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Psicologia dello sviluppo e dell'età della vita

Quando si parla di sviluppo dell'individuo si fa riferimento ad una serie di cambiamenti che si verificano nell'individuo dalla nascita fino tutto il corso della sua vita. La psicologia dello sviluppo, infatti, non si esaurisce nell'infanzia e nella prima infanzia ma riguarda anche tutti quegli studi che i ricercatori hanno fatto sull'età adulta e sulla vecchiaia.

Quando si parla di <<sviluppo psicologico>> ci si riferisce ai cambiamenti che si verificano nel comportamento e nelle capacità dell’individuo durante l’intero ciclo di vita, i più significativi però riguardano l’infanzia, la fanciullezza e l’adolescenza. Questi periodi sono pertanto i più studiati dagli psicologi dello sviluppo.

Studio dello sviluppo in generale in cui si evidenzierà quelle che sono le domande fondamentali a cui la psicologia dello sviluppo ha tentato di dare risposta e quali sono gli approcci teorici che si sono delineati perché ovviamente quando si parla di uno studio psicologico non si può pensare che ci sia un'unica teoria universalmente condivisa da tutti ma a seconda delle risposte che sono state date alle determinate domande si sono delineate diverse teorie.

Esistono delle metodologie differenti a seconda dei contesti, degli approcci e delle domande a cui si cerca di rispondere.

Poniamo le basi per cercare di capire che esistono disegni sperimentali differenti, ad esempio nella psicologia dello sviluppo ci possono essere dei disegni sperimentali cosiddetti longitudinali ovvero che un singolo individuo viene seguito dal momento della nascita, magari per 5-10 o 20 anni. Ovviamente il disegno longitudinale è qualche cosa di molto diverso rispetto ad un disegno sperimentale trasversale in cui non si segue il singolo individuo per molti anni ma si seguono tanti individui diversi con età differenti che svolgono lo stesso compito e ci serve a capire in che maniera, a seconda dell'età, il compito viene svolto.

Domande fondamentali della psicologia dello sviluppo

I ricercatori che si sono occupati e che si occupano tuttora di psicologia dello sviluppo cercano di dare una risposta a quelle che sono 3 domande fondamentali:

  1. La natura del cambiamento che determina lo sviluppo: qual è la natura del cambiamento che caratterizza lo sviluppo? Quando si parla di sviluppo psicologico si fa riferimento a tutta quella serie di cambiamenti a cui va incontro l'individuo nel corso della sua vita.
  2. Quali sono i fattori e i processi che determinano questi cambiamenti, quindi che cos'è che fa sì che un cambiamento si sviluppi: quali processi causano questo cambiamento?
  3. Se questo cambiamento sia di tipo continuo oppure un cambiamento di tipo improvviso e discontinuo: si tratta di un cambiamento continuo e graduale o discontinuo o improvviso?

La risposta a queste tre macro domande ha determinato il sorgere di diversi approcci teorici.

Natura del cambiamento nello sviluppo

Per quanto riguarda la natura del cambiamento nello sviluppo, quindi la prima domanda, alcuni ricercatori hanno puntato l'accento sul fatto che il cambiamento sia quasi sempre un cambiamento di tipo quantitativo, quindi raggiunto ad esempio un certo numero di dati o di esperienza si verifica nell'individuo quel cambiamento che determina il fatto che l'individuo passi ad uno step successivo dello sviluppo. Natura quantitativa, graduale accumulo di cambiamenti nel tempo: comportamentismo, con il bambino come organismo plasmato dall’esperienza e dell’apprendimento.

Altri ricercatori invece hanno puntato l’accento sul fatto che il cambiamento che determina lo sviluppo è in realtà un cambiamento di tipo qualitativo. Quindi a un certo punto l'insorgere di determinate strutture anche neurofisiologiche determina proprio un cambiamento di tipo qualitativo che fa sì che il soggetto di nuovo entri nello step successivo. Natura qualitativa: teorie organismiche, Piaget e Vygotskij, secondo quel bambino è un attivo costruttore delle proprie capacità: influenze interne.

Generalmente possiamo identificare nel comportamentismo, corrente psicologica sviluppata nel 900, quell’approccio teorico che punta l'accento proprio sul fatto che il cambiamento sia di tipo quantitativo, mentre per quanto riguarda il cambiamento di tipo qualitativo possiamo citare le teorie cosiddette organismiche.

La differenza consiste proprio in una diversa concezione dell'individuo perché i comportamentisti ritenevano e ritengono che il bambino sia plasmabile attraverso l'esperienza. Per citare un'espressione cara alla filosofia e alla psicologia, il bambino viene considerato come una tabula rasa su cui l'esperienza viene a scrivere e quindi il quantitativo di esperienza e di apprendimento determina il passaggio, il cambiamento e lo sviluppo stesso dell'individuo. Quindi il bambino è plasmato dalle esperienze e dalle teorie dell’apprendimento.

Diversa è invece la concezione del bambino per le organismiche perché questi teorici ritengono invece che il bambino sia da considerare come un attivo costruttore delle proprie abilità e capacità. Quindi il bambino semplicemente non incamera esclusivamente l'esperienza e lo sviluppo non si riduce a una questione di apprendimento ma il bambino agisce attivamente per determinare quel cambiamento qualitativo che fa sì che il bambino vada avanti nel suo sviluppo, questo per quanto riguarda la natura del cambiamento.

Processi e fattori del cambiamento

Quali sono i processi ed i fattori che fanno sì che un cambiamento si verifichi o meno? Le varie teorie attribuiscono un ruolo importante ai fattori:

  • Fattori ambientali: teorie comportamentiste.
  • Fattori genetici: Chomsky.

Secondo i comportamentisti il bambino subisce influenze ambientali che modellano il suo comportamento, secondo Piaget invece, il comportamento è influenzato sia da fattori ambientali che da capacità innate.

Queste sono le due grandi classi di fattori che gli psicologi dello sviluppo hanno identificato come importanti nel determinare il cambiamento che serve allo sviluppo e anche qua a seconda che si preferisca parlare di un’influenza dei fattori ambientali o di un’influenza dei fattori genetici vediamo che gli approcci teorici si differenziano.

Lo sviluppo inoltre, secondo il comportamentismo è continuo e graduale, mentre secondo le teorie organismiche esso è discontinuo, per esempio spesso la modificazione compare improvvisamente e porta la comparsa di nuove capacità: deambulare, parlare, ecc.

Il comportamentismo, che parlava di un cambiamento di tipo quantitativo, secondo i comportamentisti il fattore fondamentale che determina questo cambiamento è il fattore ambientale; infatti per i comportamentisti è essenziale l'esperienza che il bambino fa. Mentre ci sono alcuni ricercatori come Chomsky, famosissimo psicologo che ha studiato lo sviluppo del linguaggio e il rapporto tra linguaggio e pensiero, esso riteneva che lo sviluppo del linguaggio avvenisse perché nel bambino c'è una base genetica che fa sì che in maniera del tutto naturale il bambino sviluppa questa capacità linguistica a prescindere da quelle che sono le influenze ambientali. Ci sono dei ricercatori che hanno messo in luce, riprendendo le teorie organismiche, come fattori ambientali e fattori genetici insieme aiutino a favorire il cambiamento che determina lo sviluppo.

Per cui abbiamo:

  • Il comportamentismo che punta l'accento sul comportamento del bambino modellato da fattori ambientali. È di natura quantitativa con il graduale accumulo di cambiamenti nel tempo, bambino come organismo plasmato dall’esperienza dell’apprendimento e lo sviluppo come processo continuo graduale.
  • Ricercatori come Chomsky che invece ritengono che lo sviluppo e il cambiamento dello sviluppo derivi prettamente da fattori genetici.
  • Teorie organismiche di natura qualitativa in cui il bambino è un attivo costruttore delle proprie capacità: influenze interne. Alcuni ricercatori ritengono che il cambiamento sia dovuto dall'interazione tra fattori ambientali e fattori genetici, per cui lo sviluppo è determinato dall’interazione tra condizioni ambientali e doti naturali proprie ed infine lo sviluppo è discontinuo.

Sviluppo continuo e discontinuo

I cambiamenti avvengono in maniera graduale e continua o in maniera discontinua. Possiamo vedere che le 3 risposte alle domande sono legate perché se partiamo da una concezione in cui il cambiamento è di tipo quantitativo allora optiamo per una risposta a questa domanda che è verso un processo di tipo continuo perché l'accumulo di esperienza man mano porta uno sviluppo al passaggio a gradi differenti dello sviluppo in maniera del tutto continuativa, mentre ponendo l'accento su un cambiamento di tipo qualitativo ovviamente si ha un processo di tipo discontinuo, cioè ad un certo punto e ad una certa età si verifica il cambiamento a livello qualitativo che determina in maniera improvvisa il passaggio del bambino da una fase ad un’altra.

Anche in questo caso abbiamo delle posizioni intermedie:

  • Ci sono ricercatori che a livello di questi processi hanno dimostrato come in realtà i processi siano processi continui in cui però ogni tanto viene fuori un cambiamento di tipo improvviso. Per cui abbiamo processi al tempo stesso continui e discontinui nelle posizioni intermedie.

La risposta a queste domande dà alla luce 3 approcci teorici principali:

  • L'approccio comportamentista, si richiama all’empirismo.
  • L'approccio organismico, si richiama all’interazionismo.
  • L'approccio psicoanalitico.

L’approccio si caratterizza da alcuni assunti di base, tra cui l’oggetto di indagine e i metodi più adeguati per studiarlo.

Approcci teorici principali

Approccio comportamentista

Qual è l'assunto di base?

Approccio comportamentista: l'organismo è docile e plasmabile attraverso l'esperienza e possiede una capacità illimitata di apprendimento. Il cambiamento che determina lo sviluppo nell'ambito comportamentistico viene visto come influenzato prettamente da cause di tipo ambientali per cui non viene dall’interno ma è l’ambiente ad imporlo dall’esterno, il metodo privilegiato in ambito comportamentistico quello della sperimentazione con il massimo controllo delle variabili.

Il cambiamento è quindi prodotto da cause ambientali. Il bambino viene modellato e plasmato dall’ambiente in quanto tende a ripetere i comportamenti che hanno avuto risultati positivi, rinforzi positivi, e ad eliminare i rinforzi negativi. Come metodo di indagine si predilige l’osservazione con il massimo controllo e l’esperimento di laboratorio rappresenta il metodo ottimale.

A livello di comportamentismo dobbiamo distinguere tra 2 tipi di comportamentismo:

  • Comportamentismo che si rifà alla tradizione di Pavlov e Skinner.
  • Quello invece che si rifà alla teoria dell'apprendimento sociale di Bandura.

Qual è la differenza?

Per quanto riguarda il nodo centrale è sempre l'apprendimento, quindi lo sviluppo si riduce a una questione di apprendimento ma secondo la corrente più estrema nell'ambito del comportamentismo radicale che si rifà a Skinner, lo sviluppo è una lunga sequenza di esperienza di apprendimento e l'apprendimento avviene attraverso condizionamento classico e condizionamento operante, sperimentazioni sugli animali e il famoso cane di Pavlov con lo scopo di dimostrare che si possa utilizzare una risposta istintiva ad uno stimolo per determinare una risposta condizionata ad un altro stimolo.

Invece la corrente meno radicale che riguarda le teorie dell'apprendimento sociale di Bandura l'apprendimento non avviene attraverso meccanismi di condizionamento ma avviene attraverso l’apprendimento per l'osservazione. Egli sostiene che l’apprendimento può derivare anche dall’osservazione senza che vi sia rinforzo. Secondo la teoria di Bandura diventa fondamentale nello sviluppo del bambino l'osservazione e la capacità di imitare il comportamento osservato.

Approccio organismico

Approccio organismico: cambia proprio la concezione dell'organismo, in questo caso l'organismo si attiva e si auto organizza, teso a realizzare le proprie potenzialità e partecipa attivamente alla costruzione di tutti quei cambiamenti che determinano lo sviluppo, per cui il cambiamento è la caratteristica primaria del comportamento.

Il cambiamento dal punto di vista delle teorie organismiche è dettato da leggi prestabilite e regolative che rispondono a principi organizzativi intrinseci. Ogni nuova scoperta non riflette né una disposizione innata del bambino né l’influenza dell’ambiente esterno, ma vi è un’interazione dell’uno con l’altro. Sul piano metodologico, questo approccio predilige l’osservazione e la sperimentazione con un grado moderato di controllo.

Si confrontano bambini di età diverse per individuare i cambiamenti evolutivi e si parte da una vasta gamma di comportamenti per formulare ipotesi sulle capacità cognitive sottostanti.

Il metodo ottimale da questo punto di vista è sempre la sperimentazione e l’osservazione ma con un moderato grado di controllo, quindi a differenza del comportamentismo che privilegiava quella che era l'attività proprio a livello di laboratorio, nell'ambito delle teorie organismiche abbiamo sempre una sperimentazione ma con un grado minore di controllo.

Approccio psicoanalitico

Approccio psicoanalitico: citiamo la teoria Freudiana in cui l'organismo diventa un organismo simbolico e determinato non dall'apprendimento, non dalle cause esterne ma dalla sua storia personale, capace di attribuire significati a se stesso ed al mondo. Il cambiamento nell'ambito della teoria psicoanalitica è sempre il risultato di conflitti interni ad esempio tra amore e odio, unione e separazione e lo sviluppo è un cambiamento da questo punto di vista di tipo qualitativo e procede secondo stadi ben precisi e distinti, cioè la risoluzione o non risoluzione del conflitto porta a un cambiamento che determina lo sviluppo ed è uno sviluppo che avviene attraverso stadi, es. stadi psicosessuali di Freud.

Questo approccio non indaga le cause e gli effetti del comportamento ma tende a ricostruire la storia personale degli individui e cerca i nessi significativi. Il metodo ottimale in questo caso non è più l'osservazione sperimentale ma è l'osservazione della relazione col minimo di controllo, come l’osservazione naturalistica, il colloquio clinico e l’osservazione della relazione osservatore-osservato, che viene ad instaurarsi tra l'osservatore e il soggetto osservato perché in ambito psicoanalitico diventa fondamentale proprio la capacità dell'osservatore di mettere in evidenza i meccanismi che vengono in luce nella relazione con il soggetto osservato.

Sviluppo cognitivo

Nell'ambito dello sviluppo cognitivo, quindi tutto quello che riguarda lo sviluppo del pensiero, della capacità di pensare del bambino che porta poi a delle capacità fenomenale già in un bambino che affronta il liceo, possiamo distinguere 3 prospettive teoriche sullo sviluppo cognitivo differenti:

  • Prospettiva del maturazionismo sostiene che la maturazione è il meccanismo che regola la comparsa o meno delle nuove abilità con il procedere dell’età.

Arnold Gesell è stato il più importante sostenitore di questa prospettiva ed ha affermato l’importanza biologica nel determinare gli schemi generali di sviluppo, le abilità del bambino sono il prodotto di un programma genetico predeterminato. Secondo lo stesso studioso, lo sviluppo è dovuto proprio a una maturazione che è completamente indipendente dall'esercizio e dalla pratica quindi è un qualche cosa che arriva a maturazione senza che vi debba essere un'influenza da parte dell'ambiente esterno.

Per esempio non serve insegnare a camminare e nulla deve essere fatto affinché inizi la pubertà. Tuttavia questi schemi di maturazione possono essere alterati da condizioni ambientali estreme quali la denutrizione o il verificarsi di incidenti, es. ragazza denutrita può non presentare mestruazioni.

Secondo questa corrente sia le maturazioni comuni a più individui sia quelle che invece riflettono differenze tra individui si rifanno sempre a una componente ereditaria, quindi non c'è un fattore ambientale ma un fattore prettamente genetico.

Esperimento di Gesell

Exp. Utilizzando una coppia di gemelle di 11 mesi che non erano ancora in grado di arrampicarsi sulle scale, Gesell sottopose una delle due, a quotidiane sedute di addestramento finché non divenne abile. L’altra, non avendo ricevuto alcun trattamento, non possedeva questa abilità ma qualche tempo dopo iniziò spontaneamente ad arrampicarsi e venne anch’essa sottoposta ad un addestramento. Alla fine le gemelle erano ugualmente abili ad arrampicarsi sulle scale e non vi era alcuna differenza.

Con questo esperimento si voleva dimostrare che l’esperienza gioca un ruolo marginale e che può solo accelerare o ritardare la comparsa di abilità che si sarebbero comunque manifestate ad una certa età in base ad un programma genetico.

A differenza di Gesell, Chomsky pur ritenendo che la capacità di acquisire il linguaggio sia innata, l’esperienza gioca comunque un ruolo importante nel processo di acquisizione della lingua materna.

Le caratteristiche generali del comportamentismo, si rifanno in gran parte all’approccio comportamentistico trattato precedentemente. I due nuovi concetti introdotti in questa teoria sono il Riduzionismo e la Pars

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ale.oo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e delle eta' della vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Jacomuzzi Alessandra Cecilia.
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