Il sistema informativo di bilancio
Rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico d’esercizio; è composto da 4 documenti:
Parte sintetica del bilancio
- Stato patrimoniale: situazione patrimoniale e finanziaria.
- Conto economico: componenti positivi e negativi del reddito.
- Rendiconto finanziario: disponibilità liquide, flussi finanziari.
Parte corposa del bilancio
- Nota integrativa: informazioni aggiuntive, esplicative e complementari.
Questi 4 documenti compongono il fascicolo del bilancio di esercizio. Lo Stato patrimoniale, il Conto economico ed il Rendiconto finanziario devono essere redatti a STATI COMPARATI. Ciò significa che per ogni voce, accanto all’importo dell’esercizio considerato occorre indicare l’importo dell’esercizio precedente.
Relazione sulla gestione
Redatta dagli amministratori sulla situazione della società e sull’andamento della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti (art. 2428 c.c.). Possono inserire schemi riclassificati e fornire indici di bilancio che aiutano a capire com’è andato l’anno.
Relazione del collegio sindacale
Se esistente, il collegio sindacale deve redigere una relazione in cui riferisce sui risultati dell’esercizio sociale e sulle attività svolte nell’adempimento dei propri doveri (art. 2429 c.c.). Il collegio sindacale è parte attiva ma non si esprime sulla veridicità dei dati del bilancio.
Categorie di società di capitali
- Microimprese
- Piccole imprese
- Medio-grandi imprese
Tali imprese sono individuate sulla base di parametri di natura quantitativa indicativi della dimensione aziendale. Per le piccole imprese i parametri da soddisfare (almeno due su tre) nel primo esercizio sociale o, successivamente, per due esercizi consecutivi sono:
- Totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro;
- Ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;
- Dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità.
Relazione del soggetto incaricato della revisione legale
Il soggetto incaricato della revisione legale (revisore unico o società di revisione) riferisce sulla regolare tenuta della contabilità e sulla corrispondenza del bilancio alle scritture contabili.
Stato patrimoniale
Lo schema di bilancio: macroclassi sono quelle con le lettere maiuscole, in numero romano sono le classi.
Attivo
- Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: azionisti conto sottoscrizione.
- Immobilizzazioni: strumenti e risorse che rimangono nell’impresa nel lungo periodo e che servono, sono beni strumentali all’attività.
- Immobilizzazioni immateriali
- Immobilizzazioni materiali
- Immobilizzazioni finanziaria: fanno parte i crediti finanziari.
- Attivo circolante
- Rimanenze: ciò che rimane in magazzino.
- Crediti: tutti i crediti indipendentemente dalla loro scadenza, diversi da quelli finanziari, sono solo commerciali o altri crediti.
- Attività finanziarie: titoli/obbligazioni o azioni che vengono acquistati dall’impresa.
- Disponibilità liquide: cassa, depositi, conti correnti postali, assegni.
- Ratei e risconti attivi
Passivo
- Patrimonio Netto
- Capitale sociale
- Riserva legale
- Riserva straordinaria
- Utili (perdite) portati a nuovo
- Utile (perdita) dell’esercizio
- Fondi per rischi e oneri
- Trattamento di fine rapporto
- Debiti
- Ratei e risconti passivi
Le logiche di classificazione delle attività
Le attività “Immobilizzazioni materiali e immateriali”, “Titoli”, “Partecipazioni” e “Attivo circolante” diverso dai “Crediti commerciali”: sono classificati secondo la DESTINAZIONE degli impieghi. Ciò che conta è la destinazione che viene data ad ogni voce: sono incluse tra le immobilizzazioni se costituiscono un investimento duraturo, nell’attivo circolante se destinate alla vendita.
- I “Crediti finanziari” e i “Crediti commerciali” sono classificati secondo la loro NATURA: i crediti finanziari figurano sempre nelle Immobilizzazioni finanziarie e i crediti commerciali figurano sempre nell’Attivo circolante, indipendentemente dalla loro destinazione.
- I “Crediti finanziari” e i “Crediti commerciali” sono classificati ANCHE in base alla loro SCADENZA; si devono indicare quelli che scadono entro o oltre l’esercizio successivo.
Le logiche di classificazione delle passività e PN
- Le voci/classi delle “Passività” sono classificate in base alla loro NATURA.
- Le voci dei “Debiti” sono classificate ANCHE in base alla loro SCADENZA; si devono indicare quelli che scadono entro o oltre l’esercizio successivo.
- Le classi del “Patrimonio Netto” sono classificate in base alla loro NATURA.
Logiche di classificazione
- Per destinazione: usata per le attività “Immobilizzazioni materiali e immateriali”, i “Titoli”, le “Partecipazioni” e l’“Attivo circolante” diverso dai Crediti commerciali (ciò che conta è la destinazione che viene data ad ogni voce).
- Per natura: crediti finanziari e commerciali. Solo per alcune attività: “Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti”, “Ratei e risconti”, “Crediti finanziari” e “Crediti commerciali” e per tutte le passività e il patrimonio netto.
- Criterio di classificazione finanziaria: solo per crediti di attivo circolante e crediti finanziari viene richiesta la scadenza per la classificazione. Anche usato per i debiti.
Conto economico
- Valore della produzione: calcolo del costo della produzione: ricavi + rimanenze finali - rimanenze iniziali.
- Costi della produzione: tutte le voci che esprimono i costi sostenuti per ottenere ciò che ho ottenuto nella produzione. È il totale dei costi della produzione.
Differenza tra valore e costo della produzione (A-B)
- Proventi e oneri finanziari: interessi attivi e passivi.
- Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie: rivalutazioni e svalutazioni.
Risultato prima delle imposte (A-B +/-C +/-D)
Imposte sul reddito d’esercizio (correnti, differite, anticipate)
Utile (perdita) d’esercizio (La svalutazione crediti va nei costi di produzione perché è come se avessi consumato una risorsa)
Esempio: Le rimanenze di beni prodotti nel valore della produzione
- Rimanenza iniziale di scatole 3
- Scatole vendute (ricavi) 10
- Rimanenze finali di scatole 2
Quante scatole sono state prodotte nell’anno? Scatole vendute 10 + rimanenze finali Scatole in rimanenza finale +2 - rimanenza iniziale Scatole in rimanenza iniziale -3 SCATOLE PRODOTTE 9 = variazioni delle rimanenze di beni prodotti
Esempio: Le rimanenze di beni acquistati nel costo della produzione
- Rimanenza iniziale di farina 3kg
- Farina acquistata (costi) 10kg
- Rimanenza finale di farina 2kg
Quanta farina è stata consumata nell’anno? Farina acquistata 10kg Farina in rimanenza iniziale +3kg + rimanenza iniziale Farina in rimanenza finale -2kg - rimanenza finale di beni acquistati
Caratteristiche
- È in forma scalare per evidenziare il progressivo formarsi del risultato dell’esercizio.
- Espone il valore e i costi della produzione (non del venduto).
- I componenti di reddito sono classificati in base alla loro NATURA.
- Evidenzia due risultati intermedi: la differenza tra valore e costi della produzione e il risultato prima delle imposte.
- I componenti di reddito sono raggruppati per zone o aree di gestione:
- La gestione caratteristica non è individuabile;
- La gestione accessoria non è contemplata;
- La gestione finanziaria è intesa in modo diverso da quanto previsto dallo schema di riclassificazione “per aree gestionali” (costo complessivo del venduto).
I principi di redazione del bilancio
Il bilancio deve essere chiaro, rappresentare la realtà, corretto. Il bilancio di esercizio può essere definito come strumento di conoscenza a sostegno di decisioni economiche. Il bilancio è rivolto a tutti quei soggetti che sono portatori di interessi nei confronti dell’impresa e che in vario grado ne sopportano il rischio (stakeholder). Il bilancio è unico. Per garantire la sua neutralità, il legislatore ha dettato un sistema di regole e principi.
I principi contabili nazionali (redatti dall’Organismo Italiano di Contabilità OIC) sono dei principi che integrano il sistema di regole e principi dettato dal Codice Civile.
Clausole generali (Art. 2423, comma 2 c.c.)
Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.
- Chiarezza → comunicazione delle informazioni di bilancio: l’esposizione deve consentire la comprensione del documento contabile da parte dei destinatari.
- Veritiero → corrispondenza del valore iscritto in bilancio all’intrinseco contenuto del bene, del diritto o del rapporto. Si realizza con il comportamento di buona fede del redattore del bilancio.
- Corretto → conformità degli elementi valutativi a prescrizioni legali, principi contabili, ragionevolezza dettati dal senso comune.
Art. 2423, comma 3 c.c.
Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo.
Art. 2423, comma 4 c.c.
Non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Rimangono fermi gli obblighi in tema di regolare tenuta delle scritture contabili. Le società illustrano nella nota integrativa i criteri con i quali hanno dato attuazione alla presente disposizione.
Art. 2423, comma 5 c.c.
Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato.
I principi di redazione del bilancio (art. 2423 bis c.c.)
- La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività;
- La rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto;
- Si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio;
- Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento;
- Si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo;
- Gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente;
- I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro.
Prudenza, ART. 2423 BIS, CO. 1 C.C.
- La valutazione delle voci deve essere fatta SECONDO PRUDENZA e nella prospettiva della continuazione dell’attività;
- Si possono indicare ESCLUSIVAMENTE GLI UTILI REALIZZATI alla data di chiusura dell’esercizio;
- Si deve tener conto dei RISCHI e delle PERDITE di competenza dell’esercizio, ANCHE SE CONOSCIUTI DOPO LA CHIUSURA DI QUESTO.
Un’impresa detiene una partecipazione quotata in “Alfa”, destinata ad essere realizzata nel breve periodo, iscritta al suo valore di costo, pari a euro 100. La quotazione di mercato della partecipazione alla data di chiusura è pari a euro 150. La stessa impresa detiene una partecipazione quotata in “Beta”, destinata ad essere realizzata nel breve periodo, iscritta al suo valore di costo, pari a euro 100. La quotazione di mercato della partecipazione alla data di chiusura è pari a euro 10.
Continuità nell’esercizio dell’impresa, ART 2423 BIS , CO. 1, N. 1
La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e NELLA PROSPETTIVA DELLA CONTINUAZIONE DELL’ATTIVITÀ. Vale solo se l’impresa è sana.
Sostanza, ART 2423 BIS, CO.1, N. 1 BIS
La rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo CONTO DELLA SOSTANZA DELL’OPERAZIONE O DEL CONTRATTO. Prevalenza della sostanza sulla forma.
Competenza, ART. 2423 BIS, CO. 1, N. 3 E 4.
- Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio, INDIPENDENTEMENTE DALLA DATA DELL’INCASSO O DEL PAGAMENTO;
- Si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, ANCHE SE CONOSCIUTI DOPO LA CHIUSURA DI QUESTO.
Separata valutazione delle poste, ART. 2423 BIS, CO. 1, N.5
Gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere VALUTATI SEPARATAMENTE.
Continuità nella valutazione, ART. 2423 CO. 1, N.6
I criteri di valutazione NON POSSONO ESSERE MODIFICATI da un esercizio all’altro.
Art. 2423 bis Deroghe al principio enunciato nel numero 6) del comma precedente sono consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico.
La valutazione delle rimanenze di magazzino
Introduzione
Il processo produttivo è composto da una serie continua di cicli tecnici che, nel caso delle imprese industriali, prevedono la trasformazione dei fattori produttivi acquistati in prodotti finiti. Tali cicli difficilmente coincidono con il periodo amministrativo per cui alla chiusura dell’esercizio residuano materie non ancora utilizzate, prodotti in corso di lavorazione non ancora ultimati, merci e prodotti finiti non ancora venduti pertanto per rispettare il principio di competenza economica (correlazione tra costi sostenuti e ricavi di vendita), è necessario procedere all’inventario dei beni fisicamente disponibili nei magazzini e nei depositi utilizzati dall’azienda, attribuire loro un valore e contabilizzare un componente positivo di reddito (le rimanenze finali) con contropartita attività di stato patrimoniale. Ogni movimentazione interna e esterna delle merci deve avere una causale così da capire il trasferimento della proprietà dei beni.
Es. L’azienda Alfa nel suo primo anno di attività n acquista n.100 unità del prodotto X al costo di 1 euro. Nel corso del periodo n vende n.80 unità del prodotto X al prezzo di euro 1,5. A fine periodo residuano a magazzino rimanenze pari a n.20 unità che hanno lo stesso prezzo di quando sono state acquistate all’inizio. Alla riapertura si continueranno ad avere le rimanenze dell’anno precedente, che ora sono diventate rimanenze finali.
- Rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo, semilavorati d’acquisto.
- Rimanenze di semilavorati di produzione o prodotti in corso di lavorazione.
- Rimanenze di prodotti finiti
Rappresentazione in bilancio
Le rimanenze di magazzino a bilancio
Stato patrimoniale (Art 2424 - Codice Civile)
- Attivo circolante:
- I – Rimanenze:
- 1) Materie prime (beni destinati ad essere fisicamente incorporati nel prodotto), sussidiarie (beni necessari alla produzione, incorporati nel prodotto finito ma di importanza secondaria) e di consumo (beni consumati nel corso della lavorazione).
- 2) Prodotti in corso di lavorazione (beni da incorporare nel prodotto che non possono essere venduti separatamente) e semilavorati (beni da incorporare nel prodotto ma che possono essere venduti separatamente).
- 3) Lavori in corso su ordinazione (beni che esprimono processi produttivi non ancora conclusi generalmente realizzati a seguito di commesse).
- 4) Prodotti finiti (beni che scaturiscono dalla conclusione del processo produttivo e sono destinati alla vendita) e merci (beni acquistati dalle imprese commerciali e destinati alla rivendita).
- 5) Acconti (gli acconti versati ai fornitori vanno esposti in bilancio insieme alle voci relative ai beni cui essi si riferiscono).
Conto economico (Art. 2425 Codice Civile)
- A) Valore della produzione
- 1) Ricavi
- 2) Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti...
Ricavi delle vendite + Rimanenze finali di prodotti - Rimanenze iniziali di prodotti = VALORE DELLA PRODUZIONE → valore della produzione complessiva realizzata nel corso del periodo amministrativo, indipendentemente dal fatto che la stessa sia stata venduta.
- B) Costo della produzione
- 6) Acquisti...
- 11) Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
Costo delle merci e delle materie + Rimanenze iniziali di merci e materie - Rimanenze finali di merci e materie = COSTO DELLA PRODUZIONE → valore dei beni effettivamente consumati nella produzione nel corso dell’esercizio.
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