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Economia ambientale

Economia e ambiente

Dagli anni '60 si è sviluppato l'ambientalismo, ma da sempre le civiltà hanno dovuto tenere conto della gestione delle risorse ambientali. Le prime formalizzazioni sono arrivate nel 18o secolo.

L'economia è lo studio delle leggi che regolano l'impiego efficiente (equo) di risorse scarse tra usi alternativi al fine di soddisfare i fabbisogni umani. Diciamo che l'economia si occupa di analizzare e interpretare il comportamento degli uomini (è una scienza sociale) con attenzione alle funzioni di produzione, consumo e scambio.

Nascita dell'economia

Prime riflessioni fin da antichità (economia = legge della casa). Punto di svolta è la separazione etica/politica: non più cosa è giusto, ma cosa è utile al perseguimento del fine (inizialmente è la potenza del principe/stato).

  • Mercantilisti (precursori dei protezionisti): saldo positivo nella bilancia commerciale e ricchezza intesa come stock fisso e immutabile (Colbert 1619-1774).
  • Fisiocratici: alla base della ricchezza c'è il settore agricolo e il flusso di ricchezza da esso generato (unico produttore di materia) (Quesnay 1694-1774).

Economia classica

Fine '700-fine '800. I primi economisti erano economisti ambientali “inconsapevoli”.

  • Adam Smith (1723-1790)
    • Prima sistemazione materia.
    • Prima rivoluzione industriale (Inghilterra).
    • Teoria del valore – lavoro (la trasformazione dei beni produce ricchezza, non la natura). È il processo produttivo che crea valore aggiunto.
    • Specializzazione aumenta la produttività del lavoro ed è alla base dello scambio.
    • Principio della mano invisibile: i singoli perseguendo il proprio interesse sul mercato portano alla massimizzazione del benessere sociale senza necessità di intervento dello stato.
    • Fiducia nel progresso indefinito.
  • Robert Malthus (1766-1834)
    • Si pone il problema della crescita (popolazione crescita geometrica, risorse alimentari crescita aritmetica).
    • Lo sviluppo è limitato dalle risorse naturali (limiti assoluti) e condurrà inevitabilmente allo stato stazionario (stato di miseria).
    • Pessimista e riferimento per questo filone di pensiero (che risorgerà molto tempo dopo trascurato dal pensiero positivista neoclassico di fine ottocento/inizio novecento).
    • Criticato da Emerson nel 1870: “Malthus, affermando che le bocche si moltiplicano geometricamente il cibo solo aritmeticamente, dimentica di dire che anche l'ingegno umano è un fattore dell'economia politica, per cui le crescenti esigenze della società saranno soddisfatte dal crescente potere dell'inventiva umana”.
  • David Ricardo (1772-1823)
    • Anch'egli pessimista.
    • Limiti relativi: man mano che le risorse di migliore qualità si esauriscono occorrerà sfruttare risorse di qualità inferiore e quindi più costose.
    • Mill (1806-1873): stato stazionario socialmente desiderabile (fine della crescita, popolazione stabile, alloggi, risorse agricole, impianti industriali).

Alla loro epoca le predizioni dei classici non si avverano:

  • Progresso tecnologico
  • Colonizzazione
  • Combustibili fossili

Il tema della scarsità delle risorse viene quindi dimenticato dai neoclassici.

Economia neoclassica o marginalista

Fine '800-metà '900 (Walras, Jevons, Marshall, Pareto). Il tema delle risorse ambientali viene dimenticato.

Individualismo metodologico (contestato da Kaynes). Valore utilità. È il fondamento della microeconomia. Inclusione dei procedimenti matematici nella disciplina (attraverso la matematica si modellizza la realtà e si elaborano previsioni, ma rimangono fuori molte dinamiche ambientali e per fare previsioni occorre semplificare).

Marginalismo: L'ambiente non trova spazio in questo tipo di analisi. Fallimenti del mercato (asimmetria informativa, monopolio, beni pubblici, esternalità).

Pensiero dei neoclassici sull'ambiente:

  • Pigou (1877-1959):
    • Il mercato non è un efficiente allocatore delle risorse in presenza di esternalità.
    • Distinzione fra costi privati e costi sociali.
    • La soluzione sono le imposte pigouviane.
    • Il problema è la quantificazione del valore delle risorse ambientali.
    • Altri (Coase) ripongono la soluzione nella ridefinizione dei diritti di proprietà sulle risorse.
  • Gray (1914) e Hotelling (1930): economia delle risorse rinnovabili
    • Parte da considerazione di estrazione troppo rapida e a prezzo troppo basso.
    • Ricerca del tasso ottimale di estrazione.
    • Dipendenza dei tassi di estrazione passati e futuri.
    • Esaurimento in caso di mancanza di diritti di proprietà (tragedia dei beni comuni).

Dal boom economico in avanti il problema ambientale inizia a farsi sentire e la coscienza ambientalista inizia a svilupparsi. Prime riflessioni sull'apparato teorico della scienza economica che finora ha trascurato i legami fra sistema economico e ambiente.

  • Kenneth Boulding (1910-1993)
    • Il sistema economico è un sottoinsieme (econosfera) del sistema ambientale ed è collegato con esso da flussi di energia, input e rifiuti.
    • La terra è un sistema chiuso dal punto di vista della materia e aperto dal punto di vista dell'energia.
    • Stock (fonti) e pozzi finiti.
    • Concentrare sforzi per riciclaggio, riduzione inquinamento, mantenimento fonti esauribili ed energia rinnovabile.
    • Intervento pubblico per controllo inquinamento (leggi e/o incentivi).
    • Valore economico dei beni ambientali.
  • Nicholas Gergescu-Roegen (1906-1994)
    • Critica alla teoria economica neoclassica (è il fondatore dell'economia ecologica).
    • Critica degli strumenti.
    • No crescita senza limiti.
    • No a PIL come unico strumento di misurazione del benessere.
    • Teoria basata sull'applicazione dei principi della termodinamica.
      • 1o principio della termodinamica: ogni estrazione, produzione, consumo di risorse implica la formazione di prodotti di scarto uguali in termini di energia/materia a quella delle risorse immesse nel ciclo economico. Nulla si crea e nulla si distrugge.
      • 2o principio della termodinamica: non è possibile che tutti i prodotti di scarto siano reimmessi nel ciclo produttivo. L'entropia in un sistema chiuso non può che aumentare.
    • L'entropia è la legge generale che regola l'economia di tutti gli organismi viventi i quali, per mantenere la propria bassa entropia prelevano dall'ambiente risorse ordinate (bassa entropia) e vi rigettano rifiuti ad alta entropia.
  • Daly e Cobb (1989)
    • Economia estesa/allargata all'ambiente.
    • Sistema economico tradizionale ignora le relazioni fra economia umana ed ecosistemi (sistema naturale).
    • In pratica il sistema economico è un sottoinsieme del sistema naturale (che può fare a meno del primo, ma non il contrario).
    • Sistema economico e sistema naturale interagiscono e le scelte effettuate dall'uomo si ripercuotono sul sistema.

Funzione delle risorse naturali

  • Input dei processi produttivi
  • Assorbimento/smaltimento dei rifiuti (capacità di carico)
  • Amenità (consumo diretto)
  • Servizi ecosistemici

Alcuni di questi servizi hanno mercato e prezzo, ma tutti hanno un valore.

Il tema della durabilità della crescita torna attuale:

Modelli di sviluppo

Modello pessimistico

Viene sviluppato un modello al MIT di Boston (DH Meadows e G Randers) che si basa sulla simulazione di esiti dell'economia mondiale in base a 5 variabili di base:

  • Popolazione
  • Risorse alimentari
  • Risorse naturali
  • Inquinamento
  • Capitale industriale

Considerazioni dei pessimisti:

  • Rivoluzione verde non è ripetibile
  • Erosione superfici agricole
  • Aumento popolazione
  • Aumento domanda Cina e India
  • Biocarburanti
  • Cambiamento climatico
  • Crescita dei prezzi dei cereali

Tutto questo porterebbe a crescenti tensioni, accaparramento terre fertili, malnutrizione e povertà. Soluzione:

  • Porre fine all'espansione demografica
  • Interruzione della crescita economica e redistribuzione
  • Riduzione dell'inquinamento

Critiche:

  • Non si tiene conto dell'incentivo rappresentato dal mercato sul progresso tecnologico
  • Mancanza di riscontri

Modello ottimistico

L'uomo grazie al suo ingegno ha sempre fatto fronte a situazioni di scarsità.

  • Tenore di vita in costante miglioramento
  • Riduzione scarsità, costi di produzione e prezzi
  • Miglioramento ambiente
  • Produzione agricola cresce
  • Inquinamento e scarsità sono dovuti solo ad inefficiente allocazione

Il fattore di Emerson come rivoluzione verde

Inizio del XX secolo: la popolazione mondiale era in decisa crescita, ma la produzione mondiale di frumento rimaneva pari a quella di epoca augustea (es. 10 q/ha mais con pessima qualità, scarso tenore proteico e moltissime micotossine). L'avverarsi della teoria di Malthus sarebbe stato nell'ordine delle cose se non fosse intervenuto l'ingegno umano in forma di “rivoluzione verde”.

Rivoluzione verde: a seguito di un aumento della popolazione di 4 volte, le produzioni sono circa quadruplicate per i prodotti di base per l'alimentazione globale (es. 60 q/ha frumento di alta qualità con alto tenore proteico, poche micotossine ecc).

Sviluppo sostenibile

È lo sviluppo che soddisfa i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Introdotto con rapporto Bruntland (our common future, 1987) e ripreso nel 1992 in occasione della conferenza mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU a Rio De Janeiro.

Altre definizioni:

  • Miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi
  • Sviluppo che offra servizi ambientali, sociali ed economici in base a tutti i membri della comunità, senza minacciare l'operabilità del sistema naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi

Critiche alla definizione ufficiale dello sviluppo sostenibile:

  • Visione antropocentrica
  • Solo la decrescita è compatibile con la sostenibilità ambientale

Diversi approcci teorici sulla sostenibilità

Classificati in base alla sostituibilità fra capitale naturale (CN) e capitale prodotto (CP).

  • Sostenibilità molto debole
    • Perfetta sostituibilità fra CN e CP
    • Crescita economica legata all'andamento del PIL
  • Sostenibilità debole
    • Mantenimento del livello di benessere raggiunto (reddito, servizi sociali, istruzione)
    • Preservazione di una certa dote di capitale naturale per preservare il benessere
    • Parziale sostituibilità fra CN e CP
  • Sostenibilità forte
    • Il capitale naturale critico deve essere preservato a qualsiasi costo
    • Sostituibilità fra risorse rinnovabili e non rinnovabili
  • Sostenibilità molto forte
    • Mantenere inalterato il capitale naturale ottenuto
    • Approccio geocentrico

Visione energetica della sostenibilità (sostenibilità secondo Daly):

  • Consumi delle risorse rinnovabili non devono superare i relativi tassi di rigenerazione
  • Consumi di risorse non rinnovabili non devono superare velocità di sviluppo dei sostituti rinnovabili (sostituzione di stock RNR con stock di RR)
  • Emissioni di inquinanti non devono superare le capacità di assorbimento dell'ambiente (carrying capacity)

Economia ambientale e delle risorse naturali

Dagli anni '70 gli autori neoclassici si impegnano sempre più su tematiche ambientali, si distingue quindi fra economia ambientale ed economia delle risorse naturali.

Economia ambientale

È la scienza che studia il comportamento degli individui in relazione con l'ambiente. Studia le possibili correzioni al paradigma economico neoclassico, basato su un sistema di prezzi e diritti di proprietà, il quale non consente un'efficiente allocazione delle risorse naturali (fallimento allocativo del mercato).

  • Relazioni tra sistema economico, società e ambiente per identificare correzioni all'attuale sistema di prezzi e proprietà e garantire un'efficiente allocazione, attraverso il mercato, delle risorse naturali.
  • Ambiente non è un'entità separata dal sistema economico.
  • “Economico” non riguarda solo transizioni di denaro, ma anche variazioni di benessere (misurabili in termini di valuta).
  • Relazione stretta (cause del degrado, valutazione del degrado, misure).
  • Centrata soprattutto sul problema dell'inquinamento.

Economia delle risorse naturali

Definisce le modalità di utilizzo e rigenerazione delle risorse naturali (rinnovabili e non) compatibili con l'obiettivo della conservazione.

  • Tasso ottimale di utilizzo delle risorse.
  • Analisi affrontata con approccio e strumenti della microeconomia.
  • Correzione esternalità e fallimenti del mercato, ma sostanziale fiducia nel mercato.
  • Non si pone il tema della scarsità.

Economia ecologica

Applicazione dei principi della termodinamica al sistema economico. Elabora gli strumenti idonei a garantire la conservazione degli ecosistemi e del capitale naturale nel lungo periodo al di là delle semplici implicazioni economiche (non assegna valore monetario alle risorse, analisi in termini fisici).

  • Paradigma alternativo
  • Approccio multidisciplinare
  • Vincolo alla crescita economica

Economia ambientale vs economia ecologica: qual è il massimo livello ammissibile di inquinamento?

  • Economia ambientale: quello che massimizza i vantaggi monetari della società
  • Economia ecologica: quello che non intacca il capitale naturale o che non eccede la capacità naturale di assorbimento o rigenerazione

Fallimenti del mercato

Quando si registra un fallimento del mercato

Quando il mercato non garantisce un'allocazione delle risorse al massimo grado di efficienza possibile.

I mercati perfettamente concorrenziali sono pareto efficienti (massimizzano il benessere sociale).

Pareto efficiente: si dice di combinazione di produzione e scambio per cui nessun individuo può aumentare il proprio benessere senza far diminuire quello di un altro soggetto (è la migliore allocazione delle risorse). Efficiente non è sinonimo di equo. Un mercato/un sistema economico e produttivo può essere efficiente, ma non equo.

Spetta ai governi e alle politiche esprimere giudizi di valore sulla preferibilità delle diverse situazioni. Anche se spesso le scelte politiche eque non sono efficienti.

Ipotesi fondamentali del mercato in concorrenza perfetta

  • Esiste un numero molto elevato di imprese e consumatori.
  • Il prodotto è omogeneo.
  • C'è perfetta informazione.
  • Esiste completa libertà di entrata e uscita.
  • Le imprese e i consumatori sono price-takers.

Misura del benessere sociale (consumatori e produttori)

Principali fallimenti del mercato

  • Concorrenza imperfetta.
  • Asimmetria informativa.
  • Beni pubblici:
    • Godono del principio di non rivalità e non esclusione.
    • Non rivalità: la fruizione del bene da parte di un individuo non comporta benefici o danni per gli altri individui.
    • Non esclusione: un utente non può precludere l'accesso al bene di altri utenti.
  • Esternalità (economie e diseconomie esterne): effetto (positivo o negativo) procurato a terzi da un soggetto senza accordo preventivo ne risarcimento a posteriori.
    • Interferenza nelle funzioni di utilità.
    • Mancanza di transizione economica.
    • I costi/benefici esterni sono provocati da attività di consumo o produzione. Ciò fa sì che i costi sociali siano più alti/bassi rispetto a quelli privati.

Esternalità positive e negative

Esternalità positive (o economie esterne): benefici che derivano dall'attività di terzi ma vanno a vantaggio di soggetti che non hanno sostenuto nessun costo per produrli (problema del free rider).

Esternalità negative (diseconomie esterne): riferimento alle perdite di benessere che un soggetto procura a terzi durante la sua attività produttiva; senza che vi sia nessuna compensazione.

Sono entrambi fallimenti del mercato perché le scelte degli individui non rispecchiano i prezzi e i costi effettivi del valore delle risorse.

Distinguiamo:

  • Esternalità positive nella produzione
  • Esternalità negative nella produzione
  • Esternalità positive nel consumo
  • Esternalità negative nel consumo

Esternalità negative (inquinamento)

Situazioni il cui processo di immissione di inquinanti (nell'ambiente) genera effetti nocivi e riduce l'utilità dei singoli individui. La riduzione di utilità dei “soggetti passivi” non viene compensata (a livello monetario o in altra forma). Entrambe le condizioni sono necessarie per esistenza esternalità. Se la perdita di benessere è compensata, l'effetto è “internalizzato”.

Definizione di inquinamento:

  • Immissione nell'ambiente di sottoprodotti da attività economiche
  • Immissione produce effetti di natura fisica, chimica e biologica sui diversi comparti ambientali (uomo compreso) e sulle risorse
  • Tali effetti producono perdita di utilità per chi utilizza le risorse stesse

Problemi relativi alle esternalità negative

  • Conoscenza del danno
    • Effetti non visibili
    • Effetti ritardati (capacità di carico dell'ambiente)
    • Effetti sinergici
    • Effetti di accumulo
  • Conoscenza dei soggetti interessati
    • Soggetti che producono esternalità
    • Soggetti che subiscono esternalità
    • Pluralità dei soggetti
    • Soggetti distanti nello spazio e nel tempo
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattia.ferrario9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bertoni Danilo.
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