Parte 1 – La natura dello sviluppo infantile
Capitolo 1 – INTRODUZIONE
Cosa si intende per sviluppo di un individuo?
Lo sviluppo è l’insieme dei processi che
determinano un cambiamento che comincia con il
concepimento e si dipana lungo tutto il corso della
vita.
L'era moderna nello studio dello sviluppo infantile è cominciata a partire da alcuni importanti progressi risalenti alla
fine dell'Ottocento. Infatti, questo nuovo periodo ha avuto inizio durante gli ultimi anni del XIX secolo, quando si è
verificato un cambiamento fondamentale: l'approccio alla psicologia umana non era più strettamente filosofico ma
includeva osservazioni ed esperimenti sistematici.
L'altro aspetto significativo da tenere in considerazione, oltre all'aumento delle informazioni su bambini e al loro
sviluppo basato sullo studio diretto, riguarda il concetto stesso di sviluppo, che è passato dalla considerazione
esclusiva del periodo che va dalla nascita all'adolescenza, alla constatazione che esistono altri periodi evolutivi
successivi all'adolescenza.
• Binet è stato il primo a ipotizzare i test di misurazione dell’intelligenza
• Gesell ha studiato i fattori biologici e di maturazioni (delle tappe evolutive: eventi maturativi che
vengono avanti naturalmente); uso della cupola fotografica per studiare i bambini => persona fuori
dal contesto
• Stanley Hall ha affermato che vi sono delle tappe evolutive universali
I ricercatori si interessano di molti aspetti educativi relativi alla cura del bambino e al ruolo giocato dalla salute e dal
benessere, dal parenting e dall'educazione nello sviluppo del bambino.
Questi aspetti sono tutti influenzati dal loro contesto socioculturale.
Con il termine contesto ci si riferisce ai luoghi in cui avviene lo sviluppo, influenzati a loro volta da fattori storici,
economici, sociali e culturali.
I quattro contesti più importanti sono: cultura, etnia, status socioeconomico e genere.
La cultura comprende i tipi di comportamento,
credenze e tutti gli altri prodotti di un particolare L’etnicità (dal greco ethnos) è basata su eredità
gruppo di persone trasmessi di generazione in culturale, nazionalità, razza, religione e linguaggio.
generazione, risultati dell'interazione delle persone
nel corso degli anni.
Lo status socioeconomico è un fattore fondamentale Il genere è un'altra dimensione chiave dello sviluppo
dello sviluppo, che si riferisce alla condizione sociale dei bambini, che si riferisce alle caratteristiche delle
della persona e cioè alla sua posizione all'interno della persone come l'essere maschio o femmina.
società, sulla base delle caratteristiche occupazionali,
educative ed economiche 1
1.2 Processi e periodi di sviluppo
1.2.1 Processi biologici, cognitivi e socio-emotivi
I meccanismi dello sviluppo umano sono creati dall'interazione di tre processi chiave:
▪ Processi biologici producono cambiamenti nel corpo dell'individuo e sono originati dal codice genetico che
li programma
Esempi del ruolo dei processi biologici nello sviluppo sono i geni ereditati dai genitori
o
▪ Processi cognitivi si riferiscono ai cambiamenti nel pensiero, nell'intelligenza e nel linguaggio dell'individuo
Memorizzare una poesia, risolvere un problema matematico o immaginare come sarebbe essere una
o star del cinema sono tutte attività che coinvolgono i processi cognitivi
▪ Processi socio-emotivi includono cambiamenti nelle relazioni dell'individuo con altre persone, cambiamenti
nella sfera emotiva e cambiamenti nella personalità
Il sorriso del neonato in risposta alla carezza della madre, lo sviluppo della sicurezza di sé e la gioia
o di un'adolescente al ballo di fine anno sono aspetti che riflettono lo sviluppo socio-emotivo
La scoperta poi dei neuroni specchio ha dato un notevole impulso agli studi neuroscientifici applicati allo sviluppo
infantile. Questi neuroni, infatti, essendo attivati sia durante il compimento di un'azione sia durante la sua
osservazione, forniscono il corrispettivo neuronale di diversi fenomeni cognitivi e socio emotivi dello sviluppo,
dall'immaginazione al riconoscimento delle emozioni altrui.
1.2.2 Periodi evolutivi
Lo sviluppo infantile viene comunemente descritto attraverso una suddivisione in periodi:
❖ Il periodo prenatale è il lasso di tempo compreso tra il concepimento e la nascita, della durata di circa 9 mesi,
durante i quali una singola cellula cresce fino a diventare un organismo dotato di cervello e capacità
comportamentali
❖ La prima infanzia è il periodo evolutivo che va dalla nascita ai 18/24 mesi ed è diviso in due: il periodo
neonatale, riguardante il primo mese di vita, e l'infanzia, da un mese a un anno e mezzo circa
❖ La seconda infanzia è il periodo evolutivo che va dalla fine della prima infanzia fino ai 5/6 anni d'età; definito
talvolta periodo prescolare, si caratterizza come il momento in cui i bambini imparano a diventare più
autosufficienti e a prendersi cura di sé stessi
❖ La fanciullezza è il periodo evolutivo che va dai sei agli 11 anni d'età ed è definito periodo scolare, durante
il quale i bambini vengono esposti ufficialmente al mondo esterno e alla propria cultura
❖ L'adolescenza è il periodo che segna la transizione tra l'infanzia e l'inizio della vita adulta, comincia intorno
ai 10/12 anni e finisce tra i 18 e i 19 anni; questo è caratterizzato da cambiamenti fisici molto rapidi, un
crescente desiderio di indipendenza e ricerca della propria identità
Dopo l'adolescenza (costrutto sociale) inizia un periodo evolutivo che va dai 18/22 anni fino ai 25/30 anni, fase che
segna la transizione dall'adolescenza all'età adulta vera e propria: è l’adultità emergente o in fase di sviluppo, durante
la quale la persona è concentrata sulla ricerca di ciò che sarà. Dopo l’età adulta, che si svolge fino a circa i 55 anni,
inizia l’età anziana, il cui esordio è segnato dal pensionamento, seguito da una riduzione delle facoltà attentive e
mnemoniche e da una diminuzione delle capacità di processare più informazioni contemporaneamente e ricordare gli
avvenimenti della vita quotidiana.
Tutti questi periodi evolutivi sono il prodotto di un’interazione tra processi biologici, cognitivi e socio-emotivi.
1.3 Questioni relative allo sviluppo
1.3.1 Natura e cultura
La contrapposizione tra natura e cultura è alla base del dibattito che cerca di stabilire se lo sviluppo è influenzato in
maniera preponderante dalla natura o dalla cultura: per natura si intende l'eredità biologica dell'organismo; mentre
con cultura si indicano le esperienze vissute in un certo ambiente.
I sostenitori della natura affermano che l'influenza più significativa sullo sviluppo e l'eredità biologica, mentre i
sostenitori della cultura affermano che sono le esperienze derivate dall'ambiente a rappresentare l'influenza più
importante. Il primo gruppo crede che, nonostante la gamma di ambienti molto ampia, la programmazione genetica
produca elementi comuni nella crescita e nello sviluppo; in caso di ambienti particolarmente estremi si potrebbe
ritardare quest'ultimo, ma tali ricercatori tendono a evidenziare l'influenza di quelle tendenze che sono geneticamente
impresse nell'individuo. Per contro, altri psicologi sottolineano l'importanza della cultura per lo sviluppo, o le
esperienze derivate dall'ambiente che coinvolgono ogni aspetto della vita dell'individuo, influenzandola
radicalmente.
Secondo i recenti studi, tuttavia, è l'interazione tra biologica e ambiente che contribuisce a determinare lo sviluppo.
2
1.3.2 Continuità e discontinuità
I cambiamenti evolutivi sono configurabili come una serie di piccoli cambiamenti quantitativi che si sommano ogni
giorno alle esperienze precedenti (cambiamenti di continuità) oppure ci sono degli stadi evolutivi che sono
qualitativamente diversi da altri, a causa di effetti maturativi genetici (discontinuità)?
Il dibattito tra continuità e discontinuità è volto a determinare se lo sviluppo è costituito da cambiamenti graduali e
cumulativi o da fasi distinte tra loro.
Generalmente, gli studiosi dello sviluppo che evidenziano l'aspetto culturale tendono a considerare lo sviluppo un
processo graduale e continuo, mentre coloro che sottolineano gli aspetti naturali, ereditari dello sviluppo, tendono a
descriverlo come una serie di fasi distinte.
Considerando la prospettiva della continuità, si potrebbe pensare allo sviluppo di una persona come la crescita
graduale di un germoglio che, con il passare del tempo, diventa un albero sempre più grande.
Dal punto di vista della discontinuità, invece, ciascuna persona viene considerata in transizione attraverso una serie
di fasi durante le quali il cambiamento è qualitativo piuttosto che quantitativo.
1.3.3 Le prime esperienze e le esperienze successive
Il dibattito tra prime esperienze ed esperienze successive si concentra sulla misura in cui le prime esperienze o le
esperienze successive siano fattori chiave nello sviluppo infantile.
Per coloro che accentuano l'importanza delle prime esperienze, la vita è un percorso ininterrotto in cui una certa
qualità psicologica può essere ricostruita a partire dalle sue origini. Per contro, per coloro che sottolineano
l'importanza delle esperienze successive, lo sviluppo è come un fiume che scorre continuamente.
Questi ultimi, in particolare, sostengono che i bambini sono malleabili durante tutto il loro sviluppo e che le cure
sensibili durante la prima infanzia non sono più importanti di quelle successive.
In generale, all'interno di questi dibattiti, molti studiosi ritengono che lo sviluppo non possa essere ricondotto
unicamente alla natura o alla cultura, alla continuità o alla discontinuità, alle prime esperienze o a quelle successive,
in quanto queste componenti giocano tutte un ruolo importante nello sviluppo dell'individuo lungo il corso della sua
vita, influenzandosi a vicenda. INTERAZIONISMO DINAMICO
Oltre a questi dibattiti storici, se ne aggiunge un altro, alimentato dagli studi delle neuroscienze dello sviluppo, fa
che si dipana tra sviluppo dominio-generale e sviluppo dominio-specifico. Nel primo caso si pensa che lo sviluppo
coinvolga simultaneamente e uniformemente tutto il sistema cognitivo, mentre nel secondo si ritiene che avvenga
secondo modi e ritmi diversi nelle diverse aree della conoscenza.
1.4 Teorie dello sviluppo
1.4.1 Teorie psicoanalitiche
La teoria psicoanalitica descrive lo sviluppo come prevalentemente inconscio è influenzato dalla sfera emotiva, dove
i comportamenti non sono altro che caratteristiche di superficie, quali devono essere analizzati per i loro significati
simbolici e meccanismi profondi della mente. La teoria di Freud
Analizzando i propri pazienti, Freud si convinse che lo sviluppo mentale è guidato prevalentemente da dinamiche
inconsce e influenzato dalla sfera emotiva: i comportamenti, dunque, non sono altro che caratteristiche di superficie.
Egli, inoltre, pensava che i bambini crescendo focalizzino il piacere spostando gli impulsi sessuali dalla bocca all'ano
ed eventualmente ai genitali. Come risultato finale si possono distinguere 5 fasi psicosessuali dello sviluppo:
3
La persona adulta è determinata dal modo in cui risolve i conflitti tra queste diverse fonti di piacere e le esigenze
imposte dalla realtà.
▪ L’Es opera in base al principio del piacere e l’energia della persona deve essere scaricata ogni volta che sia
possibile
▪ L’Io opera in base al principio di realtà
▪ Il Super-io è la moralità
Nello specifico, il complesso di Edipo, secondo la teoria di Freud, si manifesta nel bambino sotto forma di un intenso
desiderio di sostituirsi al genitore del suo stesso sesso e godere dell'affetto del genitore del sesso opposto. Tale
complesso si risolve intorno ai 5/6 anni, quando il bambino si rende conto che il genitore del suo stesso sesso potrebbe
punirlo per i suoi desideri incestuosi e per questo, per superare il conflitto, inizia ad identificarsi con il genitore dello
stesso sesso desiderando di essere come lui o lei.
La teoria psico-sociale di Erikson
Pur riconoscendo il contributo dato da Freud, Erikson sostiene che l'individuo si sviluppa attraverso fasi psicosociali,
e non psicosessuali come precedentemente affermato, in base alle quali la motivazione primaria del comportamento
umano diviene di natura sociale e si riflette il desiderio di stare insieme agli altri.
Se per Freud le prime esperienze sono viste come più importanti rispetto a quelle successive, Erikson enfatizza
l'importanza tanto delle prime quanto delle successive.
Nella teoria di Erikson si susseguono 8 fasi di sviluppo psicosociale nell'arco della vita umana, ciascuna delle quali
consiste in un particolare comportamento evolutivo che mette l'individuo di fronte ad una crisi che deve essere risolta;
crisi che non è vista come una catastrofe ma come un punto di svolta, caratterizzato da maggiore vulnerabilità ma
anche potenzialità.
Più un individuo è in grado di superare le crisi con successo, più il suo sviluppo sarà sano.
Provare fiducia (allattamento) nei primi mesi di vita consente
all'individuo di sviluppare la convinzione che il mondo sia un
luogo buono e piacevole in cui vivere.
Al tempo dopo aver sviluppato un senso di fiducia nei
confronti dei propri genitori, i bambini iniziano a
capire di essere fautore del proprio comportamento e
fanno valere la propria autonomia
I bambini si trovano davanti ad un mondo sociale in
espansione che rappresenta una sfida maggiore rispetto
ai primi anni di vita, e con lo sviluppo del senso di
responsabilità aumenta l'iniziativa.
L'iniziativa dei bambini li mette in contatto con un gran
numero di nuove esperienze e, man mano che si muovono
attraverso gli anni iniziano a indirizzare le loro energie verso
Gli individui devono lo sviluppo della padronanza delle conoscenze e delle capacità
affrontare il compito di intellettuali.
stabilire relazioni intime
tra loro, dove per intimità Attiva gli individui devono scoprire chi sono, come
si intende l'atto di trovarsi sono fatti e che cosa vogliono fare nella vita, trovandosi
e allo stesso tempo costantemente davanti molti nuovi ruoli e status propri
perdersi l'uno nell'altro. dell'età adulta. Si svilupperà un'identità positiva nel
Tale traguardo viene caso in cui si riesce ad esplorare questi ruoli in maniera
raggiunto se il giovane sarà sana e a trovare una strada positiva da seguire.
in grado di stabilire
amicizie sane e una
relazione intima con un
altro individuo. Durante questa fase l'individuo si trova ad affrontare
la preoccupazione più grande che deriva dal
Durante questa fase la persona si trova a riflettere sul passato e a desiderio di aiutare la generazione successiva a
ricavarne un'immagine positiva o a concludere che la propria vita maturare e a condurre una vita produttiva.
non è stata ben spesa.
1.4.2 Teorie cognitive 4
1.4.2 Teorie cognitive
Mentre le teorie psicoanalitiche sottolineano l'importanza dei pensieri inconsci del bambino, le teorie cognitive si
concentrano sui loro pensieri consci (consapevole).
La psicologia cognitiva studia i processi che hanno a che fare con la conoscenza, quindi il pensiero e il
ragionamento
La teoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo
La teoria di Piaget afferma che i bambini costruiscono attivamente la loro visione del mondo e attraversano quattro
stadi di sviluppo cognitivo durante il processo di presa di coscienza del mondo, ciascuno dei quali è relativo a un'età
e consiste di modi di pensare distinti, un modo differente di conoscere il mondo.
Perciò, secondo Piaget la cognizione del bambino è qualitativamente differente in ogni stadio confrontato con quello
che lo segue o lo precede. La teoria cognitiva socioculturale di Vygotskij
La teoria di Vygotskij è una teoria cognitiva socioculturale che mette in evidenza il modo in cui la cultura e le
interazioni sociali guidano lo sviluppo cognitivo, descrivendo lo sviluppo del bambino come inseparabile dalle
attività sociali e culturali.
È convinto che lo sviluppo della memoria, dell’attenzione e del ragionamento richieda che il bambino impari a usare
gli strumenti e le convenzioni della società in cui vive.
Secondo Vygotskij, l’interazione sociale dei bambini con adulti o pari più competenti è indispensabile al loro sviluppo
cognitivo, attraverso la quale imparano a usare gli strumenti che li aiuteranno a adattarsi e ad avere successo nella
loro cultura.
In quest’ottica, la conoscenza non è generata all’interno dell’individuo, ma è costruita attraverso l’interazione con
altre persone e con gli oggetti che fanno parte della cultura, potendo quindi anche essere eventualmente migliorata
attraverso interazioni con altri in attività cooperative.
La teoria dell’elaborazione delle informazioni
La teoria dell'elaborazione delle informazioni sottolinea il fatto che gli individui manipolino le informazioni, le
controllino e facciano scelte strategiche a partire da esse.
Secondo questa teoria, gli individui sviluppano una crescente abilità nell'elaborazione delle informazioni che
consente loro di acquisire conoscenze e capacità sempre più complesse. Robert Sigler, uno dei maggiori esperti in
questo campo, sostiene inoltre che il pensiero stesso consiste nella lavorazione delle informazioni, dal momento che
quando le persone percepiscono, codificano, rappresentano, immagazzinano e richiamano informazioni, stanno difatti
pensando. 5
1.4.3 Le teorie comportamentiste e socio-cognitive
Secondo i comportamentisti, lo sviluppo consiste in comportamenti osservabili che vengono appresi attraverso
l'esperienza
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione
-
Psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione, 2021 - Appunti
-
Mappe per l’esame di Psicologia dello e sviluppo e dell’educazione
-
Psicologia Dello Sviluppo E Dell’Educazione - Nuove Tecnologie di Apprendimento