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Il Pater Familias: L'unico soggetto autonomo

Premessa importantissima: l’Asse portante dell’ordinamento giuridico romano, e

di conseguenza l’asse portante di tutto il sistema delle successioni, è la Patria

Potestas.

La Patria Potestas è anzitutto un rapporto di potere tra Pater e i suoi sottoposti.

Questo è un punto fondamentale che ci aiuta a comprendere cosa significhi Suus Heres (al singolare)

o Sui Heredes (al plurale, letteralmente "eredi propri").

Cioè colui il quale eredita il patrimonio dello “scomparso”, è colui il quale è stato soggetto alla potestà

del Pater fino al suo ultimo istante di vita e che a sua volta non ha un padre, un genitore, in vita.

Di solito i Sui Heredes si identificano con i figli.

Al vertice c'è il pater familias, che è l'unico soggetto sui iuris (autonomo giuridicamente).

Il soggetto sui iuris è autonomo giuridicamente, può entrare in rapporti giuridici con gli altri.

●​ Nota bene per l'esame: Un uomo è pater familias anche se è giovanissimo, non è sposato e

non ha figli, purché non abbia antenati maschi in vita sopra di lui. Pater familias non indica

la paternità biologica, ma la titolarità dei diritti civili e patrimoniali.

●​ Tutto ciò che i membri della famiglia acquistano (terre, schiavi, denaro) entra automaticamente

nel patrimonio del pater.

È paterfamilias qualsiasi maschio che sia sui iuris, ossia che NON sia sottoposto alla patria potestas

di un altro capofamiglia vivente.

Egli è il centro assoluto di questo complesso gruppo che si chiama Familia.

L’esercizio della Patria potestas produce effetti personali e patrimoniali.

L a sottomissione al pater non è solo personale, ma è soprattutto patrimoniale.

Il Pater è l’unico titolare dell’intero patrimonio familiare e l’unica via di comunicazione della famiglia verso

l'esterno.

Caso del neonato

Un bambino di pochi giorni può essere pater familias.

Se il padre muore e non esiste alcun ascendente sotto cui il bambino ricada, egli diventa:

●​ pater familias;

●​ sui iuris.

Tuttavia rimane sottoposto a tutela fino ai quattordici anni.

La famiglia romana: principio fondamentale

Il punto centrale della famiglia romana non è il sangue.

Questa affermazione è fondamentale.

Nella concezione romana ciò che conta non è principalmente la discendenza biologica.

Ciò che conta è la soggezione alla potestà del pater familias.

I molteplici significati del termine Familia

Il termine familia non indica unicamente un gruppo ristretto di persone, ma assume significati diversi a

seconda del contesto.

Familia in relazione alle cose (Significato Patrimoniale)

Definizione: Indica il patrimonio nel suo complesso.

➢​ Cosa comprende: Tutto quel che appartiene alla famiglia, inclusi gli schiavi e gli animali.

➢​ Evoluzione linguistica:

➢​ Nella formulazione più antica delle XII Tavole si usava esclusivamente il termine

★​ familia (es. "l'agnato più vicino acquisti il patrimonio familiare").

Talvolta, per accentuare ulteriormente questo significato economico, si

★​ adoperava anche il termine composto "familia pecuniaria" (da pecunia).

Familia in relazione alle persone

Viene impiegato per indicare i singoli individui o specifici gruppi determinati dalla condizione giuridica o

dal diritto comune.

●​ Il "paradosso" del Pater Familias e del minore (pubere sotto tutela):

○​ Cosa significa: Per noi oggi un "padre di famiglia" è un uomo adulto che ha dei figli.

Per i Romani no.

○​ Pater familias indica un diritto (ius), non l'età: Designa colui che ha il potere

domestico nella propria casa (in domo dominium). Indica semplicemente una persona

che non ha nessuno sopra di sé che possa comandarla. È il capo assoluto di se

stesso e dei suoi beni.

○​ Il caso del bambino: Se un bambino (un pubere) perde il padre, non ha più nessuno

sopra di sé che eserciti l'autorità su di lui. Anche se ha bisogno di un tutore che lo

gestisca perché è piccolo, per il diritto romano lui è comunque un pater familias. Ha il

titolo giuridico, anche se non ha moglie né figli.

●​ La frammentazione alla morte del pater:

○​ Cosa significa: Immagina una grande famiglia romana dove c'è un vecchio pater

familias, tre figli maschi sposati e diversi nipoti. Finché il vecchio è vivo, esiste una sola

famiglia (quella del vecchio). Tutti dipendono da lui.

○​ Cosa succede quando muore: Il giorno in cui il vecchio muore, quella grande famiglia

si spezza istantaneamente. I tre figli maschi non hanno più nessuno sopra di loro.

Diventano tutti e tre, contemporaneamente, dei patres familiarum.

○​ Il risultato: Tutti gli individui a lui soggetti cominciano ad avere una famiglia. Da

quell'unico ceppo originario nascono immediatamente tre nuove famiglie giuridiche

autonome. I figli di ciascuno dipenderanno ora dal rispettivo padre, non più dal nonno

defunto.

●​ La relazione Patrono-Liberto:

○​ Cosa significa: Il "patrono" è l'ex padrone, il "liberto" è lo schiavo che è stato liberato.

○​ Perché si usa familia: La legge usa il termine familia quando parla delle singole

persone legate da questo vincolo (es. "a questa famiglia"). Anche se lo schiavo è stato

liberato e non è un parente di sangue, rimane legato all'ex padrone da un vincolo

giuridico di rispetto e doveri. Il professore sottolinea che quando la legge parla dei diritti

e dei doveri tra queste singole persone, usa la parola familia per indicare questo

specifico legame legale che li unisce.

Familia come discendenza da un antenato remoto (Gens)

●​ Definizione: Una pluralità di persone che originano dal sangue di uno stesso remoto genitore,

del quale ormai si è persa la memoria, e tra i quali non vi è più nemmeno un legame di

parentela agnatizia.

●​ La fonte di una memoria comune: Rappresenta l'identità del gruppo (es. la familia Iulia).

●​ Nota critica del professore sul testo di Ulpiano (III sec. d.C.): In questo specifico contesto,

Ulpiano (o i compilatori successivi che hanno modificato il testo) ha usato il termine familia, ma

propriamente avrebbe dovuto adoperare il termine gens (es. gens Iulia).

Familia proprio iure (Famiglia con condizione giuridica propria)

È la famiglia in senso stretto.

La famiglia nella quale il Pater (il capo del nucleo familiare) è ancora in vita e i suoi discendenti sono

ancora soggetti al suo potere (Potestà) (Patria Potestas).

Chi ne fa parte?

Tutti i membri della familia proprio iure sono considerati giuridicamente alieni iuris (soggetti al diritto

altrui). Il gruppo comprende:

I figli legittimi (sia maschi che femmine) e i discendenti in linea maschile (i nipoti nati dai figli

●​ maschi). nipoti femmine pater fanno parte

Se le (nate dai figli maschi del ) non sono sposate,

➢​ al 100% della familia proprio iure del nonno .

In sintesi, "discendenti in linea maschile" non significa "solo i parenti maschi", ma "tutti i

➢​ parenti (maschi e femmine) nati da figli maschi".

I figli adottivi (che entrano legalmente sotto la potestà del pater).

●​ La moglie del pater, ma solo se sposata con matrimonio cum manu (in questo caso assume la

●​ condizione giuridica di figlia, chiamata loco filiae).

●​ Le mogli dei figli maschi (sempre se sposate cum manu, che entrano nella posizione di nipoti,

.

loco neptis)

È un tipo di organizzazione familiare piuttosto comune e tutti vivevano nella stessa Domus (Casa).

La familia communi iure (famiglia di diritto comune)

Mentre la familia proprio iure fotografa la situazione dei sottomessi in un preciso momento, la familia

communi iure proietta questo legame nel tempo, dopo la morte del pater familias.

Il giurista Ulpiano la definisce come l'insieme di tutti i soggetti che si troverebbero sotto la potestà dello

stesso pater familias se quest'ultimo fosse ancora in vita.

È una comunità formata da più persone autonome (sui iuris), le quali un tempo erano unite sotto

➢​ l'autorità dello stesso capofamiglia deceduto.

Es. I fratelli di uno stesso padre, i cugini di uno stesso nonno, i biscugini di uno stesso bisnonno.

Parentela Agnatizia maschile.

★​

I confini della Familia Communi Iure

Ritornando alla struttura della familia communi iure (composta da tutti i soggetti che sarebbero sotto la

potestà dello stesso pater se quest'ultimo fosse ancora in vita), ci si interroga su quale sia l'estremo

limite di questo vincolo.

●​ L'ultimo ascendente comune: L'ultimo ascendente utile in grado di definire l'anello e il confine

della parentela agnatizia è il comune proavus (il bisnonno).

●​ Il confine della parentela: Di conseguenza, l'ultimo confine della parentela agnatizia coincide

tassativamente con la condivisione dello stesso bisnonno.

Modello ideale della Famiglia Romana

Però il modello ideale della famiglia romana è appunto

Quello nella quale convivono tre generazioni di discendenti nella stessa Domus, siamo innanzi al

➔​ modello idealizzato della familia communi iure nel presupposto che sia ancora in vita il comune

Proavus (BISNONNO).

Nella prospettiva romana le tre generazioni sono il tempo della memoria.

➔​

Nell’esistenza di ciascuno, a maggior ragione nel mondo antico, si può avere la possibilità se si è

particolarmente fortunati di conoscere il proprio bisnonno e una volta diventati vecchi di conoscere i propri

bisnipoti.

Oltre questa soglia non si può andare, una soglia non oltrepassabile.

Questo è il tempo che i romani chiamano memoria.

Il tempo nel quale ci si ricorda o per informazione diretta o perché qualcuno ci ha dato qualche

informazione.

Il termine ha una valenza giuridica precisa.

★​ Per esempio pensiamo all’acquisto del tesoro, è possibile acquistare il tesoro quando appunto non

★​ resta memoria di chi e perché lo abbia seppellito o nascosto, se invece rimane memoria di quel

deposito evidentemente non si può acquistare il tesoro.

Quando si studia l’Adoptio Iure ci si rende conto che il rituale è costruito in maniera tale proprio per

rompere ogni rapporto con i propri ascendenti, ogni rapporto giuridico di tipo familiare con i propri

ascendenti.

Quindi la struttura della Adoptio iure come l'emancipatio è una struttura che tende a rispettare questo

principio delle tre generazioni.

Il culto degli antenati per i Romani era così profondo che le tre generazioni precedenti (bisnonno, nonno e

padre) venivano considerate vere e proprie divinità, i cosiddetti Dei Mani o Dei Parentes.

Di conseguenza, ogni pater familias era tenuto in forza del mos (la tradizione dei costumi) ad onorare

abitualmente la loro memoria.

Come i Romani intendevano la Parentela?

1. La dicotomia tra Adgnatio e Cognatio nel Ius Civile

Nel quadro del diritto civile romano si assiste alla netta contrapposizione tra due tipologie di parentela:

Agnazione (Adgnati)

L'agnazione è la parentela riconosciuta dal diritto civile romano.

Essa deriva dall'appartenenza alla stessa struttura potestativa.

Si è agnati perché si è sottoposti allo stesso potere familiare.

Il termine agnatus viene spiegato etimologicamente come:

●​ ad-gnatus

●​ "nato dopo"

Tuttavia il significato giuridico non dipende dalla nascita biologica.

Dipende dalla collocazione all'interno della medesima organizzazione familiare sottoposta ad un pater.

Chi fa parte degli agnati? Tutti i soggetti (sia maschi che femmine) che si trovano sotto la potestà

dello stesso capofamiglia (pater familias), o che si troverebbero sotto la sua potestà se lui fosse ancora

vivo. Quindi le figlie non sposate, le sorelle, e le mogli cum manu sono agnate.

Gli adgnati (agnati) nel diritto romano erano i parenti in linea maschile (patrilineare) legati da un

vincolo giuridico civile fondato sulla soggezione a un comune pater familias.

Composizione: Ne facevano parte i figli legittimi, i discendenti per linea maschile, i figli adottivi e la

moglie se era entrata sotto la potestas del marito (conventa in manu).

Esclusioni: I figli emancipati perdevano lo status di agnati. I figli nati da una donna della famiglia non

appartenevano all'agnazione della famiglia stessa, poiché la parentela si interrompeva in linea

femminile.

Quando i giuristi romani dicono "i figli nati da una donna della famiglia non appartengono all'agnazione

della famiglia della madre", intendono la famiglia d'origine della madre (cioè la famiglia del nonno

materno, dei fratelli della madre, ecc.). iustae nuptiae cum manu

Il principio cardine del diritto romano per i figli nati all'interno di (sia che

sine manu i figli seguono sempre la condizione del padre

) è: .

Nel contesto del diritto romano, i figli emancipati erano i figli che venivano formalmente liberati

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Veronica.062007 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Marotta Valerio.
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