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Il tempo della giustizia

di Giuseppe Battarino (Lugano, 1959)

Nella ricerca della giustizia umana uno dei mezzi è il tempo. Gli ambiti in cui si ha l’occasione di utilizzare lo strumento del tempo sono:

  • All’esigenza che le attività di ricerca della giustizia occupino un tempo definito e non infinito.
  • Al conseguimento di un equilibrio nella previsione dei tempi.
  • Alla capacità di collocare le attività di ricerca in un contesto che tenga conto del passato, del presente e del futuro.

L’obiettivo dell’attività amministrativa della giustizia è la produzione di un esito, il quale:

  1. Tenga conto del contenuto del percorso che ha preceduto il tempo della decisione.
  2. Intervenga nei tempi ragionevoli.
  3. Produca effetti stabili nel tempo.

Quando si parla di tempo della giustizia si parla del risultato del processo, che si raggiunge tramite il diritto (strumento) e il processo (metodo).

La ricerca della giustizia come prodotto di un processo, serie ordinata in atti con risultato stabile, svolto secondo regole prestabilite e tempo utile, corrisponde al superamento storico, nelle società occidentali, della giustizia oracolare e della giustizia di pura reazione.

Termini in latino

  • Sorgere (actio).
  • Oggetto (causa).
  • Concludersi (iudicium).
  • Processus (sequenza di avanzamento), procedura-processo (acquisita nell’Europa continentale alla fine del 700).
  • In campo civile l’affermarsi della procedura mira a garantire la prevedibilità delle decisioni giudiziarie.
  • In campo penale, invece, la procedura corrisponde alla perdita del fascino dell’immediatezza e dello splendore dei supplizi a favore dell’idea di una razionalità sanzionatoria che si sviluppa spendendo utilmente del tempo.

Tito Livio e il duello tra Orazi e Curiazi

Tito Livio, nel I libro della storia, narra del duello tra Orazi e Curiazi.

Il seguito alla vittoria degli Orazi riguarda la vicenda della sorella del vincitore, promessa sposa di uno dei Curiazi uccisi. La sorella di Orazio, nel vedere il fratello che portava come trofeo il mantello del promesso sposo, scoppia in un pianto profondo → segno di manifestazione pubblica e vicinanza al nemico.

Il fratello non sopporta questo suo gesto e la uccide (sororicidio), e ne uscirà assolto per compensazione a lui favorevole tra la colpa del delitto e i meriti del duello vittorioso.

L’efficienza di un processo senza tempi obbligati di maturazione della decisione affascina più dell’uso ragionato del tempo necessario a giungere alla decisione migliore. La rinuncia a quel tempo minimo degenera nella violenza dell’immediato.

(processo criticato da Machiavelli: per lui bisognava prendersi più tempo per una scelta migliore)

Culto di Quirico e Giulitta

Per sfuggire alla persecuzione di Diocleziano a Iconio, Giulitta e suo figlio Quirico lasciano la città (di Iconio) e si recano a Tarso → qui Giulitta viene arrestata con l’accusa di essere cristiana.

Durante il processo il governatore Alessandro teneva il piccolo Quirico sulle ginocchia. Lo scopo del processo era quello di far confessare a Giulitta la sua fede e farla abiurare. Quirico, vedendo colpire con violenza la madre, iniziò a piangere, ma sentendola professarsi cristiana acquisì la parola e si professò anche lui, e il governatore lo afferrò per un piede e lo scagliò al suolo → il piccolo batté la testa contro i gradini e rimase ucciso (tutto ciò davanti alla madre).

Il culto di Quirico e Giulitta si diffuse ampiamente. Le reliquie furono spostate a Roma nel VI sec., e venne edificata una Chiesa nell’attuale rione Monti.

Oggi, soprattutto nel nord Italia, esistono diverse chiese dedicate ai due santi.

Tempo indeterminato del Lok Adalat

In alcune culture, è il percorso, non la meta, ad assorbire i soggetti.

Un esempio di “tempo” indeterminato è rappresentato dal Lok Adalat → il tribunale popolare indiano per la risoluzione delle controversie, istituito nel 1949 e riconosciuto nel 1982 come sistema legale alternativo ai tribunali statali.

Il procedimento riguarda piccole controversie su:

  • Proprietà.
  • Obbligazioni.
  • Stregoneria.
  • Reati minori riguardanti il patrimonio o la persona.

L’incontro tra la parte che promuove il procedimento e la controparte avviene davanti a un giudice mediatore, ma è allargato alla comunità familiare.

Il processo si tiene sotto un albero, le parti in causa hanno il diritto di esporre ampiamente le loro richieste e difese; inoltre, tutti i presenti possono partecipare alla discussione, chiedendo chiarimenti e fornendo consigli. Il giudice garantisce la regolare esecuzione della seduta e una giuria prende la decisione finale → non c’è un tempo determinato né pre-costruzione di passi procedurali.

Si ispira al movimento gandhiano sarvodaya ovvero “condivisione del tempo e delle risorse”.

Questo perché è stato ideato per sviluppare conoscenze e consapevolezza delle regole.

L’idea del “percorso” si può collegare alla giustizia riparativa: approccio che si pone a lato del procedimento penale e che fa leva sull’idea che al male del reato si possa rispondere anche esulando dalla punizione del colpevole ma promuovendo, la tutela delle vittime, la mediazione del conflitto, la riparazione dell’offesa, il recupero di dignità.

Processo kafkiano

Rappresenta un negativo fotografico dei principi fondamentali del processo penale in un ordinamento democratico. Mentre quest’ultimo garantisce:

  • Chiarezza e immediatezza dell’accusa, per permettere all’imputato di difendersi.
  • Giudici ordinari e non speciali, per evitare arbitrarietà.
  • Atti tipici e accessibili, in modo che il processo sia trasparente.
  • Separazione delle funzioni processuali, specialmente quella del difensore.
  • Tempi ragionevoli e una conclusione definitiva, per garantire certezza giuridica e stabilità psicologica.
  • Divieto di un secondo processo per lo stesso fatto (ne bis in idem), per evitare accanimenti giudiziari.

Il tribunale del Processo, invece, è oscuro, inaccessibile, privo di norme chiare e con un iter infinito.

L’accusato non conosce mai chiaramente il motivo dell’accusa e il procedimento sembra non avere mai una vera conclusione.

Non si parla di condanna, ma di (possibile) assoluzione. Esistono tre tipi di assoluzione:

  • Assoluzione effettiva possibile ma mai avvenuta.
  • Assoluzione fittizia lascia l’imputato libero ma solo momentaneamente, il tribunale può riaprire il caso.
  • Differimento mantiene il processo in una fase inferiore dando illusione di libertà, ma il controllo giudiziario continua all’infinito.

Assicurare tempi adeguati al processo penale e farlo per legge, senza lasciare spazio ad arbitrio dei giudici, è fondamentale per Cesare Beccaria: “le leggi devono fissare un certo spazio di tempo, sia alla difesa del reo che alle prove de’ delitti, e il giudice diverrebbe legislatore se egli dovesse decidere del tempo necessario per provare un delitto”.

Ed è allora Foucault a segnalare il senso “umanistico” dell’evoluzione illuministica e post illuministica dei sistemi sanzionatori: “si afferma la necessità di congedare l’antica economia del potere di punire una ripartizione e una concentrazione di potenza correlative a un’inerzia di fatto e a una inevitabile tolleranza, castighi clamorosi nelle loro manifestazioni e rischiosi nella loro applicazione”.

Il tempo della sanzione come tempo della giustizia applicata si inserisce nei sistemi di controllo sociale: “si afferma la necessità di definire una strategia e delle tecniche di punizione”.

Trae origine e trova una sua razionalità il

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

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