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Psicologia del ciclo di vita

Introduzione

Solo nel 1980 viene pubblicato il primo studio della disciplina e definisce la psicologia del ciclo di vita come un campo che si occupa della descrizione, della spiegazione e della modifica di un cambiamento all’interno di un individuo e all’interno della stabilità del suo arco di vita, partendo dalla nascita fino alla morte (Lifelong learning). Questa disciplina analizza le differenze e le similitudini degli individui durante il loro processo di vita personale.

Continuità e discontinuità: la percezione delle persone riguardo alla stabilità o al cambiamento (biologici, psicologici etc.) nel corso della vita. Dunque la materia si occupa di studiare e spiegare questi cambiamenti della nostra vita e come interagiscono tra di loro. Alcune teorie enfatizzano la continuità, sostenendo che gli individui mantengono una certa coerenza nelle loro caratteristiche e nel loro funzionamento psicologico nel tempo. Al contrario, altre teorie mettono l’accento sulla discontinuità, affermando che gli individui attraversano tappe dello sviluppo che portano a cambiamenti qualitativi e discontinui nelle loro capacità, abilità e personalità. L’interazione tra continuità e discontinuità è un elemento centrale nella comprensione dell’evoluzione dell’individuo.

Sviluppo: la serie di cambiamenti fisici, cognitivi, sociali ed emotivi che si verificano nel corso della vita di una persona. Le teorie del ciclo di vita esplorano come i fattori biologici, culturali, sociali e ambientali interagiscono per influenzare l’individuo durante il percorso di vita.

Età: fornisce una struttura per comprendere le tappe di sviluppo e le sfide che le persone affrontano in diverse fasi della loro vita.

Diverse immagini della vita: ovvero il senso di scopo, valori personali, aspettative e priorità individuali. Le persone danno significato alle loro esperienze e costruiscono narrazioni personali sulla propria vita, che influenzano le loro scelte, comportamenti e modelli di sviluppo. Le diverse immagini della vita sono influenzate dalla cultura, dalle esperienze personali e dagli obiettivi individuali.

Transizione: momenti significativi di cambiamento nelle fasi di vita di un individuo, che comportano la necessità di adattarsi a nuove circostanze e ruoli. Le teorie del ciclo di vita esplorano come le transizioni influenzano lo sviluppo e la crescita personale, portando a nuove sfide, opportunità e adattamenti.

Trasformazione: mette l’accento sul processo di cambiamento interno profondo che si verifica durante le fasi di vita. Può coinvolgere una riconsiderazione delle priorità, dei valori, delle aspirazioni e dell’identità stessa.

Il concetto di cambiamento e di sviluppo non sono la stessa cosa. Mentre il cambiamento rappresenta una modifica di una variabile o dello status di vita di una persona, lo sviluppo si riferisce ad un cambiamento positivo che riguarda un aspetto specifico della vita personale.

Non tutti i cambiamenti implicano uno sviluppo o un miglioramento, può verificarsi in modo istantaneo e può essere oggettivamente osservabile. Lo sviluppo si riferisce a un processo graduale di cambiamento che è soggettivo nella sua natura, ed implica un miglioramento progressivo, un’acquisizione di consapevolezza di sé e un continuo dispiegamento delle potenzialità individuali.

Approcci allo sviluppo e al cambiamento

  1. Approccio comportamentistico: pone l’accento sulle cause ambientali come motore del cambiamento. Si sostiene che l’organismo sia plasmabile e che abbia illimitata capacità di apprendere. Secondo questa prospettiva, le influenze esterne e le esperienze di apprendimento modellano il comportamento e determinano il cambiamento.
  2. Approccio organismico: enfatizza i principi organizzativi intrinsechi che guidano il cambiamento. L’organismo è un sistema attivo e autoregolabile, che possiede leggi e principi organizzativi interni, e il cambiamento avviene tramite essi.
  3. Approccio psicanalitico: il cambiamento è il risultato di conflitti interni (teoria di Freud). Secondo la psicanalisi, il cambiamento si verifica attraverso il superamento e la risoluzione di tali conflitti interni.

Figure metaforiche per rendere l’idea di cambiamento: letto d’ospedale (situazione passiva in cui il cambiamento è determinato dai fattori genetici e biologici, l’individuo ha poca influenza); gara di nuoto (il cambiamento è intenzionale e volontario, l’individuo può migliorare se si impegna); luna park (il cambiamento può essere influenzato da fattori esterni e può essere caratterizzato da momenti di controllo e momenti in cui si perde il controllo); tennis (l’adattamento nel contesto delle interazioni con gli altri, il cambiamento avviene tramite l’incontro con le persone e l’ambiente circostante).

Oggi, la prospettiva interazionista è molto diffusa e unisce la persona e l’ambiente come fattori di sviluppo. Si riconosce che lo sviluppo non è uno stato ideale da raggiungere, ma un processo in corso che coinvolge l’interazione tra l’individuo e il suo ambiente. Lo sviluppo è visto come un cammino in cui la persona mostra una maggiore apertura all’esperienza, una crescente consapevolezza del presente e una fiducia crescente nel proprio organismo.

Età evolutiva

Età evolutiva: la vita di una persona attraversa diverse fasi di cambiamento. Questo pone l’accento sul concetto di tempo, non si presta attenzione solo al passato ma, si considera anche il presente e il futuro. Ogni fase dell’età è caratterizzata da acquisizioni cognitive e affettive specifiche, e da diverse motivazioni e influenze sociali. Secondo Baltes e Reese l’evoluzione riguarda l’intera esistenza di una persona e non si limita a fasi specifiche, questo significa che lo sviluppo psicosociale è costante.

Compiti di sviluppo: sono le sfide specifiche che ogni individuo affronta in ogni fase della vita.

Ageismo: pregiudizio sull’età. Nasce circa 25 anni fa con l’intento di dimostrare la preoccupazione sociale sulla condizione degli anziani. Batler definisce ageism il processo di stereotipizzazione sistematica e di discriminazione nei confronti di persone anziane, alla stregua del razzismo. Anche se ad oggi è un fenomeno che si sta estendendo a diversi ambiti e diverse età. (Ognuno di noi lo fa con sé stesso come per esempio “no, non posso farlo perché non ho l’età).

Teorie del ciclo di vita

L’obiettivo delle teorie del ciclo di vita è quello di comprendere meglio il processo di sviluppo umano, riconoscendo la molteplicità delle esperienze e delle sfide che le persone affrontano nel corso della loro vita. Le teorie del ciclo di vita si differenziano tra loro su diverse dimensioni:

  • Limiti degli stadi: ovvero il limite temporale entro il quale è possibile identificare gli stadi di sviluppo, alcune teorie delimitano specifici periodi di tempo (come infanzia, adolescenza), mentre altre teorie potrebbero enfatizzare processi di sviluppo che avvengono in momenti più specifici.
  • Origine degli stadi: alcune teorie considerano gli stadi del ciclo di vita come il risultato di fattori individuali, altre mettono l’accento sui fattori ambientali.
  • Universalità delle fasi: ovvero se le fasi siano universali e uguali per tutti. Alcune teorie sostengono l’universalità, mentre altre mettono in luce l’importanza dell’individualità e del contesto culturale.
  • Continuità e coerenza: alcune teorie parlano di tratti di personalità stabili o temi ricorrenti, altre teorie mettono l’accento sulle trasformazioni.
  • Punto finale e universalità: alcune teorie indicano che lo sviluppo ha una traiettoria comune verso la maturità, mentre altre teorie sottolineano l’importanza delle differenze individuali e del contesto.
  • Processo versus contenuto: alcune teorie si concentrano sull’esplorazione dei modi in cui le persone affrontano e si adattano ai cambiamenti, mentre altre teorie si concentrano sulle specifiche esperienze e sfide che si presentano nelle diverse fasi della vita.
  • Ampiezza del corso della vita: alcune teorie offrono una visione olistica che considera l’intero arco della vita come un processo di sviluppo continuo, mentre altre teorie si focalizzano su periodi e transizioni specifiche.

I principi della psicologia del ciclo di vita

I principi della psicologia del ciclo di vita: nell’articolo pubblicato nel 1980, i principali esponenti hanno definito i quattro principi fondamentali della psicologia del ciclo di vita, scostandola dalla psicologia dello sviluppo. Dunque postulano i primi quattro assunti fondamentali della disciplina, che diventano poi sette nel ’87.

  • Lo sviluppo continua tutta la vita, Life long Learning. L’uomo è in continua evoluzione per tutto l’arco della vita.
  • Lo sviluppo è un’espressione di processi biologici, storici, culturali e di socializzazione. La persona è considerata sotto tutti gli aspetti (visione sistemica).
  • Le definizioni circoscritte e monolitiche della natura dello sviluppo sono inadeguate. Significa che è caratterizzato da una plasticità di considerare diversi aspetti e diverse prospettive della vita.
  • La psicologia consente in maniera più ampia, longitudinale di esplorare e comprendere gli aspetti diversi dello sviluppo. Osservare l’evoluzione in più ampia scala.

Gli assunti aggiunti da Baltz sono:

  • Lo sviluppo è un processo multidimensionale e multidirezionale, avviene in diversi luoghi e modalità.
  • Sviluppo come processo caratterizzato da plasticità, ovvero l’individuo può modificare le sue condizioni.
  • È un processo caratterizzato da guadagni e perdite, nel senso che evolvo, acquisisco, perdo nel corso della vita.
  • È un processo calato nella realtà storica e culturale.

La teoria dell’arcobaleno di carriera di Donald Super

La teoria dell’arcobaleno di carriera di Donald Super ha ridefinito la carriera come un processo dinamico e in continua evoluzione lungo l’intera esistenza dell’individuo. Una delle caratteristiche è l’interazione tra individuo e contesto sociale, e come questa interazione influenzi lo sviluppo della carriera. Super ha riconosciuto che le scelte professionali e il percorso di carriera di una persona sono modellati da una complessa interazione tra i bisogni individuali, le aspirazioni, gli interessi e le opportunità esterne.

L’arco dell’arcobaleno rappresenta il ciclo della vita e della carriera, mentre i colori rappresentano i vari ruoli sociali che l’individuo assume durante la sua esistenza. Questi ruoli possono cambiare nel corso del tempo. Un aspetto rilevante del modello di Super è l’integrazione dell’importanza emotiva e del tempo nel percorso di carriera. L’importanza emotiva riflette l’importanza soggettiva che un individuo attribuisce a un determinato ruolo o carriera. Il tempo indica la quantità di tempo che un individuo dedica a un particolare ruolo o attività. Super ha evidenziato che questi due fattori possono non sempre essere in sincronia e possono variare indipendentemente l’uno dall’altro.

Un altro aspetto importante è l’adattabilità di carriera, che si riferisce alla capacità dell’individuo di adattarsi alle nuove circostanze. Tuttavia questo modello presenta delle limitazioni, come il fatto che potrebbe non essere applicabile a contesti culturali diversi da quelli occidentali e potrebbe non considerare completamente le sfide e le opportunità specifiche che certi gruppi etnici o di genere possono affrontare nel mercato del lavoro. Inoltre il modello può sembrare troppo lineare e rigido rispetto alla realtà delle carriere contemporanee.

In conclusione, l'approccio evolutivo di Donald Super ha rappresentato un importante passo avanti nello studio delle carriere e dell’orientamento professionale. Il suo modello dell’“arcobaleno di carriera” ha fornito una prospettiva dinamica e interattiva sulla carriera delle persone, integrando aspetti personali e situazionali nel percorso professionale. Nonostante alcune limitazioni, il lavoro di Super ha aperto la strada a una maggiore comprensione dei percorsi di carriera e ha influenzato positivamente la pratica dell’orientamento professionale.

Il modello ecologico di Bronfenbrenner

Il modello ecologico di Bronfenbrenner è parte di una teoria nota come “Teoria bioecologica dello sviluppo”. Questa teoria sottolinea che lo sviluppo umano è il risultato di una complessa interazione tra l’individuo e l’ambiente in cui vive. Secondo questa teoria l’individuo non è un oggetto passivo che subisce l’influenza dell’ambiente, ma è un agente attivo che partecipa attivamente alla costruzione del proprio sviluppo. L’individuo, attraverso il suo agire, può interpretare e attribuire significati al mondo che lo circonda, può influenzare il contesto stesso.

Il processo di trasferimento culturale si riferisce al modo in cui le tradizioni culturali, i valori, le credenze e le pratiche vengono trasmessi da una generazione all’altra. L’ecologia umana è una prospettiva teorica che considera l’essere umano come parte integrante di un sistema sociale complesso e interconnesso. Il modello ecologico di Bronfenbrenner, sviluppato negli anni ’70, rappresenta uno dei principali pilastri dell’ecologia umana e si concentra sull’interazione reciproca tra individuo e i vari strati dell’ambiente che lo circonda:

  • Microsistema: è il livello più immediato e diretto dell’ambiente in cui l’individuo vive e interagisce regolarmente come la famiglia, gli amici e altri ambienti di vita quotidiana.
  • Mesosistema: rappresenta il collegamento tra due o più microsistemi, in cui le interazioni tra questi contesti hanno un ruolo sociale nello sviluppo.
  • Esosistema: si riferisce a quegli ambienti in cui l’individuo non è direttamente coinvolto, ma che comunque influenzano i microsistemi. Ad esempio le politiche governative, le condizioni economiche della comunità e le norme sociali.
  • Macrosistema: è il livello più ampio e rappresenta i valori culturali, le credenze, le ideologie e le istituzioni sociali che influenzano l’individuo. Fornisce un contesto generale in cui si sviluppano e interagiscono gli altri livelli ecologici.

All’interno di questo modello sono riconosciuti due importanti processi di sviluppo:

  1. Processo di adattamento: l’individuo si adatta all’ambiente in cui vive, modellando il proprio comportamento e le proprie abilità in base alle influenze e alle esigenze dei diversi contesti.
  2. Processo di selezione: l’individuo seleziona i contesti che lo circondando in base alle sue preferenze.

Ci sono, tuttavia, delle critiche del modello ecologico: mancanza di attenzione alle dinamiche di potere, difficoltà di identificare e definire i confini chiari tra livelli ecologici.

Interazione individuo/ambiente

Interazione individuo/ambiente: l’individuo non può essere diviso dal contesto in cui vive. Questa dicotomia ha portato a diverse dispute tra gli studiosi della materia (innato o appreso?). È possibile concentrarsi sulle caratteristiche singolarmente, ma sarebbe meglio considerarne l’interazione.

Esistono diversi approcci di studio dello sviluppo umano nel corso della vita. Ad esempio, l’approccio basato sugli stadi di età (trasversale), esplora gli aspetti dello sviluppo in momenti specifici, considerando l’individuo in relazione al suo ambiente e alle sfide tipiche di ciascun periodo. Poi esiste l’approccio tematico (longitudinale) che si concentra su uno specifico aspetto dello sviluppo durante l’intero arco della vita, analizzando come tale aspetto si evolva nel tempo.

Combinando i due approcci è possibile ottenere una comprensione più approfondita e ricca dello sviluppo umano. Entrambi gli approcci presentano, però, dei limiti. L’approccio trasversale potrebbe non rendere pienamente giustizia alle interconnessioni tra le diverse fasi e alle diverse influenze. L’approccio longitudinale, invece, richiede un impegno a lungo termine e sono soggetti a diverse complicazioni.

La definizione degli stadi di età è un dibattito continuo nella psicologia del ciclo di vita. Alcuni ricercatori riconoscono solo due stadi (infanzia e età adulta) e altri suddividono la vita in diverse fasi. Attualmente si riconoscono otto stadi, i quali confini non sono precisi e possono variare tantissimo da individuo a individuo e anche in base alla prospettiva teorica su cui si analizzano.

Prospettive su mezza età adulta ed età anziana

La mezza età, che solitamente si estende tra i 40 anni e i 65 anni, è un periodo di transizione segnato da diversi cambiamenti fisici, emotivi, sociali e cognitivi.

Daniel Levinson ha introdotto il concetto di transizione di vita, suddividendo la vita adulta in cicli di circa 25 anni ciascuno. La mezza età costituisce la seconda fase di questo ciclo, preceduta dalla giovinezza e seguita dalla vecchiaia. In uno dei suoi studi, Levinson, ha individuato due traiettorie fondamentali:

  1. La transizione della metà della vita, caratterizzata da una rivalutazione della propria vita, dei valori e degli obietti
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludhoran di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Rinaldi Teresa.
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