
con la differenza che la curva di offerta è SEMPRE positiva.
• Spostamenti lungo la curva di offerta: vediamo come a una
variazione del prezzo di mercato corrisponda una variazione
della quantità offerta.
• Spostamenti della curva di offerta: c’è una traslazione della
curva di offerta dovuta al cambiamento di alcune variabili:
Variazione dei costi dei fattori di produzione
Miglioramento della tecnologia
Variazione delle aspettative sul prezzo
Variazione dei costi di beni sostituti o complementari
Variazione del numero di produttori
EQUILIBRIO
In un mercato concorrenziale il punto di equilibrio, tra prezzo e
quantità, viene stabilito dallo stesso, ed è il punto esatto in qui il
mercato risulta efficiente poiché sia la domanda sia l’offerta vengono
soddisfatte, senza generare casi di eccedenza o penuria.
Talvolta può accadere che ci sia uno spostamento della curva di
domanda o della curva di offerta o di entrambe, in relazione alle
variabili prese in considerazione prima. In ognuno di questi casi si va a
creare un nuovo punto di equilibrio. Gli spostamenti possono avvenire
in direzioni opposte o simultanee.
• Spostamenti in direzioni opposte: gli effetti ricadono sul prezzo.
Quando la domanda aumenta e l’offerta diminuisce, il
prezzo di equilibrio aumenta
Quando la domanda diminuisce e l’offerta aumenta, il
prezzo di equilibrio diminuisce
• Spostamenti nella stessa direzione: gli effetti ricadono sulla
quantità.
Quando la domanda e l’offerta aumentano, la quantità di
equilibrio aumenta
Quando la domanda e l’offerta diminuiscono, la quantità di
equilibrio diminuisce
IL SURPLUS
Il surplus può essere definito come il vantaggio o il beneficio che si
ottiene dall’acquisto o dalla vendita di un bene o servizio in relazione
alla propria disponibilità a pagare.
• Per il calcolo del surplus individuale, sia del consumatore sia del
produttore, basta sottrarre al prezzo di equilibrio la disponibilità
a pagare dell’individuo.
• Per il calcolo del surplus totale del consumatore o del
produttore, basta somare i surplus individuali, oppure calcolare
l’area del triangolo sul piano cartesiano.
• Per calcolare il surplus totale basta calcolare l’area dell’intero
triangolo, che comprende i due surplus.
Talvolta lo Stato può decide di intervenire nell’economia del paese
stabilendo dei controlli ai prezzi, generalmente noti come prezzi di
massimo e di minimo. Il motivo di questi interventi, è che lo stato
vuole aiutare chi ne ha più bisogno, ma questi rimedi non sempre
hanno l’effetto desiderato.
Imponendo un livello di massimo, per essere rilevante deve essere
fissato al di sotto del prezzo di equilibrio, e così facendo viene
generata una situazione di penuria, dove la domanda aumenta ma
l’offerta diminuisce. Si generano così vincitori e vinti:
Vincitori: consumatori che riescono ad approvvigionarsi il bene
Vinti: consumatori che rimangono tagliati fuori e produttori che
vendono di più ma a un prezzo inferiore
Ci sono delle conseguenze:
• Una riduzione della qualità del bene offerto
• Un incentivo a operare sul mercato nero
• Uno spreco di risorse
• Un’allocazione inefficiente
Inoltre, si genera un trasferimento del surplus dall’offerta alla
domanda.
Imponendo un livello di minimo, per essere rilevante deve essere
fissato al di sopra del prezzo di equilibrio, e così facendo viene
generata una situazione di eccedenza, dove l’offerta aumenta ma la
domanda diminuisce. Si generano così vincitori e vinti:
Vincitori: produttori che riescono a vendere il bene come prima
Vinti: produttori che sono stati tagliati fuori
Ci sono delle conseguenze:
• Una qualità inefficientemente elevata
• Un incentivo a operare sul mercato nero
• Uno spreco di risorse
• Un’allocazione inefficiente
Inoltre, si genera un trasferimento del surplus dalla domanda
all’offerta.
Il controllo dello stato può riflettersi non solo sul prezzo ma anche
sulle quantità. Questo controllo, generalmente definito quota che per
essere rilevante deve essere stabilita a sinistra del prezzo di
equilibrio, pone un ostacolo all’offerta al fine di tutelare la stessa, ma
come detto in precedenza non sempre si verifica ciò. Anche qui si
generano vincitori e vinti:
Vincitori: sono coloro che riescono a mantenere il proprio status
quo, la licenza nel caso dei tassisti
Vinti: tutti coloro che avrebbero voluto realizzarsi ma sono stati
tagliati fuori
ELASTICITÀ
L’elasticità della domanda al prezzo è un valore assoluto che indica la
variazione percentuale della quantità domandata in risposta a una
variazione percentuale di prezzo.
L’elasticità dell’offerta al prezzo è un valore assoluto che indica la
variazione percentuale della quantità offerta in risposta a una
variazione percentuale di prezzo. Δ%Q
Per calcolare l’elasticità basta usare la formula: oppure usare
Δ%P
[(Q2
il metodo del punto medio: - Q1) / ((Q1 + Q2)/2)] / [(P2 - P1) /
((P1 + P2)/2)].
Quando parliamo di elasticità di una curva dobbiamo ricordarci che
questa non è unitaria; quindi, quando calcoliamo l’elasticità in realtà
quello è il valore per quel determinato punto preso in considerazione.
L’elasticità può essere di tre tipi:
1. A elasticità unitaria, =1: possibile solo in un punto della curva.
2. Anelastica, >1: la quantità domandata risponde poco a una
variazione di prezzo. La curva è molto ripida. L’effetto prezzo
domina.
3. Elastica, <1: la quantità domandata è molto reattiva a una
variazione di prezzo. La curva è molto piatta. L’effetto quantità
domina.
Caratteristica Curva Elastica Curva Anelastica
Reazione al prezzo Fortissima Debole
Pendenza del grafico Piatta Ripida
Beni tipici Lusso, beni con sostituti Necessità, beni unici
Valore modulo > 1 < 1
Effetto dominante Effetto quantità Effetto prezzo
ELASTICITÀ INCROCIATA DELLA DOMANDA AL PREZZO
Prendendo in considerazione due beni, è un valore che indica la
variazione percentuale della quantità domandata di un bene A in
risposta a una variazione percentuale del prezzo di un bene B.
% à
%
In questo caso il segno è molto importante:
• se l’elasticità è negativa i due beni sono complementari, più il
numero è grande più i beni sono fortemente complementari.
• se l’elasticità è positiva i beni sono sostituti.
ELASTICITÀ DELLA DOMANDA AL REDDITO
È un valore, stavolta non assoluto, che indica la variazione
percentuale della quantità domandata in risposta a una variazione
percentuale del reddito.
% à
%
In questo caso il segno è molto importante:
• se l’elasticità è negativa, il bene è un bene inferiore, che nel
momento in cui c’è un aumento del reddito viene sostituito da
un bene sostituto più costoso.
• se l’elasticità è positiva, il bene è un bene normale.
TASSAZIONE
• Aliquota: è la percentuale di un qualcosa che viene tassato.
• Accisa: è un’imposta indiretta, a carico del produttore, che si
applica sulla quantità che si vuole vendere (ex ante).
• Gettito fiscale: è la somma totale di denaro che lo Stato incassa
attraverso le tasse, le imposte e i contributi pagati dai cittadini e
dalle imprese, che utilizza per pagare beni e servizi.
• Cuneo fiscale: è la differenza tra quanto un'azienda spende per
un dipendente (il "costo del lavoro") e quanto il dipendente
riceve effettivamente in busta paga (lo "stipendio netto"). È
costituito dall’IRPEF (tassa sulle persone fisiche) e dai contributi
del lavoratore e del datore.
′
Per calcolare l’aliquota:
Per calcolare il gettito basta fare l’area della figura che si genera sul
piano cartesiano, dopo aver proiettato il valore dell’accisa (si prende
come riferimento il prezzo di equilibrio e vado per metà dell’accisa
sopra e per metà sotto).
Mentre per calcolare la perdita secca di benessere basta calcolare
l’area del triangolo creatasi sul piano. La perdita secca di benessere è
maggiore quando la domanda o l’offerta sono elastiche, mentre è
minore quando la domanda o l’offerta sono anelastiche.
ANALISI MARGINALISTA
• Costi espliciti: sono tutti quei costi che prevedono un esborso
monetario.
• Costi impliciti: sono tutti quei costi che non prevedono un
esborso, ma a cui siamo comunque costretti a rinunciare, e
dobbiamo calcolare nel nostro costo-opportunità.
• Costi irrecuperabili: sono tutti quei costi che si sono già verificati
che non possiamo recuperare, e non vanno calcolati nel costo-
opportunità. (spendi 200€ per cambiare le pastiglie dei freni,
dopo poco la macchina si rompe e devi cambiare tutto
l’impianto frenante per 1500€, hai anche la possibilità di
comprarne una nuova a 1600€. Il coso-opportunità di metterla a
posto è 1500€ perché quei 200€ sono già stati spesi e non si
possono recuperare).
• Profitto contabile: −
• Profitto economico: +
• Costo marginale: è il costo che impiego nell’aggiungere un’unità
in più del bene considerato.
• Costo totale: è la somma tra il costo marginale dell’unità
precedente e della successiva.
• Beneficio marginale: beneficio tratto dall’aggiunta di un’unità in
più del bene considerato nella prospettiva futura.
• Profitto marginale: è la differenza tra beneficio marginale e costo
marginale.
Questi dati ci permettono di giungere a stabilire quale sia la quantità
ottimale: è la quantità più elevata in corrispondenza della quale il
beneficio sia superiore o uguale al costo.
Non sempre questo principio vale perché le persone non si
comportano sempre in maniera razionale per alcuni motivi:
Il valore dell’equità: come la mancia al cameriere, non è
economicamente conveniente ma è buona creanza.
Compensi non monetari: talvolta si preferisce compiere una
scelta che ci rende emotivamente felici invece che una che ci
arricchisca.
Razionalità limitata: per determinate situazioni, fare tutti questi
ragionamenti sarebbe uno spreco di tempo, per cui si opta per la
scelta che sembra migliore.
Errata percezione dei costi-opportunità.
Eccessiva sicurezza di sé.
La paura del rischio
L’effetto framing su chi compra: si compra di più se i prezzi sono
bassi solo per un certo periodo di tempo, o se il prezzo è 0.99€
invece di 1€.
La predilezione per lo status quo e l’effetto dei nudge.
L’UTILITÀ
• Utilità: misura della soddisfazione di un consumatore che
dipende da ciò che consuma.
• Paniere di consumo: l’insieme di beni e servizi consumati da
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