1. L’età protogeometrica e geometrica (secc. X-VIII a.C.)
1.1 Il difficile passaggio tra II e I millennio a.C.
1.1.1 Crolli e turbolenze dell’età oscura
Il periodo tra la fine del XI e la metà del VIII secolo a.C. prende il nome di Dark Ages.
La documentazione archeologica ci mostra come il mondo miceneo sia in declino a partire dalla fine → del XIII secolo a.C. si assiste alla distruzione dei palazzi di Micene e Iolco e scompaiono le grandi architetture in pietra e gli affreschi che decoravano le residenze minoiche e micenee.
1.1.2 L’età di Omero e di Esiodo
Con la fine della civiltà micenea, tra XII e X secolo a.C., entriamo nel cosiddetto Medioevo Ellenico: periodo di passaggio tra II e I millennio a.C. durante il quale vediamo una rottura in cui emerge un nuovo sistema scrittorio e una nuova cultura.
Assistiamo al collasso della civiltà micenea successivamente all’epos eroico della Guerra di Troia, secondo le fonti letterarie, parliamo di 1194-1184 a.C. che coincide con ciò che l’archeologia evidenzia a proposito della caduta dei palazzi micenei.
Altro dato importante è la testimonianza di Tucidide il quale ci parla dell’invasione dorica a partire dal → 1104 a.C. i Dori non sono descritti come distruttori quanto più come conquistatori che occupano il “vuoto” lasciato dai Micenei, dando vita così a forme di convivenza.
Il cambiamento produsse inevitabili trasformazioni di ordine economico e socio-politico: mutarono le aree di reperimento di materia e quindi le linee di scambio e traffico.
Vediamo anche dei cambiamenti culturali come nel rito funebre con il passaggio dall’inumazione alla cremazione.
Si è soliti distinguere in questa fase un periodo geometrico che interessa i secoli IX-VIII a.C.
Il dissolversi delle forme di potere micenee conduce alla nascita di una realtà sociale e istituzionale → nuova: la polis la città dei secoli XI-VIII a.C. è una città aristocratica contadina guidata da un gruppo di aristoi la cui ricchezza deriva dalle proprietà terriere e dalla possibilità di procurarsi un’armatura in ferro e dei cavalli.
Intorno alla metà dell’XI secolo a.C. avviene la cosiddetta migrazione/colonizzazione ionica: l’ondata di discesa dei Dori non termina nel Peloponneso ma si assiste ad altri spostamenti di queste popolazioni che sfruttano le isole dell’Egeo (in part. le Cicladi) dando origine a un fenomeno di migrazione e → colonizzazione distinguendo il tipo di dialetto, è possibile individuare 3 aree: area dorica micrasiatica (Rodi, Kos).
Dall’Attica, alcuni si spostano verso l’Anatolia centrale dando origine all’area ionica micrasiatica che successivamente diventano le grandi città come Mileto e Samo.
Le popolazioni che avevano occupato la regione della Tessaglia (regione di Achille), si spostano → attraverso le Sporadi sull’area anatolica antistante e fondano l’area eolica (zona di Lesbo Saffo scrive in dialetto eolico).
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A partire dalla metà dell’VIII, i greci iniziano a espandersi nuovamente dando inizio alla Colonizzazione arcaica per ragioni diverse come la mancanza di terre ma anche per fuggire a guerre e → carestie e si diffondono lungo le coste del Mediterraneo diversamente dai romani, i greci non sono interessati a occupare l’entroterra, ma si limitano alle coste, senza alcun militare all’inizio (cultura fortemente inclusiva al principio).
→ Quando i Dori sviluppano l’artigianato, usano il ferro (e non più il bronzo passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro).
1.2 Le prime manifestazioni dell’arte di costruire
1.2.1 Materiali effimeri per una sperimentazione vivace
Le strutture di età geometrica sono costruite in materiali deperibili su muri e zoccoli di fondazione in pietre di piccolo taglio e ciottoli di fiume, con alzati di mattoni crudi inseriti in telai lignei di pali e travi leggere, con tetti straminei e pavimenti in battuto di terra.
La tipica casa di età geometrica ubbidisce a due principi planimetrici: pianta quadrangolare ed ellittica →
- 1. Casa quadrangolare monovano (casa a oikoi) tipo di casa della società medio-bassa: unico ambiente privo di suddivisioni interne, di estensione limitata e costruita per un’unica famiglia. La maggior parte della vita era svolta all’esterno e gli spazi abitativi venivano moltiplicati con la costruzione di pergolati e recinti adibiti a orti, cortili e aree di produzione.
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Uno dei primi elementi di arredo che appare nella casa greca è la banchina: bancone ricavato dalla pietra o realizzato da lastre litiche e costituisce il piano di lavoro interno dove si tenevano le derrate alimentari o dove ci si poteva sedere.
L’abitato di Andros è molto ben conservato e costituisce una testimonianza dell’evoluzione dell’architettura domestica nel corso dell’VIII secolo.
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A partire dal 725-700 a.C. gli spazi iniziano a moltiplicarsi e successivamente iniziano ad essere → costruite case che accorpano più case arricchimento della cultura materiale.
Inizia a sorgere un’esigenza di privacy e distinguere quindi lo spazio dove si dorme, dove si consumano i pasti o dove le donne tessono.
Nelle case di Zagorà è molto forte l’esigenza dell’accumulo.
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- 2. Casa rettangolare absidata/ellittica tipo di casa della società aristocratica che ha come modello planimetrico il megaron miceneo: sala del trono miceneo; si tratta di un edificio a vano rettangolare allungato che termina con un’abside. La sala micenea poteva essere divisa in navate da file di pilastri all’interno della quale il sovrano si mostrava ai suoi clienti e svolgeva una serie di rituali.
→ Possiamo trovare un esempio molto importante di questo tipo di casa a Lefkandi l’Heroon di Lefkandi è un edificio monumentale di pianta rettangolare allungata che termina con un’abside ed è accessibile da un lato corto tramite un’anticamera; all’interno è suddiviso in una serie di ambienti comunicanti.
→ L’edificio era molto probabilmente la casa di un re locale diventata poi la sua tomba all’interno, infatti, è stata scoperta una tomba scavata nel pavimento divisa in due comparti: in uno vi erano le ceneri di un guerriero sepolto con spada e punta di lancia insieme ai resti di una donna con ricchi ornamenti e l’altro invece conteneva i resti di 4 cavalli.
Dopo la deposizione l’Heroon fu chiuso e si attiva un culto: si iniziano a praticare delle cerimonie all’entrata dell’abitazione; cerimonie successive alla morte dei due e la casa-tomba inizia ad essere frequentata e diventa luogo di culto e alcuni studiosi concordano nel vedere in questa casa un precursore del tempio greco: i primi templi infatti si costituiscono come edifici lunghi circondati da un colonnato dove il dio abita in una cella (= sala del focolare) e i fedeli restano fuori e arrivano fino al portico.
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(pronao) mentre i sacrifici si svolgono all’esterno, attorno al focolare dell’altare (focolare poi spostato all’esterno).
1.3 Un’arte florida e potentemente espressiva: la ceramica
1.3.1 Lo stile geometrico nelle ceramiche greche
Il termine “geometrico” indica lo stile e la natura delle decorazioni dipinte sui vasi prodotti in Grecia tra i secoli XI-VIII a.C.
La datazione delle ceramiche geometriche si basa sulla successione dei prodotti rinvenuti nella necropoli ateniese del Dipylon che continua a costituire la sequenza più completa.
La scansione cronologico-stilistica delle ceramiche viene ancora oggi considerata un valido punto di riferimento:
- Stile protogeometrico (PG): 1050-900 a.C.
- Stile geometrico antico (GA): 900-850 a.C.
- Stile geometrico medio (GM): 850-750 a.C.
- Stile geometrico tardo (GT): 750-700 a.C.
1.3.2 L’identità culturale di Atene attraverso le sue ceramiche
Dopo il collasso miceneo, Atene è stata la prima città greca a riguadagnare un forte profilo culturale, espresso attraverso le ceramiche. L’esplorazione della necropoli ha permesso di localizzare nell’area centrale che poi diventerà la zona dell’Agorà degli impianti produttivi di ceramica attivi fin dall’età → protogeometrica il settore all’epoca era intensamente occupato anche da abitazioni e da necropoli.
Intorno alla metà del secolo XI a.C. si assiste alla comparsa di vasi meglio proporzionati e vivacemente rifiniti.
Insieme a motivi decorativi micenei come la linea ondulata, possiamo vedere anche delle larghe bande, → triangoli, scacchiere e soprattutto semicerchi o cerchi concentrici la posizione delle decorazioni in questa prima fase si limita ai punti di maggiore visibilità come la spalla o il punto di diametro massimo mentre invece le porzioni di scarsa visibilità sono ricoperte di uno strato di vernice nera.
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Esempio di vaso attico protogeometrico.
Il periodo del geometrico antico ad Atene è accompagnato dalla ripresa di contatti con il Vicino Oriente e vediamo infatti ricomparire gradualmente l’oro e altri materiali pregiati come l’avorio.
Vediamo ancora una vasta produzione di anfore usate come corredi funerari nelle tombe femminili, oinochoe (vasi simili a brocche per contenere acqua o vino) e skyphoi.
La decorazione è ancora pienamente geometrica che si dispone per fregi orizzontali sovrapposti e scandire la dinamica del vaso.
Intorno alla metà del IX secolo l’ordito geometrico si espande a poco a poco estendendosi all’intera superficie del vaso e iniziano a comparire per la prima volta raffigurazioni di animali e di uomini resi a silhouette.
Iniziamo a vedere anche dei vasi monumentali destinati a fungere da segnacolo sulla tomba con un’altezza media compresa tra i 50 e gli 80 cm e vediamo anche dei coperchi spesso dotati di un’impugnatura plastica conformata a cavallini.
Ai vasi destinati a comporre i corredi funebri spettava il compito di esprimere l’orgoglio del defunto e della sua famiglia evocandone i valori etici e di appartenenza sociale.
Straordinario è lo skyphos di Eleusi su cui sono dipinte due scene che rappresenterebbero i più antichi esempi di composizione figurata su ceramica.
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Su uno dei due lati vediamo una nave che ha appena toccato terra e un uccello vi si posa, alcuni marinai si attardano sui banchi mentre due individui armati sono già scesi a terra e un altro con arco e frecce partecipa all’attacco piratesco.
Sull’altro lato della coppa vediamo uno scontro.
Nel geometrico tardo i corredi funebri attestano una crescita sensibile di popolazione, ricchezza e di importazione di prodotti di lusso stranieri.
La decorazione geometrica adesso occupa tutta la superficie del vaso e si moltiplicano le scene figurate.
Possiamo vedere degli episodi funebri come l’esposizione (prothesis) o il trasporto del cadavere affianco alle quali compaiono scene di carattere narrativo ispirate agli eroi omerici.
→ La costruzione della figura umana non è semplificata o schematica i pittori scelgono di enfatizzare alcuni elementi del corpo umano: nell’uomo le spalle sono ampie, la vita è stretta e le cosce forti, le braccia muscolose sono solite impugnare spade, lance e scudi, le donne sono dotate invece di seni e tuniche lunghe.
Curiosa è la concezione che i greci hanno del corpo: il filologo tedesco Snell ha notato che i Greci non concepiscono il corpo come unità bensì come pluralità di elementi che interagiscono tra di loro.
Intorno al 760 a.C. inizia l’attività una Bottega del Dipylon da cui provengono molti vasi; si specializza nella produzione e nella decorazione di grandi vasi funerari.
Il vaso sulla sx, alto più di 1 metro, è esempio di equilibrio tra la tessitura geometrica e il pannello → figurato con una scena di prothesis collocata sul diametro massimo dell’anfora sul letto funebre è steso il defunto mentre un fanciullo si aggrappa alla testata del letto ai piedi del quale ci sono invece due figure inginocchiate e che portano le mani al capo impegnati nel lamento rituale a cui si uniscono i presenti che vediamo ai lati del feretro.
Sulla dx abbiamo invece un cratere attico più recente in cui abbiamo una scena di ekphorà (trasporto → del cadavere) di sapore fortemente omerico il corpo del defunto è trasportato su un carro funebre trainato da due cavalli. Al compianto partecipa l’intera comunità aristocratica.
1.4 La piccola plastica
1.4.1 I tripodi e bronzetti per gli dèi
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Dopo il collasso della civiltà micenea, la storia della scultura greca inizia con la microplastica di bronzo, terracotta e avorio.
I principi costruttivi della figura in età protogeometrica si colgono meglio a partire dal VIII secolo a.C. → quando vediamo apparire uomini e animali dipinti anche sulle ceramiche stesso periodo in cui si assiste alla crescita della popolazione, al moltiplicarsi dei commerci e dei contatti per mare ma anche alla definizione delle grandi aree santuariali come Atene, Samo, Delfi e Olimpia e si sviluppa quindi un mercato di oggetti votivi destinati a questi santuari.
In corrispondenza dell’istituzione dei primi giochi olimpici (776 a.C.), appaiono quindi i grandi tripodi bronzei rinvenuti nei principali santuari della Grecia.
I tripodi erano in origine utensili per bollire la carne ora diventati importanti doni votivi offerti agli dèi; sono caratterizzati da manici ad anello decorati con motivi incisi e spesso ornati con applicazioni di figurine e teste in bronzo a fusione piena.
Come applicazione alle anse dei tripodi abbiamo anche la serie di cavallini in bronzo: importante status symbol dell’aristocrazia.
Anche le raffigurazioni umane in bronzo sono generalmente di piccole dimensioni (non superano i 20cm) ma non è possibile comprendere se intendano ritrarre il dio a cui il bronzetto è offerto oppure il dedicante.
In questo caso ci troviamo alla fine dell’VIII secolo e rappresenta un primo esempio di scontro tra un → eroe e un centauro (parte superiore del corpo da uomo e parte inferiore da cavallo) figura umana a cui è “attaccata” una parte di cavallo.
2. L’età orientalizzante (secolo VII a.C.)
2.1 Un’età di profonde trasformazioni
2.1.1 L’epifania di un mondo irrazionale e mostruoso
Con il termine età orientalizzante si intende un fenomeno stilistico che percorre il VII secolo a.C. durante il quale la cultura greca si lascia invadere e affascinare dalle tecniche appartenenti alle culture orientali.
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Le importazioni di prodotti orientali e i contatti commerciali con Cipro, la Siria e la Fenicia erano iniziati tuttavia già nel IX secolo a.C. e i mercanti svolgevano il ruolo di mediatori culturali. Più tardi, a partire dalla fine dell’VIII secolo, il progressivo intensificarsi dei traffici con le culture orientali determinò un afflusso di manufatti orientali e vediamo infatti apparire sempre di più dei grandi calderoni bronzei ornati con mostri terrifichi, phialai (coppe basse e larghe) in argento e oro con animali mostruosi, oggetti in avorio o unguentari in alabastro.
Calderone su sostegno conico in bronzo, Tomba Barberini (Roma).
Mentre si diffonde quindi una nuova moda e nuove parole orientali iniziano ad apparire nella lingua greca, la cultura figurativa greca viene sommersa da nuove storie, mostri sconosciuti, dèi rancorosi e appaiono esseri come le sirene, i grifoni, i centauri, le sfingi, le gorgoni e le chimere.
Ortostato di palazzo assiro con demone alato.
Il processo di assimilazione può dirsi completato solo alla metà del VII secolo a.C. quando la brutalità → e la mostruosità sono placate gli esseri mostruosi e feroci sono ricomposti in teorie di animali selvatici e domestici insieme.
È importante però tenere in conto che l’assimilazione e la successiva rielaborazione degli spunti e dei temi orientali avvengono per gradi e con intensità diverse a seconda delle aree geografiche culturali, il → mondo greco infatti, era tutt’altro che unitario le città greche di area ionica ed eolica, a diretto contatto con le culture asiatiche, si lasciano influenzare facilmente e adottano uno stile di vita più lussuoso ed elegante.
La civiltà geometrica si iniziò a sgretolare rapidamente e si dimostrò solida solamente in Attica dove era diventata uno strumento espressivo della classe aristocratica; al periodo orientalizzante, infatti, Atene reagì con una chiusura nel proprio linguaggio.
2.1.2 Legislatori, tiranni e colonizzazione
Da un pdv sociale, nel periodo compreso tra la fine del VIII secolo e l’intero VII secolo, 3 fenomeni → interessano le città greche l’intensificarsi della colonizzazione e l’avvento di legislatori e tiranni: tutti e 3 rappresentano una risposta alla crisi dell’aristocrazia terriera.
Di fronte agli squilibri di risorse e bisogni emersi dopo il rafforzamento del potere economico di ceti nuovi come gli artigiani, i mercanti e i marinai.
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Dall’interno dell’aristocrazia emergono i legislatori come Licurgo; le leggi, fino ad allora legate a tradizioni orali (e quindi facilmente manipolabili) vengono ora messe per iscritto portando a una vasta alfabetizzazione.
In questo periodo si consolida la costituzione spartana e la stessa Sparta conosce un periodo caratterizzato da una forte spinta espansionistica che la porta a estendere il proprio controllo a un’ampia porzione del Peloponneso.
Esito più traumatico dei travagli interni all’aristocrazia è la tirannide alla quale si lega una politica economica e sociale che svolge un’azione di promozione del benessere materiale e funzionante della città mediante l’incremento dei traffici commerciali, dei cantieri edilizi e delle opere pubbliche.
Questi squilibri
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