Martina Caneparo
Ragioneria
TEORIA
CAPITOLO 0
INTRODUZIONE Misurare per conoscere, conoscere per decidere.
La ragioneria è fonte di conoscenza per il manager per prendere decisioni razionali.
Gli strumenti legato al bilancio, sono quelli che ci permettono di decidere in maniera razionale.
Per avere le informazioni , per creare conoscenza per poter decidere, devo misurare e quindi acquisire
informazioni. Esiste un legame tra matematica e ragioneria, la matematica offre gli strumenti di misurazione
che ci permettono di acquisire informazioni e di conseguenza poter decidere.
Quando si parla di ragioneria non ci si rivolge solo alle imprese commerciali, la ragioneria non ha come
ambito scientifico solo le imprese ma tutte quelle aziende che svolgono un’attività economica finalizzata ad
erogare un bene e/o un servizio utilizzando dei fattori produttivi.
Ma l’azienda che svolge questa attività può ricadere in alcune considerazioni, si possono avere:
• Aziende private
• Aziende pubbliche
• Aziende per il mercato, le imprese
• Aziende no profit, del terzo settore
• Aziende della pubblica amministrazione
La ragioneria è fonte di conoscenza per decidere per chi gestisce un’azienda privata, pubblica, no profit…
È ovvio che ciascuna di queste aziende porta delle specificità e quindi la ragioneria si adatta alla singola
azienda.
Abbiamo tre rami scientifici:
1. La ragioneria delle aziende private, delle imprese commerciali
2. La ragioneria delle aziende del terzo settore
3. La ragioneria delle aziende pubbliche
I tre ambiti scientifici si differenziano per il modello fonte impieghi:
1. Per le imprese commerciali il modello fonte impieghi si fonda sullo scambio diretto tra azienda e
consumatore, ovvero che a fronte di un servizio che viene erogato o un bene che viene ceduto al
consumatore l’azienda ha il corrispettivo di ricavo, tributo che finanzia la gestione.
2. Nell’ambito delle aziende pubbliche (Comune, Stato, regione, si parla di sanità, istruzione), a fronte di
un servizio che viene erogato non vi è un flusso di contropartita che il consumatore, il cittadino da
all’azienda pubblica. Il modello di finanza che caratterizza le pubbliche amministrazioni è un modello di
finanzia derivata, ovvero le aziende pubbliche si finanziano perché qualcuno redistribuisce delle risorse
(lo Stato accentra o raccoglie e redistribuisce le risorse alle aziende pubbliche che svolgono la loro
attività fornendo servizi indivisibili per cittadini, non originano uno scambio diretto con la pubblica
amministrazione).
3. Nell’ambito scientifico delle aziende del terzo settore, il no profit, il modello di finanza si basa sulla
donazione, sul volontariato, non c’è uno scambio diretto tra azienda e unità di consumo che beneficia dei
servizi e delle prestazioni d’azienda del terzo settore, perché queste vengono erogate tramite logica di
gratuità, quindi a fronte di un servizio non c’è una contropartita dare avere, in senso di scambio diretto,
1 Martina Caneparo
bensì c’è un modello di finanza che si basa sulla donazione, rispetto il lavoro benevolo dei volontari
danno alle associazioni.
Importante evidenziare che c’è una classificazione aziendale che oltre alle imprese citate prevede anche altre
tipologie di fattispecie aziendale.
Si andranno ad approfondire le imprese commerciali, quelle che operano per il mercato, e quindi cedere beni
e servizi ad un prezzo che sia in grado di remunerare in maniera stabile i fattori produttivi che vengono
impiegati nell’attività industriale.
Indipendentemente dall’ambito scientifico è importante conoscere il modello che sovrintende tutto il sistema,
il modello conoscitivo aziendale, quello che viene chiamato ciclo o modello di amministrazione azionale
fondato sul bilancio. Per acquisire la conoscenza per poter decidere il manager, l’amministratore, segue le
fasi della gestione, che dettano il suo comportamento (e la ragioneria ne è l’elemento conduttore):
• Programmazione
• Esecuzione
• Controllo
Le decisioni razionale si prendono sulla base di un’idonea programmazione, devo dare degli obiettivi di
lungo/medio o breve periodo. Una volta stabiliti gli obbiettivi bisogna raggiungerli, fase dell’esecuzione,
dove si pongono in essere tutte quelle attività economiche legate al raggiungimento dello scopo dell’azienda.
È importante monitorare ciò che si fa, perché l’obbiettivo che ci si è dati, per capire se si è raggiunto ha
bisogno della conoscenza finalizzata al momento di controllo, di sintesi nel quale andare a verificare se i
risultati ottenuti sono in linea con ciò che ci si era prefissati.
L’elemento conduttore della ragioneria lo vediamo negli strumenti del bilancio che ci permette di gestire, per
programmare, eseguire e controllare. Ciascuna di queste tre fasi ha un strumento del bilancio che permette di
acquisire delle informazioni per conoscere e quindi decidere, sia a preventivo che a consuntivo.
Le decisioni, nella programmazione, le prendo attraverso la redazione di un bilancio preventivo che
sintetizza gli obbiettivi finanziari, economici e patrimoniali.
Sul sistema di contabilità è uno strumento del bilancio che permette di acquisire conoscenza. Dove il bilancio
consuntivo diventa un elemento della ragioneria che ci permette di valutare i risultati raggiunti e su questa
base capire il grado di raggiungimento e creare la programmazione per l’anno successivo.
Queste fasi le ritroviamo nelle aziende di tutti i settori, ma ciascuna delle differenti tipologie di aziende, nel
tecnico, segue delle regole diverse.
• Il bilancio delle aziende commerciali viene disciplinato dal codice civile.
• Il bilancio delle aziende pubbliche viene disciplinato da provvedimenti normativi
• Il bilancio delle aziende del terzo settore viene disciplinato anch’esso da provvedimenti normativi
La gestione può essere osservata sotto tre punti di vista, quello finanziario, quello economico e quello
patrimoniale.
• Analizzare la gestione dal punto di vista finanziario vuol dire analizzare le fonti finanziarie e analizzare gli
impieghi finanziari, dove reperisco le risorse e devo impiego le risorse finanziarie.
• Analizzare l’aspetto economico vuol dire focalizzarti su cosa fare delle risorse finanziarie, ovvero
analizzare i ricavi e i costi. Perché ci sono dei flussi finanziari attivi e perché ci sono dei flussi finanziari
passivi.
• Analizzare l’aspetto patrimoniale vuol dire osservare il patrimonio aziendale in merito di investimenti, di
debiti e mezzi propri. 2 Martina Caneparo
Se incrociamo gli aspetti della gestione finanziaria, economica e patrimoniale con le fasi della gestione
abbiamo un quadro generale complessivo di quelli che son gli strumenti che la ragioneria ci mette a
disposizione per poter amministrare e poter prendere decisioni razionali.
Esistono situazioni che prevedono un bilancio preventivo, che mette in evidenza un preventivo per l’aspetto
finanziario, e economico e patrimoniale. 3 Martina Caneparo
CAPITOLO 1
IL BILANCIO D’ESERCIZIO
1. Il bilancio di esercizio secondo il Codice Civile
Quando parliamo di imprese commerciali dal punto di vista giuridico, dal punto di vista della comma
giuridica, rispetto al Codice civile, bisogna distingue le società di capitali dalle società di persone, dalle
ditte individuali.
A livello giuridico un’impresa commerciale può essere formata:
• Da un singolo (singolo artigiano o singolo professionista), ditta individuale.
• Da più soggetti (società) che può ricadere in una società di capitali piuttosto che una società di persone,
che si differenziano tra di loro principalmente per la responsabilità dei soci.
Questa classificazione è importante perché con riferimento alle società di capitale è previsto un bilancio
regolamentato, dove ci sono delle regole specifiche che dicono cose ci si deve comportare per redigere un
bilancio di esercizio.
Nel caso delle società di persone e delle ditte individuali il bilancio è in forma libera. Non c’è una regola
normativa. Non c'è rigidità e regolamentazione nel bilancio.
Il bilancio civilistico è quello regolamentato per le società di capitali (ad esempio, S.p.a, S.r.l).
2. Le direttive europee e il loro recepimento nel Codice Civile italiano
Il bilancio regolamentato si porta dietro un’approvazione europea, le regole del codice civile che disciplinano
il bilancio regolamentato sono regole che derivano dal recepimento di una direttiva comunitaria, numero 34
del 2013, recepita nel Codice Civile con decreto legislativo 139/2015.
A partire dai bilanci del 2016 trovano applicazione le modifiche del Codice Civile in tema di bilancio
d’esercizio.
3. Il bilancio d’esercizio in Italia: norme di riferimento
La regolamentazione del bilancio, tuttavia, è più su livelli. Il panorama della regolamentazione è molto
complesso in quanto quando si parla di società di capitali, posto che il bilancio è regolamentato per tutte le
società capitali, il modello di bilancio che segue la società di capitali può essere normato dal Codice Civile
oppure essere normato da una serie di principi contabili internazionali, IAS-IFRS.
Una società italiana (S.p.a., S.r.l.) può ricadere in un modello contabile internazionale (IAS-IFRS) piuttosto
che in un modello nazionale disciplinato dal Codice Civile.
A ricadere in un modello internazionale sono principalmente le società quotate in borsa, le grandi aziende
quotate sono obbligate (a partire dal 2006) ad applicare un modello contabile basato su principi
internazionali che è completamente diverso dal modello contabile classico.
4 Martina Caneparo
CONTABILITA
ORGANISMO ITALIANO DI ’
Le altre aziende si basano sul modello nazionale, o modello OIC, principi contabili che sono statuiti
dall’organismo italiano di contabilità.
Mentre i principi di IAS-IFRS sono statuiti da un ente interno sovranazionale, i principi nazionali sono
statuiti dall’OIC (Organismo Italiano di Contabilità). Quindi quando si valuteranno le varie voci, oltre a far
riferimento alle norme del Codice Civile, si farà riferimento a principi contabili OIC.
Il ruolo dell’OIC è quello di entrare, sotto l’aspetto tecnico, contabile e dare delle indicazioni operative
all’amministratore, a colui che deve redigere il bilancio, che offrono un orientamento tecnico di valutazione.
4. La struttura del bilancio
Il bilancio è regolamentato, ma la regolamentazione può avere diversi livelli di rigidità a seconda della
dimensione aziendale, esistono tre modelli di bilancio regolamentato:
• Il bilancio ordinario, che vale per le aziende di grandi dimensioni. A norma del codice civile si compone
di stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e un documento informativo corposo che
integra i contenuti quantitativi che prende il nome di nota integrativa. È presente un ulteriore documento
descrittivo che prende il nome di relazione sulla gestione. Questi documenti hanno un contenuto
obbligatorio che è disciplinato dal 2423 al 2427-bis del Codice Civile, corredato ai sensi dell’articolo 2428.
• Il bilancio abbreviato, che produce delle semplificazioni e vale per le medie imprese. Il bilancio è
abbreviato quando vengono rispettati alcuni limiti dimensionali e perché lo stato patrimoniale e il conto
economico vengono redatti sulla base di schemi più snelli, vengono semplificate ed accorpate delle voci:
la norma integrativa limita i contenuti ad alcune voci specifiche, le informazioni del rendiconto finanziario
e sulla relazione della gestione possono essere condensate in termini sintetici nella norma integrativa.
• Il bilancio microimprese, che vale per le imprese più piccole dette anche microimprese. Si presenta
sempre il contenuto informativo di stato patrimoniale e conto economico con ulteriori semplificazioni e si
esonera l’azienda nel redigere la nota integrativa perché le informazioni specifiche vengono riportare in
calce allo stato patrimoniale. Vengono rimossi il rendiconto finanziario e la relazione sulla gestione.
LIMITI DIMENSIONALI
A seconda della dimensione, dei parametri dimensionali si può ricadere in un diverso modello di impresa.
I limiti sono:
1. Totale dell'attivo dello stato patrimoniale
2. Ricavi delle vendite e delle prestazioni
3. Personale impiegato, numero medio degli occupati nel corso del periodo
• Un’azienda può redigere un bilancio microimprese quando nel triennio precedente non sono stati superati
2 dei 3 seguenti limiti dimensionali:
- Limite occupazionale: fino a 5 dipendenti
- Limite fatturato: 350 mila euro
- Limite totale di bilancio: 17 5mila euro
• Un’azienda può redigere un bilancio abbreviato quando nel triennio rispetta 2 dei 3 seguenti limiti
dimensionali: 5 Martina Caneparo
- Limite occupazionale: fino a 50 dipendenti
- Limite fatturato: 8,8 milioni di euro
- Limite totale di bilancio: 4,4 milioni di euro
• Tutte le imprese che superano i limiti dimensionali automaticamente sono imprese che redigono bilancio
ordinario.
5. Gli attori
Gli attori, chi partecipa, sono colore che intervengono nel processo di costruzione ed approvazione del
bilancio d’esercizio.
Tre fasi:
• Redazione
Il bilancio deve essere costruito.
Il bilancio consuntivo è redatto dagli amministratori, nel periodo che va dal 1° di gennaio ad aprile, entro i
primi 4 mesi (anche se esistono dei casi in cui la redazione impiega più tempo può arrivare fino a giugno).
• Controllo
Il bilancio può essere soggetto ad una verifica, fase del controllo.
Può esserci un organo di controllo chiamato ad attestarne la veridicità, ci può essere il collegio sindacale o il
revisore legale, chiamato ad attestarne la regolarità tecnica. Non è detto che ci siano questi organi, non ci
sono nelle microimprese, non ci sono nei bilanci abbreviati, ci possono essere nei bilanci ordinari in
determinate situazioni, e ci sono nelle grande imprese. Il collegio sindacale e il revisore legale controllano
prima che il bilancio sia approvato dagli azionisti.
.
• Approvazione
Fase dell’approvazione.
Il terzo organo che avviene nel processo è l’assemblea dei soci che in un determinato numero di mesi è
chiamato ad approvare il bilancio.
6. Iter del bilancio
Il bilancio si chiude normalmente al 31 dicembre, ma non è una regola, non sempre il periodo amministrativo
coincide con l’anno solare (ad esempio le imprese calcistiche chiudono i loro bilanci a giugno, perché per
loro l’anno amministrativo non coincide, si disallinea rispetto all’anno solare, e coincide all’anno sportivo).
Indipendentemente dalla coincidenza o meno dell’anno solare con l’anno amministrativo si chiude
l’esercizio ed entro 120 giorni il bilancio dovrebbe essere approvato dall’assemblea dei soci. Il termine di 4
mesi, 120 giorni, può essere spostato a 6 mesi, 180 giorni, nel caso l’azienda rediga anche il bilancio
consolidato, ovvero il bilancio che sintetizza i risultati di un gruppo di aziende.
• Il gruppo fa il proprio bilancio aggregato e prende il nome di bilancio consolidato.
• Le singole aziende fanno il proprio bilancio e prende il nome di bilancio individuale, di esercizio.
Da qui al termine di approvazione succede che procedendo a ritroso rispetto alla data di approvazione
almeno 15 giorni prima il bilancio deve essere depositato presso la sede dei soci in maniera tale che i soci
possano prenderne visione prima dell’assemblea. Prima di essere depositato almeno 30 giorni prima, se c’è
l’organo di controllo, il bilancio deve essere dato loro affinché possano prenderne visione analizzarlo e
6 Martina Caneparo
stendere la loro specifica relazione che diventa un elemento del bilancio. Se ci sono i sindaci, se c’è il
revisore l’organo fa il proprio documento, relazione, che diventa parte integrante del bilancio.
Tutto il tempo che intercorre tra chiusura di esercizio e mese dell’approvazione è tutto tempo dedicato alla
costruzione del bilancio.
L’intero iter si chiude con la data dell’approvazione del bilancio, dove sostanzialmente si approva e si
delibera cosa fare del risultato economico, positivo o negativo.
7 Martina Caneparo
CAPITOLO 2
STATO PATRIMONIALE
Lo Stato Patrimoniale fotografa la dimensione del patrimonio dell’azienda alla chiusura dell’esercizio,
solitamente al 31 dicembre. Mette in evidenza un’informazione stock, puntale in un dato momento.
1. Rigidità dello schema e struttura
D) RATEI E RISCONTI
Ratei e risconti passivi sono una voce residuale.
Parliamo di reatei e risconti quando andiamo a valutare la competenza di un costo o di un ricavo, a seconda
della competenza o meno siamo chiamatati a fare delle rettifiche che fanno sorgere ratei o risconti.
Fonte di finanziamento
Nel passivo abbiamo l’origine della fonte, patrimonio Neto, fondi proprio, capitale proprio e il capitale di
terzi, i debiti.
Valore nominale, quello che emerge dalla fattura
Nell’attivo dello stato patrimoniale la distinzione fondamentale è tra:
B) IMMOBILIZZAZIONI
C) ATTIVO CIRCOLANTE
Il parametro determinate per la collocazione di una voce nelle immobilizzazione è la destinazione.
Le voci dell’attivo dello stato patrimoniale devono essere scritte al netto delle eventuali “poste rettificate” o
“rettifiche di valore”.
• Fondi ammortamento
• Fondi svalutazione 8 Martina Caneparo
Nel passivo la distinzione fondamentale è tra:
A) PATRIMONIO NETTO
D) DEBITI
Il criterio distintivo di classificazione del passivo è l’origine delle fonti di finanziam
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Ragioneria metodologica – Parte 1 – Teoria completa dei cicli contabili