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Heimat: la cultura tedesca contemporanea

Introduzione: la Germania nel 1945

Il secolo XX in Europa è la storia di una lunga e rovinosa guerra civile, in cui al conflitto tra nazionalismi subentra quello tra ideologie. Di questa guerra la Germania è sempre protagonista. Le responsabilità tedesche nello scoppio della Prima guerra mondiale sono dubbie; invece la Seconda è stata preparata e fermamente voluta dalla Germania hitleriana. È determinante il fatto che nel profondo il popolo tedesco si sentiva non sconfitto ma tradito e umiliato da un trattato che gli attribuiva tutta la responsabilità della guerra, e un popolo umiliato nel suo orgoglio nazionale è “capace di tutto” pur di ristabilirlo. La Germania era una nazione risentita e il risentimento cerca il suo sbocco nella vendetta. Lunga e travagliata è la ricerca della “personalità storica” cui affidarla.

Periodo 1919-1933

L'enigma di Adolf Hitler è tutto nel misterioso legame tra un uomo e le aspettative di un popolo in una data congiuntura storica. Il programma politico esposto in “Mein Kampf” scritto durante la detenzione seguita al fallito putsch di Monaco (8 novembre 1923) ottenne grande successo presso il pubblico tedesco perché alimentava lo spirito di rivalsa e ridava voce alla Germania. Il progetto nazista rimase prigioniero della sua ideologia. Ideologica e non politico-militare, infatti, era la premessa dell'aggressione all'URSS del 22 giugno 1941 (Operazione Barbarossa): Hitler voleva annientare la nazione caposaldo del comunismo, impadronirsi dei suoi territori e ridurne in schiavitù la popolazione. Errore strategico che ricreò l'incubo dei due fronti (occidentale e orientale) della Prima guerra, e fu l'origine della catastrofe.

Foto del soldato dell’Armata Rossa che innalza la bandiera sovietica sul tetto del Reichstag a Berlino (maggio 1945) - per la prima volta che un soldato russo giungesse fino a Berlino.

L'identità di una nuova nazione

La Germania del ’45 è stata definita con la formula sociologico-politica di società del crollo e con quella metaforica di Germania, anno zero, dal film di Rossellini. In effetti, durante il periodo di occupazione delle potenze vincitrici (USA, Inghilterra, Francia e URSS) fino al '49, quando nacquero le due Germanie (Bundesrepublik Deutschland o Repubblica Federale Tedesca / Deutsche Demokratische Republik o Repubblica Democratica Tedesca: BRD e DDR), il territorio tedesco e il suo apparato industriale risultarono assai meno distrutti di quanto ci si attendesse dopo i massicci bombardamenti aerei.

Che cosa è risorto? Quella che sorge nel dopoguerra è una nazione nuova che deve darsi una differente identità politica e culturale. Ma dove prenderla? Nel '45 la nazione è priva di una classe dirigente che la rappresenti. Deve perciò ricostruire anche un'identità spirituale che però non può eludere il nodo della shoah. La shoah era l'unico caso storicamente noto di genocidio su basi razziali e biologiche. La Germania protagonista della guerra civile finisce nel maggio '45.

Germania, anno zero: dal totalitarismo alla democrazia

Il dramma della modernità

Nel reportage Sulla Germania totalitaria Simone Weil interpretò il nazismo come una malattia dell'anima moderna. Simone Weil inoltre suggeriva un parallelo tra il mondo imperiale dell'antica Roma e la Germania hitleriana, distinguendo tra la forza e la violenza che mira all'annientamento del nemico. La distinzione coglieva l'estrema natura nichilistica della violenza nazista, animata dalla volontà di cancellare le tracce del nemico. Nella Germania nazista si trattava di un esasperato richiamo alle radici mitico-antropologiche dell'antica civiltà germanica, ad un germanesimo fortemente autoctono che toccava l'idea stessa dell'Europa e le sue comuni radici cristiane. Sostanzialmente neo-pagana, la concezione del mondo nazista identificava nelle mitologie germaniche l'essenza della civiltà europea.

La riforma protestante ha indotto lo spirito tedesco a una certa svalutazione della realtà storica e del valore della politica. Ciò non ha favorito l'elaborazione del concetto di cittadino tipico della storia politico-intellettuale inglese, francese e americana. L'illuminismo tedesco resta un fenomeno di élite, estraneo all'opinione pubblica più ampia e ininfluente sulle strutture politico-sociali. L'800 tedesco è inoltre caratterizzato da un grandioso sviluppo degli studi di storiografia e filologia e dalle correlate riflessioni teoriche sulla conoscenza storica e sull'ermeneutica. Questa meditazione sulla conoscenza e sull'interpretazione del passato non è stata però sostenuta da un'adeguata azione storico-politica. Di origine lontana ma ribadita dal Romanticismo, c'è dunque una sorta di frattura storica nel rapporto con la realtà della cultura tedesca che, nell'impatto con i nuovi processi storici di trasformazione della società e dello stato, reagisce entrando in conflitto con la modernità. A rivelarlo è la Prima guerra mondiale con le sue conseguenze. Nell'immediato dopoguerra un fronte determinante della cultura prende le distanze dalla società e dalla cultura moderne richiamandosi all'interiorità della cultura tedesca come principio d'identità da contrapporre alle nuove formule della civilizzazione occidentale. Il '45 è l'inizio di un'altra storia anche perché il passaggio dal totalitarismo alla democrazia avviene in un paese in cui le stesse premesse culturali della democrazia moderna non erano mai riuscite ad affermarsi e a consolidarsi.

La situazione del 1945

Se si guarda una mappa del 1949 confrontandola con una del 1939, la conseguenza territoriale della catastrofe bellica è impressionante. A breve distanza l'una dall'altra sono nate due Germanie. Decisiva fu la presenza dell'URSS, che la stessa guerra d'aggressione della Germania nazista aveva spinto a un'alleanza innaturale con le potenze del mondo capitalistico. La lingua tedesca conosce tre termini con connotazioni diverse, anche negative, per definire l'occidente: Abendland, Westen, Okzident. Abendland: il termine designa l'unità culturale europea formatasi nel corso dei millenni tra mondo antico e cristianesimo. Okzident è per definizione la terra del tramonto; Westen è propriamente l'ovest e nel secondo dopoguerra designerà anche l'area dell'alleanza atlantica tra paesi dell'Europa occidentale e Stati Uniti.

Sotto l'influenza del comunismo sovietico dopo il 1945 la linea di demarcazione si estende ancora verso occidente, modificando di nuovo l'immagine dell'Europa. A determinare questi effetti giganteschi è il contesto della Guerra fredda che vede USA e URSS fronteggiarsi come potenze nemiche. Dal punto di vista americano la situazione geopolitica del mondo appare minacciosa. La linea del presidente americano Truman si basa su tre capisaldi: un progetto di aiuti economici per il risanamento dei paesi europei (piano Marshall, 1947), una nuova alleanza politico-militare con un'organizzazione militare (NATO, 1949), una politica di contenimento dell'espansione sovietica e comunista. Dall'altra parte, in breve tempo in tutti i paesi dell'Europa centro-orientale prendono il potere i partiti comunisti. Nell'ottobre 1947 nasce il Cominform, organismo politico di coordinamento di questi stati sotto il controllo sovietico, che si trasformerà poi in un vero e proprio blocco politico-militare-economico: un impero sovietico contrapposto a quello americano. L'Europa è spaccata da una linea (definita cortina di ferro da Winston Churchill). Il fallimento della Conferenza di Mosca sulla sistemazione della Germania è stata la premessa di una divisione dagli enormi effetti politici: la parte orientale diventa elemento integrante del sistema degli stati comunisti; la Repubblica Federale, a tutti gli effetti, del sistema occidentale. L'ingresso nell'orbita della Zivilization anglo-americana è la fine dell'orizzonte culturale tra le due guerre.

Lentamente si ricostituirono i partiti di massa: la CDU (cristiano democratici), la CSU (cristiano sociali) e il partito socialdemocratico (SPD); minoritario il partito liberale (FDP). Tra i fattori della creazione della nuova Germania c'è in primo luogo la personalità di Conrad Adenauer, cattolico, che governò la repubblica fino al 1964. Adenauer presenta dunque la grossa novità di un legame filo-francese che significa anche orientamento verso l'Europa occidentale, atlantismo e rigido anticomunismo. Ma davvero determinante per la straordinaria rinascita economica della Germania del dopoguerra fu la riforma monetaria del 1948, basata su un piano elaborato negli USA. Il rischio da evitare era l'inflazione, conseguenza dell'eccesso di moneta circolante. Fu così stabilito un tasso di conversione forzato molto sfavorevole ai depositi, mentre i debiti furono riconvertiti in maniera molto favorevole. La nuova legge di riforma ebbe un'eccezionale incidenza economica e psicologica, riducendo drasticamente il denaro circolante, favorendo la ripresa delle attività industriali e la circolazione di merci.

Lingua e Schuldfrage, il Gruppo 47

Tra le novità culturali si segnala la nascita di due nuovi organi di stampa: Der Spiegel (1947) e Die Zeit (1949). Nel 1950 appaiono i primi tascabili (pocketbooks) di Rowohlt e a Francoforte nasce Suhrkamp, editore destinato ad un ruolo di primissimo piano. Sono le premesse della formazione di una libera opinione pubblica e di un'attività editoriale fiorentissima, caratterizzata anche da una grande apertura ad altre culture. Sul fronte della letteratura la questione della Schuldfrage, la questione della "colpa", coinvolgeva il senso stesso dell'arte e della letteratura, poste di fronte all'orrore del recente passato. La stessa lingua appariva "compromessa" dalla catastrofe storica e ciò ne imponeva un radicale rinnovamento: un compito tipico delle avanguardie.

Quando nel 1947, intorno allo scrittore e pubblicista Hans Werner Richter (con il romanzo Die Geschlagenen, gli sconfitti) si formò il Gruppo 47, il programma fu condensato nella parola Kahlschlag che designa il “taglio raso” del bosco, il “disboscamento” e la “bonifica” di un territorio. È una “metafora boschiva” dal significato trasparente: come sul piano storico-politico era necessaria la “denazificazione” della coscienza, così su quello letterario bisognava dare un taglio alla lingua del passato, cercandone una più sobria e temi più impegnativi. Il manifesto poetico Inventur (Inventario) è la poesia di Günter Eich. In breve: Gruppo 47 mirava ad una nuova etica della lingua e della scrittura.

Inizialmente fu una tribuna letteraria, in cui nuovi scrittori presentavano i loro lavori in assemblee convocate dal fondatore (per almeno 20 anni, acquistando un carattere “istituzionale”). Ma già a metà degli anni ‘50 molti scrittori intrapresero la loro attività in modo indipendente e professionale. Il Gruppo 47 agì come una sorta di albero dalle molte ramificazioni, indebolito nella sua fisionomia ma arricchito nell'articolazione. Diversi partecipanti: Heinrich Böll, Günter Grass, Peter Weiss, Bachmann, Arno Schmidt. La diversità delle fisionomie dimostra il ruolo fecondo dell’avanguardia. La nuova conoscenza linguistico-letteraria ha anticipato il rinnovamento di quella politico-morale e storica.

Musica, arti figurative e letteratura

Alle riunioni del Gruppo 47 prese parte anche Hans Werner Henze, una delle figure più importanti della musica tedesca contemporanea. La sua è stata definita una musica “del tempo lacerato” che vive della tensione tra abbandono delle tonalità e ritorno di essa (opera Boulevard Solitude, 1950). Si trasferisce in Italia e negli anni ’70 si dedicò a temi politico-sociali, ha collaborato con artisti d’avanguardia come Enzensberger. Una rivoluzione del linguaggio musicale è legata al nome di Karlheinz Stockhausen, sulla cui formazione lasciò traccia indelebile l’esperienza della guerra. Compie esperimenti basati sui primi studi di musica elettronica fondati nel 1951 nella BRD, tentando nuove modalità di composizione. Stockhausen cerca di rinnovare la percezione per renderla più ricettiva al risuonare del materiale strumentale stesso. Bernd-Alois Zimmermann ha sviluppato indicazioni di Stockhausen sul tempo musicale in una direzione che si avvale di tecniche come la citazione classica trasposta in nuova forma, il montaggio e il collage.

In pittura e nelle arti figurative grande rilievo assunse il movimento di Fluxus. Nato nel 1952 il movimento organizzò stage e happening che, riprendendo la lezione del dadaismo, miravano alla fusione tra le arti. Nella sua diffusione ebbe un ruolo chiave George Maciunas. La rivista Fluxus sosteneva che il mondo è entrato in un flusso in cui tutte le arti tendono a fondersi abolendo i confini tra i generi e valorizzando un atteggiamento artistico verso la vita. Dalla Germania parte invece l'iniziativa di Documenta, esposizione periodica di arti figurative a Kassel, cui dette inizio il designer Arnold Bode per ristabilire le relazioni tra l'arte tedesca e le correnti straniere. Nei primi anni al centro dell'attenzione furono le correnti di pittura informale. Documenta è diventata un appuntamento di rilievo internazionale, che nel registrare le tendenze artistiche e i movimenti in atto mira a mettere in luce figure emergenti.

Broch, Doderer e T. Mann

Al nodo etico-politico della scrittura alludono anche le ultime opere di Hermann Broch, Heimito von Doderer e Thomas Mann. Broch pubblica “Der Tod des Virgil” (la morte di Virgilio), suo ultimo romanzo; esso rievoca l'ultimo giorno di vita del poeta latino, ponendo un interrogativo radicale: ha ancora valore il poema epico ed è autentico il suo rapporto con il mito?

Mettendo in discussione il poema epico come archetipo, quest'opera singolare indicava anche un punto limite del romanzo e dell'interpretazione epica del mondo nel suo rapporto con il mito. Doderer aspira a un romanzo totale, nel cui rallentato tempo di narrazione è ricostruita e ricomposta tutta la complessità del reale. Il problema del rapporto tra passato e presente si sposta sul piano della stessa scrittura poetica. I Demoni sono un monumento alla funzione catartica dell'arte e del linguaggio poetico, in cui è ancora possibile ricomporre la realtà e ricostituire l'unità della memoria, orizzonte della salvezza umana. Mann mostra di avere compreso con crescente lucidità che la manipolazione e la falsificazione del mito erano una carta vincente della cultura reazionaria.

Mann evoca questa materia nel Doktor Faustus che però affronta non tanto il mito di Faust quanto i nodi spirituali della storia e della società tedesche. Formalmente la struttura è quella tipica del romanzo dell'artista di tradizione tedesca, mentre il mito della creazione artistica e del patto con il diavolo s'intreccia con i motivi critici ricavati dalla storia tedesca tra fine 800 e 1940, periodo in cui vive il protagonista.

Le macerie come indice storico-politico

L'espressione entrò in voga con l'immagine delle macerie (Trümmer) delle città distrutte. Dettagli minimi di vita quotidiana, come l'abitudine di tagliare in due le sigarette per illudersi di possederne di più o il modo di bilanciare il carico sulle biciclette, illuminano le condizioni sociali di quel periodo. La madre impegnata nella sopravvivenza della propria famiglia è simbolo dell'epoca, con cui Celan allude al nichilismo, categoria centrale nel rapporto tra la cultura tedesca e l'interpretazione della modernità e questione determinante della sua storia recente.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aleuniurb_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Renzi Luca.
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