Definizione di psicologia sociale
La psicologia sociale è il tentativo di comprendere e spiegare, attraverso l’utilizzo di metodologie scientifiche, come i pensieri, i sentimenti e i comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza reale, immaginaria o sottointesa, implicita, di altri esseri umani (Allport, 1995).
La psicologia sociale studia i processi e i prodotti che derivano dall’interazione tra mondo psichico, mente, e mondo sociale, cultura:
- Mondo psichico: cognizioni, emozioni, reazioni fisiologiche e comportamenti.
- Mondo sociale: oggetti connotati socialmente, stimoli, relazioni interpersonali, gruppi primari e secondari e cultura.
Articola la dimensione del sociale a 4 livelli:
- 1 molto disorganizzato, insieme di stimoli che possono avere una connotazione sociale, es: il cellulare è un oggetto che ha rilevanti implicazioni sociali;
- 2 insieme di relazioni interpersonali: composto dalle comunicazioni e relazioni che accadono sempre in un contesto specifico, Doise lo definisce livello interpersonale;
- 3 raggruppa le entità sociali in termini di gruppi, che possono avere natura primaria, amici, famiglia, o secondaria, organizzazioni formali: scuola, università, che vanno a comporre il tessuto sociale che gli psicologi vanno ad analizzare nella relazione con l’individuo;
- 4 cultura: il sociale tende a combaciare con il sistema culturale o a livello più micro con il sistema delle rappresentazioni sociali.
La psicologia sociale si colloca nello spazio di interazione, dove si incontrano il mondo psichico e il mondo sociale, area in cui ci si chiede:
- Come percepiamo la realtà sociale?
- Che emozioni vengono attivate da quella realtà?
Possiamo dire che quello che sarà alla base del nostro interesse sarà proprio l’interazione esistente tra mente e cultura, tra il modo con cui percepiamo gli altri, noi stessi e come percepiamo il mondo multiculturale in cui oggi viviamo.
3 paradigmi
Premesse generali
Modalità di concepire l’interazione tra individuo e sociale.
Paradigma 1: teorico-epistemologici
- 1) Psicologia delle folle: paradigma dualistico-oppositivo.
- 2) Comportamentismo: paradigma dualistico-lineare.
- 3) Cognitivismo/costruttivismo radicale: paradigma dualistico-lineare; individuo e sociale sono in rapporto frontale, separati tra loro.
- 4) Interazionismo simbolico: interazionista.
- 5) I costruzionismi: socio-costruzionismo, costruttivismo sociale: paradigma costruzionismo sociale; individuo e sociale sono in rapporto embricato; comportamenti situati nei contesti, esperienze che gli individui hanno negli specifici contesti.
Approccio dualistico-lineare
- Adotta una prospettiva individualistica.
- L’individuo è osservatore che costruisce la realtà che trova attorno a sé in modo solitario.
- È un osservatore senza storia, non ha bisogno di esperienze pregresse perché utilizza la sua abilità cognitiva.
- Affronta la modalità con cui l’individuo costruisce la realtà attraverso processi cognitivi.
2) Comportamentismo
- Individuo: passivo, determinato dal sociale, isolato.
- Sociale: stimolo, oggetto indifferenziato.
La nozione di “comportamento” diventa una nozione di riferimento. Si tratta dell’insieme delle reazioni adattative oggettivamente osservabili, che un organismo innesca in risposta a degli stimoli, anch’essi oggettivamente osservabili, provenienti dall’ambiente nel quale vive.
I comportamenti sono determinati dalle condizioni ambientali; essi ritengono che l’essere umano sia un essere passivo, e che sia sufficiente manipolare le condizioni ambientali per ottenere i comportamenti voluti.
3) Cognitivismo
Insieme di concezioni psicologiche il cui oggetto è la modellizzazione dei processi di acquisizione delle conoscenze, della ricerca e del trattamento dell’informazione.
- Individuo: attivo, autodiretto, isolato.
- Sociale: repertorio di informazioni trasformate attraverso l’attività mentale.
Nuovo approccio per spiegare l’apprendimento, quello dell’elaborazione delle informazioni. Il termine designa “l’insieme delle attività e dei processi interni inerenti all’acquisizione delle conoscenze, all’informazione, alla memoria, al pensiero, alla creatività, alla percezione, come pure alla comprensione e alla risoluzione dei problemi”.
I cognitivisti si interessano a ciò che succede nella testa degli individui che apprendono.
Le informazioni provengono dall’esterno e arrivano agli individui attraverso i sensi nella memoria sensoriale oppure vengono prima riconosciute e trattenute qualche secondo prima di essere trasmesse alla memoria a breve termine, MBT; in seguito vengono immagazzinate nella memoria a lungo termine, MLT.
Nel momento in cui un individuo deve produrre un comportamento deve ricercare tra le informazioni immagazzinate nella MLT quelle pertinenti e deve riportarle nella MBT. Ciò che è importante è la maniera in cui le informazioni vengono immagazzinate nella memoria. Per essere riutilizzabili, esse devono essere organizzate nella MLT. L’essere umano è dunque un elaboratore attivo di informazioni, simile ad un computer, e l’apprendimento si definisce come una modificazione all’interno delle strutture mentali dell’individuo.
Costruttivismo radicale
È un approccio non-convenzionale al problema della conoscenza e del conoscere. Parte dall’assunto che la conoscenza, indipendentemente da come venga definita, sta nella testa delle persone, e che il soggetto pensante non ha alternativa: può solo costruire ciò che sa sulla base della sua stessa esperienza. Ciò che noi capiamo dell’esperienza costituisce l’unico mondo in cui sappiamo di vivere.
Individuo e sociale sono in rapporto frontale, separati tra loro: il soggetto NON ha bisogno del sociale per il suo funzionamento, ma bastano le sue strutture cognitive. Il sociale condiziona l’individuo e lui lo elabora, ma questi due aspetti NON sono collegati tra loro.
4) Interazionismo simbolico
- Individuo: attivo, in interazione con altre persone.
- Sociale: intersoggettività come capacità di coordinare e condividere le sue azioni con quelle degli altri, in relazione.
L’oggetto principale di approccio da parte degli interazionisti simbolici riguarda l’interpretazione di ciò che vuol dire il comportamento altrui: privilegia l’analisi dell’azione sociale come attività capace di mettere in rapporto gli individui fra loro, nel più vasto contesto sociale. Ciò grazie soprattutto all’attribuzione di un significato a ogni fase o parte di tale azione, che viene letta in tal modo come dotata di senso ed espressa principalmente in forma simbolica.
Approccio costruzionismo sociale
- Adotta una prospettiva sociale.
- L’individuo è osservatore, ma diventa anche attore, perché recita un ruolo e per farlo deve conoscere una storia.
- L’individuo costruisce la realtà all’interno di una rete di relazioni sociali con aspettative reciproche.
- L’individuo diventa un osservatore con una storia, deve conoscere gli altri e come essi agiscono, per poter “stare al gioco”.
- Affronta come gli individui in interazione tra loro costruiscono la realtà attraverso un processo interattivo-comunicativo.
- La realtà è socialmente costruita e NON è oggettiva, esistono moltissime realtà che derivano dall’interazione tra individui, relativismo.
5) Costruzionismi
- Individuo: attivo, embricato nel sociale/contesto.
- Sociale: inteso come interazione, scambi comunicativi e sociale organizzato, strutturato in gruppi sociali di appartenenze diverse.
Socio-costruzionismo
(Gergen, Potter, Harrè)
È un paradigma centrato sui processi di costruzione della conoscenza nell’ambito delle interazioni immediate di tipo discorsivo, processi considerati come risultati dei processi di interazione sociale.
Parte dall’epistemologia del relativismo: esistono molte realtà, non una sola. La realtà esiste ed è però sempre socialmente costruita dagli attori sociali. La realtà si costruisce nell’atto stesso del comunicare, qui e ora, attraverso il linguaggio.
Basa tutto sui processi cognitivi e si concentra sul profondo dell’individuo.
Costruttivismo sociale
(Tajfel, Turner, Moscovici)
Integra la prospettiva cognitiva con l’esigenza di valorizzare in modo rilevante i contesti sociali nei quali i processi cognitivi operano: processi cognitivi che sono forgiati dall’esperienza sociale.
L’individuo è visto come attore sociale, e il sociale è la comunicazione; attraverso di essa gli individui costruiscono la società.
Si contraddistingue quindi per l’importanza dell’interazione e relazione del soggetto con il contesto; in esse deve sempre assumere un ruolo rilevante la posizione che esso occupa nel contesto sociale, identitaria, culturale.
L’articolazione tra il mondo psichico e il mondo sociale può essere vista qui nei termini di Moscovici a livello:
- Intra-psichico, focus sull’individuo: rappresentazioni mentali degli eventi sociali → Ideologia di Moscovici.
- Extra-psichico, focus sul sociale: effetti delle relazioni interpersonali, delle relazioni tra persone nei contesti sociali, delle ideologie sulle rappresentazioni mentali degli eventi sociali → Comunicazione di Moscovici.
Individuo e sociale sono in rapporto embricato: i loro comportamenti e le loro esperienze sono situate/contestualizzate nei loro contesti, NON sono di conseguenza universali e NON sono comuni a tutti gli individui.
Partono dal presupposto che nella pratica individuo e sociale si intersecano.
Paradigma 2: teorico-metodologici
Modalità di concepire i diversi punti di vista sulla realtà, 4 livelli di analisi.
Sono punti di vista che la psicologia sociale può adottare per leggere il suo oggetto, ovvero l’interazione tra il mondo psichico e il mondo sociale delle persone.
Quando si parla di livelli, si fa riferimento allo schema di Doise (1986): i livelli, modi, punti di vista, possibilità di analisi psico-sociale.
Potremmo domandarci: esiste un livello migliore di un altro? NO, sarebbe veramente auspicabile l’interazione tra questi livelli, perché la psicologia sociale si occupa di complessità, e implica quindi la necessità, quando si fa ricerca, di farla utilizzando più livelli di analisi.
L’approccio migliore è quindi quello integrato:
- 1) Intra-individuale: come gli individui organizzano la loro percezione, valutazione dell’ambiente sociale e il loro comportamento in questo ambiente, formazione impressioni altrui.
- 2) Inter-personale: studio delle modalità e delle forme delle relazioni stabilite in una data situazione, da dati individui e in un dato momento, dinamiche familiari, in un gruppo, interazioni con soggetti su internet.
- 3) Inter-gruppo, o di posizione: il modo in cui gli individui organizzano, valutano la realtà sociale è condizionato dalle loro posizioni sociali e dalle posizioni sociali degli attori con i quali interagiscono in una data situazione, pregiudizio verso i migranti.
- 4) Ideologico, o delle credenze: come i sistemi di credenze, rappresentazioni e valori elaborati dalle società e funzionali al mantenimento dell’ordine sociale stabilito incidono nella determinazione di situazioni concrete, come le ideologie prevalenti influenzano le strategie di integrazione dei migranti.
Paradigma 3: paradigmi di ricerca-indagine
Ciò che è considerato lecito studiare e perché nella psicologia sociale e fissano i limiti dell’indagine “legittima” (Guba, Lincoln, 1994).
Insieme di credenze di base che definiscono la natura del mondo e della conoscenza.
Premesse, presupposti, idee ingenue che ogni ricercatore si pone quando si approccia alla psicologia sociale, essi strutturano il modo in cui i ricercatori fanno ricerca.
I paradigmi di ricerca ci dicono quindi cosa è lecito studiare e per quali motivi/obiettivi.
Crotty (1998) fornisce 3 interrogativi a cui il ricercatore risponde per fare ricerca:
- 1. Quale è il paradigma epistemologico e teorico di riferimento? Il paradigma da cui parto.
- 2. Quali sono le strategie di ricerca privilegiate? I disegni di ricerca.
- 3. Quali sono i metodi di raccolta di dati che saranno utilizzati? Strumenti quantitativi-statistica.
Possono essere a 3 livelli:
- Descrittivo: descrive una realtà, fornisce una rappresentazione quanto più possibile accurata di ciò che avviene a livello di comportamenti, vissuti emotivi.
- Correlazionale: spiega come stanno insieme due fenomeni, descrivere ciò che accade agli indicatori comportamentali della variabile che si prende come oggetto di studio e come essa sia in relazione con altri fattori e condizioni.
- Sperimentale: procedure metodologiche rigide che presuppongono una relazione causa-effetto, causali, tra le variabili indipendenti, che sono controllate e manipolate dal ricercatore, e le variabili dipendenti, quindi osservate dal ricercatore.
Nei paradigmi di indagine/ricerca si distingue tra:
- Approcci positivisti post-positivisti.
- Approcci post-moderni: 2 orientamenti:
- Teorie critiche.
- Socio-costruzionismi.
Queste 4 possibili visioni, o modi di intendere cosa possiamo conoscere, derivano da come il ricercatore risponde a 3 principali quesiti.
Questi modi di intendere cosa possiamo conoscere = premesse che orientano il modo con cui facciamo ricerca, si differenziano fra di loro perché corrispondono in modo differente a tre interrogativi:
- Quesito ontologico: qual è per me la natura della realtà, cosa possiamo conoscere di essa? Oggetto.
- Quesito epistemologico: qual è la natura della relazione tra chi conosce, ricercatore, e ciò che può essere conosciuto, oggetto?
- Quesito metodologico: come possono osservare/analizzare/conoscere ciò che ritengo possa essere osservato/analizzato/conosciuto? Come faccio a studiare quello che voglio studiare?
Le risposte a questi 3 quesiti danno origine alle pratiche cliniche, sociali, comunicative, politiche e di ricerca, in un insieme di assunti di base condivisi dalla comunità scientifica.
Ogni paradigma utilizza una personale visione di strategia/disegno di ricerca.
Prima visione
- Approccio etico, psicologia cross-culturale e trans-culturale.
- Dall’esterno: prospettiva esterna sull’oggetto volta a descrivere le sue proprietà, reificazione.
- Visione della cultura come oggetto.
- Utilizza il metodo nomotetico: ricerca di leggi generali valide a livello trans-culturale, le attraversa tutte.
- Il suo obiettivo è comprendere e definire la natura umana comune, le sue regolarità e le sue invarianze.
- Adotta procedimenti di tipo oggettivo, quantitativo, criteri universali, modelli astratti, dall’alto al basso, top-down.
Ricerca top-down teorica: volta alla scoperta di regolarità, può significare 3 cose: descrizione di eventi, scoperta di relazioni regolari tra eventi, leggi, e scoperta delle cause degli eventi. Aiuta a costruire le teorie, insieme interrelato di affermazioni, sono più leggi correlate tra loro, servono per spiegare e prevedere fenomeni = sviluppare ipotesi, falsificarle; ma si ferma lì, deresponsabilizzando il ricercatore dall’intervento.
L’obiettivo della ricerca top-down è la conoscenza.
Seconda visione
- Approccio emico, psicologia culturale degli strumenti Vygotskij, psicologia culturale dei costrutti mentali, interazionismo simbolico.
- Dall’interno: prospettiva interna, volta a descrivere i significati attribuiti ad un oggetto/evento dagli attori implicati in quel contesto attraverso l’analisi della sua storia.
- Utilizza il metodo ideografico: comprensione del particolare.
- Il suo obiettivo è cogliere l’unicità e l’esclusività dei fenomeni analizzati attraverso il punto di vista del “nativo”.
- Adotta procedimenti di tipo qualitativo, adozione di criteri specifici, parametri particolari, dal basso verso l’alto, bottom-up.
Ricerca bottom-up pratica e applicata: volta alla risoluzione di problemi che non hanno ancora trovato soddisfacente soluzione.
L’obiettivo non è solo la conoscenza, ma è strettamente finalizzata all’azione, più nello specifico alla trasformazione sociale e all’emancipazione umana; obiettivo principale = ricerca azione.
Paradigma positivista
Ricerca top-down, approccio etico, metodo nomotetico, disegni sperimentali/correlazionali: indagini, sondaggi, osservazioni strutturate, dati di archivio, documenti pubblici.
- Quesito ontologico: risponde con il realismo ingenuo: esiste una realtà esterna oggettiva e neutra, indipendente dalle teorie, regolata da leggi universali e meccanismi naturali immutabili che possono essere studiati. Il ricercatore tende a nomotetiche, che spiegano processi universali indipendenti dal contesto e uguali per tutti gli esseri umani.
- Quesito epistemologico: risponde con il dualismo oggettivo: suppone che la conoscenza si realizza attraverso un’indipendenza reciproca tra ricercatore e oggetto di studio. Osservo l’oggetto come distaccato, campana di vetro = il ricercatore NON deve influenzare l’oggetto né esserne influenzato.
- Quesito metodologico: risponde con i metodi sperimentali: primato del metodo sperimentale = ipotesi formulate in modo esplicito e chiaro e sottoposte a verifica empirica, escludendo l’intervento di fattori diversi da quelli controllati dal ricercatore; forte enfasi sulla quantificazione e sulla formulazione matematica.
Finalità: spiegare, prevedere, controllare i fenomeni studiati avvicinarsi all’oggettività attraverso criteri esterni, escludendo i valori, che sono visti come.
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