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Psicologia della comunicazione

Competenze dello scienziato della comunicazione multimediale

Lo scienziato della comunicazione multimediale dovrebbe acquisire le seguenti competenze:

  • Saper riconoscere gli elementi che contribuiscono a definire, in un processo comunicativo, l'identità dei soggetti coinvolti. Quindi riuscire a trasmettere, con differenti media comunicativi, alcune caratteristiche identitarie significative per una persona, una comunità o un'azienda;
  • Saper costruire relazioni efficaci tra persone/organizzazioni e i rispettivi clienti, proponendo messaggi appropriati e consapevoli attraverso l'utilizzo di mezzi comunicativi plurimi;
  • Usare le proprie conoscenze partendo dal presupposto che ciò che rende una scienza etica o meno è sostanzialmente l'uso che viene fatto delle conoscenze che la caratterizzano.

«Per imparare a pensare in modo più creativo è necessario comprendere il funzionamento del proprio approccio mentale»

Il ruolo della comunicazione

Non possiamo scegliere se essere comunicanti o meno, ma possiamo scegliere se e in che modo comunicare. Oggi la psicologia osserva come la comunicazione entri molto profondamente nell'esistenza del singolo soggetto, dei gruppi, delle istituzioni fino a fondare ed esprimere l'identità personale contribuendo inevitabilmente alla definizione di sé e dell'altro; inoltre mantenendo, modificando e rinnovando i legami, definisce la relazione all'interno delle reti sociali di ciascuno.

La comunicazione è diretta poi alla persuasione, che è una strategia attuata per modificare il comportamento di chi riceve il messaggio. Ma non sempre la comunicazione ha fini persuasivi. Il ‘come si dice’ è più importante di ‘ciò che si dice’. La retorica (l'arte del persuadere) che affida la propria capacità persuasiva a logos (logica), ethos (etica), pathos (sentimento), combinati in modo opportuno, è il più antico modo di esporre.

Lo stile della comunicazione è l'insieme delle tecniche, verbali e non verbali, per rendere efficace la comunicazione ai fini della persuasione. Saper parlare e saper comunicare sono due saperi diversi. La comunicazione è una tra le attività sociali tra le più complesse e pregnanti; rappresenta una dimensione fondamentale dell'esistenza umana ed è espressione dell'identità personale. Il linguaggio non è soltanto un “corpus” cioè un sistema di segni, è viceversa una lingua rappresentante l'istituzione del gruppo sociale a cui il soggetto appartiene.

L'influenza della comunicazione

L'influenza della comunicazione sulla costruzione dell'identità personale contribuisce a forgiare alcune dimensioni strutturanti l'essere umano; esseri riguardano il pensare (sfera cognitiva), il sentire (sfera emotivo-affettiva) e l'agire (sfera comportamentale).

La piramide di McQuail

  • Intrapersonale (intrapsichica): ha luogo all'interno dell'individuo (pensieri, riflessioni, preghiera).
  • Individuale/familiare: ha luogo tra individui all'interno di una struttura sociale.
  • Gruppi e comunità: ha luogo tra un numero ristretto di individui, aventi un'identità comune e un comune obiettivo. Sono previste forme di struttura e di leadership.
  • Organizzazioni: oltre alle caratteristiche dei gruppi si accentua la comunicazione interna al gruppo e quella tra gruppi e il loro contesto sociale. I ruoli sociali sono definiti dalla posizione che l'individuo occupa nell'organizzazione.
  • Società: comunicazioni di massa.

La teoria olistica

Esiste una stretta interdipendenza tra diversi livelli di organizzazione sociale in cui la comunicazione avviene. In altre parole, ogni livello di organizzazione sociale possiede caratteristiche e problematiche comunicative specifiche che tuttavia hanno particolarità che, in parte, sono comuni anche agli altri livelli. Ne consegue che i processi comunicativi sono tra loro interdipendenti così come intende sostenere la teoria olistica della realtà, intesa nella sua radice di senso etimologico dal greco holos cioè tutto, intero.

La comunicazione è un processo complesso in cui sono coinvolti contemporaneamente molteplici fattori e molteplici livelli, tra loro interdipendenti. La complessità sembra a prima vista ingestibile e l'approccio olistico è di aiuto nel ricordare il principio di isomorfismo secondo il quale tra i vari livelli esistono analogie strutturali e relazionali per cui pur riguardando contenuti e processi diversi, schemi e dinamiche sono simili. Ne consegue che conoscere a fondo come è composto e organizzato un livello aiuta a risalire almeno nelle linee generali alla struttura di un altro livello sovra o sotto ordinato; esaminare a fondo le problematiche presenti in un livello permette di comprendere limiti e disfunzioni degli altri livelli perché i problemi di un sistema si riflettono con intensità e tempistiche diversificate su tutti i livelli.

È possibile quindi modificare il sistema globale a partire da un intervento sul livello a noi più conosciuto e accessibile in quel momento. Ad esempio l'agire educativo e la dinamica relazionale tra due persone (livello interpersonale), riflette i modelli culturali di riferimento appresi singolarmente e che fanno parte dei propri vissuti soggettivi (livello intrapersonale). Le macro istituzioni sociali, economiche e politiche di cui fanno parte gli individui (ad esempio lo Stato-Nazione in cui si vive), si riflettono nelle agenzie primarie e secondarie di socializzazione/inculturazione come famiglia, scuola, università, mass media, organizzazioni lavorative, chiese... ed ogni individuo comunicante fa consapevolmente o inconsapevolmente riferimento ai macro modelli sociali e culturali a più livelli: relazionale, situazionale, comunitario, istituzionale, con le proprie credenze, valori, norme, modelli di comportamento, religione, politica, scienza.

Comunicazione face to face e comunicazione mediata

Qual è la differenza sostanziale fra la comunicazione face to face e la comunicazione mediata? L'interazione.

Classificazione delle comunicazioni

  • Interazione faccia a faccia: compresenza, dialogo, massima interazione, eliminazione immediata di ambiguità, presenza di molti indizi simbolici (soprattutto non verbali).
  • Interazione mediata: richiede un apparato tecnico/materiale (carta, cavi elettrici, onde radio, ecc.) che consente la comunicazione di forme simboliche tra soggetti lontani nello spazio e nel tempo. Minori indizi simbolici (comunque diversi, es: lettera, telefono). È più difficile ridurre l'ambiguità quindi è necessaria una maggior condivisione del codice interpretativo.
  • Quasi-interazione mediata: differisce dalla precedente per la direzione dell'azione che non è nota (o poco) e dalla scarsa possibilità di interagire in modo diretto. Situazione molto strutturata con netta separazione tra emittenti e riceventi (comunicazione di massa: stampa, radio, TV, cinema, ...).

Comunicazione di massa e comunicazione interpersonale

Messaggio che viene inviato da un ricevente ad un destinatario per mezzo di un canale;

  • Nella comunicazione interpersonale può esserci un apparato tecnico che veicola il messaggio, es: il telefono, ma può anche non esserci come nel caso della comunicazione in presenza, faccia a faccia.
  • Nella comunicazione di massa questo apparato esiste sempre, e questa è una delle sue caratteristiche. Esiste anche una struttura organizzativa che tiene conto di problematiche sociali, economiche e politiche.

La difficoltà di dare una definizione e una differenziazione tra comunicazione interpersonale e di massa, è che il termine “massa” è di per se stesso fuorviante perché dà l'impressione di un pubblico indifferenziato (talvolta è così, ma in generale la massa, o meglio, il pubblico, è assai differenziato). Conviene parlare non di comunicazione di massa bensì di trasmissione e diffusione di messaggi mediali. Infatti tutto ciò che è legato ad Internet difficilmente si può classificare chiaramente in uno dei due tipi di comunicazione.

La comunicazione di massa

  • Tecnologie di trasmissione: esse consentono di non considerare le distanze spaziali o di considerarle come un puro aspetto tecnico. Un messaggio via etere o via cavo è ricevuto da un vasto pubblico se esiste una rete abbastanza estesa di trasmettitori e di ricevitori.
  • Tecnologie di rappresentazione: sono quelle che forniscono al pubblico una specie di realtà, ovvero una rappresentazione del reale: cinema, televisione, radio, ecc. Queste producono tutta una nuova serie di figure professionali (giornalisti radiotelevisivi, addetti alle riprese, attori, ecc), di competenze e di artefatti (macchine) che lavorano in questo campo.
  • Tecnologie di riproduzione: permettono la riproduzione in serie di prodotti culturali in modo che il prodotto stesso possa essere diffuso insieme al suo supporto fisico, si veda il CD musicale, la fotografia, le cassette video e DVD. Nasce il problema del rapporto tra originale e copia, sia dal punto di vista della qualità ma soprattutto per gli aspetti legali e etici.

La comunicazione face to face

Interattività, ricchezza degli stimoli, complessità, protezione sfera intima e l'incontro.

Limiti: labilità, breve distanza di trasmissione, numero limitato di partecipanti, imperfezione nella trasducibilità (trasferimento messaggio da un codice a un altro).

La comunicazione mediata

Velocità di comunicazione a distanza, portata geografica e demografica potenziale, enorme potenziale di memoria, contatto. Media sono potenziamento della comunicazione umana.

Limiti:

  • Sono assenti gli aspetti di metacomunicazione che caratterizzano la comunicazione faccia a faccia e che indicano come intendere i contenuti di ciò che è comunicato;
  • Non offre garanzie sull'identità dei soggetti interagenti; l'unica fonte di informazioni è data dai contenuti delle interazioni testuali o vocali;
  • L'impegno a collaborare tra i partecipanti e la cooperazione nel corso della formulazione del messaggio non è sempre presente;
  • Il processo cooperativo avviene in modo asimmetrico, con il ricevente che può decidere se continuare o meno l'interazione in base alla sua interpretazione della situazione (opportunismo elettronico);
  • Manca una precisa definizione nell'alternanza dei turni negli scambi comunicativi: l'ordine dei messaggi sullo schermo è organizzato temporalmente, in base al momento in cui ogni utilizzatore invia il testo.

La comunicazione mediata dal computer

Sincronia: chat / Asicrona: email.

Aspetti disfunzionali della comunicazione

  • Lurking (osservare l'andamento della discussione senza partecipare e senza segnalare di essere presente);
  • Flaming (adozione di uno stile comunicativo qualificato da espressioni molto forti e di insulti);
  • Spamming (invio di messaggi non desiderati spesso di natura commerciale);
  • Bombing (inviare allo stesso soggetto centinaia di messaggi fino a bloccargli la possibilità di comunicare con l'esterno).

La comunicazione come relazione

Intesa come trasmissione di un messaggio e relazione affettiva tra due persone. È alla base dell'interazione sociale e delle relazioni interpersonali.

La comunicazione nell'approccio psicologico

  • È un'attività complessa che necessariamente si sviluppa nelle relazioni interpersonali;
  • Avviene in un ambiente sociale, è un atto sociale;
  • L'atto del comunicare diventa un gioco di relazioni in cui ognuno mette in atto se stesso e il proprio modo di essere con gli altri;
  • È un mezzo per mantenere e co-definire sia la propria identità (sia la coscienza di sé sia l'equilibrio emotivo) sia i legami con le persone dei sistemi in cui si vive. Questa definizione di sé e della relazione attraverso la comunicazione è continua e reciproca;
  • È connessa all'azione: ogni atto comunicativo ha effetti sulla sequenza degli scambi in un processo di influenza reciproca;
  • È un processo che attraversa tutti i fenomeni delle sfere cognitive, emozionali e relazionali dell'individuo.

La comunicazione è un'attività cognitiva, connessa al pensiero e ai processi mentali superiori, che comprende la manifestazione di idee ed emozioni a qualcun altro.

Non esiste pensiero che non venga codificato attraverso il linguaggio, non esiste emozione che non venga espressa attraverso la comunicazione, non esiste attività che non veicoli un qualche significato.

La comunicazione è condivisione, coinvolgimento, attività sociale e cognitiva, è connessa all'azione. La variabile che fa la differenza in un messaggio è la comprensione. Comunicare deriva dal latino communis agere, ovvero mettere in comune, condividere. Cosa? Informazioni, sentimenti, opinioni, dati ecc.

Comunicare

È un processo di scambio di informazioni e di influenzamento reciproco che avviene in un determinato contesto. Comunicare non è SOLO esprimersi, è anche ricevere, cioè ascoltare. In maniera più o meno esplicita in ogni atto comunicativo ciascuno di noi è come se dicesse: ecco come sono, ecco come mi vedo, ecco come mi presento. E, contemporaneamente: ecco come ti vedo, ecco come tu sei secondo me, ecco che tipo di relazione ci lega. Comunicazione (Anolli): «scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cornice culturale di riferimento».

Comportamenti e notizie

  • Comportamento: Qualsiasi azione motoria di un individuo osservabile in qualche maniera da un altro, ha carattere informativo.
  • Notizia: acquisizione di conoscenze inferite in modo autonomo da parte di B nei confronti di A, anche se questo non ne è consapevole. Non implica intenzione di A.
  • Interazione: qualsiasi contatto (fisico/virtuale) anche involontario, cioè non consapevole.

Le tre funzioni di base della comunicazione

  1. La funzione proposizionale: elaborazione, organizzazione e trasmissione di conoscenze/atteggiamenti fra i partecipanti di una determinata comunità;
  2. La funzione relazionale: generazione, sviluppo, mantenimento, rinnovo, cambio, restauro ed estinzione delle relazioni;
  3. La funzione espressiva: manifestazione in modo originale ed inconsueto di pensieri, sentimenti, emozioni, stati d'animo.

Gli orientamenti

  • Referenziale: riguardante la trasmissione dell'informazione, con orientamento al contesto fisico/culturale;
  • Conativa: verso il destinatario con l'obiettivo di dirigerlo verso una determinata azione;
  • Fàtica: o di mantenimento del contatto nella comunicazione;
  • Estetica: presente sia nella prosa che nella poesia;
  • Metalinguistica: in cui l'oggetto della comunicazione è la comunicazione stessa;
  • Emotiva: intenzionata a suscitare stati d'animo ed emozioni.

Competenza comunicativa

  1. Competenza sintattica: la capacità di produrre frasi formalmente corrette e di comprenderle in base alle regole grammaticali. Un buon vocabolario;
  2. Competenza semantica: la capacità di associare le parole ad oggetti, eventi e situazioni corrispondenti. Un buon uso della grammatica;
  3. Competenza pragmatica: la capacità di comunicare tenendo conto del contesto in cui avviene la comunicazione. La più difficile e quella di maggior peso se si vuole comunicare in maniera efficace. Un buon uso dell'intenzionalità.

«Ci si può considerare davvero competenti nel comunicare se si è sviluppata una adeguata capacità di stabilire e mantenere relazioni costruttive»

Per competenza comunicativa, in quanto competenza sociale, si intende un insieme di abilità comunicative consolidate ed utilizzate spontaneamente e con continuità per avviare, sostenere, e gestire un'interazione in coppia, in un gruppo di lavoro, in ambito comunitario, associativo. Le competenze comunicative sono quella sommatoria di singole abilità che rientrano nel più ampio panorama di riferimento delle abilità sociali (social skill) intese come un insieme di comportamenti motivati e cognitivamente controllati.

La competenza comunicativa rientra, al pari del pensiero creativo, tra le dieci competenze, nucleo fondamentale delle life skills identificato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e che appartengono all'area relazionale. L'OMS raggruppa le competenze in tre aree: emotive, relazionali, cognitive. Il pensiero creativo rientra fra le competenze cognitive, la comunicazione efficace rientra nelle competenze relazionali.

Abilità comunicativa

Le abilità comunicative in quanto abilità sociali, costituiscono la base e la pre-condizione per lo sviluppo di un'adeguata competenza comunicativa. Le abilità comunicative non sono innate e possono essere identificate ed insegnate. L'OMS definisce la capacità comunicativa come il sapersi esprimere in ogni situazione particolare sia a livello verbale che non verbale in modo efficace.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mmarchiori98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Perotti Luisa.
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