1. Il Codice dei Beni Culturali
D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42
Il Codice dei beni culturali nasce per dare attuazione all’articolo 9 della Costituzione
italiana, che stabilisce che la Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della
Nazione.
Articolo 1 – Principi
1. La Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con
l’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del Codice.
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale servono a preservare la
memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della
cultura.
3. Lo Stato, le Regioni, le Città metropolitane, le Province e i Comuni
assicurano la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione
e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, devono
assicurare la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.
5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali, compresi gli enti
ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione.
6. Le attività di conservazione, fruizione e valorizzazione devono sempre
rispettare la normativa di tutela.
2. Le specie del patrimonio culturale
Il patrimonio culturale si divide in due grandi categorie:
1. Beni culturali
Comprendono i beni di interesse:
• storico
• artistico
• archeologico
• etnoantropologico
• archivistico
• librario
2. Beni paesaggistici
3. Differenza tra “cosa” e “bene”
È importante distinguere due termini:
• Cosa: qualsiasi realtà materiale (mobile o immobile) presa in considerazione
per veri care se possiede un possibile interesse culturale.
• Bene: una cosa nella quale tale interesse culturale è stato uf cialmente
accertato.
Solo quando una cosa viene riconosciuta come portatrice di valore culturale, diventa un
bene culturale.
4. Il concetto di patrimonio culturale
Il termine patrimonio culturale ha una portata più ampia rispetto alla vecchia espressione
“patrimonio storico-artistico”.
• Deriva dal latino patrimonium, che signi ca “lascito dei padri”.
• In inglese heritage indica sia patrimonio sia eredità.
• In Francia nasce il concetto di patrimoine national, che compare nel Trattato
di Roma del 1957, dove si parla di “protezione del patrimonio artistico, storico e
archeologico nazionale”.
fi fi fi
Il patrimonio culturale è quindi un’eredità che:
• custodisce la memoria di un popolo e del suo territorio,
• ha una dimensione sica, perché è costituita da beni materiali,
• svolge una funzione civile,
• è parte integrante dell’identità nazionale.
5. I beni culturali secondo il Codice
Articolo 10 – Beni culturali
Sono beni culturali:
Comma 1
Le cose mobili e immobili appartenenti:
• allo Stato,
• alle Regioni,
• agli enti pubblici territoriali,
• ad altri enti e istituti pubblici,
• a persone giuridiche private senza scopo di lucro,
• compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti,
che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
Comma 2 fi
Sono inoltre beni culturali:
• a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi pubblici;
• b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici;
• c) le raccolte librarie delle biblioteche pubbliche.
6. La de nizione attuale di museo (ICOM, 2022)
Secondo l’ICOM (International Council of Museums), il museo è:
“Un’istituzione permanente, senza scopo di lucro e al servizio della società, che svolge
ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale materiale e
immateriale.
I musei sono aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, promuovono la diversità e la
sostenibilità.
Operano in modo etico e professionale, con la partecipazione delle comunità, offrendo
esperienze per l’educazione, il piacere, la ri essione e la condivisione delle conoscenze.”
7. I musei e la società civile
Oggi si chiede ai musei di avere un ruolo attivo nelle comunità locali.
Le battaglie per i diritti umani e contro discriminazione ed esclusione mostrano che i musei
non possono essere neutrali.
Essi devono:
• promuovere una società più giusta,
• contribuire allo sviluppo civile,
• diventare agenti di cambiamento sociale.
fi fl
8. Musei e sostenibilità
I musei devono affrontare:
• cambiamento climatico,
• disastri naturali,
• crisi ambientali,
• problemi economici (come emerso con il Covid-19).
Per questo devono sviluppare:
• modelli di gestione più sostenibili,
• nuove forme di nanziamento,
• programmi capaci di contribuire a una società sostenibile.
9. Il potere dei musei: leadership e futuro
I musei sono chiamati a guidare il cambiamento. I direttori devono:
• trovare soluzioni a problemi nuovi,
• integrare sico e digitale,
• creare nuovi modelli economici,
• rafforzare il ruolo sociale dei musei.
10. Musei e nuove tecnologie
Le nuove tecnologie permettono ai musei di:
• creare mostre digitali,
• migliorare il coinvolgimento del pubblico,
• proteggere e conservare le collezioni,
• ridurre i costi,
• aumentare l’accessibilità.
fi fi
Durante la pandemia molti musei hanno usato strumenti digitali per restare in contatto con
il pubblico. Oggi le tecnologie sono una parte fondamentale del loro funzionamento.
1. Struttura dell’ICOM
L’International Council of Museums (ICOM) è un’organizzazione internazionale che
riunisce istituzioni e professionisti museali di tutto il mondo.
La sua struttura comprende:
• quasi 130 Comitati Nazionali (tra cui ICOM Italia);
• più di 30 International Committees tematici, tra cui:
• International Committee for Exhibition Exchange,
• International Committee for Money and Banking Museums,
• International Committee for Museum Management;
• organizzazioni af liate;
• un Segretariato, con sede presso l’UNESCO a Parigi;
• partner istituzionali, tra cui:
• ICCROM (Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro
dei beni culturali),
• UNESCO.
2. Storia dell’ICOM
Le origini
Tra il 1946 e il 1947 nasce l’ICOM, grazie a due incontri avvenuti a Parigi e in Messico, su
iniziativa del primo presidente Chauncey J. Hamlin.
fi
Sviluppo storico
• 1947–1968
Si svolgono 7 Conferenze Generali. I temi principali sono:
• il ruolo educativo dei musei,
• le mostre,
• la circolazione internazionale dei beni,
• la conservazione.
• 1968–1977
Periodo di transizione, in cui evolve il ruolo dell’istituzione museale.
• 1977–1989
Fase di internazionalizzazione. Si de niscono in modo più preciso le politiche dell’ICOM e
viene adottato il Code of Ethics.
• 1989–1996
Fase caratterizzata dal motto “Ef ciency and universality”.
• 1996–2004
Periodo di nuovi orientamenti.
• Dal 2004 a oggi
Crescente apertura verso l’Asia.
3. Il dibattito sul museo nel Novecento
Nel 1922, all’interno della Società delle Nazioni, viene creata la Commission Internationale
de Coopération Intellectuelle (CICI), presieduta da Henri Bergson, con l’obiettivo di
promuovere gli scambi culturali tra gli Stati membri.
Da questa nascono:
• l’Organisation de Coopération Intellectuelle (OCI), considerata l’antenata
dell’UNESCO;
• tra le sue sottocommissioni, l’Of ce International des Musées (OIM), guidato
dal 1926 da Henri Focillon (Sorbona).
fi fi fi
4. Museologia
La museologia è la disciplina che studia il museo come istituzione.
Secondo una prima de nizione degli anni Cinquanta (ICOM):
“La museologia è una branca della conoscenza che concerne lo studio delle nalità e
dell’organizzazione dei musei.”
Secondo Georges Henri Rivière (anni Settanta):
“La museologia è la scienza dei musei. Concerne lo studio della storia e delle origini dei
musei, il loro ruolo nella società, i sistemi di ricerca, conservazione, educazione e
organizzazione, i rapporti con l’ambiente circostante e la classi cazione delle differenti
tipologie di musei.”
5. Museogra a
Il termine museogra a nasce come neologismo da Caspar Friedrich Neickel nel 1727, con
l’opera:
“Museogra a. Guida per una giusta idea ed un utile allestimento dei Musei”.
Il testo è un censimento delle principali collezioni europee d’arte e di rarità ed è destinato
a: • lettori profani,
• viaggiatori.
Neickel enuncia principi che sono ancora oggi fondamentali:
fi fi fi fi fi fi
• il ruolo didattico del museo,
• la necessità di un catalogo delle collezioni,
• l’importanza delle biblioteche come parte integrante del museo,
• i principi di allestimento, come:
• pareti chiare,
• luce diffusa e uniforme,
• contenitori adeguati alla tipologia degli oggetti.
6. Il museo come “museo-scuola”: Fernanda Wittgens
Secondo Paola Della Pergola (1954), l’opera di Fernanda Wittgens mirava a:
“tradurre il Museo-archivio in Museo-scuola, tenendo in primo piano l’elemento di cultura
che esso rappresenta, facendo sì che il pubblico vi si avvicini in modo semplice e
spontaneo, trovando in esso il motivo naturale del proprio desiderio di ampliare l’interesse
intellettuale e la soddisfazione delle curiosità estetiche e storiche.”
Il museo diventa quindi uno spazio di formazione e crescita culturale, non solo di
conservazione.
7. Le problematiche del dopoguerra
Dopo il con itto mondiale, i musei devono:
• fare i conti con le conseguenze della guerra;
• confrontarsi con la peculiare realtà dei musei italiani;
• sviluppare un nuovo lessico allestitivo, in uenzato dal dibattito museogra co
dei decenni precedenti;
• favorire una collaborazione sinergica tra storici dell’arte e architetti.
fl fl fi
8. Carlo Scarpa (1906–1978)
Secondo Paolo Portoghesi (1972):
“Osservare i disegni di Scarpa è il modo migliore per capire come egli progetti, come arrivi
lentamente a de nire ogni particolare delle sue opere architettoniche. Sono disegni
affascinanti perché sono momenti di ricerca espressi attraverso linee.”
Scarpa lavorò anche su importanti contesti museali, tra cui:
• ACS – Museo MAXXI di Roma,
• ACS – Verona.
Il suo metodo si basava su:
• un profondo artigianato progettuale,
• una grande conoscenza delle opere.
1. Turismo e funzione educativa
Nel 1948, Giovanni Mira, negli Atti del Primo Convegno Internazionale per le Arti Figurative
(Firenze), afferma che il turismo non è solo:
• trasporti,
• alberghi,
• prezzi,
• vacanze e riposo,
fi
ma possiede anche una funzione educativa fondamentale.
Il turismo deve permettere a ogni giovane di:
• conoscere il proprio paese,
• conoscere anche i paesi stranieri,
• ampliare la propria esperienza del mondo.
Nel contesto della ricostruzione postbellica, Mira sottolinea tre doveri fondamentali:
1. Restaurare le opere danneggiate dalla guerra.
2. Ricostituire le collezioni disperse.
3. Riaprire musei e gallerie.
A questi si aggiunge il dovere di:
• rilanciare lo studio,
• l’illustrazione,
• la critica,
• la divulgazione ragionata del patrimonio monumentale e artistico italiano.
2. Il Convegno di Perugia (1955)
Nel 1955, a Perugia, presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, si svolge un importante
convegno di museologia con il coinvolgimento dell’Accademia Americana di Roma.
Questo coinvolgimento è legato a:
• una diplomazia culturale verso gli Stati Uniti,
• l’esilio americano di Lionello Venturi (1939–1945), che gli permise di
conoscere le idee di:
• John Dewey,
• Alfred H. Barr.
Il confronto principale è tra:
• il modello europeo ottocentesco,
• e il modello dei musei statunite
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Didattica del museo e del patrimonio culturale, Prof. Giardini Letizia, libro consigliato Museo cos…
-
Riassunto esame Didattica del museo e del patrimonio culturale, Prof. Giardini Letizia, libro consigliato Museo cos…
-
Riassunto esame Didattica del museo e del patrimonio culturale, Prof. Giardini Letizia, libro consigliato 50 sfumat…
-
Riassunto esame Didattica del museo e del patrimonio culturale, Prof. Angiolella Letizia, libro consigliato Cultura…