Comunicazione verbale e linguaggio dei media
Professoressa Elisabetta Jesek
Professore Federico Cella
Appunti di Ranzani Mara + integrazioni manuali “Pragmatica del Linguaggio” e “Lessico”
Corso di Comunicazione, Innovazione e Multimedialità
Università degli studi di Pavia
Anno 2022/2023
Indice
- Modulo di Semantica e Lessico - Jesek
- Dire vs Comunicare, Livelli di Analisi della Lingua p 3
- Lessico e Dizionario, Lessicalizzazione p 4
- Numeri e Tipi di Parole nel Lessico p 6
- Le Proprietà delle Parole p 9
- Le Relazioni tra Parole p 11
- Neologia e Neologismi p 13
- Polisemia, Metonimia e Metafora p 14
- Il Linguaggio dei Social Media tra Scritto e Parlato p 15
- Modulo di Pragmatica – Cella
- Pragmatica, Deissi p 18
- Grince p 19
- Presupposizioni p 21
- Modelli della Comunicazione p 23
- Austin – Teoria degli Atti Linguistici p 24
- Logica della Cortesia p 27
- Linguaggio d’Odio p 28
- Abusi della Comunicazione Implicita p 29
- Concetti Ulteriori del Manuale di Pragmatica p 31
Modulo di Semantica e Lessico - Professoressa Jesek
Dire vs comunicare, livelli di analisi della lingua
Dire vs Comunicare
Attraverso il dire posso comunicare più di quanto dica. Io dico una cosa, ma comunico anche qualcosa in più. La comunicazione verbale viene accompagnata con parole e scritte, con gesti, con modi di fare, di vestirsi, con lo sguardo, con il silenzio, con azioni. La lingua è uno strumento complesso e per usarla in modo efficace a scopo comunicativo bisogna conoscere com'è fatta e come funziona.
I livelli di analisi della lingua
- Fonologia: i suoni
- Morfologia: la struttura interna delle parole
- Sintassi: la composizione delle frasi; analisi delle relazioni tra i segni (quando una frase è corretta?)
- Semantica: il significato delle frasi; analisi delle relazioni tra segni e oggetti (entità concrete o astratte) (cosa significa una frase corretta?)
- Pragmatica: l'uso della lingua; analisi delle relazioni tra segni e parlanti (come viene usata una frase corretta e dotata di significato?)
ES: letto è il gatto su (frase sintatticamente senza senso)
ES: c'è una biblioteca nel ladro (sintatticamente va bene, ma non semanticamente)
ES: Francesca sta suonando il pianoforte (semanticamente e sintatticamente corretto)
ES: cosa suoni? Il pianoforte (dal punto di vista pragmatico c'è un problema, sintattico e semanticamente corretto).
La sintassi e le ambiguità sintattiche
La sintassi è il modo in cui le espressioni linguistiche si combinano dal punto di vista grammaticale.
La ragazza guarda l'uomo con il binocolo
- La ragazza guarda l'uomo utilizzando un binocolo
- La ragazza guarda l'uomo che ha un binocolo
La struttura sintattica fa la differenza. Ambiguità presente anche nella semantica.
Altro esempio di ambiguità: Posso sollevare un [elefante con una mano sola] o elefante [con una mano sola], ma dove lo trovo un elefante con una mano sola?
La semantica e le ambiguità semantiche
È lo studio che si occupa del significato delle espressioni linguistiche, al di fuori delle circostanze in cui vengono usate. Studieremo le espressioni linguistiche in quanto tali (semantica) e cosa significano da un punto di vista pragmatico.
La frase è un insieme di parole costruito secondo le regole sintattiche e semantiche della lingua.
ES: il Lonfo non vaterca né gluisce (usato parole inventate, quindi sbagliata dal punto di vista semantico).
Esempio di Ambiguità Semantica: Paola ha una credenza (o mobile o convinzione). La parola, quindi, può avere più di un significato. Altro esempio: mezzo minuto di raccoglimento (un mezzo piccolo per raccogliere → cucchiaino)
Connessione con la Pragmatica è il Contesto: Paolo ha una credenza e la sta dipingendo.
Pragmatica
Si occupa di tutti quegli aspetti del significato che non si possono determinare o spiegare senza fare riferimento al contesto in cui una espressione è utilizzata. L'enunciato è il prodotto dell'enunciazione di una frase in un concreto.
Lessico e dizionario, lessicalizzazione
Dizionario e Lessico
Lessico: è l'insieme delle parole di una lingua. Dizionario: è la descrizione del lessico. I due non si corrispondono, bensì il lessico è il contenuto del dizionario. Il dizionario è un oggetto concreto, un libro, uno strumento, invece il lessico è un oggetto astratto, è un insieme di parole e di informazioni associate a queste parole.
Bisogna sottolineare che un dizionario non costituisce mai una fonte esaustiva di tutte le parole di una lingua, dei significati e degli usi. Infatti ci sono vari tipi di dizionari:
- Dizionario d'uso → può volutamente escludere i vocaboli più rari, specialistici e arcaici
- Dizionario etimologico → non conterrà esempi su come le parole devono essere usate nel contesto
Nel dizionario l'organizzazione delle informazioni dipende da ragioni pratiche:
- Utente al quale è rivolto (utente comune o specialistico → dizionario d'uso e specialistico)
- Natura del dizionario (epistemologico)
Differenza principale tra Dizionario e Lessico
Il dizionario segue l'ordine alfabetico. Il lessico non è organizzato alfabeticamente ed è detto lessico mentale.
Lessicologia e lessicografia
Il termine vocabolario fa riferimento a entrambe le entità di lessico e dizionario in quanto è definito, da un lato come l'insieme di vocaboli che costituisce una lingua, e dall'altro come l'opera che raccoglie e descrive questo patrimonio. Anche le discipline che si occupano del lessico e del dizionario hanno nomi e scopi diversi.
Da un lato abbiamo la lessicologia, che studia il lessico di una lingua. Il risultato degli studi di lessicologia sono l'elaborazione di una teoria del lessico, cioè di un'ipotesi riguardo a come il lessico è strutturato, e di un modello lessicologico, cioè di un insieme di strumenti formali in grado di rappresentare questa struttura.
Dall'altro lato vi è la lessicografia, il cui scopo principale è la compilazione delle fonti lessicografiche. In quest'ambito possiamo distinguere tra lessicografia tradizionale e lessicografia computazionale. La lessicografia computazionale si serve di strumenti informatici avanzati per la compilazione dei dizionari e si occupa di costruire lessici computazionali, vale a dire banche dati lessicali consultabili online.
I tipi di Dizionari:
- Dizionario Monolingue → presenta i vari significati e come si pronuncia la parola
- Dizionario Bilingue → presenta le parole in una lingua e gli equivalenti in un'altra lingua, quindi non c'è il significato, magari ci sono delle indicazioni brevi
- Dizionario delle Combinazioni Lessicali (Collocazioni) → sono delle combinazioni di parole frequenti, mi dice quali sono le parole con cui la parola che sto cercando tipicamente si combina (verbi, espressioni particolari, aggettivi…)
- Dizionario dei Sinonimi e Contrari → è il dizionario più vicino alla struttura del Lessico Mentale (insieme al Dizionario Analogico) perché mette in relazione le parole attraverso le famiglie semantiche
- Dizionario Analogico → raggruppa le parole in base alla vicinanza del loro significato (sinonimi, tipi di una categoria, azioni, modi di dire)
- Dizionario Etimologico → raggruppa da dove derivano le varie parole
Il Lessico Mentale contiene:
- Famiglie morfologiche → insieme di parole che condividono la loro forma (fiore, fiorellino…), con il Morfema Lessicale (la base) della parola che viene modificato da suffissi e prefissi; con il Suffisso (fissazione, costruzione…)
- Famiglie semantiche → insieme di parole che condividono qualcosa del loro significato
Es: acquistare, trattare - hanno a che fare con la compravendita e sono della stessa categoria (verbi)
Es: libro, capitolo, autore, scrivere - non sono della stessa categoria e sono collegati da un Dominio Lessicale
Classi di parole → nomi, aggettivi, avverbi, che non sono definite su base semantica
Competenza lessicale e lessicalizzazione
Il dizionario contiene un numero di informazioni maggiore rispetto a quelle che costituiscono di norma la competenza Lessicale di un parlante (per esempio l'etimologia o i vari significati).
Lessicalizzazione
Le parole nascono attraverso la codifica lessicale (lessicalizzazione) di un concetto (informazione mentale). Un concetto è codificato come il significato di una parola. ES: cognata lessicalizza il concetto di sorella del marito. L'insieme della forma lessicale e il suo significato sono la Parola. Il concetto si associa alla forma lessicale creando una nuova parola.
La lessicalizzazione è il procedimento in base al quale in una lingua specifica un determinato concetto è associato a una forma lessicale. Questo processo ha come risultato la creazione di una nuova parola e quindi una nuova entrata nel lessico.
Ci sono vari tipi di lessicalizzazione:
- Lessicalizzazione sintetica → è il caso in cui più di una combinazione di concetti è espressa da una singola parola
- ES: nel verbo andare c'è sia il concetto di Moto che di Direzione; correre esprime sia il concetto di Moto che di Maniera; camminare esprime sia il concetto Moto sia lo Strumento; zoppicare esprime Moto, Strumento e Maniera (più specifico).
Spesso le lessicalizzazioni sintetiche per le quali non esiste corrispondente in altra lingua sono concetti propri di una determinata cultura (Klunen: camminare con i pattini evitando il ghiaccio).
- Lessicalizzazione analitica → è l'opposto della sintetica, ovvero c'è un unico concetto che viene distribuito su più parole. L'associazione è attuata attraverso l'analisi, cioè la distribuzione del contenuto su più forme lessicali.
- ES: avere paura (paurare non esiste); get ready (prepararsi, in inglese non c'è un'unica parola)
Entrambi i processi possono essere presenti nella stessa lingua
ES: uscire/andare fuori; tardare/fare tardi; dine/have dinner. In altri casi uno solo dei due è sfruttato
ES: portare su/
Lessico e semantica
Un'ulteriore distinzione è quella tra lessicalizzazioni descrittive e lessicalizzazioni etichettati. Nelle lessicalizzazioni descrittive il designato è associato alla parola attraverso una descrizione. Nelle lessicalizzazioni etichettati il designato è associato alla parola attraverso l'attribuzione di un'etichetta.
Per esempio, la parola lavoratore è un nome descrittivo, poiché c'è un morfema (-tor) che chiarisce che si tratta di qualcuno che svolge un'attività. Invece la parola medico è un nome etichettate, poiché non c'è alcun elemento che chiarisca questo stesso fatto.
Parole e concetti
Il confronto tra le lingue mostra come attraverso il lessico le lingue ritagliando in modo diverso gli stessi concetti
ES: orologio → due parole per indicare l'orologio al polso e quello che si appende, in italiano abbiamo una sola parola, quindi in inglese sono più specifici; in altre lingue due parole per descrivere la neve che sta cadendo e che è già caduta.
Numeri e tipi di parole nel lessico
Quante parole ha una lingua? Il calcolo delle parole di una lingua non è semplice. Bisogna inizialmente considerare che le parole hanno delle forme (morfologia) (es: verbo parlare poco usato, più usato parlato, parla…; libro, libri; bello, belle, bello). Tutte queste costituiscono le forme flesse della parola. Quindi come dobbiamo considerare queste forme flesse? Esse sono forme diverse della stessa parola. Questa parola è detta lessema (o lemma)
La nozione di parola
In lessicologia, il lessema indica l'unità del lessico assunta come forma base alla quale sono ricondotte le forme flesse. Nell'ambito lessicografico, invece, il lemma corrisponde alla singola voce di un dizionario e costituisce la controparte del lessema.
Come facciamo a capire qual è questo lessema? La forma di citazione (quella che si usa come riferimento sotto la quale si raggruppano le sue forme) tradizionale per i verbi è l'infinito, per i nomi è il maschile singolare, anche nel caso in cui il nome sia più comune al plurale (chilometri).
Le parole possono essere semplici o complesse. Le parole semplici sono costituite da un unico morfema (io, mentre, sempre, mais, ieri, dopo), senza plurali. Anche quelle che comprendono un morfema detto flessivo (casa, ha solo case), ovvero cambia a seconda del genere e del numero.
Parole complesse
- Parole derivate → sono parole che condividono lo stesso morfema lessicale, ma hanno una forma differente con suffisso o prefisso, con un morfema flessivo diverso e, soprattutto, un significato differente (giorno, giornale).
- Parole composte → sono parole composte da due morfemi lessicali (anche modificati leggermente), non formate da suffissi o prefissi (capotreno, aspirapolvere). Nei dizionari, ad esse è riconosciuto un pieno statuto di parole. Un costituente semantico unitario è un insieme di parole che hanno un significato unico (tavola rotonda, palla al piede).
Con altre espressioni non è così evidente questo collegamento, ma le consideriamo comunque costituente semantico perché non è possibile modificarle (sala d'attesa). Quindi non sono espressioni non letterali (figurate), ma anche espressioni il cui significato è desumibile dai significati delle parti. Si chiamano anche espressioni multi parole (o parole sintagmatiche), formate da varie parole con significato unitario. Queste sequenze sono delle lessicalizzazioni analitiche, perché esprimono un concetto unitario. Quando non hanno un significato letterale sono chiamate espressioni idiomatiche.
Altri tipi di parole
- Composti incorporati: parole formate attraverso il meccanismo dell'incorporazione. Vi è l'incorporazione di un nome in una radice verbale, per dare vita a un nuovo verbo, con un significato più specifico del precedente. Es: manomettere, crocifiggere.
- Composti giustapposti: costituiti da più elementi lessicali accostati in sequenza. Es: bar ristorante, porta finestra.
- Sintagmi fissi: sequenze di parole che presentano una coesione interna. Es: sala d'attesa, libro di testo.
Come possiamo individuare queste espressioni multiparola? In generale le parole hanno tre requisiti:
- Coesione tra le parti
- Ordine fisso tra le parti
- Autonomia, capacità di avere da sola un senso
Esistono delle strutture che ospitano queste espressioni multiparola (nome + da + nome = macchina da scrivere). Quindi nella morfologia fanno parte le parole semplici e complesse. Nella sintassi fanno parte le parole sintagmatiche, come quindi i sintagmi fissi (multiparola). Infine il lessico mentale è formato da tutti questi tipi di parole appena descritti.
Omonimia e polisemia
Quando una stessa forma lessicale può essere utilizzata con più significati (carattere: caratteristiche di un individuo o segno grafico). Dobbiamo considerare queste due parole come due lessemi omonimi (due parole che hanno in comune il suono e la grafia, ma hanno significato diverso) oppure come un lessema polisemico (unica parola con più significati).
Ci sono dei criteri che ci aiutano a distinguere quando siamo davanti all'omonimo o alla Polisemia:
- Criterio etimologico → vengono da parole diverse;
- Parentela dei significati → quando i due significati possono essere messi in relazione l'uno con l'altro, siamo di fronte alla Polisemia
Questi due casi vengono distinti dall'etimologia della parola, ovvero l'origine della parola, e inoltre i significati di una parola polisemica sono legati fra loro (ala=uccelli, aereo, palazzo). Invece i significati di "carattere" non hanno nulla a che fare fra di loro.
Omografi e omofoni
Sono omografi quando due parole identiche nella scrittura, si possono pronunciare diversamente (àncora, ancóra). Gli omofoni sono parole che si pronunciano allo stesso modo, ma hanno significati diversi e si scrivono in maniera diversa. È necessario distinguere tra parole polisemiche e parole omonime, perché queste ultime contano per più di una parola. Le parole più frequenti in italiano sono le parole funzione, come il, di, e, la… Poi ci sono le parole contenuto, come essere, persona, italiano…
Collocazioni
Una collocazione comprende qualsiasi combinazione frequente di parole. Una definizione più tecnica è la seguente: una collocazione è una combinazione di parole soggetta a una restrizione lessicale, per cui la scelta di una specifica parola (il collocato) per esprimere un determinato significato, è condizionato da una seconda parola (la base) alla quale questo significato è riferito. Esempio: pioggia (la base) battente (il collocato)
Locuzioni
Il significato delle locuzioni o espressioni idiomatiche non è propriamente costruito, come nelle regolari combinazioni, ma si costituisce in blocco a partire da procedimenti, come ad esempio quello della similitudine. Questa espressione linguistica finisce per comportarsi, dal punto di vista semantico e sintattico, come una parola sola. Esempio: vuotare il sacco.
Quante parole usiamo?
Un dizionario a 6 volumi contiene 260,000 lemmi. Un individuo con un'istruzione medio-alta utilizza fino a 47 mila vocabo…
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Dal Maso, libro consigliato Lessico, classi di parole, strutture, combi…
-
Riassunto comunicazione verbale e linguaggio dei media
-
Comunicazione verbale e linguaggio dei media
-
Comunicazione verbale e linguaggio dei media - polisemia verbale