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L’impresa vista da fuori

L’impresa quale strumento sociale

Cosa sono e perché esistono le imprese? dell’uomo

L’impresa è uno “strumento” fondamentale del tessuto sociale, è un’invenzione per migliorare le proprie condizioni di vita = sono la migliore risposta che l’uomo ha trovato ad un problema. Il problema di fondo a cui le imprese cercano di dare una soluzione come attore sociale è quello del soddisfacimento dei bisogni.

Risorse = tutto ciò che può essere utilizzato come mezzi per soddisfare le nostre esigenze (= bisogni); le risorse sono caratterizzate da una tendenziale scarsità, e, poiché i bisogni dell’uomo sono infiniti, l’impresa costituisce la “risposta razionale” a questo problema, ovvero la relazione squilibrata tra risorse e bisogni. La sua presenza nel tessuto sociale è infatti quella di soddisfare i bisogni utilizzando le risorse in modo economico (= razionale).

La forza dell’impresa rispetto all’alternativa dell’autoproduzione risiede nella possibilità di dar luogo ad un utilizzo più efficiente delle risorse necessarie a soddisfare il bisogno e tale maggiore efficienza è rintracciabile in:

  • Sforzo congiunto, presenza di uno e coordinato di più individui;
  • Divisione del lavoro, applicazione sistematica del principio di specializzazione produttiva, in cui ciascuna impresa si occupa solo di un singolo bisogno o di una parte circoscritta della complessiva attività che serve al soddisfacimento del bisogno che è il risultato efficiente di un processo di scambio in cui ciascuna impresa specializzata acquisisce risorse e fornisce risorse ad altre imprese.

L’attività dell’impresa dunque è un’attività complessa a causa della necessità di soddisfare bisogni illimitati, e con la continua variabilità nel tempo e nello spazio, tramite l’utilizzo di risorse scarse e non di omogenea dislocazione fisica.

Le funzioni tecnico-economiche

Le imprese sono tutte uguali in termini di contributo al soddisfacimento del bisogno?

Le imprese fanno parte di un mondo ancora più vasto che è quello delle organizzazioni. Le imprese sono delle organizzazioni perché provengono dall’interazione di più soggetti che operano all’interno di esse. Le organizzazioni sono quindi un ambito all’interno del quale operano le imprese. Ci sono però delle organizzazioni che non sono imprese, ad esempio lo Stato.

È possibile distinguere le imprese in base a tre fondamentali funzioni tecnico-economiche (= un modo di distinguere il mondo delle diverse imprese in proporzione al contesto economico-sociale all’interno del quale si trovano ad operare):

  • Funzione di produzione di beni o servizi: imprese la cui azione consiste in un processo di trasformazione di risorse per la produzione di nuove risorse adatte a soddisfare direttamente uno specifico bisogno. Queste imprese producono qualcosa di nuovo per il soddisfacimento dei bisogni = creano qualcosa che prima non esisteva con il fine del soddisfacimento dei bisogni. L’output può concretizzarsi nella:
    • Produzione di beni in senso stretto = risultato dello svolgimento di un’attività volta a modificare la natura fisico-chimica degli input;
    • Produzione di servizi = il risultato del processo di trasformazione non è riconducibile a un “bene materiale” ma ad un bene immateriale. Nell’ambito dei servizi vi sono anche le imprese la cui azione consiste nel mettere a disposizione attività in senso proprio; anche in questo caso c’è il bisogno, l’azione combinatoria ma quello che cambia è che il servizio non può essere conservato a differenza dal bene materiale.
  • Funzione di adattamento: l’attività dell’impresa si concretizza nel rendere usufruibili all’utenza portatrice del bisogno beni già prodotti da altre imprese; sono dunque necessari:
    • Adattamento nello spazio = finalizzato a rendere disponibili i prodotti nei luoghi in cui si manifesta il bisogno da parte dell’utenza;
    • Adattamento nel tempo = finalizzato a rendere disponibili i prodotti nel momento in cui si manifesta il bisogno da parte dell’utenza;
    • Adattamento nella varietà dei prodotti = finalizzato a rendere disponibile nello stesso luogo beni diversi, prodotti da produttori diversi.
  • Funzione finanziaria: caso specifico della funzione di adattamento in cui l’“oggetto” dell’adattamento è il denaro (= risorse finanziarie). Gli istituti di credito (= banche) di fatto spostano il denaro nel tempo e nello spazio al fine di renderlo disponibile nei luoghi e nel momento in cui risulta essere necessario.

Per riconoscere il tipo di impresa dobbiamo guardare alla sostanza e non alla forma (es: forma giuridica).

Ogni impresa svolge almeno una funzione tecnico-economica. Questa funzione è il motivo per cui esiste l’impresa.

L’interazione tra impresa e contesto economico-sociale

L’impresa ha ragione di essere, solo in una logica di scambio. Attraverso transazioni di varia natura, è in grado di ottenere le risorse da trasformare e di trasferire il risultato della sua attività, all’utenza portatrice del bisogno che il prodotto/servizio intende soddisfare.

Senza attività di scambio l’impresa sarebbe incapace di operare.

L’attività di scambio amplifica la capacità di soddisfare i bisogni e quindi nasce il baratto, lo scambio in senso tecnico = trovare il modo di rendere compatibili le mie eccedenze con i bisogni di qualcun altro. Il limite del baratto è la reciprocità in senso molto stringente (es. se io ho cibo devo trovare qualcuno che ha fame); questo problema si è risolto con la moneta, il mercato aiuta il soddisfacimento dei bisogni e nel momento in cui trovo un elemento che fa diventare tutto equo mi libero dal vincolo del limite del baratto.

L’organizzazione, lavorare insieme e l’attività di scambio potenzia la capacità di soddisfare i nostri bisogni. L’organizzazione viene pian piano specializzata attraverso la divisione del lavoro.

Dalla relazione squilibrata tra bisogni e risorse nasce la soluzione dell’impresa. Per costruire questa soluzione c’è stato un processo molto lungo:

  • Inizialmente i bisogni venivano soddisfatti individualmente;
  • Poi si è iniziato a lavorare collettivamente;
  • Poi abbiamo iniziato a scambiare in maniera sistematica le risorse con altri soggetti che avevano altre risorse complementari e utili;
  • Poi abbiamo costruito un meccanismo di scambio più libero veloce e semplice inventando la moneta;
  • Poi piano piano abbiamo compreso la forza della divisione del lavoro.

L’impresa svolge quindi l’attività, in sintesi, di acquisire risorse che sono scarse, le combina attraverso il processo di trasformazione dalla quale si ottiene un risultato attraverso l’attività di scambio sistematica con coloro che hanno bisogno del prodotto dell’impresa. La forza di questo meccanismo è il fatto che l’impresa attrae sempre più persone e la divisione del lavoro riesce a combinare in maniera molto efficiente le risorse scarse.

Questa soluzione poi nel tempo si è evoluta ed espansa creando un sistema economico molto complesso:

Il mercato = luogo in cui avviene l’attività di scambio, luogo d’incontro di maggior rilievo del sistema economico. Gli attori del mercato sono i venditori (forniscono beni/servizi) e gli acquirenti (acquistano i beni per sfruttarne l’utilità). Le transazioni sono regolate da flussi di denaro che misurano il valore del bene/servizio oggetto di scambio. Esistono due tipologie di mercato:

  • Mercato dei beni finali: l’oggetto della transazione è un bene/servizio acquistato dal consumatore finale; in questo mercato i beni sono finiti e pronti allo scambio. Gli elementi sono molto meno razionali, si comprano anche per una serie di condizionamenti dovuti ad esempio alla pubblicità.
  • Mercato dei beni intermedi: l’oggetto di scambio è un prodotto o attività funzionale allo scambio ma che ancora necessita di una trasformazione per soddisfare il bisogno. L’acquirente non è un consumatore finale ma un operatore economico che utilizza il bene acquistato per sottoporlo a nuovi “processi di trasformazione”. Questo mercato è una conseguenza dell’applicazione del principio di divisione del lavoro grazie al quale ogni impresa svolge solo una parte delle operazioni necessarie alla realizzazione del prodotto finito. È un mercato in cui la consapevolezza è maggiore perché l’operatore che acquista è molto competente, è molto più trasparente relativamente all’utilità degli oggetti.

Attraverso l’analisi della filiera produttiva riusciamo a capire la posizione dell’impresa, quali sono i mercati con i quali l’impresa interagisce.

L’impresa che sta nella filiera produttiva si appropria ai valori aggiunti delle fasi della filiera produttiva.

Ogni fase non dà lo stesso valore aggiunto alla realizzazione del prodotto finito ma ci sono dei picchi di quest’ultimo. Il valore aggiunto tende ad aumentare quando ci si avvicina al compratore.

Le imprese che stanno a valle hanno maggiore valore aggiunto.

Quanto più la fase è importante tanto più sarà alto il suo valore aggiunto. Il valore aggiuntivo è oggettivo in quanto lo posso misurare. Ogni impresa è possibile collocarla all’interno della filiera produttiva e ciò ci dirà quale impresa sta prima e quale dopo (a valle) e ciò ci aiuterà a definire anche il mercato dell’impresa.

La filiera produttiva

La distinzione tra i due mercati, ci permette di introdurre il concetto di filiera produttiva = l’insieme di fasi di lavorazione necessarie a realizzare un bene o servizio destinato al consumatore finale. È costituita da tutte le imprese che contribuiscono alla realizzazione di uno specifico bene/servizio destinato al consumatore finale.

Tra ogni fase di lavorazione vi è un mercato dei beni intermedi in cui vengono scambiati i prodotti semilavorati2. Ogni fase di lavorazione apporta un valore aggiunto al prodotto finale.

Se l’impresa non ha rapporti diretti con il consumatore finale sia il mercato di fornitura che quello di vendita sono mercati di beni intermedi.

Quindi ogni prodotto o servizio lo possiamo trasformare in filiera produttiva, domandandosi: attraverso quali fasi riesco ad ottenere questo risultato?

In fondo alla filiera produttiva vi è l’utente = colui che fruisce del risultato di tutta la filiera produttiva.

La filiera produttiva costruita relativamente alla produzione di un prodotto, occupa uno spazio. È possibile posizionare qualunque impresa che si occupa di una determinata produzione, dentro la filiera produttiva e quello è lo spazio che occupa. Una volta determinato lo spazio posso determinare anche i luoghi di scambio, i mercati, in cui l’impresa si muove.

Più fasi faccio più sono integrato, meno fasi faccio più sono deintegrato.

Tutto ciò mette in evidenza in senso generale i rapporti tra l’impresa e i fornitori, clienti e concorrenti diretti. È opportuno integrare analizzando in modo sistematico quali sono le categorie di soggetti che normalmente hanno rapporti con l’impresa (= stakeholders).

L’elemento essenziale per la nascita e la sopravvivenza dell’impresa è l’esistenza di:

  • Domanda: quindi di una clientela alla quale destinare il prodotto attraverso un rapporto di scambio;
  • Fornitori: fornitori di risorse materiali per la creazione e strutturazione del sistema operativo nonché per la sua crescita e per la sua corrente alimentazione anche in questo caso attraverso rapporti di scambio.

Oltre a questi due interlocutori “necessari” abbiamo:

  • Stato: nei confronti dell’impresa garantisce dei servizi, garantisce le infrastrutture (= mi mette a disposizione una serie di cose che mi consentono di svolgere il mio lavoro, es: le strade), garantisce la possibilità di uno stato di diritto (= il rispetto delle norme, ha gli strumenti che mi consentono di applicarle);
  • Istituzioni finanziarie: forniscono risorse finanziarie, da restituire maggiorate degli oneri finanziari; in realtà sono dei fornitori: anche qui si ha una relazione “do ut des”, l’unica differenza è l’oggetto della transazione, il denaro.
  • Gruppi di pressione esterni: portatori di certe esigenze sociali e politiche che possono creare vincoli ed orientamenti più o meno espliciti all’attività dell’impresa; sono delle organizzazioni più o meno importanti in termini dimensionali ma che hanno la finalità di portare avanti interessi rilevanti i quali nel momento in cui confliggono con l’attività dell’impresa, l’impresa dovrà relazionarvisi.
  • Partners: possono collaborare con l’impresa con un rapporto non riconducibile ad una semplice relazione di fornitura, in cui attraverso lo sforzo congiunto si ottengono risultati che hanno ricadute positive seppur di diversa natura per tutti i soggetti coinvolti.
  • Concorrenza: l’insieme di tutte le altre imprese che offrono utilità della stessa specie. Tra l’impresa e i suoi concorrenti c’è il solo rapporto di rivalità, quindi relazione diretta non c’è, se non mediata dal mercato. Il rapporto che l’impresa ha con i propri concorrenti è molto diverso rispetto a quello con i partner o con i fornitori. I concorrenti condizionano l’impresa e incidono su quello che l’impresa vuole fare perché la relazione è mediata dai consumatori, dai miei clienti.

Ciascuno di questi soggetti ha a che fare con l’impresa nell’interesse non dell’impresa ma suo, del soggetto. Chi gestisce l’impresa deve trovare il modo giusto di interagire con questi soggetti.

Attraverso l’analisi della filiera produttiva riusciamo a capire la posizione dell’impresa, quali sono i mercati con i quali l’impresa interagisce.

L’impresa che sta nella filiera produttiva si appropria dei valori aggiunti delle fasi della filiera produttiva.

Ogni fase non dà lo stesso valore aggiunto alla realizzazione del prodotto finito ma ci sono dei picchi di quest’ultimo. Il valore aggiunto tende ad aumentare quando ci si avvicina al compratore.

Le imprese che stanno a valle hanno maggiore valore aggiunto.

Quanto più la fase è importante tanto più sarà alto il suo valore aggiunto. Il valore aggiunto è oggettivo in quanto lo posso misurare.

Ogni impresa è possibile collocarla all’interno della filiera produttiva e ciò ci dirà quale impresa sta prima e quale dopo (a valle) e ciò ci aiuterà a definire anche il mercato dell’impresa.

Condizioni per la nascita e dinamica evolutiva d’impresa

L’impresa è un complesso organizzato di risorse costituito dalla volontà creatrice di uno o più soggetti e finalizzata al soddisfacimento di una domanda di beni/servizi.

Ciò ci consente di individuare i presupposti (= caratteristiche del contesto che sono necessarie affinché una qualunque impresa possa venire al mondo, sono condizioni che preesistono l’impresa) fondamentali per la nascita dell’impresa:

  • Volontà creatrice da parte di uno o più soggetti promotori dell’iniziativa imprenditoriale che la considerano strumentale alla realizzazione dei propri interessi;
  • Un’utenza portatrice di una domanda di beni/servizi che giustifica l’attività d’impresa all’interno del tessuto sociale ed economico in cui opera; le imprese esistono perché sono la nostra risposta al problema del soddisfacimento dei bisogni, dunque perché l’impresa possa nascere ci devono essere dei soggetti, titolari di un bisogno, che sono disposti a scambiare valore che hanno in cambio del soddisfacimento del bisogno. La domanda è presupposto essenziale per la nascita di qualsiasi impresa. Per utenza si intende coloro che utilizzano il risultato della mia attività per soddisfare il loro bisogno.
  • Un insieme di risorse necessarie per il soddisfacimento delle esigenze dell’utenza. È necessaria la possibilità di fare concretamente ciò che serve per soddisfare il bisogno.

Questi presupposti sono necessari perché si creino le condizioni per la nascita di un’impresa.

La mancanza di un soggetto promotore inibisce la costituzione stessa dell’impresa, visto che non è un fenomeno spontaneo.

Tuttavia questi tre presupposti anche se necessari, non sono sufficienti dunque dobbiamo aggiungere un insieme di condizioni (= ciò che consente di trasformare la potenzialità in un risultato concreto) perché l’iniziativa imprenditoriale risulti concreta e queste sono:

  • L’esistenza di un patrimonio generico = costituito da un’idea imprenditiva e dal capitale di rischio;
  • La generazione di un sistema delle capacità = si crea in modo concreto la possibilità di svolgere l’insieme dei processi necessari per soddisfare il bisogno individuato.

Così facendo possiamo passare dall’impresa-progetto all’impresa-organismo.

Gli interessi motivanti del soggetto promotore

La presenza di soggetti promotori titolari di interessi motivanti costituisce il primo presupposto per la nascita dell’impresa. È necessario individuare:

  • Quali categorie di soggetti possono divenire sogg. promotori. Possiamo distinguere le catego
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Totta08122001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Moliterni Rocco.
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