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Psicologia sociale

introduzione

CAP.1:

Studio scientifico del modo in cui le persone e i gruppi percepiscono e pensano gli altri, li

influenzano e si pongono in relazione con loro.

Percepiamo la relazione con l’altro prima ancora che avvenga.

Costruiamo la realtà e abbiamo bisogno di controllarla in base alla nostra percezione

delle cose. Le nostre convinzioni sono potenti ma pericolose (psicologia ingenua).

Nasce molto legata alla sociologia. Il focus però è l’individuo in relazione alla socialità.

Le radici della psicologia sociale vengono ricondotte a due approcci che hanno una

matrice socio-costruttivista secondo la quale, la costruzione della conoscenza da parte

dei soggetti, in merito a se e in merito al mondo, affonda le radici nel contesto sociale

come contesto organizzato nei sistemi simbolici e reali cui le persone appartengono.

Psicologia delle folle (italo-francese) e la psicologia dei popoli/volkerpsichologie (tedesca):

La Psicologia delle Folle (Gustave Le Bon, 1895)

Le Bon scrive in un periodo di forti tensioni sociali e vede la folla come un'entità

pericolosa e irrazionale, in quanto la folla era espressione di grandi movimenti di massa

come la rivoluzione francese. Venne apprezzato da statisti come hitler e mussolini.

L'Anima Collettiva: Secondo Le Bon, quando gli individui si riuniscono in una folla, le

loro personalità singole svaniscono. Si forma una sorta di "mente collettiva" che è meno

intelligente e più primitiva della somma dei singoli. Regrediscono verso un inconscio

collettivo. 3 meccanismi alla base:

• Senso di potenza: È il processo per cui l'individuo perde il senso di responsabilità

personale e del corretto rapporto con la realtà. Sentendosi anonimo nella massa,

si sente autorizzato a compiere atti (spesso violenti o impulsivi) che da solo non

farebbe mai. Questa idea viene dalla criminologia dove diminuisce la

responsabilità giuridica se si è in massa (prima).

• Contagio Mentale: Le emozioni e le idee si propagano nella folla come un virus, per

via suggestiva.

• Suggestione: La folla è facilmente manipolabile da un leader carismatico (il

"menatore") che agisce non sulla ragione, ma sulle emozioni e sull'inconscio.

Messa in moto dall’indebolirsi della coscienza.

Le bon sottolinea l’utilità e la necessità di qualcuno che guidi il gregge di pecore, abili

nelle strategie di comando.

La Legge dell'Imitazione (Gabriel Tarde)

Tarde è meno spaventato di Le Bon, ma altrettanto convinto che il sociale non sia

"dentro" l'individuo, ma "tra" gli individui (inter-psicologia). Per tarde la realtà collettiva

non è un entità autonoma ma le differenze individuali rimangono e non si annullano. Ma

le persone si influenzano tra loro sotto forma di imitazione (verso motore del mondo).

Tre cause di ordine psicologico:

1. Il Desiderio: È la spinta interiore. Tutti desideriamo qualcosa (successo,

protezione, beni). Questo desiderio ci muove verso gli altri.

2. L'Invenzione: Alcuni individui (i leader o i geni) creano nuove idee o modi per

soddisfare quei desideri. L'invenzione è l'origine del mutamento sociale.

3. Relazione Interpsicologica (e Imitazione): La massa riceve l'invenzione e la copia.

L'imitazione è il "collante" che tiene insieme la società. Senza imitazione, ogni

persona dovrebbe reinventare la ruota ogni giorno.

Völkerpsychologie (Psicologia dei Popoli)

Wilhelm Wundt, pur essendo il padre della psicologia sperimentale in laboratorio, capì

che i processi mentali superiori, i prodotti della cultura che derivano dall’interazione

sociale (come il linguaggio, il mito, i costumi) non potevano essere studiati con il

cronometro o il bilancino.

• Natura Sociale: Wundt sosteneva che l'essere umano è un "animale sociale" non

solo per istinto, ma perché la sua mente è formata dalla cultura in cui vive. Quindi

è centrale lo studio del rapporto tra persona e società.

• Contesto Storico-Culturale: Secondo questa visione, non puoi studiare un

individuo isolato. La psicologia sociale deve studiare il "prodotto" dell'interazione

umana: la lingua, le religioni e le leggi. Quindi è una disciplina storica.

• Limiti: Era una psicologia molto teorica e descrittiva, che guardava ai grandi

gruppi (le nazioni, i popoli) più che alle interazioni quotidiane tra due persone.

La Psicologia Sociale in America (I primi esperimenti)

Mentre in Europa si filosofeggiava sulla cultura, in America si iniziava a misurare il

comportamento. Triplett(primo ricercatore di psicologia sociale) e Ringelmann sono citati

come gli autori dei primissimi esperimenti di psicologia sociale, concentrati sulla

performance.

Norman Triplett (1898) – La Facilitazione Sociale

Osservando i ciclisti, Triplett notò che correvano più veloci quando erano in gruppo

rispetto a quando correvano da soli contro il cronometro.

• L'esperimento: Chiese a dei bambini di riavvolgere delle lenze da pesca il più

velocemente possibile.

• Risultato: I bambini erano più veloci se lavoravano insieme ad altri (co-attori).

• Conclusione: La presenza degli altri attiva un'energia competitiva che migliora la

prestazione.

Max Ringelmann (1913) – L'Inerzia Sociale (Social Loafing)

Ringelmann fece l'osservazione opposta, quasi negli stessi anni.

• L'esperimento: Chiese a degli uomini di tirare una fune, prima da soli e poi in

gruppo.

• Risultato: Man mano che il gruppo aumentava di numero, lo sforzo individuale di

ogni singola persona diminuiva.

• Conclusione: In un gruppo, se il contributo del singolo non è identificabile, le

persone tendono a "imboscarsi" o a impegnarsi meno (inerzia sociale).

Questi due studi mostrano la contraddizione fondamentale che la psicologia sociale ha

cercato di risolvere per decenni:

1. A volte gli altri ci spronano a dare il massimo (Triplett).

2. A volte gli altri ci portano a pigrizia e deresponsabilizzazione (Ringelmann).

Questo contrasto ha gettato le basi per studiare come il contesto sociale (la presenza

altrui) modifichi radicalmente l'azione individuale.

Il 1908: L'Anno di Nascita

la psicologia sociale nasce "ufficialmente" nel 1908 con la pubblicazione di due manuali

dai titoli quasi identici, ma scritti da prospettive opposte:

• William McDougall (Approccio Psicologico): Nel suo Introduction to Social

McDougall sostiene che il comportamento sociale sia guidato dagli

Psychology,

istinti. Per lui, l'analisi parte dall'individuo e dalle sue predisposizioni biologiche

innate che lo spingono a interagire con gli altri.

• Edward Ross (Approccio Sociologico): Nel suo Ross guarda

Social Psychology,

invece al "fuori". Si concentra su come la società, le mode, le convenzioni e le

correnti sociali influenzino l'individuo. Qui il focus è sul gruppo che plasma il

singolo.

La Svolta di Floyd Allport (1924)

Floyd Allport è considerato il padre della psicologia sociale scientifica e di stampo

comportamentista"Non esiste una psicologia dei gruppi che non sia essenzialmente ed

interamente una psicologia degli individui... la psicologia sociale è parte della psicologia

dell’individuo"

Cosa intende Allport?

• Riduzionismo Individualistico: Allport rifiuta l'idea che esista una "mente del

gruppo" o un'entità collettiva separata dalle persone che la compongono.

• L'Individuo come Unità di Analisi: Per capire come funziona un gruppo, devi

studiare come si comporta il singolo individuo quando è in presenza di altre

persone (sia reali che immaginate).

• Metodo Sperimentale: Allport ha spinto la disciplina verso la ricerca in laboratorio,

cercando di misurare oggettivamente come la presenza altrui influenzi le

prestazioni del singolo (un esempio è il concetto di facilitazione sociale).

Lewin era un ebreo fuggito dalla germania. è considerato il padre della psicologia sociale

moderna perché supera la visione di Allport, introducendo un concetto rivoluzionario: la

psicologia sociale non deve solo osservare il mondo, ma deve cambiarlo.

Per lewin la spicologia sociale doveva essere una scienza pura e una disciplina applicata.

Ecco i due pilastri del suo pensiero che hai menzionato:

La Psicologia Sociale come Scienza (La Teoria del Campo)

Per Lewin, la psicologia non può essere solo una collezione di opinioni, deve avere la

dignità di una scienza esatta (come la fisica).

Egli introduce la celebre Equazione di Lewin:

$$C = f(P, A)$$

• C(Comportamento): Quello che facciamo.

• f (Funzione): Il legame tra gli elementi.

• P (Persona): Le caratteristiche interne, i bisogni, la storia del singolo.

• A (Ambiente): Il contesto sociale e fisico in cui ci si trova.

Cosa significa? Che il comportamento non dipende solo dalla persona (come diceva

McDougall) e nemmeno solo dall'ambiente (come diceva Ross), ma dall'interazione

dinamica tra i due. Il "campo" è l'insieme di tutte le forze che agiscono in un dato

momento.

La Psicologia Sociale come Disciplina Applicata (Action Research)

Lewin è famoso per la frase: "Non c'è nulla di più pratico di una buona teoria".

Mentre altri psicologi stavano chiusi in laboratorio, Lewin sosteneva che la ricerca

dovesse servire a risolvere i problemi sociali reali (il pregiudizio, la produttività nelle

fabbriche, le dinamiche di gruppo nei quartieri).

Egli inventò la Ricerca-Azione (Action Research), un modello a spirale in cui:

1. Si pianifica un intervento (basato sulla teoria).

2. Si agisce nel sociale.

3. Si osservano i risultati.

4. Si riflette per migliorare la teoria e ricominciare.

Metodi di ricerca in psicologia sociale

CAP.2:

La Base della Scienza

• Il Metodo Scientifico: La psicologia sociale lo usa per spiegare i fenomeni. Si passa

dalla Teoria (insieme di principi che spiegano e predicono gli eventi osservati) alla

formulazione di Ipotesi (proposizioni testabili).

• Obiettivo delle Ipotesi: Consentono di verificare una teoria, danno una direzione

alla ricerca e hanno una finalità pratica (trasformare la teoria in interventi

• utili).

Il Ciclo e la Validità

• Ciclo della ricerca: Un processo circolare (Teoria → Ipotesi → Ricerca → Analisi →

Risultati che confermano o smentiscono la Teoria).

• Validità:

Di Costrutto: Quanto la variabile misurata corrisponde effettivamente al

o concetto teorico (es. sto misurando davvero la "paura"?).

Interna: La certezza che la causa sia la variabile manipolata e non un

o fattore esterno.

Esterna: La capacità di generalizzare i risultati a contesti diversi.

o

Variabili e Definizioni

• Variabile Indipendente (VI): Il fattore manipolato dallo sperimentatore (la "causa").

• Variabile Dipendente (VD): Ciò che viene misurato (l'"effetto").

• Definizione Operativa: Trasformare un concetto astratto (es. aggressività) in una

variabile misurabile (es. numero di urla).

Correlazione vs Causa

• Ricerca Correlazionale: Analizza il legame tra variabili (coefficiente $r$ da -1 a +1).

• Il Grande Limite: La correlazione non indica causa ed effetto. Anche se due cose

crescono insieme, non è detto che una causi l'altra (es. consumo di gelati e

annegamenti sono correlati, ma la causa è il caldo).

La Ricerca Sperimentale e sul Campo

• Ricerca Sperimentale: Si manipola la VI e si usa l'Assegnazione Casuale

(Randomizzazione) per assicurarsi che i gruppi siano uguali prima del test.

• Luogo della ricerca:

Laboratorio: Massimo controllo ma rischio di bassa validità ecologica.

o Campo: Vita reale, alto realismo, ma meno controllo sulle variabili di

o disturbo.

• Realismo Sperimentale: La capacità di coinvolgere i partecipanti rendendo

l'esperienza "vera" psicologicamente (fondamentale in psicologia sociale).

La Prigione di Stanford (Esempio di Realismo Sperimentale)

esperimento di Philip Zimbardo (1971):

• L'esperimento: Studenti universitari sani vennero assegnati casualmente al ruolo

di "guardia" o "prigioniero" in una finta prigione.

• Il risultato: L'ambiente e il ruolo sociale influenzarono il comportamento a tal

punto che le guardie divennero sadiche e i prigionieri mostrarono segni di crollo

emotivo.

• Perché è citato qui? Per spiegare come un esperimento possa avere un altissimo

realismo sperimentale (i soggetti vivevano davvero quella realtà) ma porre enormi

problemi etici.

Strumenti di Raccolta Dati

• Intervista: Relazione tra ricercatore e soggetto. Può essere non strutturata (libera)

o strutturata (domande fisse).

• Questionario: Strumento rigido per raccogliere dati su grandi numeri. Spesso usa

le Scale Likert (es. da 1 "molto d'accordo" a 5 "molto in disaccordo").

L'Etica nella Ricerca

Il Codice Etico (AIP) impone:

1. Consenso Informato: Il soggetto deve sapere cosa farà.

2. Inganno: Usato solo se necessario (per non rovinare il realismo), ma deve essere

seguito dal Debriefing (spiegazione finale di tutto).

3. Protezione: Il soggetto non deve subire danni fisici o psicologici.

CAP. 3: Il sé in un mondo sociale

:

Effetto spotlight Convinzione che gli altri prestino più attenzione al nostro aspetto e al

nostro comportamento di quanto non facciano in realtà.

-

Esperimento Gilovich→ dei ragazzi vanno in giro con delle giacche bizzarre con il

pensiero che tutti se ne sarebbero accorti ma in realtà non è così.

Illusione di trasparenza Illusione che porta le persone a ritenere che le loro emozioni

:

nascoste affiorino e possano essere facilmente lette dagli altri. Diffusione del valore della

comunicazione non verbale aumenta questo effetto.

Due dei numerosi esempi dell’interazione tra il nostro sé e i mondi sociali in cui viviamo,

altri esempi:

• Ciò che ci circonda a livello sociale influenza l’autoconsapevolezza: notiamo

maggiormente le nostre differenze e in che modo gli altri reagiscono ad esse in un

gruppo sociale diverso da me (razza ecc..)

• L’interesse personale tinge di sfumature diverse il giudizio sociale: quando ci sono

problemi in una relazione intima si danno le responsabilità agli altri e quando

vanno bene a se stessi.

• La preoccupazione per se stessi, motivai comportamenti sociali: ci comportiamo in

relazione al fatto che vogliamo fare buona impressione

• I rapporti sociali aiutano a definire il sé: abbiamo diverse “personalità” vari se in

relazione alla persona con cui siamo di volta in volta.

La percezione del sé:

Questa dimensione risponde alla domanda "Chi sono io?". Si parla in questo caso di

Schema di Sé, termine introdotto da Hazel.

-Schemi di sé Considerazioni sul sé che strutturano e guidano l’elaborazione di

:

informazioni importanti per il sé. Influenzano in modo considerevole il modo in cui si

percepiscono, si ricordano e si valutano se stessi e gli altri.

-Effetto auto-referenziale: Tendenza a elaborare in modo efficace e a ricordare bene le

informazioni relative a se stessi Quando l’informazione è pertinente con il concetto di sé

si elabora rapidamente e la si ricorda senza difficoltà

-Sé possibili: Le rappresentazioni di ciò che potremmo diventare, ciò che vorremmo

diventare o che temiamo di diventare, offrono motivazione (Markus & Nurius).

Lo sviluppo del sé sociale:

• i ruoli che si assumono;

• le identità sociali che le persone si creano;

• i confronti con le altre persone;

• i successi e i fallimenti;

• i giudizi degli altri;

• la cultura dominante;

• i propri comportamenti.

Ruolo Un insieme di norme che definisce come dovrebbero comportarsi le persone in

:

una certa posizione sociale. Ognuno di noi ha un ruolo dei diversi contesti sociali, tutti

abbiamo il ruolo di figlia, qualcuno di fratello/sorella di vario genere.

A volte il ruolo diventa un etichetta da cui poi ci si costruisce l’identità. Si riferisce alle

azioni che ci si aspetta da chi occupa una particolare posizione sociale. Può avvenire un

conflitto tra ruoli differenti

Goffman →parla del sociale come un teatro dove tutti usano delle maschere. E parla di

ruoli.

Complessità del sé: il numero e la diversità di aspetti del sé che le persone sviluppano in

relazione ai diversi ruoli assunti, alle diverse attività svolte e ai diversi rapporti

sviluppanti. :

Identità sociale Il concetto di sé non include solo l’identità personale (la propria

percezione degli attributi personali) ma anche l’identità sociale. La definizione sociale di

ciò che si è – per razza, religione, genere, specializzazione accademica e così via – implica

anche una definizione di ciò che non si è.

Autoconsapevolezza: È la capacità di riflettere su se stessi. Distinguiamo tra

(i nostri pensieri interni) e (come appariamo agli

autoconsapevolezza privata pubblica

altri). Lo stato di intensificata coscienza di sé durante il quale ci confrontiamo con i

canoni inferiori.

Fonti della conoscenza di sé:

Introspezione: Guardarsi dentro (anche se spesso siamo meno accurati di

o quanto pensiamo).

Teoria dell'auto-percezione (Bem): Quando i nostri indizi interni sono deboli,

o deduciamo chi siamo osservando il nostro comportamento ("Mangio molta

insalata, quindi mi piace il cibo sano").

Confronto Sociale (Festinger): Capiamo chi siamo confrontandoci con gli

o

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matiy2731 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Pajardi Daniela Maria.
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