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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO: identifica e descrive il cambiamento (=evoluzione continua) del

comportamento e dei processi cognitivi, emotivi e sociali dell’individuo per comprendere quando, come e

perché avvengono

Temi dello sviluppo:

- parte biologica (origini del comportamento)

- specificità/generalità del cambiamento

- caratteristiche personali e ambientali

La psicologia risponde a tre domande

1. QUANDO? fattore tempo: il cambiamento avviene nel tempo

Sviluppo: processo continuo che dura per tutta la vita (dalla nascita alla morte), non ha fasi

specifiche, ma grosso modo è simile per tutti, anzi ha anche fasi di stallo, è dinamico, plastico e

aperto a influenze

- normative: traiettorie comuni; effetto coorte di età= effetto del contesto storico, influenze

ambientali (es. giochi anni ’80-oggi)

- non normative: variabilità personali

Lo sviluppo non si determina, ma si può prevedere in base al contesto →

“Prospettiva dello sviluppo continuo o del ciclo di vita” di Paolo Guaramonti articolo sulla psicologia

del ciclo di vita intesa come prospettiva, che descrive percorsi di vita individuali, dinamiche evolutive delle

coppie e dei sistemi familiari; negli interventi di consulenza a sostegno individuale consente ascolto e

comprensione

2. PERCHЀ? spiegazione del cambiamento

Cause dello sviluppo:

- fattori ambientali (cultura): teorie comportamentistiche, sviluppo determinato dall’ambiente (es.

genitori)

- fattori genetici (natura): Chomsky, capacità del linguaggio dalla nascita; teorie organismiche

Dibattito natura-cultura (innato-acquisito): il disaccordo riguarda quanto peso hanno i due fattori

nello sviluppo, ma nessuna teoria supporta una delle due posizioni estreme, infatti i teorici

studiano come esse interagiscono tra loro per produrre cambiamenti

(es. bimbo con date predisposizioni e in un ambiente ostile, ha più probabilità di essere

maltrattato) →

Prospettiva interazionista e sistemica di Lewin (1951) il comportamento di un individuo dipende

dall’intreccio delle caratteristiche personali e ambientali

- ambiente: è oggettivo e soggettivo, e concepito in senso psicologico, cioè come viene percepito e vissuto

dalla persona →

Prospettiva ecologica di Bronfenbrenner (1979) modello ecologico “persona-processo-contesto”, in cui

il bimbo è inteso come totalità, complessità di tanti domini

Cronosistema: processo in cui 4 sistemi cambiano nel tempo; l’interazione persona-ambiente è un processo

prossimale e distale, cioè più vicino e lontano al bimbo

- microsistemi: ambienti di vita (famiglia, scuola, pari)

- mesosistemi: relazioni tra microsistemi

- esosistemi: influenze indirette (condizione di vita e lavoro dei genitori, mass media)

- macrosistemi: politica e ideologia

3. COME? descrizione del cambiamento

- quantitativo/cumulativo (sviluppo continuo e graduale): accrescimento da abilità già acquisite,

senza salti improvvisi tra uno e il successivo; comportamentismo: bimbo plasmato da esperienze e

apprendimenti

- qualitativo (sviluppo discontinuo e improvviso): capacità nuove o trasformazione di quelle

presenti, successione di periodi qualitativamente differenti; teorie organismiche di Piaget (x fasi

separate) e Vygotskij: bimbo attivo costruttore delle proprie capacità

Posizione intermedia (sviluppo continuo e discontinuo)

→

Modello delle “onde sovrapposte” di Siegler (1996) tendenzialmente il bimbo ha uno sviluppo continuo

intervallato da cambiamenti qualitativi; egli utilizza varie strategie per imparare, e il loro utilizzo diminuisce

all’aumentare dell’esperienza

- gli ambiti (cognitivo, sociale, ecc.) si sviluppano in base al bimbo, e qualcuno può avere dei ritardi

Due previsioni: posizioni lontane, ma deterministiche; sottolineano che ambiente e prime esperienze sono

determinanti nello sviluppo

- Watson (1925), visione estrema e comportamentistica: “Datemi una dozzina di bambini in buona salute,

ben formati, e il mio mondo speciale nel quale crescerli, e vi garantirò di poterne prendere uno a caso e

addestrarlo a divenire qualsiasi specialista a mia scelta…”

- Freud (1938): “…il bambino è psicologicamente il padre dell’adulto, e le esperienze da lui vissute nei primi

anni di vita hanno un significato di importanza incomparabile per tutta la sua futura esistenza.”

→

Studio effetti del trauma infantile sul quoziente intellettivo di Dennis (1973) emerge che il QI medio

nei bimbi allevati in un orfanotrofio, in cui cura e stimolo per istruzione e attenzione personale erano al

minimo o inesistenti, passava da 100 all’inizio del 1° anno, a 53 alla fine del 1° anno, e che il ritardo

perdurava per tutto il soggiorno

Periodo critico: momento dello sviluppo in cui l’individuo deve essere esposto a certe esperienze,

indispensabili per acquisire abilità (es. apprendimento 2° lingua) e far sì che avvenga lo sviluppo tipico

Oggi si preferisce parlare di

Periodo sensibile: momento dello sviluppo in cui l’individuo ha più probabilità di acquisire date abilità, ma

in ritardo o assenza di queste esperienze lo sviluppo tipico può avvenire lo stesso

Concezione dominio-generale dello sviluppo: (teoria di Piaget) i cambiamenti di portata generale si

verificano insieme e secondo modalità simili nei vari domini dell’attività mentale; lo sviluppo delle

abilità/capacità ha un impatto sulla formazione di competenze (es. pensiero logico riguarda spazio, numeri

e categorizzazione)

Concezione dominio specifico dello sviluppo: (Chomsky) i cambiamenti avvengono in tempi diversi per

domini differenti; lo sviluppo delle abilità/capacità è indipendente ed ha un impatto limitato sulle

competenze negli altri domini

IDEA DI INFANZIA: consapevolezza della natura specifica dell’infanzia che distingue il bimbo dall’adulto, da

non confondere con l’affetto per i bimbi; ognuno ha la propria, che dipende da influenze storiche, culturali

e personali

Bimbi

- prima: fonte di dovere

- ora: fonte di diritto

Per evidenziare le diverse idee si adottano tre prospettive

1. STORICA: tre immagini

Bambino come adulto in miniatura (fino a fine del 1600)

- non esisteva l’idea di infanzia

- immagine dell’infanzia secondo i bisogni economici della società: bimbo come forza lavoro

(fino alla metà dell’800, quando fu vietato il lavoro minorile)

- accelerazione degli anni: non riconoscimento della specificità del bimbo

Bambino come vittima (1600-1700)

- impostazioni religiose condizionavano l’infanzia (fino alla redenzione): l’adulto picchiava il bimbo

per la moralità religiosa

- visione moderna del bimbo come individuo autonomo (filosofi illuministi)

Bambino come soggetto di diritti (oggi)

- bimbo vulnerabile, dipendente dall’adulto e senza capacità autonome

- genitori, adulti e scuola devono rispondere ai suoi bisogni

- lavoro del bimbo: gioco

Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: accordo tra le Nazioni Unite stipulato

nel 1989 a New York, formato da 54 articoli che stabiliscono i diritti di tutti gli esseri umani fino ai

18 anni, nella convinzione che la società ha il dovere di soddisfare i bisogni psicologici del bimbo,

quali essere distinto e dipendente

- i bimbi hanno diritto a: vita, nome, preservare la loro identità, esprimere la loro opinione, salute,

essere protetti contro sfruttamento economico, violenza, ecc.

- art. 28 diritto all’educazione: insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti;

informazione e orientamento scolastico e professionale accessibili a tutti; misure per promuovere

regolarità della frequenza scolastica e diminuzione del tasso di abbandono

Scuola in ospedale: dopo 30gg il bimbo ha diritto alla continuità dell’apprendimento e delle

relazioni, ma non è obbligato perché l’obiettivo è il benessere e la diminuzione dello stress

Graduatoria dei bisogni: dipende dalle culture (es. priorità in Africa: alimentazione e autonomia motoria)

- fisici: alimentazione, sonno, igiene, attività fisica

- affettivi: ascolto, comprensione, fiducia, protezione

- cognitivi: curiosità, esplorazione, creatività, immaginazione

- sociali: relazione, cooperazione, emulazione, rispetto

*gioco: bisogno fisico, cognitivo e sociale

→

Bisogni irrinunciabili di Brazelton il bimbo ha bisogno di accudimento in caso di fragilità, di protezione e

sicurezza, e di imparare i propri limiti; l’adulto deve entrare nelle sue competenze senza chiedere troppo, e

guidare il bimbo, a cui non serve vivere in una campana di vetro, ma piuttosto la frustrazione

2. CULTURALE (collegata alla storica)

Idea di educazione giusta o sbagliata: non è condivisa perché l’interazione madre-figlio assume

una forma diversa in base alla cultura, ma c’è comunque affetto e relazione

(es. madri orientali: pratica di tenere il figlio rivolto verso l’esterno per permettergli di esplorare ed

essere collegato con il mondo; madri occidentali: tenere il figlio difronte per favorire il linguaggio;

madri messicane: il gioco è un lusso)

Madre occidentale: oggetto transizionale (=supporto psicologico che sostituisce il legame

simbiotico madre-figlio) e regolarità del sonno; ai colloqui chiede l’alimentazione

Madre orientale: (giapponesi) co-sleeping (=dormire insieme madre-figlio) per evitare l’oggetto; ai

colloqui chiede il comportamento

Cultura individualista: enfatizza indipendenza e competenza, educa il bimbo ad essere autonomo,

socialmente assertivo e ad aspirare al successo

- madri americane descrivono i figli: intelligente, ribelle (=come piena espressione di sé), affabile

- valore: successo

Cultura collettivista: enfatizza dipendenza reciproca e senso di appartenenza, educa il bimbo ad

essere leale e collaborativo

- madri africane descrivono i figli: rispettoso, onesto, di cuore

- valore: adattarsi al gruppo

Gli italiani sono metà individualistici e metà collettivistici

Cosa pensa l’adulto del bimbo: per comprendere lo sviluppo gli psicologici studiavano la relazione

genitore-figlio in termini di azioni, oggi ritengono necessario considerare anche le credenze dei genitori, che

risentono di esperienze personali, cultura e conoscenze psicopedagogiche

- le pratiche educative influenzano lo sviluppo del bimbo e il suo sistema di credenze

3. PERSONALE/INDIVIDUALE

Credenze sulle cause dello sviluppo: →

- natura, concezione filosofica di Rousseau sviluppo dei bimbi in base alle caratteristiche innate,

ruolo dell’adulto limitato, fornisce solo le opportunità per sviluppare il loro potenziale: far fare al

bimbo ciò che sa fare →

- educazione, concezione filosofica di Locke sviluppo dei bimbi in base al modo in cui sono stati

educati e al tipo di esperienze vissute: bimbo guidato dall’adulto

Scale per la valutazione dei sistemi di credenze: perché i bimbi sono in grado di sviluppare storie di

fantasia?

a. (natura: sviluppo determinato dalla maturazione)

b. (educazione: sviluppo legato alle influenze ambientali, responsabilità degli adulti)

c. (merito del ruolo del bimbo nel loro sviluppo: sviluppo a seguito di attività rilevanti)

TEORIE DELLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO: sulla base delle quali gli psicologi formulano previsioni

Tema dello sviluppo: natura-cultura

Origini del pensiero sullo sviluppo:

→

- John Locke, empirista bimbi come tabule rase

→

- Cartesio, razionalista mente che impone ordine sull’ambiente

COMPORTAMENTISMO: (inizio XX sec.) modello teorico e filosofico più rilevante della psicologia nel ‘900,

che spiega come lo sviluppo avviene in termini di apprendimenti

- principio di base: tutta l’esistenza umana può essere descritta come un comportamento acquisito tramite

condizionamenti

- psicologia dell’apprendimento: la mente umana è una tabula rasa che viene scritta dall’esperienza,

tramite l’apprendimento di risposte condizionate

- soggetti sperimentali: animali, perché rappresentativi della mente umana

- oggetto di studio: l’apprendimento di dati comportamenti, e le variazioni dello sviluppo date

dall’esperienza, che avvengono in modo graduale e continuo (sviluppo quantitativo: come varia la

conoscenza; sviluppo continuativo: apprendimento in base all’esperienza)

→

Condizionamento classico di Pavlov apprendimento in base al quale uno stimolo originariamente

neutro, cioè che non provoca risposta, è in grado di provocarla grazie alla connessione associativa con un

altro stimolo che normalmente provoca questa risposta; per cui i soggetti sono sottoposti a una coppia di

stimoli finché non imparano a reagire allo stimolo sconosciuto come a quello familiare

- esperimento dei cani sul “riflesso condizionato”: egli osservò che ogni volta che si presentava di fronte al

cane con del cibo, questo iniziava a salivare (=riflesso incondizionato), ed eseguendo più volte

l’esperimento notò che la sua presenza faceva sì che il cane iniziasse a salivare, anche in mancanza del cibo;

poi applicò degli stimoli uditivi prima di servire il cibo, e all’inizio risultavano neutri, poi associati tra animali

e cibo (=stimoli condizionati): egli definì riflesso condizionato la salivazione che si verificava dopo questa

associazione (es. il cane saliva sentendo una campanella, se prima a quello scampanellio era seguito del

cibo) →

Condizionamento classico di Watson egli dimostrò che le conclusioni di Pavlov erano applicabili anche

all’essere umano, infatti secondo lui tutti i comportamenti umani sono riconducibili ad un apprendimento

basato sul condizionamento; in particolare esaminò se nei bimbi si potesse condizionare le emozioni (es.

paura)

- esperimento del piccolo Albert: 1° fase, sottopose il bimbo a diversi stimoli (es. animali, fuoco) per

individuare quali generassero paura, ma egli aveva paura solo in presenza di forti rumori; 2° fase, al bimbo

fu mostrato un ratto bianco, ma ogni volta che tentava di giocarci, Watson produceva un forte rumore,

tanto che il bimbo finì per avere paura del ratto e degli altri animali, dunque constatò che con il

condizionamento si può far sviluppare una paura.

L’esperimento durò 1 anno, alla fine del quale il bimbo è passato dall’essere tranquillo a vivere in uno stato

d’ansia perenne. →

Condizionamento operante di Skinner tipo di apprendimento oggi utilizzato in molti programmi

formativi, che regola i bimbi affetti di iperattività, secondo cui l’aggiunta di stimoli graditi (rinforzo positivo:

lode) o la rimozione di stimoli sgraditi (rinforzo negativo: sgridata) come conseguenza ad un

comportamento, rafforza quel comportamento, e al contrario lo indebolisce: le conseguenze possono

rinforzare o diminuire le chance che il comportamento si verifichi di nuovo (es. alzo sempre la mano in

classe se c’è una lode; non prendo più una nota se mi viene tolto il tablet)

- ricerca: egli sviluppò il lavoro di Thorndike, che inventò la Puzzle box, con la Skinner box, in cui un ratto è

condizionato ad abbassare la leva quando riceve del cibo, e a smettere di toccarla se riceve una scossa

elettrica, per cui il tipo di effetto che ogni comportamento produce accresce o riduce la probabilità che

l’animale ripeta o meno tale comportamento

MATURAZIONISMO (inizio XX sec.)

Teoria maturazionista: ispirata a Darwin, afferma che l’emergere delle abilità è dato da un’influenza

genetica, per cui basta solo dare tempo ai bimbi

(biological timetables= programmi di maturazione biologici già predeterminati)

TEORIE DELLO SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ

→

Teoria psicodinamica di Freud lo sviluppo della personalità avviene attraverso 5 fasi psicosessuali (orale,

anale, fallica, periodo di latenza e genitale: le importanti sono le prime tre perché secondo lui è nei primi 6

anni che si fissano i caratteri di una personalità, poi il comportamento continua a modificarsi per la

maturazione biologica e i nuovi apprendimenti), ed è determinato dalle pulsioni biologiche, influenzate dai

contatti con l’ambiente familiare e dall’interazione delle 3 componenti della personalità:

- Es: componente istintiva, che funziona sulla base del principio del piacere (es. bimbo che si comporta in

un modo se c’è cose che lo gratificano); si dovevano contenere le pulsioni istintive del bimbo affinché

diventasse adulto, e da ciò nascono

(0-1 fase orale: alimentarsi e mettersi oggetti in bocca)

- Io: componente razionale, che controlla gli istinti e prova a soddisfare i bisogni attraverso comportamenti

appropriati e socialmente accettabili

(1-3 fase anale: prima esperienza con disciplina e autorità)

- Super-Io: coscienza, componente che interiorizza valori, morale e ruoli; nasce dal superamento del

complesso edipico, per cui durante lo sviluppo il bimbo è attratto dal genitore del sesso opposto, poi viene

messo in riga dall’altro genitore, e si comporta bene facendo propri i valori

(3-6 fase fallica: periodo critico per la formazione dell’identità di genere)

→

Teoria psicosociale di Erikson è basata sul concetto di pulsioni sociali innate, da cui partono le

motivazioni a stabilire legami sociali e definire il proprio ruolo all’interno della società; lo sviluppo avviene

attraverso 8 stadi psicosociali (compito/rischio: fiducia/sfiducia; autonomia/vergogna e dubbio;

iniziativa/sensi di colpa; industriosità/inferiorità; identità/confusione di ruoli; intimità/isolamento;

generatività/stagnazione; integrità/disperazione), dalla nascita alla morte, e subisce influenze da ogni

nuova esperienza, per cui il suo orientamento è dato dalle scelte dell’individuo di fronte ai momenti di crisi,<

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia.Catapano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ciucci Enrica.

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