Estratto del documento

1 Archeologia e storia greca mod A – lezione 1 22.02

Data di avvio allo sviluppo dell’arte greca: 1050 a.C., con cui inizia lo stile proto-geometrico. Nell’area greca, che si può estendere alle coste dell’attuale Turchia, esistevano culture e civiltà che si erano sviluppate durante l’età del bronzo. In quest’area hanno vissuto per millenni diverse civiltà:

  • Civiltà cicladica, collocata sul mar Egeo 3000-1200 a.C.
  • Civiltà minoica (Creta) 3000-1200 a.C.
  • Civiltà micenea (Grecia continentale) 3000-1200 a.C.

Queste civiltà sono a contatto con la realtà culturale dell’Egitto (sud) e dai grandi regni dell’area anatolica e dalla Mesopotamia. La realtà culturale si affaccia sul Mediterraneo e ha costruito nei millenni una forte rete di rapporti, civiltà fiorenti, cosmopolite con scambi commerciali e sviluppo di civiltà con forme culturali e artistiche che intorno al 1002 viene a mancare. 1002 inizia un declino che interessa l’area dell’Egeo (Grecia) e sfiora l’Egitto e i grandi imperi dell’area mesopotamica, che ha basi economiche e militari più salde.

Questa crisi politica e culturale è stata imputata alle migrazioni dei popoli; popoli dal nord emigrando all’interno del Mediterraneo avrebbero destabilizzato una società già in crisi, quella cretese e micenea. All’interno del Mediterraneo, una serie di popolazioni iniziano a muoversi provocando una serie di distruzioni che colpiscono le città che si affacciavano sulla costa.

L’età del bronzo si chiude nel 1200 con il crollo della civiltà egea. Il che ci porta alle date tra il 1050 e il 1094, date intorno alla quale sarebbe avvenuta la distruzione di Troia, la storia dei secoli successivi catalizzava il destino e le vicende dell’intera comunità che si affacciava sull’Egeo; movimenti di popoli, distruzioni di città.

Dal 1200 al 1050 quest’epoca viene descritta come Dark Age (secoli bui), viene a mancare tutta la documentazione e viene a mancare il potere centrale rappresentato dai palazzi, perde l’uso della scrittura e, di conseguenza, il cuore dell’economia. La civiltà palaziale aveva all’interno del palazzo l’amministrazione, la distribuzione di beni alimentari, la produzione artigiana. I bisogni si riducono al minimo, la società ricca che commerciava diventa una società che si chiude in sé stessa e coltiva il minimo necessario per la sopravvivenza.

Tucidide, storico greco, parlando di come si svilupperà la grandezza di Atene spiegherà che Atene è stata toccata minimamente da queste invasioni, in quanto Atene occupa una regione povera, mentre le regioni più ricche erano state conquistate da popolazioni alla ricerca di terreni fertili, Atene si ritrova fortunata da questo punto di vista. Quando la popolazione riesce a riscattarsi da questa situazione di povertà, cominciando i piccoli scambi e aprendo le vie marittime, Atene sarà la prima città che si solleverà, dando le prime forme di produzione artistica. Portandosi dietro i secoli dell’età del bronzo, non verrà mai meno la tradizione orale, in una società in cui si è perso l’uso della scrittura i racconti mitici e la tradizione orale sono ciò che rimane.

La periodizzazione

La periodizzazione dà avvio all’arte greca.

  • 1050-900 a.C. rinascita, aumento demografico. La fase proto-geometrica. L’elemento più caratteristico della produzione artistica sono i motivi geometrici. È una fase di preparazione alla fase geometrica.
  • 900-700 a.C. fase geometrica.
  • 700-600 a.C. età orientalizzante, l’arte greca acquisisce in maniera consapevole molti aspetti delle manifestazioni artistiche del vicino Oriente, con cui aveva riaperto i rapporti da due secoli prima.
  • 600-480 a.C. età arcaica. Nel 480 si svolge la battaglia di Salamina, i Greci vincono l’esercito persiano, data che segna lo spartiacque tra quella che sarebbe potuta essere l’orientalizzazione della Grecia e del mondo mediterraneo e che invece questa vittoria arrestò, garantendo ai Greci l’indipendenza e lo sviluppo di una cultura e civiltà indipendente.
  • 480-323 età classica, massima fioritura della manifestazione artistica greca. 323 muore Alessandro Magno, a cui si dovrà la capacità di far diventare l’arte greca un’arte universale, portando all’età ellenistica.
  • 2323-31 età ellenistica, il greco diventa lingua universale. Data del 31 a.C. legata alla sconfitta di Cleopatra VII, regina di Egitto nella battaglia di Azio, la flotta guidata da Ottaviano sconfigge l’ultima; l’Egitto era l’ultimo dei regni nati dalla frantumazione dell’impero indipendente di Alessandro Magno, cade sotto il dominio di Roma. L’arte greca continuerà sotto il dominio romano.

La civiltà dei palazzi

Il centro della società nel mondo minoico miceneo è il palazzo, centro politico economico e culturale, la popolazione vive sparsa in piccoli villaggi e fattorie nel territorio, il controllo era posto in mano ai soldati e il vanax era il rappresentante del potere militare, politico e religioso. Il palazzo era anche il luogo in cui si celebravano i culti e il centro economico, da lì venivano governate le manifestazioni artistiche, i metalli preziosi venivano dati agli artigiani in forma grezza per poi essere lavorati. La società è vicina, dal punto di vista strutturale, a quella del vicino Oriente antico (palazzi Babilonia), dove la popolazione dei grandi agglomerati urbani veniva divisa a zone secondo alle loro funzioni assunte.

Manifestazioni artistiche civiltà minoica e micenea

Due manifestazioni simili della civiltà minoica e micenea artistica:

  • Le tazze d’oro rinvenute a Vaphiò a Creta.
  • Fiasca di forma reticolare in argilla.

Nel mondo minoico miceneo la preminenza era data alla produzione di oggetti artistici in metallo prezioso, l’arte guida era la lavorazione a sbalzo dei metalli, avori, pietre preziose destinate ad una società elitaria. Il resto della popolazione produceva beni che imitavano gli oggetti suntuari, senza avere una propria autonomia, e utilizzando materiali più poveri, come l’argilla.

Nell’epoca geometrica la capacità degli artigiani è il saper muoversi in maniera indipendente, senza far dipendere la propria produzione da manufatti suntuari, ma avendo la capacità di saper lavorare i materiali poveri.

L’arte di epoca minoica micenea è di tipo narrativo e descrittivo, che rappresenta in forme naturalistiche la realtà; nel caso delle tazze auree di Vaphiò vengono rappresentate le scene della lavorazione dei campi e la natura. Sulla fiasca reticolare si ha la rappresentazione naturalistica di un polpo, occhio attento nel descrivere la realtà come ci appare.

Possono essere riprodotte scene narrative, schiera di guerrieri che avanza, vestita con l’elmo e lancia. Lo scudo (a forma di otto) bilobato era in pelle/cuoio, verrà ritrovato sui vasi geometrici perché rappresentava un richiamo mitico ai grandi scudi portati dagli eroi dal passato, connotando come eroi coloro che li portasse.

Verso la fine del periodo sub-minoico e miceneo, le decorazioni in forma naturalistica della produzione artistica tende ad impoverirsi; nella distribuzione della decorazione sulla superficie del vaso c’è una indipendenza, la decorazione del vaso non si adatta alla forma del vaso stesso, sovrastandola.

1002-1050 momento di caos geopolitico, si vengono a creare fenomeni di immigrazione interna: le varie ondate delle popolazioni che arrivano in Grecia provocano immigrazioni di popolazioni greche lungo la costa della penisola Anatolica. In Grecia si vanno definendo delle aree linguistico-culturali di persone che parlano il greco (lingua parlata in epoca minoica e micenea, cambia la scrittura): aree di cultura eolica, ionica e dorica.

Una parte di popolazione ionica si trasferisce su coste Asia minore, intorno al 1000 a.C. vengono fondati centri come Mileto da coloni di stirpe ionica che si trasferiscono sulla costa della Ionia, attuale Turchia, ed altri centri greci dal punto di vista linguistico e culturale, formano una serie di stati cuscinetto che saranno importanti perché forniranno una mediazione culturale tra le grandi aree collocate al centro della penisola anatolica con l’area dell’Egeo, porteranno elementi cultura orientale in mondo greco. Cipro svolge un ruolo fondamentale per mantenere vivi i contatti con l’area egea e il mondo della Siria, il centro di Al-Mina rappresenterà uno dei primi centri di emporia, luogo di commercio libero in cui le comunità greche si stanzieranno e riprenderanno contatto con il mondo orientale. Dal 1002 al 1005 le genti di stirpe greca non avevano più avuto modo di commerciare, di conseguenza le memorie delle navigazioni vengono mantenute dalle popolazioni di stirpe levantina (tutte le popolazioni che dalla Siria settentrionale arrivano fino alla penisola del Sinai). Cipro, come Creta, è un’isola fonte, la navigazione era stagionale e le isole costituivano una sorte di ponte verso l’Egeo.

Proto-geometrico e geometrico

Nell’area greca vi è una forte frammentarietà ed autonomia, tutte le regioni manifestano forme artistiche indipendenti, vi è forte vitalità che si tradurrà nell’incapacità nei Greci di creare una nazione comune, la Grecia sarà sempre rappresentata dalla diverse poleis (regioni) senza un centro politico, troverà unità culturale nella religione, nei luoghi comuni di culto e nella consapevolezza di un comune passato epico, nell’epos, rappresentato dei miti del passato dei poeti epici (culto di Zeus a Olimpia, culto oracolare di Apollo a Delfi). Ad Olimpia dal 776 a.C. (per i Greci l’anno zero) verranno celebrate le Olimpiadi, i giochi comuni.

Dopo la fine dell’epoca minoico micenea e la tempesta dei secoli bui, la popolazione comincia a riaggregarsi. Intorno al 1050, in alcuni siti vediamo degli agglomerati proto-urbani (villaggi), la datazione dei siti è stata fatta sulla base alla ceramica ritrovata (fossile guida per l’archeologia). Il sito di Karphì di Creta (isola che in epoca arcaica e classica non è ricca di insediamenti urbani in quanto non pianeggiante) sorge su una rocca inaccessibile lontano dal mare. Nella pianta della città non esistono mura per difendersi, le mura sono costituite dai muri perimetrali delle case che si chiudono a difesa dello spazio centrale, nucleo arcaico di agorà (piazza in cui la comunità si riunisce).

Le case hanno tutte la stessa dimensione, forse al centro è collocata la casa del capovillaggio che potrebbe aver avuto annesso uno spazio dedicato al culto, sebbene non si possano distinguere le case dalle strutture sacre, in quanto la casa trasferisce ad edificio sacro le proprie caratteristiche; nel mondo minoico miceneo non c’era il tempio, le divinità venivano adorate in luoghi legati alla natura, il concetto di tempio nasce come necessità di dare alla divinità una casa (modellata sull’immagine della casa dell’uomo) e si avvia in epoca geometrica. Le case sono costruite con materiali deperibili, la base di pavimento in terra battuta, i muri in pietra su cui sopra vengono collocati mattoni di argilla, fino a creare murature su cui si posa un tetto stramineo (fatto di legno e paglia). Passati i secoli non rimane nulla di queste strutture a causa della loro struttura deteriorata dagli eventi atmosferici.

Ritrovamento Eubea

Terra ricca di pianure, una delle poche regioni in cui era possibile coltivare, il problema della Grecia è la sua orografia prevalentemente montuosa, caratterizzata da orzo e grano, la base dell’alimentazione per cui è necessario un terreno pianeggiante e fertile, da questa necessità deriva l’esigenza di fondare colonie, tre cui l’Eubea. Due città, Eretria e Lefkandi, si contesero il territorio; la prima guerra ricordata dalle fonti si risolse in una carestia da parte di entrambe le città.

Nel sito di Lefkandi fu rinvenuta un’enorme capanna lunga 20 m, caratterizzata da una struttura rettangolare absidata; le pareti della struttura nella parte inferiore sono in pietra legata ad argilla e un tetto le cui falde che si prolungano e posano all’esterno su una serie di pale di legno. La falda del tetto così allungata, che scende a coprire le pareti formando il portico che circonda l’edificio, era finalizzata a proteggere le pareti dalla pioggia.

Potrebbe essere definita come una grande casa di un capo villaggio, all’interno della capanna viene trovata doppia sepoltura: una tomba di uomo bruciato secondo un rito destinato ad eroi (all’interno dell’Odissea), accanto al defunto in un’anfora di bronzo, avvolto in un drappo di porpora, come gli eroi dell’Epos, erano stati sepolti i suoi cavalli e la cremata una donna sacrificata in funzione di questa funerale. La sepoltura all’interno di una capanna di questo tipo è singolare; si è pensato si trattasse dell’heroon (tomba monumentale) di un capo villaggio venerato e importante per la comunità, è stato seppellito in quella che era originariamente la casa che costituiva il punto di riferimento della comunità, donata e servita da heroon. Le tombe degli eroi diventano il luogo in cui una comunità identifica la propria identità.

Partendo dall’heroon di Lefkandi, si data intorno al 1000 a.C. il tentativo di ricostruire l’architettura civile e sacra, di cui ci parlano anche le fonti; Erodoto racconta che il più antico tempio di Apollo, ad Eteria, che aveva l’appellativo di Daphnephoros (l’Apollo porta l’alloro) sarebbe stato costruito con tronchi e rami di alloro, con la forma di una capanna. Alcune testimonianze sono rappresentate dai modellini che i devoti portavano al santuario come ex-voto, come quello di Argo, utili a ricostruire la struttura di questi templi. Il modellino fittile (in argilla) trovato ad Argo, città del Peloponneso dove esisteva un antichissimo tempio dedicato ad Era, la sposa di Zeus, che aveva come forma una struttura rettangolare con l’abside e il tetto spiovente con un’apertura, la porta per l’accesso.

I modellini in argilla riproducono la casa della divinità, vengono rinvenuti in santuari, come quello di Argo e Perachora, dedicati alla dea Era, dea che protegge la casa e la famiglia, è la divinità per cui i Greci sentirono necessità di creare edificio per collocare l’immagine della dea (a differenza del culto di Zeus, praticati all’aperto sull’altare, il tempio non è edificio di culto, il luogo di aggregazione era l’altare che per sua natura doveva situarsi all’aperto, il tempio come concetto di struttura monumentale nasce quando si inizia a creare necessità di posizionare la immagini delle divinità, le statue. In epoca geometrica e proto-geometrica, il culto viene svolto sull’altare).

Forme ceramica greca

I vasi assolvono diverse funzioni; la primaria era quella di conservare le riserve alimentari, raccogliere il cibo e cuocerlo, il che rappresenta una categoria di vasi realizzata in argilla non dipinta, fondamentale per l’archeologia. La ceramica decorata è invece destinata ad usi speciali: usi funerari, il morto veniva considerato degno di ricevere come compagno per il suo viaggio ultraterreno tutti gli oggetti che gli erano appartenuti o che si pensava potessero servirgli una volta morta (corredo, composto prevalentemente da vasi), uso santuari, luoghi in cui ci si riuniva per mangiare insieme pasti rituali, gli oggetti usati all’interno dei venivano poi lasciati al suo interno, numerosi sono i vasi dedicati a divinità, usati dai sacerdoti in cerimonie comuni. I vasi decorati potevano anche essere appannaggio per le famiglie benestanti, che non avevano abbastanza soldi da permettersi vasi in metallo prezioso.

Il momento più importante nella socialità del mondo greco era il simposio, il bere insieme (diverso dal banchetto), aveva luogo dopo aver mangiato, solo gli uomini si riunivano nelle case per bere insieme, l’elemento centrale è il vino, che non veniva bevuto puro, ma diluito con acqua e speziato (miele, bacche).

Il vaso destinato a questa cerimonia (da cui nascono rapporti matrimoniali e di affari) è il cratere, che serviva a miscelare il vino con l’acqua, questi due elementi erano in genere contenuti nelle anfore; vaso destinato alla dispensa, veniva comunque decorato, in quanto si mostrava nel simposio. Si crea dialogo tra testo e immagini rappresentate che creavano forma di manifestazione culturale. Il nome “anfora” deriva da amphorèus, ovvero “essere portato da ambo le parti”, doppio manico, mentre il nome “cratere” deriva dal greco keránnymi, ovvero “mischiare, mescolare”.

Altro vaso destinato a chi si univa a bere era la coppa, utilizzata anche come vasi di carattere funerario, poiché alle donne era proibito il consumo del vino e la partecipazione al simposio, nelle loro tombe non veniva posto il cratere (che connotava le tombe maschili, spesso collocato all’esterno delle tombe come segnacolo), e in quanto le donne nell’economia domestica antica avevano il compito della gestione della casa (e tra i loro compiti vi era anche quello di andare a prendere l’acqua ai pozzi e alle fontane), l’anfora diventa simbolo di identità femminile (sulle tombe femminili vengono spesso collocate anfore).

Cratere di età proto-geometrica

Cratere di età proto-geometri

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 179
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 1 Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 179.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Archeologia e storia dell'arte romana, Prof. Rocco Giulia, libro consigliato Storia dell'arte greca, Antonio Giuliano Pag. 41
1 su 179
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cam.ill.a.0x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Rocco Giulia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community