R. L. – A. V. O. Riassunti corso prof. Oreto Archeologia del Vicino Oriente Antico
Investigazione delle culture della costa che rientrano nei paesi degli ittiofagi cui ci parlano le fonti antiche, in particolare Nearco, nel suo viaggio di ritorno dall’Indo incontra queste popolazioni sulle coste dell’Iran e di “Macheta” sul suolo omanita.
L’Orientale ha avviato il progetto di studio di queste comunità. Queste comunità vivono essenzialmente dello sfruttamento marino sin dalla preistoria, le fonti antiche non prendono in considerazione gli insediamenti interni, le comunità costiere erano per lo più stagionali.
L’evidenza archeologica ci mostra che sono solo un aspetto di una cultura più vasta, caratterizzata dal commercio con la Mesopotamia, già in epoca neo-assira. Il primo riferimento agli ittiofagi è di Erodoto che li descrive come genti dall’elevate capacità tecniche e linguistiche, vengono infatti usati da Cambise per la sua spedizione verso l’Egitto (lo aiutarono genti di Elefantina). Altre fonti li descrivono come genti allo stesso livello di animali, incapaci di vivere alla maniera civile, questo però è solo un topos letterario. Alcuni di questi racconti rispondono alla realtà.
Altri autori sono Strabone, Plutarco, Quinto Curzio, Arriano, che si rifanno ad opere precedenti. I luoghi in cui sarebbero stanziate queste genti sono l’Arabia Orientale e dell’Africa orientale, due sono i luoghi riconosciuti: Deire sullo stretto di Ba bel Mandeb e il promontorio di Maketa. Maurizio Tosi negli anni 80 riconosce vari siti costieri in Oman, Muscat a Ras al Hat e Ras al Jinz.
Sulla base degli studi possiamo distinguere due grandi epoche: Età del ferro antica (Early Iron Age) ed Età del ferro recente (Late Iron Age/preislamic recent). La prima è caratterizzata da un clima culturale locale, legato a quello mesopotamico, la seconda è legata al mondo romano e sasanide.
Sembrerebbe che per entrambe le età ci sia un costante sfruttamento della linea di costa da parte delle genti provenienti dalle oasi dell’interno. L’Orientale avvia i lavori con un progetto di studio degli insediamenti con l’ausilio dei testi scritti. Le fonti antiche sono molto fantasiose, basate su racconti mitologici.
Plinio ci dice che le attività di pesca erano svolte su imbarcazioni molto primitive “prive di timone e vela”. (Ancora oggi le genti usano barche fatte di tronchi e vivono in case fatte di tronchi di palma tenuti insieme con malta e sterco di dromedario). Arriano ci dice che il pesce secco veniva usato come cibo di bestiame e l’olio di pesce contro gli insetti per il dromedario.
Diodoro Siculo ci dice che le ossa di balena venivano usate per le capanne, confermato da Batutah, un geografo arabo del 12 secolo che visitò un santuario fatto di ossa di balene. Il manufatto archeologico più importante che si rinviene in questi scavi, sono le ossa di pesce (sardina, squalo, delfino, tartaruga, tonni, kingfish).
Alcuni elementi citati nelle fonti appartengono quindi ad una realtà storica. Le testuggini possono avere funzioni di culto come le grandi conchiglie integrati ai muri delle capanne, celebrano lo stretto rapporto di questi insediamenti con il mare. Tra le notizie dei classici abbiamo anche notizie di attività piratesche. I Romani infatti pattugliavano il Mar Rosso con la flotta. Il miglior sito conservato è BMH2 (Bima).
La datazione dei siti si verifica sulla base della ceramica e delle analisi al radiocarbonio. BMH2 è un sito dell’antica età del ferro, la sua massima frequentazione cade tra l’VIII e il VI sec. a.C. Tiwi è di III a.C. ecc. La costa viene sfruttata per tutto il primo millennio a.C.
I corsi d’acqua stagionali che scendono dalle montagne verso il mare (35 km) sono abbastanza percorribili. I siti della costa hanno contatti anche con le oasi interne, sulla base della ceramica ritrovata. Il manufatto per eccellenza in epoca preistorica è la conchiglia usata come strumento, tipo selce. Anche nelle sepolture si può osservare il contatto forte con il mare: orecchini, anelli, ami fatti con conchiglie. Il solo sito noto, prima dello studio dell’Orientale, dell’età del ferro era Tiwi, che oggi è un
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