I 4 uomini della storia
Cittadino relazionato nella polis
L’uomo del pensiero, del logos, greco si scontra con l’uomo del ius, del diritto, romano. È l’uomo della filosofia, greco-romano, l’uomo che ricerca la verità, creando un elevato livello di cultura occidentale.
Influenzato dall’incontro tra il cristianesimo venuto dall’oriente con la grande cultura occidentale. Legge se stesso e la storia in riferimento a Dio. Uomo della fede, fondamento di questa visione sono fede-ragione-filosofia, oppure fede-storia-metastoria. La concezione dell’uomo è teocentrica: l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio. Uomo della sintesi tra ragione e fede, della salvaguardia di tutto ciò che riguarda l’uomo. Non può concepirsi se non in relazione con Dio.
Terzo uomo: rinascimentale-borghese
L’uomo prende in mano le redini di se stesso, indipendentemente da Dio, vuole acquistare padronanza di sé per uscire dalla minorità che egli stesso si era creato. Ricerca il fondamento di sé in se stesso e non in altro. Esalta la soggettività e la coscienza, esalta se stesso fino a perdersi. La concezione dell’uomo è antropocentrica, l’uomo è al centro di tutto, staccandosi completamente da Dio. Volge le spalle alla filosofia e alla fede per privilegiare la scienza. Cerca di spiegare le cose del mondo come se Dio non ci fosse. Non è ateo, vive un momento travagliato poiché cerca di staccare la scienza dalla filosofia, mettendo solo Dio in secondo piano.
Il cristianesimo nell’incontro con le altre culture, dialoga con esse, cogliendone il bene, per poter aiutare la cultura e il popolo cristiano. Viene vista come unica religione che pone l’uomo al centro, non solo perché lo crea a sua immagine e somiglianza, ma perché Dio si fa uomo. Il mistero dell’incarnazione ha una importante ricaduta, fa vedere l’essere uomo come valore. Ma con nascita del Protestantesimo si inizia ad avere una diversa concezione del cristianesimo: si inizia con Cristo Sì, Chiesa No, concetto portato dai protestanti, con l’illuminismo si passa a Dio Sì, Cristo No, con Nietzsche, si afferma il concetto di Feuerbach e Marx Uomo Sì, Dio No, per poi passare alla visione atea del postmodernismo di Uomo No, l’uomo non ha più natura, “non tutti gli uomini sono persone, non tutte le persone sono uomini”.
Quarto uomo: post-moderno
Uomo senza tradizione, senza radici, vive il Carpe Diem, senza valori, senza Dio. Uomo dei media e della tecnologia dei desideri, senza bisogni da soddisfare, ma solo desideri da inventare. Le forme privilegiate di sapere sono di natura estetica, artistica ed espressiva, che trovano nell’industria culturale e nei media i loro strumenti più efficaci. L’eclissi del sapere religioso e filosofico, con i loro concetti obsoleti di Dio, Essere e Verità, ha condotto, grazie al mondo dei media, a realizzare la creazione di volti e maschere, di favole, che portano a considerare la religione, la scienza e la filosofia come giochi linguistici di un sapere non più mitologico, ma pluralistico e dissipato. L’uomo religioso post-moderno non professa verità assolute, ma rimane aperto ad una religiosità generica, imprecisa, che può sconfinare sia nell’indifferenza della religiosità che nel sincretismo di vari credi e culti. La cultura va contro il cristianesimo.
L’affermarsi dell’uomo radicale
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