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Lo stato e l'ordinamento: nozioni preliminari

Diritto oggettivo e diritto positivo

Diritto oggettivo: È l’insieme delle norme giuridiche vigenti in un dato ordinamento statuale.

Stato: È l’organizzazione giuridica complessa in cui sono presenti tre elementi costitutivi: il territorio, il popolo, il governo.

Diritto positivo: È l’insieme delle norme giuridiche che, all’interno di uno Stato, sono prodotte dalle istituzioni titolari del potere normativo. È diverso dal diritto naturale.

Ordinamento giuridico e teoria istituzionale

Ordinamento giuridico: È un insieme di regole di organizzazione e di condotta che vincolano coloro che fanno parte di un gruppo sociale che decidono di aggregarsi intorno ad un principio ordinatore.

Teoria istituzionale:

  • Si dispone di un ordinamento giuridico quando un gruppo sociale è stabile ed organizzato attorno a dei principi/valori.
  • I consociati cedono all'ordinamento quote della loro libertà perché, in cambio, esso garantisce loro sicurezza e pace.
  • Le regole vincolanti dell’ordinamento giuridico sono dette norme giuridiche.

Norma giuridica

● È una regola di condotta (precetto) stabilita d'autorità convenuta, di origine consuetudinaria, il cui fine è:

  • Guidare il comportamento dei singoli o della collettività.
  • Regolare un'attività pratica.
  • Indicare i procedimenti da seguire in determinati casi.

● La sua forza imperativa è tratta dall’ordinamento giuridico.

● È un imperativo sia che permetta un comportamento, sia che lo vieti.

Requisiti

  1. Esteriorità: le norme giuridiche devono derivare da soggetti esterni rispetto a chi le deve rispettare. Non possono coincidere.
  2. Generalità: le norme non si riferiscono a situazioni o persone identificate ma indistinte.
  3. Astrattezza: la regola deve essere ripetibile in futuro a prescindere dal caso concreto.
  4. Coercibilità/coattività: le leggi devono essere vincolanti e il non rispetto di una norma genera una sanzione, cioè una conseguenza negativa che colpisce colui che ha violato la norma.

Lo stato moderno

● Lo stato moderno nasce e si afferma in Europa tra il 15 e il 17 secolo e si differenzia dalle precedenti forme, per la presenza di due caratteristiche:

  1. Concentrazione del potere del comando legittimo di un determinato territorio nelle mani di un’unica autorità.
  2. Presenza di un’organizzazione amministrativa in cui opera una burocrazia professionale.

Caratteri essenziali dello stato

● Lo stato costituzionale non è il solo ordinamento giuridico, esistono anche l’ordinamento sportivo, sindacale e religioso.

● Ma si differenzia da essi perché è:

  1. Sovrano: detiene un potere supremo che può esercitare col monopolio della forza.
  2. Territoriale: esercita i suoi poteri all’interno di determinati confini.
  3. Originale: trova la sua legittimazione in se stesso.
  4. Istituzionale: si identifica con una collettività umana stabile.
  5. A fini generali: si occupa di qualsiasi necessità o interesse della comunità organizzata.

Elementi costitutivi dello stato

  1. Territorio
  2. Popolo
  3. Sovranità

Evoluzioni forme di stato

Forma di governo: riguarda la distribuzione del potere politico fra i vari organi dello stato.

Forma di stato: fa riferimento al modo in cui si svolge il rapporto fra i cittadini e il potere politico, fra governanti e governati.

● In ciascuna forma di Stato sono stati individuati vari tipi di forma di Governo a seconda del modo in cui il potere politico è stato ripartito tra gli organi istituzionali.

Evoluzione storica delle forme di stato

  • Stato assoluto, 600-700
  • Stato liberale, 800
  • Stato autoritario primo, 900
  • Stato socialista, 900
  • Stato democratico sociale, 900-oggi

Stato assoluto (età dell'assolutismo) 17-18 secolo

● Questa forma di stato è caratterizzata da una contrapposizione tra chi detiene il potere politico e la società civile:

  • Il sovrano è sacro, inviolabile, non è tenuto a osservare le leggi e detiene tutti i poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario). Egli gestisce i suoi poteri avvalendosi di personale burocratico.
  • I sudditi (i governati) sono soggetti al sovrano e devono seguire tutte le regole giuridiche: sia le consuetudini sia quelle prodotte dal sovrano.

● Non esiste una Costituzione, ma ci sono solo delle regole consuetudinarie che anche il Re deve seguire (esempio: successione al trono).

● Anche se il Re crea norme giuridiche con proprie ordinanze, il suo potere è limitato dalle consuetudini.

● Le monarchie nazionali cercano di rafforzare l’autorità ma non dispongono di abbastanza forze per imporre il loro potere politico monopolista su tutti i soggetti del territorio.

● Ogni stato europeo effettua un processo di concentrazione del potere diverso.

La Francia dell'Ancien Régime

● Il potere esecutivo è esercitato dal Sovrano, affiancato da consiglieri che godono della sua fiducia e che compongono il Conseil du Roi (Consiglio del Re), e comprende:

  • Il controllo dell’esercito
  • Controllo ordine pubblico
  • Amministrazione della giustizia
  • Amministrazione finanziaria, ovvero la raccolta delle imposte

● Il monarca crea le norme giuridiche con proprie ordinanze (per esempio le Ordonnances emanate da Luigi XIV, come l’Ordonnance Civil pour la reformation de la justice del 1667, in materia di processo civile; l’Ordonnance Criminelle del 1670), per cui detiene il potere legislativo.

● Molti settori dell’ordinamento giuridico sono regolati da consuetudini, per cui il diritto creato dal Re non riesce ad imporsi completamente. Inoltre, il Re non condivide il proprio potere legislativo con altri organi né tantomeno con gli Stati generali.

Le Assemblee dei ceti consultivi

● Le assemblee in cui si riuniscono i rappresentanti dei vari ordini sociali/ceti hanno una funzione consultiva nei confronti del potere regio.

● Hanno un’origine contrattuale perché il re riscontra dei limiti nel riconoscimento della supremazia politica, quali il riconoscimento dei privilegi e delle consuetudini.

● Nei singoli paesi hanno denominazioni e caratteri diversi come i Commons, Etats, Cortes, Parlamenti o Senati.

● Queste assemblee sono generalmente controllate da ceti esenti dal pagamento dei tributi.

● In Francia gli Stati Generali non vengono più convocati dal 1614 al 1789 e nel parlamento inglese invece c’è un’evoluzione diversa (in senso rappresentativo).

Sovrano assoluto e la giustizia

● Il sovrano conserva per tutto l’Ancien Régime, ampie prerogative come la facoltà di riformare le sentenze di qualunque tribunale, di condannare o esiliare d’imperio senza alcun processo.

● La giurisdizione del sovrano è riservata alla giustizia di appello, per questo il Re non controlla la giustizia di primo grado che è esercitata in sedi autonome (signorie rurali, magistrature ecclesiastiche, magistrature urbane).

● In Francia la giustizia d’appello è esercitata da 7 Parlamenti (Parigi, Tolosa, Besançon, Grenoble, Digione, Bordeaux, Aix) e da tribunali provinciali mentre il Consiglio del Re era organo di ultima istanza.

● I Parlamenti erano corti con compiti amministrativi (non di rappresentanza politica) e quello di Parigi registrava le ordinanze reali, potendo esercitare il diritto di rimostranza. Il diritto che viene applicato nelle Corti giudiziarie è il diritto romano al Sud e diritto comune al Nord.

Il fisco

● C’era bisogno di molte risorse per assicurare difesa del territorio e amministrare la giustizia. La fiscalità diventa quindi terreno di scontro tra il potere centrale e le richieste delle assemblee dei ceti. In Inghilterra non si possono imporre tasse senza accordo del Parlamento (no taxation without representation).

● La mancanza di uniformità portò a una grande diversità di regimi fiscali, città privilegiate a danno delle campagne o convivenza di imposte dirette ed indirette.

● In Francia per esempio erano presenti la taille (imposta diretta che gravante solo sui contadini), gabella del sale, le tariffe nazionali (aides) su vino, birra, olio e altre merci, le tariffe locali su altri prodotti speciali (douanes), le imposte sui prodotti che entravano nelle città (octroi) o venivano venduti nei mercati.

● Le imposte venivano riscosse dalle autorità periferiche che ne sono esenti (al pari dei nobili e degli ecclesiastici).

Il Parlamento inglese

● Il termine parlamento compare per la prima volta in documenti ufficiali inglesi nel 1230. In precedenza, i re conquistatori normanni avevano l’abitudine di convocare un consilium (assemblea di vescovi, conti e baroni) per imporre tributi di «auxilium» e «scutagium» previsti dalla Magna Charta (1215).

● Successivamente viene convocato un Consilium regni, al quale partecipano anche 2 cavalieri per contea e 2 borghesi per borough. Nel ‘300 si consolidano le regole di composizione e convocazione del Parlamento che viene diviso in:

  • La camera dei Comuni che rappresenta le contee e i borghi.
  • La camera dei Lords che rappresenta i baroni e i vescovi ed è la camera ereditaria.

● Il potere di convocazione delle camere è del Re. Il Re non può imporre tasse senza il consenso del Parlamento (no taxation without representation).

● Per molti secoli il Parlamento inglese non legifera ma autorizza le spese del sovrano soprattutto quelle militari.

● Nel ‘500 (monarchia costituzionale) i Tudor si appoggiano al Parlamento contro l’aristocrazia terriera e per la creazione della Chiesa anglicana.

● Thomas Smith nel suo De Republica Anglorum (pubblicato nel 1583) scrive: “Il parlamento rappresenta e detiene il potere dell’intero reame [...;] giacché si reputa che ogni inglese sia in esso presente [...] ed il consenso del parlamento è considerato rappresentare quello di tutti i cittadini”.

● Gli Stuart entrano in conflitto con il Parlamento e non lo convocano per molti anni e scoppierà una guerra civile tra chi voleva il sovrano e chi voleva il parlamento ma vincerà il parlamento.

● Nel 1641 Carlo I concederà il Triennial act. Successivamente scoppierà una lotta tra Carlo I e il Parlamento che si concluderà con la decapitazione del Re nel 1649.

● Con il Glorious Revolution e Bill of Rights accettato da Guglielmo d’Orange e Maria Stuart, i sovrani riconoscono il loro potere fortemente limitato nei rapporti con il Parlamento (sospendere le leggi, levare tributi, tenere un esercito all’interno del Regno senza consenso del parlamento è illegale).

Governo parlamentare inglese

● Nel ‘700 si sviluppa il governo parlamentare in cui i sovrani (Guglielmo poi Maria poi Anna e poi gli Hannover) vedono progressivamente decrescere il loro potere per cui delegano l’esercizio delle funzioni di governo al Cabinet formato da Lord tesoriere, due segretari di stato, Lord presidente e Lord cancelliere.

● La Corona non governa più ma mantiene un ruolo simbolico. All’interno del Cabinet emerge la figura del Prime minister, che poteva sciogliere la Camera dei Comuni e doveva controllare la maggioranza alla Camera dei Comuni; per fare ciò ricorreva anche a mezzi poco leciti come la distribuzione di incarichi e benefici.

● Si crea un rapporto fiduciario tra Cabinet e Comuni ma nel 1782 i Comuni sfiduciano Lord North.

● La Camera dei Comuni si organizza in due parti contrapposte ovvero nascono fazioni e poi partiti: i Tory ed i Whig.

Il Parlamento inglese nel ‘700-‘800

● Nel corso del ‘700 la House of Commons era composta da 558 membri eletti da un corpo elettorale molto ristretto, poco più di 250.000 mila uomini. Le contee (counties) eleggevano 122 deputati mentre i restanti seggi erano espressione dei borghi (borroughs). Fra gli oltre 200 borghi (ognuno dei quali eleggeva due deputati), solo 46 avevano più di 500 elettori.

● Alcuni di questi borghi venivano definiti:

  • “Putridi” perché scarsamente abitati e controllati dai proprietari terrieri.
  • “Tascabili” perché nella disponibilità degli aristocratici locali.

● La prima grande riforma del sistema elettorale sarebbe giunta nel 1832 con il Reform act che avrebbe rivisto i confini elettorali e portato gli aventi diritto al voto a circa 650.000 unità.

Stato costituzionale

In America: Costituzione degli Stati Uniti

● Nel 1775 le colonie inglese in America iniziano una guerra di indipendenza e nasce il Congresso Continentale.

● L’anno dopo viene approvata la Costituzione della Virginia con allegato un Bill Of Rights.

● Il 4 luglio 1776 avviene la dichiarazione di indipendenza.

● Successivamente vengono approvati gli Articoli della Confederazione, che delegavano l’esercizio di alcuni poteri e alcune decisioni.

● La costituzione degli Stati Uniti d’America viene redatta e ratificata con la Convenzione di Philadelphia nel 1787.

● Questo è un modello di stato federale nel quale il potere è ripartito in senso verticale tra la federazione e gli stati membri.

● È la PRIMA costituzione in senso moderno ed è l’espressione del potere costituente, in quanto ratificata dai parlamenti delle ex colonie.

● È una costituzione stabile nel tempo e rigida, poiché prevede un procedimento per la sua revisione.

● Contiene un modello organizzativo per la distribuzione del potere tra gli organi supremi dello stato e tra lo stato federale e gli stati membri.

● Con i primi 10 emendamenti sono garantite le libertà individuali e il ruolo dell’individuo.

La sentenza Marbury vs Madison

● Il caso Marbury contro Madison è una delle decisioni più importanti nella storia della giurisprudenza degli Stati Uniti d'America. La questione, decisa con sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti d'America nel 1803, fu il primo caso di giudizio di costituzionalità di una legge ed instaurò il sistema del judicial review esercitato dalle corti americane.

● Il presidente della Corte suprema John Marshall era l’ex segretario di Stato del presidente degli Stati Uniti John Adams, il quale prima di essere sostituito da Thomas Jefferson, rinnovò molte cariche istituzionali tra cui quella di Giudice di Pace che fu affidata a Marbury.

● Marbury non era un giurista ma un politico e, non avendo nessuna esperienza giuridica, aveva la forte esigenza di dare credibilità a sé stesso e di dare credibilità alla Corte. Marbury era stato nominato giudice di contea dal presidente uscente Adams, ma nel caos determinatosi a seguito delle nomine, la nomina del nuovo giudice Marbury non fu trasmessa all’interessato da parte del segretario di Stato uscente, John Marshall, ora a capo della Corte Suprema.

● Il nuovo segretario di Stato, James Madison, che apparteneva al partito del nuovo Presidente, si rifiutò di trasmettere al giudice Marbury l’atto di nomina. Marbury fece ricorso alla Corte Suprema affinché questa ordinasse a Madison di trasmettere l’atto di nomina.

● Il primo problema che la Corte si trovò ad affrontare era prettamente giuridico perché la Costituzione americana non riconosceva alla Corte Suprema la competenza di giudicare in casi del genere. Tuttavia la Corte avrebbe potuto, sulla base di una legge federale, emettere un writ (ordinanza) che avrebbe consentito a Marbury di essere integrato nella sua carica.

● La Corte era composta da giudici del partito federalista al cui capo della Corte suprema c’era Marshall, che come segretario di Stato uscente aveva commesso l’errore di non trasmettere la nomina a Marbury. Se la Corte si fosse espressa in modo favorevole al ricorrente avrebbe rischiato di screditarsi, venendo meno a quello che era il principale obiettivo di Marshall come capo della stessa e cioè di dare credibilità all’istituzione ed alla sua figura di presidente della Corte.

● La Corte con una decisione unanime diede ragione a Madison. Essa riconobbe che la nomina di Marbury fosse valida ed efficace ma dichiarò l’incostituzionalità della legge federale che attribuiva alla Corte suprema la competenza a decidere del caso, poiché violava la norma costituzionale che regola la ripartizione della giurisdizione tra Corte suprema ed altri giudici federali. La Corte decise di disapplicare la legge federale poiché incostituzionale e ciò sulla base del semplice ragionamento che se la Costituzione è in una posizione gerarchicamente superiore rispetto alla legge, la legge non può essere in contrasto alla Costituzione, e, se ciò accadesse la legge non dovrà avere effetti. Sulla base di questa decisione storica del 1803 nel caso Marbury vs Madison si è imposta la legittimità sulle leggi negli ordinamenti giuridici a Costituzione “rigida”.

In Francia: La rivoluzione francese

● Il 5 maggio 1789 a Versailles si inaugurano gli Stati Generali.

● Successivamente il terzo stato si definisce Assemblea Nazionale con lo scopo di identificare un’assemblea del popolo.

● Il 14 luglio accade la presa armata della Bastiglia.

● Quest’assemblea si proclama Costituente e approva la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, premessa della futura costituzione in cui il potere politico deriva dal popolo e non ci sono più sudditi ma cittadini.

● L’assemblea costituente adotta diverse costituzioni nel corso di diversi anni.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eliss10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Bonetti Paolo.
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