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Antropologia aa. 2022/2023

Antropologia e odontologia forense

Guida allo studio dei resti umani

2. Richiami di osteologia e odontologia

2.1 Osteologia macroscopica

Nella descrizione osteologica bisogna sempre riferirsi alla cosiddetta posizione anatomica (corpo disteso sulla schiena e col palmo delle mani verso l’alto). In questo modo è possibile identificare i piani trasversali, longitudinali, sagittali e obliqui. Tra i piani trasversali si riconosce un piano superiore (craniale), un piano inferiore (distale) e, tra essi, infiniti piani trasversali intermedi. I piani longitudinali sono invece quelli compresi fra il piano frontale e quello dorsale.

2.1.1 Cranio

Il cranio è costituito dalle seguenti ossa (che possono essere singole 1 o appaiate 2) con i seguenti caratteri salienti:

  • Frontale (1) − arcata sovraorbitaria, glabella, forame sovraorbitario, linea temporale, seni frontali
  • Parietale (2) − forame parietale, linee temporali, solchi meningei sulla superficie interna
  • Temporale (2) − processo mastoideo, squama, rocca petrosa (sulla superficie interna), processo stiloideo, meato acustico esterno, fossa temporo-mandibolare, arco zigomatico
  • Zigomatico (2) − processo infraorbitario, processo fronto-sfenoideo, processo temporale
  • Nasale (2) − formano il ponte nasale
  • Mascellare (2) − seni mascellari, forame infraorbitario, spina nasale, processo alveolare, alveoli, processo zigomatico, processo palatino, forame incisivo
  • Mandibola (1) − è composta da due parti simmetriche; sinfisi mentoniera, condilo mandibolare, corpo, alveoli, ramo ascendente, processo coronoideo, forame mentoniero, solco miloioideo
  • Lacrimale (2) − a forma di scaglia, molto sottile, solco lacrimale
  • Ossa dell’orecchio:
    • Martelletto (2): è il più grosso e a forma di clava
    • Incudine (2): presenta un corpo e due processi
    • Staffa (2)
  • Occipitale (2) − cresta nucale, eminenza crociata, protuberanza occipitale eterna, forame occipitale, clivus, condili occipitali, pars basilaris
  • Palatino (2) − porzione orizzontale che forma la parte posteriore del palato, porzione perpendicolare che forma la parte posteriore della parete nasale laterale
  • Vomere (1) − sottile e piatto, separa la parte nasale di destra da quella di sinistra e forma la porzione infero-posteriore del setto nasale
  • Sfenoide (1) − grandi e piccole ali, sella turcica, processo pterigoideo, seno sfenoideo
  • Etmoide (1) − di forma cuboide con piatto cribriforme, piatto perpendicolari e crista galli
  • Turbinato (2) − a forma di uncino e si trova al terzo inferiore della parete nasale laterale
  • Coracoide − corpo, grandi e piccole corna

2.1.1.3 I denti

La dentizione si divide in decidua e permanente:

  • Dentizione decidua: costituita da 5 denti per ogni emiarcata:
    • 2 incisivi (uno mediale e uno laterale)
    • 1 canino
    • 2 molari
  • Dentizione permanente: costituita da 8 denti per ogni emiarcata:
    • 2 incisivi (uno mediale e uno laterale) presentano una corona tagliata a becco di flauto e tagliente e una radice conica
    • 1 canino: i canini sono dotati di corona acuminata e una radice lunga e conica. Quelli superiori hanno dimensioni maggiori di quelli inferiori
    • 2 premolari caratterizzati da due cuspidi mostrano una corona caratterizzata da due cuspidi. Le radici sono singole ma superiormente possono essere doppie
    • 3 molari: hanno una corona voluminosa. Nei molari superiori è costituita da 3-4 cuspidi, spesso fuse assieme, mentre in quelli inferiori da 4-5 cuspidi, ben distinte fra loro

2.1.2 Il post-cranio

Il rachide

Il rachide è una lunga asta ossea posta sulla linea mediana e nella parte posteriore del tronco: protegge il midollo spinale e serve da asse di sostegno per la maggior parte dei visceri. Il rachide è costituito da una serie di 24 elementi ossei discoidi, le vertebre si distinguono in 7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari e sono conosciute anche come vertebre vere. Le vertebre della regione sacro-coccigea si saldano fra loro in modo da costituire due ossa (sacro e coccige). In tutte le vertebre si distingue una porzione anteriore (corpo) e una posteriore (arco vertebrale). Tutte le vertebre presentano un canale vertebrale, un forame vertebrale, corpo vertebrale, arco vertebrale (costituito da: peduncolo, lamina, processo spinoso e trasverso, faccette articolari superiori e inferiori).

Vertebre cervicali

Si distinguono perché hanno lateralmente i forami trasversari (per passaggio arterie). Atlante ed epistrofeo sono caratteristiche: l’atlante manca del corpo mentre l’epistrofeo mostra il tipico dente che si articola nell’atlante. La 7° cervicale ha processo spinoso singolo mentre le altre hanno un processo spinoso bifido.

Vertebre toraciche

Sul lato del corpo hanno due articolazioni costali tipiche da T2 a T9 (emifaccette: una superiore e una inferiore). Nelle atipiche (T1, T10, T11, T12) le faccette sono singole ed intere. I processi trasversi hanno faccette articolari per i tubercoli costali, ad eccezione di T11 e T12.

Vertebre lombari

Visto posteriormente, l’arco vertebrale diventa rettangolare in senso orizzontale. È possibile che ci sia sacralizzazione dell’ultima lombare (L5 fusa al sacro) oppure lombarizzazione delle sacrali (S1 staccata dal sacro e assume le sembianze di una lombare).

Il bacino

È costituito da una vasta cavità circoscritta postero-latero-anteriormente dalle due ossa pari dette “innominate” congiunte anteriormente da una sinfisi (sinfisi pubica) e posteriormente articolate con il sacro che continua con il coccige.

Sacro

Processi trasversi fusi fra loro a costituire le ali (= processi spinosi). Costituisce la parte posteriore del bacino ed è situato tra le due ossa innominate lateralmente, fra l’ultima vertebra lombare (superiormente) e il coccige (inferiormente). Il sacro è il derivato della fusione di cinque elementi vertebrali di cui permane il forame vertebrale, il corpo e i processi saldati insieme.

Coccige

Situato immediatamente sotto il sacro; è costituito dalla fusione di 3-5 vertebre saldate insieme.

Osso innominato

L’osso innominato è composto da tre ossa distinte: ileo (supero-lateralmente), pube (infero-anteriormente), ischio (infero-posteriormente). Le tre ossa si riuniscono nella vasta cavità articolare, la cavità cotiloidea, nella quale si articola la testa del femore.

Le coste

Ossa piatte che da ciascun lato del rachide si dirigono allo sterno. Le coste sono in totale 24, 12 per lato e sono indicate come prima, seconda, terza costa e così via. Le prime sette giungono anteriormente sino allo sterno e sono chiamate “coste vere”, mentre le altre 5 non arrivano allo sterno e per questo sono chiamate “coste false”, distinte a loro volta in due sottogruppi:

  • False coste propriamente dette dall’ottava alla decima: con la loro estremità anteriore si articolano allo sterno tramite giunzione con una delle cartilagini site superiormente
  • Coste fluttuanti undicesima e dodicesima: sono libere e indipendenti

Le coste si uniscono obliquamente con il rachide formando un angolo (tanto più acuto tanto più la costa è situata inferiormente). Distaccatesi dall’asta rachidea, le coste procedono arcuandosi verso l’indietro e si articolano con i processi trasversi delle vertebre toraciche tramite un tubercolo; a questo punto si dirigono verso avanti e terminano con l’estremità anteriore nell’articolazione con il corpo dello sterno.

La prima e la seconda costa presentano un aspetto piatto e sono di ridotta lunghezza (per la seconda è meno accentuato) mentre la terza è più esile. Nella costa si differenziano un’estremità posteriore (testa, collo, tubercolo), un corpo e un’estremità anteriore, un versante superiore e uno inferiore con solco per il passaggio della vena e dell’arteria. Per distinguerle, vengono messe in fila e si può notare che la testa si alza dal piano di appoggio sempre di più fino all’ottava costa da dove poi riprende ad abbassarsi.

Lo sterno

Lo sterno è un osso piatto costituito da manubrio, corpo e processo xifoideo. Sul manubrio lateralmente vi sono le incisure claveari e costali (della I costa) mentre sul corpo sono presenti quelle costali (dalla II alla VII costa).

Scheletro appendicolare

Il cinto scapolare

Il cinto scapolare è formato da due ossa: clavicola (situata anteriormente) e scapola (situata posteriormente).

Clavicola Presenta un’estremità sternale e una acromiale e una rugosità inferiore
Scapola Presenta un corpo, processo coracoideo, acromion, incisura scapolare, fossa glenoidea, spina scapolare

Arto superiore

In questa porzione di scheletro si distinguono le ossa del braccio (omero), dell’avambraccio (radio e ulna) e della mano.

Omero Composta di una testa, collo, tubercolo maggiore e minore, diafisi, tuberosità deltoidea, forame nutritizio, fossa coronoide, troclea, capitello, epicondili.
Radio È l’osso più lateralmente disposto; è caratterizzato da un aspetto esile all’estremo mediale e più voluminoso distalmente. Come per tutta le ossa lunghe, è presente una diafisi e due estremità: testa, collo, cresta interossea, processo stiloideo, tuberosità radiale.
Ulna È presente un oleocrano, incisura trocleare, diafisi, processo stiloideo posto medialmente.

Ossa del polso e della mano

Il carpo

Il carpo consta di otto ossa corte disposte in due ordini trasversali:

  • Uno prossimale (antibrachiale) comprende quattro ossa: scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme
  • Uno inferiore (metacarpico) comprende quattro ossa: trapezio, trapezoide, capitato uncinato

Il metacarpo

Il metacarpo forma lo scheletro della regione palmare ed è composto da 5 ossa (metacarpali) che forniscono la base alle cinque dita. I metacarpali si distinguono con il nome di primo, secondo, terzo, quarto e quinto. I cinque metacarpi sono dotati di un corpo (diafisi) e due estremità (epifisi).

Le falangi

Costituiscono lo scheletro delle dita. Ogni dito è composto da tre falangi e diminuiscono progressivamente di volume; fa eccezione il primo dito che ne presenta solo due (manca di falange intermedia). In totale le falangi sono 14. Le falangi sono ossa lunghe per cui sono dotate di diafisi ed epifisi prossimali e distali.

Arto inferiore

Lo scheletro dell’arto inferiore è costituito dalle ossa della coscia (femore e rotula), della gamba (tibia e perone) e dalle ossa del piede.

Femore Appare obliquo dall’alto in basso: la diafisi mostra una torsione su sé stessa e un incurvamento sull’asse longitudinale. Come in tutte le ossa lunghe, sono presenti una diafisi e due estremità (una prossimale e l’altra distale); presenta poi: una testa, fovea capitis, collo, grande e piccolo trocantere, diafisi, linea aspera (posteriormente), forame nutritizio, condilo laterale e mediale, epicondilo e fossa intercondilare.
Rotula È un osso corto di forma triangolare (a goccia) con base rivolta verso l’alto, curvilinea e smussa e con un apice rivolto verso il basso.
Tibia È un osso lungo che si dirige verticalmente in basso formando con il femore un angolo ottuso aperto verso i piani laterali; presenta un plateau tibiale, condilo mediale e laterale, tuberosità intercondilare, diafisi, forame nutritizio, faccetta articolare superiore e inferiore, cresta tibiale e malleolo mediale.
Fibula (Perone) Presenta una testa e un processo stiloideo, una diafisi e un malleolo laterale.

Ossa del piede

Lo scheletro del piede mostra forti analogie con quello della mano:

Il tarso

È la porzione posteriore del piede e consente l’articolazione con la tibia. È costituito da 7 ossa: calcagno (elemento più arretrato e voluminoso), astragalo (situato sopra il calcagno) che si articola con l’osso navicolare, osso cuneiforme mediale, intermedio e laterale, cuboide.

Il metatarso

Il metatarso è costituito da cinque ossa lunghe (metatarsali) che costituiscono la base sulla quale si impiantano le falangi. I metatarsali vengono indicati con i numeri romani (da I a V). Le ossa sono costituite da una diafisi e da due epifisi (una prossimale e una distale).

Le falangi

Le dita del piede sono cinque e sono situate davanti ai metatarsi. Ciascun dito è costituito da tre falangi: la prima ha un corpo molto gracile e di aspetto cilindrico, la seconda ha un corpo “teorico” (schiacciato dalle due faccette articolari) e la terza è molto assottigliata e termina a semi-corona, la quale serve di base al polpastrello e all’unghia. Fa eccezione il primo dito che, come nella mano, possiede solo due falangi.

2.1.3 Osteologia microscopica

Il tessuto osseo è un tessuto in continuo ricambio; l’osso durante tutta la vita si riforma e ridistrugge. Per motivi di metabolismo, il ricambio è più accelerato in età giovanile ma resta sempre presente. Nell’osso sono presenti tre elementi cellulari:

  • Osteociti responsabili del mantenimento della struttura ossea, regolano il passaggio di ossigeno e minerali
  • Osteoblasti precursori degli osteociti maturi; depongono in continuazione osso neoformato
  • Osteoclasti operano una continua distruzione dell’osso

I tipi istologici di osso sono due: osso lamellare e osso non lamellare.

Osso lamellare

Si caratterizza per un quadro istologico dove è dominante la presenza dell’osteone (sistema haversiano) che costituisce il modulo elementare dell’osso stesso. Nell’osteone sono presenti:

  • Canale di Havers: canale centrale dove decorrono arteria, vena e nervo
  • Lamelle concentriche: estremamente variabili nel loro numero. Sul limite di ogni lamella si dispongono gli osteociti (qui si depositano gli osteoblasti attivi che diventano osteociti fermi), funzionalmente latenti
  • Canali di Volkmann: sono piccoli canali che uniscono differenti osteoni e consentono la comunicazione fra i canali haversiani e il passaggio di liquidi interstiziali, materie nutritizie e sostanze di scarto

Osso non lamellare

È un tessuto osseo privo di sistemi osteonici, con osteociti liberi in una matrice ossea non organizzata: aspetto tipico dell’osso giovane, come nel caso di bambini-feti o del tessuto osseo in fase di riparazione. Qui possono crearsi osteoni che non appaiono accollati l’uno all’altro ma liberi nella matrice e vengono detto osteoni primari.

Con il termine osteogenesi si intende il processo che porta alla produzione e formazione dell’osso in senso compiuto. L’osteogenesi può essere distinta in diretta o indiretta.

  • Osteogenesi diretta (o primaria): propria delle ossa del tavolato cranico e delle ossa piatte. Si caratterizza per una maturazione primaria delle cellule mesenchimali embrionali (cellule staminali pluripotenti, adulte e immature) in senso direttamente osteocitico, senza alcun modello cartilagineo che funge da appoggio.
  • Osteogenesi indiretta (o secondaria): è propria delle ossa lunghe e si caratterizza per avvenire successivamente alla costituzione di un modello cartilagineo in uno stadio primitivo dello sviluppo embrionale. La forma dell’osso è abbozzata da una porzione di cartilagine, le cui cellule (condroblasti) si nutrono attraverso la semplice diffusione della matrice cartilaginea del liquido interstiziale contenente i principi nutritizi. La struttura cartilaginea viene successivamente invasa dai vasi e da elementi osteoblastici. L’osteogenesi indiretta consente all’osso di crescere. Mentre la parte ossea centrale si sviluppa bloccando la struttura, la parte cartilaginea periferica è suscettibile sotto particolari influssi ormonali di accrescimento e prolungamento (l’accrescimento puberale avviene a carico di ossa che fruiscono di una genesi secondaria, ovvero le ossa lunghe).

L’osteogenesi indiretta permette di ottenere ossa molto resistenti; al contrario, l’ossificazione primaria crea un osso poco resistente.

Matrice ossea

Costituita da una componente organica e inorganica. La componente organica si compone di numerose proteine come collagene, osteocalcina, osteonecrina mentre quella inorganica si caratterizza per la presenza di cristalli di idrossiapatite (costituiti da difosfato tricalcico).

2.1.4 Odontologia microscopica

Il dente mostra all’osservatore due porzioni distinte:

  • Corona: parte che fuoriesce dalla gengiva, variamente cuspidata a seconda del tipo dentale di appartenenza
  • Radice: parte che va ad alloggiarsi nel cavo alveolare della mandibola o della mascella

Fra corona e radice vi è una zona anulare definita colletto del dente. La superficie superiore della corona entra in occlusione con il dente dell’arcata opposta e viene quindi definita anche superficie occlusale. L’estremità delle radici mostra un foro per la penetrazione dell’arteriola e del nervo e per la fuoriuscita della venula e viene definita apice. Operando una sezione longitudinale del dente, è possibile osservare i seguenti tessuti:

  • Smalto: proprio della corona e costituisce lo strato superficiale duro
  • Cemento: proprio della radice
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elvalassina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vaglienti Folco.
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