Lezione 5 marzo 2026: diritto
Che cos'è il diritto?
Cos'è il diritto? Un insieme di norme che regola una pluralità di soggetti. Nasce anticamente quando si esce dalla concezione della sfera individuale e c'è l'esigenza di stabilire un linguaggio comune per una convivenza, visto che la comunicazione è fondamentale per instaurare il diritto.
Il diritto è l'insieme delle norme giuridiche che regolano i rapporti tra i soggetti all'interno di una comunità organizzata. Se non ci fosse il diritto saremmo regolamentati dalla legge di natura, che comunque non si elimina mai del tutto, perché spesso e volentieri rimane a esercitare un potere maggiore chi occupa una posizione più “alta” gerarchicamente.
La consapevolezza di essere a conoscenza della legge di natura ci porta a voler sviluppare e preservare una convivenza pacifica, un ordinamento giuridico (diritto), nel passato questo non è sempre avvenuto (es. Schiavismo, crimini contro l'umanità).
Filosofo = prima di essere giuristi = si deve essere filosofi. Un filosofo molto importante che ricordiamo è Kant, che ci diceva di intendere il diritto spiegandone la funzione che dipende dal confine geografico (ci sono strutture sovranazionali come l'UE = più le leggi sono globali più queste verranno percepite come dispersive).
Qual è la funzione del diritto? La coesistenza dei cittadini, consente secondo Kant all'arbitrio di ciascuno di costruire con gli altri. Secondo un principio di libertà, la persona nasce che ha già dei diritti imprescindibili.
Soggetti, interessi e beni
Come funzionano queste regole giuridicamente? (Sui) soggetti fisici, ogni individuo ha delle esigenze (istinto di sopravvivenza ma non solo). Queste esigenze, essenziali o no, rappresentano un interesse, l'intenzione verso un oggetto / bene.
Il bene non deve essere inteso solo come materiale, qualunque utilità, che l'individuo può realizzare (riservatezza come esempio); ciò che distingue l'essere umano dagli animali, è l'intelletto, che serve per realizzare gli intenti (Kant).
Quando le esigenze e le volontà entrano in conflitto qualcuno deve stabilire (diritto) come concludere la vicenda con quali esiti.
- Interesse = bisogno o utilità che il soggetto vuole soddisfare.
- Bene = ciò che può soddisfare quell'interesse.
Principio di libertà
Quello che intende Kant è che il principio di libertà (direbbe qualcuno tutto ciò che non è vietato, è consentito) è che per realizzare un determinato interesse, a differenza della visione autoritaria, permesso e consentito come azione propria solo da chi esercita un potere, secondo la nuova visione, l'individuo nasce con il potere di realizzare i propri interessi (limitati, compressi, esclusi dipende dalle regole giuridiche) ma se non agiscono in nessun modo limitante, è libero di realizzare i propri interessi.
- Visione autoritaria = per realizzare un interesse, l'individuo deve essere autorizzato da chi esercita il potere.
- Visione moderna = l'individuo nasce libero, se nessuna norma giuridica esclude o limita quegli interessi, può esercitarli liberamente.
Se deve realizzare un proprio interesse, non serve l'autorizzazione a meno che non sia oggetto di una specifica regolamentazione, che conforma l'esercizio in un determinato modo del diritto.
Diritti fondamentali dell'uomo = diritto alla vita, diritto alla salute, che deriva sempre dalla visione moderna. L'uomo nasce con quegli interessi, protetti da quei diritti. Non ci può essere discriminazione di classi, di “razza”, religione = differenza col passato. Dove per alcuni ad esempio gli schiavi non avevano diritto, perché poteva essere concesso solo dal padrone.
Rivoluzione francese ed età moderna
Rivoluzione francese / età moderna (ancien régime) = revisione del diritto = separazione dei poteri, ordinamenti moderni ha 3 poteri.
- Legislativo (parlamento): stabilire le regole.
- Esecutivo (attività pubblica amministrazione + governo): attuazione della norma giuridica ma non solo. Il confine tra i primi due può essere molto labile.
- Giudiziario (magistratura, giudici): decidono le controversie, quando gli interessi entrano in conflitto.
Un conto è che una decisione venga presa da chi stabilisce la regola (come nella Monarchia), cambia con l'età moderna dove chi decide le regole e le stabilisce non è coinvolto nel processo di giudizio, un soggetto diverso indipendente terzo (come la magistratura) decide sulle controversie della regola.
Il giudice per decidere non si avvale di una libertà totale ma comunque seguendo norme e regole precostituite. Il Legislatore decide le norme in base alla volontà popolare. Il giudice decide indipendentemente secondo quelle regole (precostituite).
Quando si stabilisce una regola non può essere retroattiva, non vale per il passato. Quando si verifica un conflitto di interesse, il giudice deve decidere in base alla regola esistente nel momento in cui è sorta quest'ultima (la controversia / fatto che l'ha originata).
Quando sorge il litigio = lì si decide.
Principio di legalità
{esempio} Principio di legalità.
Separazione dei poteri.
- Attività pubblica amministrazione che si deve conformare alle regole precostituite.
- Diritto penale: nessun cittadino può essere punito, per aver commesso un fatto, che non era previsto come reato, nel momento in cui l'ha commesso.
- Diritto tributario, ha oggetto l'insieme di regole che disciplinano il cosiddetto prelievo fiscale, ciascuna attività, producendo spostamenti patrimoniali fanno insorgere (a favore della collettività Stato) il prelievo fiscale. Il professionista che svolge la sua attività, deve pagare le imposte sui redditi, IVA allo Stato etc....
Nessun cittadino può essere sottoposto a un prelievo fiscale (principio di legalità) se l'attività o atto compiuto, nel momento in cui è stato compiuto, non è presupposto per legge.
Corte costituzionale: rispetto della Costituzione / norme. (Supervisione).
Lezione 7 marzo 2026
Regole morali e norma giuridica
Regole morali: sono quelle che si attengono all'etica, regole di carattere etico. Spesso anche quelle giuridiche sono di carattere etico di base (dovere del genitore di educare il figlio sì giuridico ma nasce da un concetto etico) = esempio debito di gioco non è obbligatorio dalla legge ma può pagare spontaneamente.
Finora ci siamo sempre riferiti col termine regola, che lo è indubbiamente, ma anche un comando - precetto quindi individua un modello comportamentale che viene imposto al destinatario / ai destinatari.
Norma giuridica: quello che vale a distinguere la norma giuridica rispetto alle norme che non lo sono, come quelle morali o religiose, è che il destinatario della norma giuridica, è obbligato ad adottare il comportamento prescritto dalla norma stessa, quindi è vincolante per i destinatari, se incorre nella violazione l'ordinamento sanziona l'individuo. = (diff. Norme non).
Concetto di sanzione
Principali caratteristiche norme giuridiche:
- Generalità: la norma giuridica si riferisce a una serie indeterminata di soggetti, comporta in negativo (non nel senso di giudizio ma implicitamente) che la norma giuridica non può essere diretta a una determinata persona nello specifico. (Norme ad personam). Se così fosse specifica per qualcuno, sarebbe irragionevole e non compatibile con i principi generali dell'ordinamento. Ciò vale per comprimere il potere legislativo che viene esercitato dal parlamento ma nasce sempre da una convenzione che sta a monte perché è il popolo che attribuisce questo potere a un nucleo più ristretto dei soggetti, il carattere generale della norma è una protezione della collettività contro l'esercizio del potere legislativo contro la potenziale arbitrarietà. (Di questo potere).
- Obbligatorietà: il comando della norma giuridica è vincolante per il destinatario, tutti i consociati sono tenuti all'osservanza della norma, non possiamo capire questo carattere fino in fondo se non aggiungendo un altro tassello, non basta dire che sono obbligati all'osservanza, ma il destinatario della norma (se succede) nonostante sia obbligato a seguirla tenga un comportamento diverso che comporti la violazione della norma.
Nel caso di inosservanza? Cosa succede? L'ordinamento reagisce con una sanzione = punizione (sinonimo) non giuridico, anche pena può esserlo ma è un concetto che nel diritto ha un significato più specifico (diritto penale).
L'ordinamento reagisce con l'applicazione della sanzione, ma in quale modo? Con la forza, non va intesa nel senso fisico, (risarcimento danni) ma intesa nel senso che viene applicata contro la volontà della persona che non si adegua. L'ordinamento ha il potere di usare la forza, che gli abbiamo conferito noi a monte, nel momento in cui attribuiamo potere al legislatore, di stabilire la regola. Spetta allo Stato ma NON al PRIVATO.
Il privato non può farsi giustizia da solo, se lamenta la lesione del proprio diritto deve rivolgersi allo Stato / forze dell'ordine. Senza sanzione l'obbligatorietà della norma giuridica sarebbe svuotata di significato.
Proprio sulla base di questo distinguiamo le caratteristiche delle norme giuridiche che valgono a distinguerle da quelle non giuridiche, come quella religiosa: che impone comunque un modello comportamentale. Sul presupposto della obbedienza alla divinità, cosa succede se il credente non si attiene a quel modello? Non prevedono sanzioni.
(Caso ordinamento teocratico: in alcuni c'è norma religiosa, ma è la regola che è anche giuridica non solamente religiosa, non è la mera applicazione, ma coincide semplicemente quella giuridica con la regola religiosa).
Astrattezza e fattispecie
Astrattezza: la norma giuridica è astratta (non concreta) = ipotesi, fattispecie, caso, dal punto di vista giuridico quest'ultima può assumere due profili diversi:
- Fattispecie astratta: è l'ipotesi che il legislatore prende in considerazione o come punto di riferimento nell'elaborazione della norma giuridica. La funzione della norma giuridica è quella di individuare tutti gli elementi che concorrono a delineare la fattispecie astratta (esempio: matrimonio, legislatore nel disciplinare quest'ultimo individua la fattispecie astratta e individua gli elementi che la compongono, l'unione di due persone, sulla base dell'individuazione di questi due elementi, dovranno essere persone libere maggiore età i fondamenti insomma per sposarsi, il legislatore quindi riesce a delineare la fattispecie astratta, il fatto che sia astratta fa sì che quelle norme, si possano applicare in questo caso a tutti i matrimoni perché ci si riferisce a ciò, se ci sono elementi di diversità ci saranno norme diverse, ad esempio persone dello stesso sesso = quelle norme dell'unione civile e non del matrimonio). (Permuta, compravendita = altri esempi).
- Fattispecie concreta: è il caso/fatto che si verifica nella sua storicità, il matrimonio specifico di due persone per fare la differenza con quella astratta, in un determinato giorno e luogo, (può essere una compravendita specifica tra due persone specifiche e individuabili) = che hanno giuridica rilevanza.
Il rapporto che sussiste tra le due fattispecie, basta osservare l'attività del giudice, in primis analizza e osserva quella concreta che viene portata alla sua attenzione, sulla base di questa ricostruzione il giudice individuale stabilisce quali sono le norme giuridiche e quali sono le fattispecie astratte alle quali quella fattispecie concreta deve essere ricondotta, quale norma applicare giuridica al fatto portato alla sua attenzione.
Può farlo l'interprete il generale, non solo il giudice, lui agisce quando c'è una controversia, non è pacifica tra i due interessati. (Può esserci un documento scritto).
La distinzione tra diritto pubblico e privato
La distinzione diritto pubblico e privato.
Pubblico: il rapporto Stato - cittadini. Non esiste più solo lo Stato come soggetto dal quale provengono le norme giuridiche, a metà degli anni 90 = spostare le competenze dallo Stato, decentrare anche il potere di emanare le norme giuridiche, materie molto importanti sono state rimessa a livello regionale (enti pubblici - cittadini = pubblico).
Il diritto pubblico regola l’organizzazione dello Stato e i rapporti tra autorità pubbliche e cittadini. Costituzione 1948 = norme giuridiche + diritti e libertà fondamentali.
Secondo aspetto del diritto pubblico: si occupa anche dell'organizzazione della disciplina e del funzionamento degli enti pubblici, in questo rapporto Stato - Cittadino c'è un'asimmetria, infatti il diritto pubblico nasce da una visione di supremazia (lo Stato è al di sopra dei cittadini). In tempi recenti è cambiato ciò ad esempio con la Costituzione che comunque non risale a troppi anni fa.
Il senso di autorità anticamente viene da un diritto divino (teocrazia): il re decide perché gli è stato conferito da Dio.
Privato: l'oggetto di quest'ultimo sono i rapporti e relazioni tra i consociati (cittadini), si sviluppano e si articolano nella vita di tutti i giorni, si occupa di tutti i rapporti tra i consociati che assumono un rilievo nella vita quotidiana e quindi si occupa dei rapporti tra privati.
Questi ultimi rapporti (diritto privato + antico di pubblico) all'inizio del loro sviluppo erano pochi e semplici, le prime regole servivano a delimitare le sfere giuridiche degli individui, regolamentazione = semplice, le prime comunità, intuirono il diritto di proprietà (il baratto è una prima forma contrattuale).
Questa necessità di avere dei beni è caratteristica degli esseri umani, allora si inventa per esempio la moneta = altro contratto (compravendita) che può quindi trasferire un bene (come il grano) e chi acquista il bene non ha altro da scambiare e usa la moneta. I rapporti più semplici sono alla base (ad esempio anche il matrimonio) il diritto privato si occupa dei rapporti di vita / relazioni.
Il diritto privato è quella parte del diritto che regola i rapporti tra soggetti privati (persone fisiche o giuridiche), cioè rapporti in cui ciascuno è libero di agire nei limiti della legge senza l’intervento diretto dello Stato come autorità sovrana.
Anche il ruolo familiare svolto = rapporto di diritto privato.
- Pater familias = alcune civiltà.
- Marito e moglie = 1942 codice civile, dislivello patria potestà (che oggi non esiste più).
- 1975 = potestà genitoriale.
- 2012 = responsabilità genitoriale.
L'interesse dei figli viene prima di quello dei genitori, al figlio viene riconosciuta totalmente la sua dimensione non solo come un essere umano passivo ma una vera e propria identità di cui tenere conto.
Istituti = di diritto privato, occorre un vocabolario apposito per esprimere questi concetti.
Lezione 11 marzo 2026
Codice
Il codice non è una legge superiore alle altre, ma semplicemente una legge che ha come proposito, quello di contenere una disciplina sistematica, tendenzialmente -> (La disciplina può sempre essere modificata) compiuta da una determinata materia.
Regolare almeno il proposito, più che la funzione, dell'intera materia oggetto di disciplina. (Esempio beni culturali = regolamentare tutelare il consumo e l'oggetto dei beni culturali).
Restando una legge ordinaria = ed è proprio perché cambiano che affianchiamo ai codici le leggi speciali = che si differenziano {sono entrambe ordinarie caratterialmente} integrare la materia nei codici, che è una funzione che ad oggi si è persa, perché ha sovrastato numericamente le leggi dei codici. Soprattutto in alcuni settori specifici.
Età della decodificazione = il nucleo essenziale della disciplina di molti istituti del diritto privato e non, viene esportato al di fuori del codice civile.
Nonostante questo processo che ha visto la proliferazione delle leggi speciali, il c.c. mantiene il suo ruolo centrale per il diritto privato. Perché contiene ancora oggi la disciplina generale della maggior parte degli istituti che devono essere ricondotti al diritto privato. (Ad esempio c'è ancora la disciplina del contratto, diritto di proprietà, obbligazioni...).
Nel diritto di famiglia capiremo che il codice civile non contiene tutto, come ad esempio Adozione, unioni civili, terzo settore....
La codificazione è un fenomeno abbastanza recente.
Codice civile. Tra le leggi ordinarie, si è soliti studiare una distinzione, tra codice e legge speciale.
Composizione del codice civile
Composizione del codice civile.
La novità rispetto alla codificazione dove c'era distinzione tra commerciale e privato, in questo caso non c'è più, il codice civile è suddiviso in 6 libri che sono preceduti dalle cosiddette disposizione dalle legge in generale -> le Preleggi.
“Preleggi” (Disposizioni sulla legge in generale) sono un insieme di 31 articoli posti in apertura al codice civile italiano, che dettano regole fondamentali sulle fonti del diritto, l'interpretazione, l'applicazione e l'efficacia delle norme giuridiche. Quindi come si applica la legge nello spazio (orizzontale) e la sua funzione.
Nel 1995 si registra un importantissima riforma con la legge 218, sistema italiano del diritto internazionale privato, che sostituisce una parte delle
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