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Appunti economia e gestione delle aziende culturali

Governo e gestione delle aziende culturali

La cultura è un valore che l’economia fa fatica a riconoscere, ha una natura meritoria è dunque necessario alle logiche economiche di una nazione che nel pubblico mercato non viene prodotto, tuttavia è difficile identificarne il valore per l’utenza.

La cultura è un bene che lo stato ritiene indispensabile e importante per l’innovazione, viene prodotta a prescindere dalla domanda anche sotto imposizione e garantita entro certi limiti con l’introduzione di sistemi manageriali e di marketing.

In Italia è gestita dalla pubblica amministrazione (P.A.) mentre nel resto d’Europa se ne occupa lo stato.

Lo stato tratta i teatri come aziende.

Tra questi beni possiamo considerare: cultura educazione e servizio sanitario.

Risorse scarse: bisogna capire come usarle tramite strumenti di gestione.

  • 1) Approccio macroeconomico = come funziona il mercato del mondo culturale e con che regole e imperfezioni.
  • 2) Approccio aziendale = istituzione culturale come aziendale - tipologia d’azienda - organizzazione - misurazione.

Nel mondo della cultura vengono usati entrambi gli approcci, attraverso l’uso di regole della macroeconomia per trovare delle strategie che vedono l’impresa culturale come un’azienda.

Addiction: processo di fidelizzazione attua a far piacere un qualcosa.

Azienda = dimensione economica degli istituti.

La dimensione economica dell’impresa crea l’azienda.

Istituto = insieme di persone, energie e beni coordinati per raggiungere un fine comune in un periodo medio o lungo.

Tassonomia = classificazione, ogni istituto ne ha una propria.

Approccio aziendale

Gino Zappa fondatore dell’economia aziendale e direttore dell’università “Ca’ Foscari” durante il fascismo.

Tramite i suoi studi possiamo oggi dire che: le persone per soddisfare i propri bisogni materiali e immateriali hanno da sempre avuto la tendenza a riunirsi in gruppi organizzati.

La consapevolezza della difficoltà oggettiva nel raggiungere molteplici fini personali di varia specie e grado, in maniera individuale, ha incentivato la creazione di gruppi e società per la realizzazione dei “fini massimi delle persone”.

Le caratteristiche degli istituti

Persone che assumono queste caratteristiche.

Le persone si riuniscono e:

  • Lavorano con un obiettivo comune = fine.
  • Per un certo periodo = durabilità.
  • Adottano delle regole di comportamento valide per tutti ma diverse per ogni istituto = regole autonome.

Quando si riuniscono mettono in atto una serie di attività e azioni economiche.

↓↓

  • Consumare beni economici.
  • Produrre beni economici.

I beni sono scarsi e si paga un prezzo.

Possono essere di vario tipo: individuali, collettivi, differenziati, indifferenziati, durevoli, utilizzo singolo, sostitutivi, ecc.

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La partecipazione a gruppi e società risponde generalmente a due obiettivi fondamentali:

  • 1) Soddisfacimento dei bisogni definiti di “socialità” ossia di intese e positive relazioni interpersonali.
  • 2) La realizzazione di fini non attuabili con le risorse individuali o più convenientemente realizzabili attraverso contributi speciali e comuni di un insieme di persone.

Esistono 4 categorie di istituti:

  • Famiglia (il più antico).
  • Imprese.
  • Pubblica Amministrazione (P.A.).
  • Imprese no-profit.

La famiglia

Fine = sostegno reciproco (fine etico-morale).

Durabilità = orizzonte temporale di medio-termine.

Regole autonome = regole naturali, modello organizzativo dell’istituto non scritto quindi ha un’organizzazione informale, valgono come leggi dal punto di vista sociologico pesano come quelle scritte, ogni variazione va dunque comunicata.

Attività economica = consumo di beni economici (l’unico che consuma).

Fonte economica = reddito del lavoro (quando si lavora si fa parte di altri istituti mentre se si ha un lavoro familiare si dà vita ad un altro istituto).

Gestione patrimoniale = tutti i beni non materiali che arrivano per eredità (comprato da qualcun altro con il proprio reddito es. casa al mare).

Definizione di azienda = azienda di consumo.

L’impresa

Fine = guadagnare denaro (se non guadagna è un problema) senza mettere in atto nessun affare.

Durabilità = portarla avanti con continuità.

Regole autonome = di 2 tipologie:

  • Dipende dalla forma giuridica che si decide di adottare (dichiarando in maniera formale l’avviamento di un business) con un’autonomia limitata, decisa dai membri e vincolata con paletti posti dal legislatore.
  • Totalmente libera modello organizzativo non vincolato da un legislatore.

Attività economica = produzione di beni economici.

Definizione di azienda = azienda di produzione.

Pubblica amministrazione (P.A.)

Uffici pubblici.

Fine = migliorare la qualità della vita cittadina attraverso:

  • Definizione di leggi inerenti al voto politico che la popolazione ha espresso (anima politica).
  • Erogazione dei servizi pubblici di buona qualità (anima amministrativa).

Durabilità = livello politico stabile, durata indispensabile.

Regole autonome = lo sono perché le fa l’organizzazione e sono autonome.

Attività economica = produrre servizi nell’amministrazione e consumare beni economici nella politica.

Definizione aziendale = azienda mista.

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Imprese no-profit

Fine = generare ricchezza sociale, etica morale, ludica e di supporto per i portatori d’interesse (stakeholders) (non necessariamente per tutti quindi solo per le persone che decido, non monetaria, si pagano comunque i dipendenti).

Durabilità = orizzonte temporale di medio-lungo termine.

Regole autonome = di 2 tipologie differenti:

  • Dipende dalla forma giuridica scelta, costruita da un legislatore con autonomia limitata e con un consiglio direttivo con numero scelto dalle persone vincolata da paletti.
  • Totalmente libere si attengono all’organizzazione.

Attività economiche = consumo di beni culturali, quando l’attività è chiusa es. esclusiva a soli membri come il club dei 27.

Produzione di beni di consumo nel momento che genero dei beni es. insegnare hip hop o promuovere un’attività.

Dimensione economica = azienda no-profit.

I principi di durabilità delle aziende

Ogni azienda per garantirsi la durabilità deve seguire 3 principi:

  • Efficacia.
  • Efficienza.
  • Economicità.

Efficacia

Incentrata più a valle del processo produttivo ↴

Individua la capacità di raggiungere i propri obiettivi finalizzanti:

  • Per le imprese: guadagnare i soldi.
  • Per le P.A.: migliorare la qualità della vita dei cittadini con l’erogazione dei servizi pubblici.
  • Per le no profit: generare ricchezza sociale per gli stakeholders.

Quindi per raggiungere gli obiettivi finali bisogna porne intermedi funzionali all’efficacia (legati all’efficienza).

La misurazione dell’efficacia:

  • Molto facile nell’impresa perché la ricchezza generata in un periodo è facilmente rintracciabile in un documento “bilancio d’esercizio” = utile grandezza economica facilmente rintracciabile e calcolabile.
  • Per le P.A. e le No-Profit si misura in termini meta-economici (costruiti attraverso raccolte dati non monetarie), dipende dalle realtà con cui si approccia con i propri indicatori es. teatro = numero spettacoli - output = quello che faccio es. ospedali numero di pazienti - output = quello che faccio.

Si misura l’impatto = output ed effetto generato = valutazione d’impatto.

(Nelle P.A. è garantita in base a come impiego le risorse che ho a disposizione).

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Efficienza

Incentrata più a monte del processo produttivo.

Sfruttare al meglio i fattori produttivi = allocare le risorse.

Si divide in:

  • Efficienza interna = riguarda il processo produttivo, sul come vengono utilizzate e valorizzate le risorse. Significa non sprecare i fattori produttivi delle risorse materiali e per le risorse umane significa ottimizzare l’orario di lavoro e valorizzare know how e skills delle persone. (Know How - capacità: potenzialità e competenze personali). (Skills - competenze: esperienza, studio e abilità apprese).
  • Efficienza esterna = approvvigionare-acquistare i propri fattori primi alle condizioni migliori per le proprie possibilità. es. scelta del fornitore in base al prezzo e qualità.

Si può essere efficaci senza essere efficienti?

Sì, se sono efficace arriverò di certo al fine ma in modo incerto e tentennato dunque sprecherò le mie risorse in quanto non le impiegherò nel modo migliore possibile, mentre se sono efficace ed efficiente insieme arriverò al mio obbiettivo in modo fluido e sicuro.

  • Tra efficacia e efficienza c’è una relazione diretta, se sono efficiente nel 90% dei casi sono anche efficace.
  • Troppa efficienza genera la perdita della qualità del prodotto dunque l’abbassamento dell’efficacia.

Economicità

Nasce ad uso e consumo delle imprese successivamente adattato alle aziende pubbliche e no-profit.

Le imprese rispetto ai no-profit e le P.A. hanno la definizione del prezzo che deriva da domanda e offerta, definito dal mercato-cliente.

Quindi possiamo dire che:

  • I fattori produttivi e i prodotti/servizi (input, output) siano scambiati in un mercato concorrenziale.
  • Il mercato “stabilisce” il prezzo (valore) di scambio dei fattori produttivi.

È quando un’azienda raggiunge contemporaneamente 3 equilibri:

  • Equilibrio economico = quando il valore dei fattori produttivi è inferiore del valore del prodotto finito.

Quindi: valore output superiore (anche di poco) alla somma dei valori input.

Nelle P.A. e nelle No-Profit si verifica anche con l’uguaglianza.

Vincolo = valore assegnato al tuo output che dipende da ciò che hai a disposizione, cioè i soldi che ti vengono forniti da sponsor, soci ed eventualmente clienti.

Budget = in base a ciò che hai a disposizione vincoli il tuo output.

  • Nelle No-Profit quando si ha un output particolarmente elevato c’è qualcosa che non va.
  • Nella P.A. si ha un vincolo stabilito da terzi prima dell’avvio del processo, quindi il valore è vincolato per acquistare gli input.

es. All’ospedale di Parma viene assegnato un vincolo produttivo di 10.000.000 di euro ovvero il budget, ad inizio anno quindi l’ospedale acquisterà ed erogherà prestazioni entro quel budget.

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  • Nelle P.A. l’equilibrio economico è un vincolo perché legato al valore definito dall’output, ogni spreco è un servizio non erogato.
  • Nel teatro (fondazione con soci pubblici) che deve organizzare il festival Verdi e crea un progetto exante e lo presenta agli enti pubblici, ovvero soci che assegnano un valore di 3.000.000 di euro, si cercano sponsor che danno 1.000.000 di euro e il pubblico/spettatori ovvero clienti che danno stima sono dunque il vincolo per l’acquisto di input.
  • Nell’impresa non ci sono terzi quindi i valori dell’output è dato dai clienti/mercato.
  • Nelle P.A. i terzi sono i livelli di governo che gestiscono il mercato o a volte i clienti.
  • Nelle No-Profit il valore dell’output è vincolato dalle pubbliche amministrazioni (ministero, regione, comune) privati (sponsor, donatori e associati) e i clienti.

Equilibrio monetario

  • Equilibrio monetario = ogni azienda per perdurare nel tempo deve essere in grado di pagare i debiti scaduti e vale per l’impresa, le P.A. e il No-Profit.

Capacità di pagare i debiti scaduti → tempi di pagamento standard: 30-60 giorni dipende dai settori merceologici, se previsto contrattualmente pago dopo la scadenza.

es. compro una partita di penne che pago fra 30 giorni, quindi alla scadenza pago.

Quasi mai i pagamenti avvengono per rimessa diretta ↴ pagamento immediato, avviene quando vendo al consumatore diretto.

Il 90% delle aziende operanti nel mercato ha problemi di equilibrio monetario.

es. il 6 ottobre acquisto gli ingredienti per le torte 150 euro ↴ che pagherò fra 30 giorni ↴↴ in 2 giorni faccio le torte le faccio assaggiare al responsabile del mercato ↴ dopo 3 giorni le vendo a 300 euro ↴ la conad mi paga dopo 60 giorni.

In 5 giorni il processo produttivo è finito, comprato - prodotto - venduto (senza costi).

Il 10% delle aziende operanti nel mercato non hanno problemi di equilibrio monetario = vendono in breve al consumatore finale.

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*per avere i soldi per di utilizzo pagare: → strumenti.

  • Chiedo ai soci.
  • Chiedo alle banche i prestiti.
  • Affidamento bancario (permette di andare in rosso fino ad un limite).

Il 10% dei casi.

es. L’Esselunga compra dalla Barilla 1.000 euro di pasta e la paga dopo 120 giorni (per contenzioso prima aveva 160 giorni).

Gondola = scaffali del supermercato.

Rotazione di magazzino = velocità media a cui un prodotto viene giorni venduto. → 10

16 ottobre la pasta viene venduta a 1.100 euro in cassa ↴ e l’Esselunga dopo 110 giorni riceve i soldi che li investe finanziariamente per guadagnare più di 100 euro.

Generatrici di liquidità = hanno pochissimo bisogno delle banche per finanziare l’attività o pagare i soci per garantirsi l’equilibrio monetario ↴ l’Esselunga è brava nella rotazione di magazzino ovvero nel velocizzare il processo di vendita.

Fornitori = soggetti che cedono all’azienda i fattori produttivi.

Equilibrio finanziario

  • Equilibrio finanziario = è quando un’azienda è coerente su come ha il denaro e come lo usa, quindi quando è coerente tra fonti e impieghi, garantendo il principio di equilibrio tra i diversi portatori d’interesse (stakeholders), garantendo gli interessi tra i soggetti coinvolti, se questo non avviene siamo in una situazione di disequilibrio.

Nell’azienda ci sono:

  • Soggetti interni = soci, proprietà, (dirigenti/manager che prendono decisioni di tipo gestionale).
  • Soggetti esterni = banche, fornitori, clienti.

Tutti coinvolti con azione diretta all’azienda: stakeholders interni primari.

Gli stakeholders interni primari e secondari sono influenzati dalla vita dell’azienda con coinvolgimento indiretto. (sindacati, associazioni e comunità locale).

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Gli stakeholders

Possono essere:

Interni

Stakeholders interni primari.

  • Proprietà = soggetto economico (negli interessi dei quali l’azienda opera).
  • Management = soggetto giuridico (prendono decisioni con facoltà di contrarre obbligazioni ovvero prendere decisioni e firmare contratti).
  • Dipendenti = dipendenti.

A volte soggetto economico e giuridico possono essere le medesime persone.

Esterni

  • Primari: coloro che hanno dei rapporti diretti con l’azienda e sono coinvolti in transazioni.
  • Secondari: coloro che hanno relazioni indirette con l’azienda e non sono coinvolti in transazioni.

Hanno interessi in parte comuni e in parte contrari l’azienda deve quindi saper mediare tra loro.

Gli stakeholders influenzano la vita dell’azienda che nei loro confronti ha delle responsabilità = rapporto biunivoco.

La forma giuridica delle imprese

Per dare vita a un business bisogna scegliere la forma giuridica.

L'impresa individuale (da soli)

Attività burocratiche:

  • Autorizzazioni amministrative, ↴ comunali e sanitarie.
  • Dichiarazione inizio attività.
  • Apertura partita IVA (codice fiscale dell’impresa), ↴ dato dalle agenzie delle entrate, scelta dell'attività che si va a svolgere ↴
  • Iscrizione alla Camera di Commercio, con la dichiarazione di inizio attività.

Caratteristiche:

Totale mancanza di autonomia giuridica,

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.gatta2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle aziende culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Mozzoni Isabella.
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