APPUNTI DI PSICOLOGIA GENERALE MODULO A
IL RUOLO DELLO PSICOLOGO
Iniziamo a ragionare sulla scienza in riferimento alla psicologia. L’art. 1 della L. 56/89 dice: “La
professione di Psicologo comprende l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento per la
prevenzione, la diagnosi, l’attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico,
rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità: Comprende altresì le attività
sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.” Molto spesso, chi afferma che la psicologia
di
non appartenga all’ambito scientifico, è perché pensa che chi si dedica alla ricerca e alla
esserlo un po’ meno. Lo
sperimentazione è di ambito scientifico, mentre altri ambiti possono
psicologo, dice la legge, opera sia nel settore privato (come libero professionista o esercitando in
strutture private e/o convenzionate), che nel settore pubblico (Aziende U. S. L., Servizi socio-
sanitari dei Comuni, Province, Regione ed altri Enti locali).
Codice deontologico degli psicologi italiani: documento che stabilisce e definisce regole di condotta
che devono essere rispettate, in caso di violazioni gli organi di controllo possono intervenire in
vario modo. (1989)
L’Articolo 3 del Codice deontologico degli psicologi italiani dice: “Lo psicologo (non dice lo
psicologo sperimentale, lo spigolo clinico, lo psicologo delle organizzazioni, lo psicologo che si
occupa dell’insegnamento; no, dice: lo psicologo, di qualunque settore) considera suo dovere
accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere
psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità.” Quindi, qualunque cosa si faccia, in
qualche modo, si contribuisce, con qualunque aspetto della professione, ad accrescere le
conoscenze. Qui diventa importante stabilire se dobbiamo accrescerle in maniera scientifica
oppure no, l’argomento comincia a diventare scottante.
L’Articolo 5 del Codice deontologico degli psicologi italiani, dice, poi: “Lo psicologo (anche qui non
viene specificato quale tipo di psicologo, ma in generale) è tenuto a mantenere un livello adeguato
di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore
in cui opera (in qualunque settore, bisogna sempre aggiornarsi). (In qualunque settore) Lo
psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici, e
all’ambito clinico e
non suscita nelle attese del cliente e/o utente (paziente fa esplicito riferimento
psicopatologico, in quanto egli è affetto da un deficit, un disturbo, una patologia; in generale si
parla di clienti e/o utenti, perché io mi sto riferendo a tutti gli ambiti della professione dello
Questa è un’altra parte importante di cui dobbiamo tenere conto.
psicologo), aspettative infondate.”
Se io applico un metodo terapeutico che non è considerato oggettivo e di cui non so citare le fonti
scientifiche, io non so quanto possa essere effettiva la sua efficacia; sto violando il Codice
deontologico, perché non ho un comportamento corretto. Infatti, se io propongo a un paziente un
trattamento, glielo propongo perché è dimostrabile che quel trattamento sia efficace. L’oggettività,
il fatto che una cosa sia dimostrata, e quindi la scientificità diventa fondamentale per qualunque
trattamento, anche solo per il benessere, non necessariamente per la patologia, anche se faccio lo
psicologo aziendale per migliorare il clima, la fiducia, i vari aspetti che riguardano le dinamiche sul
lavoro; io sto proponendomi come psicologo, e se propongo un intervento, sto implicitamente
dicendo al mio cliente che quell’intervento lo faccio perché è dimostrato che ha un effetto,
altrimenti sto suscitando delle attese, che si nascondono, infondate.
I METODI IN PSICOLOGIA
Lo psicologo usa:
➢ metodologie con riferimenti scientifici,
➢ non suscita aspettative infondate sui pazienti
➢ di fronte ad un problema deve saper che ci sono dei metodi su cui potersi basare sapendo
che funzionano.
Per offrire un intervento valido occorre saper esaminare il problema:
competenze psicologiche aggiornate (l’aggiornamento è sempre fondamentale,
1)alla luce di
altrimenti si viola il Codice deontologico)
un’ipotesi di inquadramento della difficoltà (diagnosi;
2)formulare momento anamnestico e
diagnostico) orientare il paziente all’intervento adatto a monitorare, passo dopo passo,
3)in base ai dati raccolti
l’efficacia dell’intervento stesso.
4)è indispensabile sapere come sono state ottenute le diverse conoscenze che utilizziamo, su
quali basi si fondano gli strumenti diagnostici (poiché da queste basi dipendono gli ambiti e i limiti
dell’applicazione), e che “garanzia di efficacia” offrono al nostro utente.
i loro limiti Il metodo deve
essere fondato su basi scientifiche.
➢ Se queste sono le basi, tutte gli ambiti della professione dello psicologo devono
caratterizzarsi in maniera scientifica. Conoscere quindi gli aspetti fondamentali del modo di
procedere della psicologia come scienza è un passo cruciale per sviluppare quella forma
mentis riguardo ai metodi di indagine e alle caratteristiche delle variabili psicologiche.
EFFETTO PLACEBO
Non si tratta di una vera guarigione ma di un cambiamento.
Lo psicologo deve monitorare sempre l’efficacia dell’intervento senza mai illudere il paziente.
- ha creato un cambiamento e permesso una guarigione.
→
Intervento efficiente -solo quando il cambiamento è avvenuto nella direzione attesa, ovvero
non dovuta dall’effetto placebo.
Si ha l’effetto placebo quando l’intervento non è stato efficace.
ESEMPIO: si hanno due pomate per curare il male al ginocchio: la prima con
→
il principio attivo, la seconda senza (con effetto placebo). Se la percentuale di
Intervento non efficiente
guarigione è più alta con la prima pomata, allora la pomata è efficace.
COS’E’ LA PSICOLOGIA
Tendenza a creare la propria realtà soggettiva non necessaria’
I bias (i pregiudizi- bias cognitivi:
corrispondente all’evidenza, sviluppata su informazioni personali, che porta ad un errore di
valutazione) della gente comune su cosa sia la psicologia:
• qualcuno non si esprime, non sa;
• magia;
• un aiuto per i pazzi;
• una chiacchierata;
• qualcuno inizia a dargli credito solo perché sente parlare di neuroscienze;
• identificata come la psicoanalisi;
• fare star meglio i mentecatti;
• un costoso modo di sfogarsi rispetto ai problemi quotidiani;
• dare supporto a delle persone che vivono un disagio, che è però più lieve rispetto a un
disagio psichiatrico (ma psicologia e psichiatria non sono un continuum);
• professione rivolta ad un’élite, ma non strettamente necessaria (questa considerazione può
nascere dalle basi da cui la psicoanalisi si è sviluppata, in quanto Freud ha iniziato tutto il
suo percorso in un ambiente borghese);
• un qualcosa che possano fare tutti, senza particolari affermazioni;
• chiacchiere fasulle pagate;
• non si crede nell’efficacia della terapia;
• la brutta copia della medicina (spesso è in realtà utile fare confronti tra psicologia e
medicina, ma non perché la prima debba imitare la seconda, ma perché è più facile da
comprendere);
• non si trova lavoro.
Questi bias vengono generati:
- dalla letteratura: grande diffusione di libri di ambito psicoanalitico, e quindi grande
sovrarappresentazione della psicoanalisi che quasi si identifica con la psicologia (es.
L’interpretazione dei sogni di Freud)
dai film: è stata fatta un’analisi e nella maggioranza dei casi la psicologia viene descritta
- come un qualcosa che costa tanto, che non serve a niente e raramente risolve le situazioni;
- dalle fake news: dalle informazioni proposte come scientificamente dimostrate e che
magari si basano come un qualcosa di parzialmente dimostrato, ma poi vengono diffuse in
maniera così distorta da diventare errori. Ad esempio, tempo fa, si dava pubblicità a un
device, a un sistema, a un meccanismo che permetteva di imparare dormendo, che
praticamente si trattava di mettere degli auricolari con le informazioni della cosa che si
doveva apprendere durante la notte e prometteva poi alla mattina di aver imparato tutto.
Questa cosa si basava su una conoscenza che era stata individuata, confermata e
sviluppata negli anni, che il cervello, durante il sonno, in realtà consolida le conoscenze, ci
sono delle aree del cervello attive per la memorizzazione. Questo, molto sintetizzato, è
vero, ma i dettagli poi non ci portano a dire che se noi dormiamo ascoltando delle
informazioni poi la mattina ci svegliamo sapendole (non si ha nulla da consolidare se non si
ha appreso nulla durante la veglia). Anche leggere delle informazioni prima di andare a
dormire vale quanto prima;
- bias generati dal lessico comune o da un uso ambiguo delle parole.
Un altro grosso problema è l’uso delle parole ambigue
➢ o per uso delle parole ambigue si vuole intendere sia le parole che non hanno una
precisa definizione, ossia le parole del lessico comune che hanno una connotazione
psicologica che si usa tantissime volte, ma la definizione che si ha nella mente, nel
vocabolario, non è quella “professionale”, ma quella della gente comune.
Con l’ambiguità dell’uso dei termini si va incontro a grandissimi problemi, che ci
o portano ad affrontare uno dei primi fenomeni psicologici: si pensi a quanto si usi
nelle conversazioni di tutti i giorni la parola panico, la parola depressione, la parola
psicosi in maniera informale ed erronea.
o Un altro concetto molto importante è quello di rinforzo negativo, che viene
anch’esso inteso in modo del tutto sbagliato.
o Tutto ciò rappresenta un problema perché porta ad avere delle conoscenze
superficiali e a formulare delle inferenze errate, ad arrivare anche a delle
conclusioni generali, senza comprendere più quelle giuste. L’importanza è dunque
quella di una definizione chiara, univoca e condivisa delle parole che usiamo.
EFFETTO DI CONVALIDA SOGGETTIVA (o EFFETTO FORER o EFFETTO BARNUM)
➢ Importanza della definizione: chiara, univoca, condivisa, delle parole che usiamo
Creato nel ’49 da Bertrand Forer
➢ leggiamo l’oroscopo;
➢ Pensiamo a quando ci facciamo leggere la mano, ci sembra spesso
che il responso corrisponda davvero alla nostra vita, e a volte alla nostra personalità. Le
definizioni sono così generali, così ampie che le cose possono essere intrinsecate
dall’individuo.
➢ Si tratta di un effetto studiato da Bertrand Forer (da cui il nome), il quale fu il primo a
metterlo in evidenza nel 1949, ma successivamente è stato replicato da altri autori. Viene
in quanto egli fu l’ideatore del primo circo moderno, che
anche chiamato effetto Barnum,
aveva individuato che, per creare uno spettacolo che fosse apprezzato universalmente,
bastava inserire tante cose (una piacevole per qualcuno, un’altra piacevole per qualcun
altro) e dare un po’ un “contentino” a tutti.
Questi primi esperimenti, queste prime repliche, erano proprio sull’oroscopo o sulla
➢ mappa
astrale, quindi sulle caratteristiche di personalità legate agli astri.
Ad esempio, in una delle situazioni sperimentali realizzate nel 2004, a degli studenti di
psicologia, all’inizio veniva chiesto quanta credibilità si desse agli oroscopi e alle mappe
astrali; successivamente si diceva loro che si sarebbe consegnato un profilo di personalità
basato sulla propria mappa astrale. A tutti si dava la stessa definizione, ma ognuno
credeva che fosse la sua personale e basta. Poi si chiedeva di valutare quanto fosse
attendibile e corrispondente la definizione e la credibilità su oroscopi e mappe astrali. Si è
osservato come, in paragone alle prime valutazioni, i livelli di credibilità fossero aumentati
esponenzialmente.
➢ Questo è stato poi replicato nel 2002 da due psicologi Boyce e Geller che insegnavano ad
un corso di metodi di ricerca in psicologia e usano proprio l’effetto Barnum per insegnare
un aspetto dei principi della ricerca. Durante le loro lezioni hanno portato in aula due che
hanno presentato come istruttori, che si presentavano come esperti in grafologia e
raccoglievano campioni di grafia degli studenti. Il corso stava trattando quanto la grafologia
fosse affidabile nel prevedere davvero la personalità. Ogni studente ha poi ricevuto una
studenti che fosse stesa basandosi sull’analisi
valutazione della personalità, dicendo agli
della loro grafia, e dunque personalizzata, ma in realtà era la stessa per tutti. Gli studenti
compilavano dei questionari di opinioni sulla grafologia in diversi momenti: prima di avere la
loro descrizione, immediatamente dopo e dopo otto settimane, ma tra la seconda e la terza
compilazione del questionario gli veniva anche fatta la lezione in cui gli si spiegava cosa
era successo, cosa avevano letto e che cosa era stato fatto; questo è come si fa quando si
usa una ricerca che usa l' ”inganno”. Il risultato è che l’opinione degli studenti sulla
grafologia come scienza aumentava significativamente dopo aver ricevuto la valutazione
sull’analisi di personalità; prima si ha una percentuale di credibilità intermedia, ma dopo
aver letto la loro valutazione, il punteggio di credibilità aumenta enormemente, e poi, dopo
la restituzione, quindi otto settimane dopo, si abbassava in modo significativo.
➢ Questo fenomeno è molto importante e ha una grande rilevanza per la lettura e
l’interpretazione dei dati in ambito scientifico. Le definizioni contengono così tante cose,che
corrispondono ora a uno, ora all’altro, che anche se noi siamo molto vigili e rigorosi, sono
così ampie che si trova sempre qualche cosa che comunque si applica (e poi magari anche
qualcosa no che non cade all’attenzione) e in più, non essendoci delle frasi e delle
descrizioni univoche, ognuno interpreta ciò che legge applicandolo a se stesso.
Il punto è che l’effetto di convalida soggettiva si basa su
➢ un meccanismo mentale,
psicologico che abbiamo tutti, dal più al meno esperto, ed è perché noi andiamo alla ricerca
di conferme. La mente umana è fatta e funziona così. Anche la persona più esperta deve
sapere che la mente umana tende a dare enfasi alle informazioni che confermano le nostre
ipotesi, le nostre credenze, i nostri giudizi precedenti. L’unico modo per scalfire questo
meccanismo è che ci rendiamo bene conto di quali siano i nostri bias a priori.
CHE COS'È’ LA PSICOLOGIA?
La psicologia spiega o cerca di spiegare, deve spiegare i fenomeni mentali, i quali hanno un livello
di complessità alto.
Fenomeni mentali:
1) processi automatici (inconsapevoli - inconsci): tutto ciò che avviene nella nostra mente in
maniera automatica, senza che ce ne rendiamo conto. Es. nella lettura, i processi mentali
che vanno a concorrere alla comprensione di ogni singola parola, compresi i movimenti
che vanno avanti e indietro secondo uno schema ben preciso e complesso; c’è tutto
oculari
un meccanismo sommerso che ci porta ad essere capaci di leggere.
2) processi subconsci: processi, fenomeni, sensazioni che sono inconsapevoli, ma che
possono diventare consapevoli. Es. sensazione della sedia sotto le gambe.
processi consapevoli: quelli di cui tutti sono consapevoli. Es. pensare di voler essere in un
determinato luogo.
3) macro-abilità: tutti i processi che vanno a concorrere alla grande capacità di leggere, di
scrivere, di comprendere il linguaggio verbale.
capacità di controllo: un possibile modo astratto per rappresentare il funzionamento
mentale. OGGETTO DELLA PSICOLOGIA
Le varie scuole di persone hanno dovuto ritagliarsi una specifica definizione d’oggetto,
➢ focalizzandosi ora su alcuni aspetti, ora su altri, e hanno definito il loro specifico oggetto
di studio. Hanno declinato la definizione iniziale di studio dei fenomeni mentali in maniera
diversa.
molti l’oggetto per eccellenza della psicologia dovrebbe essere la
1) Per 1)vita psichica in
sé, anche se abbastanza difficile da osservare.
Altri dicono che l’oggetto della psicologia è il comportamento osservabile e misurabile
2) (usano il comportamento manifesto)
3) Altri ancora dicono che non si può compiere ricerca psicologica non considerando i
concomitanti stati fisiologici, e che per occuparsi di psicologia bisogna occuparsi anche
in qualche modo degli aspetti fisiologici sottostanti.
➢ La definizione di oggetto:
• è legata allo strumento di misurazione usato
• anche ciò che devo studiare: tutti vogliono studiare i fenomeni mentali ma c’è
sottintende
chi pensa sia meglio farlo osservando (vita psichica, comportamento, stati fisiologici)
• strettamente legata allo strumento di misurazione che io uso per poi studiare i fenomeni
mentali.
➢ Focalizzandosi su un aspetto diverso, non è che si escludono a vicenda e nessuno nega
l’esistenza dell’altro, ma implicano il metodo di osservazione e misurazione.
Primo approccio: vita psichica
Come posso studiare la vita psichica, che è stata la prima soluzione che i primi pensatori,
fors’anche non ancora psicologi veri e propri, ma teorici si sono dati? Devo trovare un metodo per
osservare direttamente la vita psichica.
Il metodo è l’introspezione. Come tutti i metodi di osservazione/misurazione, anche
➢ l’introspezione ha dei vantaggi e degli svantaggi, degli ambiti e dei limiti. E’ importante
sapere quale sono gli ambiti in cui &
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