Ne sole ne luna – Nardi
Scrivere sulle donne: autori e fonti dei secoli XI e XII
Scrivere sulle donne o leggere le donne? Meglio la seconda opzione. Le donne però sono un gruppo “muto”. Gli autori sono tutti del ceto funzionariale, piccola nobiltà o gruppo della famiglia imperiale. Fonti di carattere storico in due diverse forme: cronachistico e monografico. Quelle non ascrivibili al genere storiografico sono:
- Elogi funebri
- Matrimonio con epitalamii
- Discorsi in cui le donne appaiono di striscio.
Qualità di stirpe
Inevitabilmente superiori
Negli scritti, gli autori celebrano le virtù femminili oltre ogni modo, superiorità e precocità. La nobiltà di stirpe è importante.
Nobili innanzitutto
Donne di cui si evidenzia la discendenza aristocratica e la nobile stirpe per essere degne di sposare membri della famiglia imperiale comnena e quindi entrare nella corte, le alleanze matrimoniali erano importanti. La nobiltà di nascita era essenziale dalla fine dell’XI sec, prima la visione era meritocratica e la nobiltà era importante solo se associata a qualità individuali della persona, a volte nemmeno era menzionata.
Le dee dell’Olimpo bizantino: le imperatrici
Anna Dalassena, madre di Alessio I Comneno, amministra di fatto al posto dell’imperatore nei primi anni. È un potere de facto e non riconosciuto, l’imperatrice è la moglie Irene. In realtà di Anna si evidenziano le doti e la saggezza nell’insegnare al figlio. In contrapposizione a Zoe la cui posizione derivava solo dalla famiglia, non da doti di governo. Con i Comneni, le basilisse hanno più rilievo in politica, anche se il loro potere deriva comunque dall’unione con l’imperatore. Questione della porpora: nata dalla porpora significa nata nella sala della porpora dove partoriva la famiglia reale e quindi legittimava il trono.
La bellezza
La bellezza: ornamento dell’anima
Bellezza fisica e bellezza dell’anima sono collegate, in una società dove la terra riflette il cielo e il suo ordine perfetto. La bellezza è data dall’armonia delle membra, ovvero dalla simmetria, così come l’ordine celeste. Si celebra la bellezza per celebrarne l’anima. Belle donne paragonate a statue, richiami biblici e classici/mitologici con allegorie e personificazioni.
Gioielli e cosmetici: inutili e indecenti?
La vera bellezza è l’anima e i trucchi modificano l’opera del creatore con l’arroganza di poterla migliorare. In molte fonti, il trucco è visto come tentativo di nascondere difetti, ma è visto come inutile perché le donne di cui si parla sono bellissime. Visto anche da fonti pagane come negativo perché sono le meretrici a imbellettarsi per attirare l’attenzione dei clienti. Il cristianesimo moltiplica le argomentazioni contro questi usi. In alcuni casi però, si citano ornamenti come complementari a quelli dell’anima, in altri si fa notare la trascuratezza di alcune donne che non fanno nulla per piacere ai mariti e per apparire degnamente in pubblico. Altre fonti invece lodano la trascuratezza. In conclusione, gli orpelli devono essere moderati, usati da imperatrici che appaiono in pubblico, ma soprattutto la bellezza esteriore deve sempre sottostare a quella dell’anima che è la vera bellezza.
Attività femminili
Il lavoro femminile
Confezionare abiti è lavoro femminile anche di ceto alto, attività trasmessa di madre in figlia. I ceti bassi invece hanno attività lavorative più varie. Agaté: cerimonia del lavoro femminile a cui partecipano le diverse operaie. Le attività quindi variano a seconda del ceto anche se per gli strati inferiori della società mancano ancora fonti.
Educazione e cultura: quali pericoli per le donne?
Bambine educate tra le mura domestiche, se di famiglia agiata prima se ne occupa la madre poi un precettore. L’educazione dura meno di quella maschile. Motivi: età precoce di matrimonio, vita che le aspetta dopo le nozze chiusa nel gineceo. Alle donne si insegna su testi religiosi, quelli classici sono per i maschi. Psello parla della figlia, della sua precocità (topos frequente) e della madre Teodota che invece deve studiare in segreto. Cerca di giustificare la scelta della madre con intervento divino. Anna Comnena invece ha avuto una formazione fuori dal comune. È una principessa porfirogenita quindi con grandi privilegi, ma non basta. Dotata di grande personalità e sposata con un condottiero e uomo di cultura. I contemporanei ne sminuiscono la cultura oppure la giustificano. Si evidenzia come il suo argomento maggiore di studio sia la teologia. Ha un alleato nel marito Niceforo Briennio. Anna stessa è orgogliosa della sua formazione, ma allo stesso tempo si sente di doverla giustificare. Per concludere, le donne che vanno oltre le conoscenze di base devono essere giustificate e sempre affiancate da figure maschili (Teodota dal figlio Psello, Anna da Niceforo).
Patrone delle arti: circoli letterari e mecenatismo femminile
Le donne comnene non accedono alla conoscenza superiore, ma possono contribuire a diffonderla. Vengono in contatto a corte con eruditi e promuovono una sorta di salotti letterari. Michele Italico invoca spesso Irene Ducas come sua protettrice e ispiratrice. Ella commissiona anche a Niceforo un’opera storica. Irene ha un grande circolo di colti. Solo Anna Comnena promuove opere filosofiche. Le gentildonne quindi occupano un ruolo di funzionale all’attività culturale. È una peculiarità dell’era comnena.
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